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Pd – Binetti, il divorzio è servito. Ed è subito crisi

di Cecilia M. Calamani
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[15 feb 2010]
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binettiIl tira e molla che va avanti da mesi è finito, la senatrice Paola Binetti abbandona il Pd per l’Udc: “Mi sono sentita un bersaglio, mi e’ stato negato il diritto alla parola e alla rappresentanza dei valori cattolici“.

L’addio della Binetti è l’ultimo della diaspora degli ultracattolici che da qualche tempo affligge il Pd. Il 31 ottobre scorso è stata la volta di Francesco Rutelli che, annunciando: “Non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non può essere il mio partito”, è uscito fondando un nuovo partito. Il 14 gennaio, dopo l’avallo del Pd alla candidatura di Emma Bonino del Lazio, lo hanno seguito i deputati Carra e Lusetti, che hanno scelto invece le confortevoli braccia dell’Udc di Casini.

Ma Paola Binetti incarna veramente quel pensiero ultraconservatore che alberga nel Pd e di cui molti di disfarebbero volentieri?

Da sempre avversa a ogni forma di diritto in osservanza a Santa Romana Chiesa, la cultrice del cilicio ha annunciato e ritrattato la sua fuoriuscita  in molte occasioni. Il suo abbandono dovrebbe, quindi, far tirare un sospiro di sollievo al partito, che non ha avuto il coraggio di espellerla neanche quando, in occasione della votazione in Parlamento sull’aggravante di omofobia per i reati proposta dalla collega Paola Concia, la Binetti si è schierata contro.

Sembra, invece, che gioisca più della sua scelta l’elettorato sciolto della sinistra -  che augura al maggiore schieramento di opposizione di ritrovare quella verve laica seriamente minata dalle presenze teodem -  dello stesso partito. Le dichiarazioni interne in occasione di questo addio, infatti, non lasciano adito a dubbi.

Paolo Gentiloni: “L’uscita di Paola Binetti impoverisce il Partito Democratico”.

Pier Luigi Castagnetti : “Credo di poter dire, anche a nome della maggioranza dei credenti che restano nel Pd, tutta l’amarezza per una scelta per una scelta personale che merita rispetto ma che non può essere condivisa”.

Arturo Parisi: “La sua uscita segnala il fallimento della sua scommessa personale ma anche l’incapacità del partito di farsi luogo di confronto tra persone e di sintesi al servizio della decisione politica”.

Enrico Letta, vicesegretario: “Sono dispiaciuto per la scelta di Paola Binetti. Avrei preferito avesse dato una chance in più al Pd perchè sono sicuro che il lavoro che si sta facendo alla fine pagherà”.

E anche il segretario Pierluigi Bersani, anima laica, condivide il dispiacere: “So che a qualcuno potrà sembrare strano, ma lo dico sinceramente: l’allontanamento dell’onorevole Binetti è quello che mi dispiace di più. Non posso, ovviamente, condividere le sue motivazioni, in particolare a proposito della candidatura di Emma Bonino”.

Certo, c’è anche chi gioisce, chi non vedeva l’ora, chi stappa bottiglie di spumante, chi avrebbe spinto personalmente la Binetti fuori da quella porta (ma non ne ha avuto il coraggio).

Resta il fatto che la ‘sfida’ del Pd, quella che voleva coniugare l’anima (cattolica) della Margherita a quella (laica) dei Ds, è persa, come sottolinea Parisi.

Resta il fatto che vari parlamentari eletti nel Pd ora approdano ad altri lidi, mantenendo un incarico ottenuto con i voti del partito che lasciano invece di dimettersi come un barlume di dignità consiglierebbe.

Resta il fatto, infine, che la deriva conservatrice del Pd non si estingue con la Binetti. Lei è la punta di un iceberg che si è seriamente incrinato, ma non frantumato, con la sua dipartita.

Un esempio facile facile, per frenare i promotori del brindisi.
Il Governo ha presentato formale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per la sentenza del novembre scorso contro l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. A plaudere all’iniziativa del Governo due illustri senatori del Pd a loro volta firmatari, insieme ad altri nove senatori consanguinei, di una proposta di legge per l’esposizione obbligatoria dei crocifissi nelle scuole: Vannino Chiti (vicepresidente del Senato) e Stefano Ceccanti (costituzionalista).

