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Nucleare: Scajola interpreta, Bonino replica

di Eleonora Gitto
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[5 feb 2010]
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nucleareIl Governo ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le tre leggi regionali che vietano la costruzione di centrali nucleari nel loro territorio. Campania, Puglia e Basilicata hanno detto un chiaro “no” al nucleare e lo hanno fatto non a chiacchiere: il loro ”no” al nucleare è stato sancito con norme democraticamente approvate.

La notizia del ricorso da parte del Governo, naturalmente, ha scatenato le ire delle associazioni ambientaliste e di quanti, da anni, vanno ripetendo che il nucleare oltre ad essere pericoloso e impattante, è anche molto costoso. E su chi ricadranno i costi? Altro che riduzioni “tangibili” sulle bollette! Una riduzione dei costi si potrebbe avere solo con un piano serio ed efficace di risparmio energetico e di diffusione delle energie rinnovabili. Questa sì sarebbe una scelta in direzione della tutela degli interessi dei cittadini e a garanzia di un futuro migliore per tutti, pianeta Terra compreso.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Così il Ministro Scajola, prima fa un “Piano” che inneggia al nucleare e poi propone il ricorso alla Corte Costituzionale delle leggi delle tre regioni che vogliono vietare la costruzione di centrali nucleari sul loro territorio. Queste le motivazioni: “L’impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito”. E spiega, tra l’altro: “In punto di diritto le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela ambientale, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione d’infrastrutture necessarie per il Paese”.

Allora vediamo cosa dice la nostra Costituzione all’articolo 117 al comma 2 lettera s (Materie esclusive dello Stato): tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali. Fra le materie concorrenti, sempre l’articolo 117, annovera: ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia.

Orbene,  una delle tre leggi regionali, nello specifico quella della Campania,  prevede l’intesa col governo per quanto riguarda (testualmente) “l’installazione d’impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi di materiali radioattivi”.

Le materie oggetto di legislazione dunque non riguardano la tutela dell’ambiente, la sicurezza interna e la concorrenza, ma la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia e il governo del territorio, che sono materie concorrenti.

Povera Carta Costituzionale! Si vuole cambiare se impedisce di soddisfare i propri interessi, e s’interpreta liberamente quando si vuole dare il rigore della legittimità a scelte di parte.

La replica a Scajola è arrivata anche da Emma Bonino:La decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare le leggi contro il nucleare di Puglia, Campania e Basilicata non è una decisione presa in punta di diritto, come vuol far credere il ministro Scajola, ma è un semplice atto di prepotenza, proprio perché l’energia, come lo stesso Ministro Scajola ha notato, è secondo la Costituzione materia concorrente tra Stato e Regioni”.

Tra l’altro, vale la pena di ricordare che il cosiddetto Piano Scajola è stato approvato dal Governo senza alcun confronto con le Regioni, e su di esso pesa il ricorso di undici Regioni. L’udienza è fissata per il 22 giugno. Ancora una volta si deve far ricorso alla Magistratura per far rispettare norme e diritti, e questo è segno evidente di una politica fallimentare.

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un commento
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  1. Scajola,chi quel ministro che all’assassinio di Marco Biagi gli ha dato del coglione,se quello è un ministro!!!!