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Attualità   

La Protezione Civile spa annega nel mare dei decreti d’urgenza

di Eleonora Gitto
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[16 feb 2010]
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protezione-civileMercoledì 17 febbraio dovrebbe approdare alla Camera il decreto sulle emergenze. Il Presidente Gianfranco Fini ha annunciato che il Governo avrebbe deciso di stralciare dal decreto l’articolo 16 con il quale s’istituiva la Protezione Civile spa.
 
Suona strana la decisione del Governo dopo la decisa difesa di Bertolaso da parte della maggioranza del Governo Berlusconi. Il Premier in persona ha difeso a spada tratta il Capo della Protezione Civile. Dopo aver respinto le sue dimissioni, ha lanciato tuoni fulmini e saette in direzione dei Pm invitandoli a “vergognarsi” per aver “sollevato accuse ingiuste”.

Ora, quello stesso Governo, decide di stralciare dal decreto la “Bertolaso spa”. Perché? Se l’operato della Protezione Civile sotto la direzione Bertolaso è stato così encomiabile da non essere consentito a nessuno nemmeno il pensiero del dubbio, come mai si fa un passo indietro rispetto alla sua privatizzazione, tanto “necessaria” e non più procrastinabile al punto da predisporre l’ennesimo decreto ad hoc? 

Fra le tante dichiarazioni che oggi hanno riportato i giornali in merito allo stralcio dell’articolo 16 del decreto, una in particolare merita una riflessione più attenta.  Silvana Mura, parlamentare di Italia dei Valori ha posto un inquietante interrogativo: “Che cosa sarebbe accaduto se nel frattempo non fosse scoppiato lo scandalo dell’inchiesta che coinvolge proprio la Protezione civile?”. Poi ha continuato: “E’ grave che un provvedimento, in particolare quando è emanato con la decretazione d’urgenza, diventi improvvisamente inopportuno perché nel frattempo sono stati scoperti degli altarini. Ancora una volta il governo Berlusconi viene pescato con le mani nella marmellata mentre tenta di far passare norme opache”.
 
Silvana Mura ha posto l’accento su un problema serio: i provvedimenti d’urgenza. Dal 2001 al 2009, grazie ai decreti d’urgenza emessi dal Governo, la Protezione Civile ha varato quasi 700 ordinanze, ognuna delle quali ha permesso a un commissario straordinario di agire in deroga dell’intero ordinamento giuridico italiano. Miliardi di euro assegnati senza gare di appalto, velocizzazione dei lavori. E sono proprio gli appalti l’anello debole della catena. Una debolezza che la vicenda Bertolaso porta alla luce in tutto il suo “accecante splendore”. 
 
evacuazioneLe procedure di emergenza possono mettere a repentaglio la legalità: con le somme urgenze il rischio di favorire le imprese amiche e i compari, può trasformarsi in una triste realtà.
 
Sono centinaia i provvedimenti d’urgenza d’iniziativa del Governo delle ultime legislature. Provvedimenti che assorbono pressoché tutte le materie: giustizia civile, protezione ambientale, la disciplina sui rifiuti e tanto altro ancora. Sono tutte materie su cui il Governo è intervenuto invocando i poteri previsti dall’articolo 77 della Costituzione, nonostante quest’ultimo ponga limiti molto severi a tale istituto, costringendo il Parlamento a esprimersi su proposte che il Governo stesso ha avanzato. Lo stesso meccanismo è utilizzato per le leggi deleghe, anch’esse di prevalente, se non esclusiva, iniziativa governativa. 
 
Che ci sia stato un abuso del ricorso alla decretazione d’urgenza, non può sfuggire a nessuno. Sono stati proposti decreti di grande rilevanza, come quello Gelmini, quello Brunetta, quello Maroni, e persino la vicenda di Eluana Englaro fu sottoposta a decreto d’urgenza (al quale si oppose il Presidente della Repubblica), che avrebbero meritato un coinvolgimento alle radici del Parlamento.  Questo modo di procedere non è certo rispettoso del Parlamento e della sua centralità.
 
Tale modus operandi, ormai consolidato, dimostra che l’attività parlamentare è quasi totalmente appiattita sulle proposte del Governo.  Questo è il punto politico di fondo, che testimonia la circostanza che il Parlamento è, di fatto, nell’assoluta disponibilità del Governo, nel senso che esamina esclusivamente i suoi provvedimenti. E quando l’attività parlamentare è assorbita solo dalle proposte del Governo, in un Governo, come quello attuale, che ha una larga maggioranza, non si può fare altro che recitare il de profundis della democrazia.

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