L’era Binetti, dunque, non è finita, con buona pace degli ottimisti. Sta al Pd capire, dopo questa ennesima frattura, come superare la crisi insita nei suoi stessi natali;  se approfittare dell’occasione così ben servita per dare una svolta, o continuare a marcire – ancora – nello stesso guado.

Cecilia M. Calamani

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12 commenti
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  1. [...] Per approfondire consulta la fonte: Pd – Binetti, il divorzio è servito. Ed è subito crisi – Cronache … [...]

  2. ogni tanto ci sono buone notizie.
    sono certo che il pd crescerà di un milione di voti dopo la dipartita di tale odioso personaggio

  3. secondo me il problema è che personaggi come la Binetti hanno scientamente spinto per appiattire la posizione dei credenti su una posizione clericale/confessionale, se si riuscisse ad uscire da questo equivoco forse si potrebbero fare dei passi avanti

  4. Se all’interno del Pd se ne vanno i cattolici, c’è il pericolo serio che rimangano i cristiani. Il che non sarebbe male; forse per l’auspicata sintesi la strada sarebbe in discesa.

  5. Qual’è il problema? il voto dei cattolici non è assolutamente decisivo. Ogni buon cattolico, sa che il perdono è nel confessionale. E nella cabina del seggio vota come gli pare, cioé di panza e non di asservimento al papa.

  6. Il Pd guadagnerà dei voti con la fuoriuscita della Binetti? Può essere, ma forse ne avrebbe guadagnati di più se l’avesse cacciata via, ergendosi a soggetto attivo, invece che passivo, delle scelte teodem della senatrice. Per contro ne perderà altri, quelli che non avrebbe voluto assolutamente perdere.
    Quanto al voto dei cattolici, è decisivo se per cattolici intendiamo i confessionalisti. Lo dimostra lo stesso presidente del Consiglio, che si dà molto da fare per attirarli traducendo in leggi dello Stato le istanze della Chiesa.
    Il Pd ha mostrato, almeno finora, di non essere in grado di fare delle scelte coraggiose. Il che ha significato perdere affezionati sia a sinistra che tra i confessionalisti.
    Continuo a ritenere che la Binetti rappresenti solo la punta dell’iceberg. Famosa per le sue posizioni e per indossare il cilicio (e ammetterlo), è comunque contornata da colleghi forse meno appariscenti ma ugualmente pericolosi per la deriva confessionale del Pd. Gli 11 senatori che hanno firmato la proposta di legge per il crocifisso obbligatorio nelle aule scolastiche sono ancora tutti lì. E quelli come li chiamiamo? Cattolici moderati?
    Il problema è aver voluto a tutti costi una fusione che – era evidente sin dall’inizio – si sarebbe scontrata prima o poi sulla ‘coscienza’. Pur di ingrossare le file, si è scelta un’ambiguità di valori che può solo essere perdente. E i fatti, almeno finora, lo dimostrano.

  7. Indovinate un cattotalebano come me a quale commento dà più ragione? A quello di Fabio.

  8. [...] Pd – Binetti, il divorzio è servito. Ed è subito crisi [...]

  9. Secondo me tutti questi problemi cesserebbero se il PD si decidesse a fare una cosa molto semplice: leggere la Costituzione italiana e rispettarla.

  10. E’ abbastanza sconfortante constatare che tra le tante questioni irrisolte e misteriose del nostro Paese permanga la questione cattolica. Però, credo che Binetti non abbia nulla a che vedere con il cattolicesimo ma con l’esasperato fondamentalismo che alberga in tanti dell’Opus Dei. Personalmente credo che l’Udc saprà gestirla meglio del Pd., partito dove ha solo seminato zizzania, riuscendo a silenziarla (o a mettergli la mordacchia visto che lei ama i simboli dell’inquisizione)
    http://www.nessundio.net/tiziana2010.htm

  11. La scelta della Binetti conferma non solo l’ipocrisia dei clericali che, a parole, dichiarano di volere una laicità che porti a convivere tutti, di diversa concezione filosofica o esistenziale, ma anche la strategia “temporale” (Ruini docet) per la quale, ora serve rinforzare Casini e renderlo ancora più arbitro della dinamica politica!
    la strategia “temporale” va denunciata, non i valori che vogliono imporre…senza “negoziare”!

  12. Sono d’accordo: per quanto io non abbia nessuna simpatia per il mondo cattolico non credo che sia giusto abbassarlo a livello della Binetti. Del resto l’Opus dei è una setta che ha avuto grande visibilità con l’avvento di Giovanni Paolo II