Mondo

La Grecia nel caos

di Alessandro Capece [6 feb 2010]

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Le misure di austerità promosse dal governo greco per riportare il deficit sotto il 3% stanno provocando rivolte di inaudita violenza in ogni parte del Paese. Il Premier Papandreou ha ridotto di 500 euro i salari superiori ai 2.000 euro mensili, congelato gli stipendi del settore pubblico, aumentato il prezzo dei carburanti, allungato l’età pensionabile, messo mano alla riforma delle pensioni e dell’assistenza sanitaria e si è impegnato ad accantonare il 10% della spesa corrente in previsione di tempi peggiori.

Per impedire che i costi della crisi si scaricassero sui lavoratori, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di 48 ore e altri due di 24 ore, ai quali parteciperanno i dipendenti del pubblico impiego, gli insegnanti e i medici ospedalieri. Lo spettro del default greco mette in pericolo la UE.

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Se la Grecia andrà in bancarotta, la crisi si estenderà in poche settimane all’Italia, dove il debito pubblico è eccezionalmente alto, in Irlanda e in Portogallo, e trascinerà tutta l’Europa nella catastrofe. Il fronte dell’opposizione militante si va facendo sempre più numeroso e agguerrito e il governo, sapendo che la rivolta generale può esplodere da un momento all’altro, ha scongiurato i sindacati di annullare tutti gli scioperi.

Ma il sindacato più forte del Paese, constatato che ormai è troppo tardi per rimediare a una situazione che può essere definita tragica, sta già pensando a una mobilitazione generale a oltranza per la fine di febbraio.

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9 commenti
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  1. Francamente la situazione mi pare assai meno drammatica. La Grecia è in grave crisi, ma il suo peso è modesto. Mentre Spagna ed ancor più Italia tengono sotto controllo i loro conti pubblici in modo efficace.
    La Spagna ha uno stock del debito pubblico paragonabile, in percentuale del PIL, a quello di Francia e Germania, mentre in Italia ad un debito pubblico elevato corrisponde un alto tasso di risparmio privato con una risposta alla crisi del sistema-paese tra le migliori.
    Tutto può succedere. Possono realizzarsi anche gli scenari più cupi. Ma sono poco probabili e soprattutto non auspicabili.
    E’ piuttosto interessante identificare i fautori del “tanto peggio tanto meglio”. Come qualificarli? …..

  2. Vorrei che tu avessi ragione, ma purtroppo la situazione è assai più grave di quanto io non l’abbia prospettata, per non passare per un fautore del tanto peggio tanto meglio.
    Penso che tu le notizie le attinga dai giornali giornali. Io invece ho posizionato sul mio desktop le icone di una ventina di giornali stranieri che leggo tutti giorni, perché il tema mi interessa tantissimo.
    Lo sai, per esempio che il 20 febbraio in Islanda si terrà un referendum nel quale gli islandesi dovranno dire se sono disposti o meno a pagare per gli errori commessi dal loro banchieri? Lo sai che la UE ha detto che, se la risposta sarà negativa, questo Paese sarà cacciato fuori dall’Eurozona? Lo sai che in Grecia c’è la guerra civile, disordini tutti i giorni, un ragazzino è stato ucciso e al processo al poliziotto che ha commesso il crimine andranno a testimoniare decine di persone per evidenziare il comportamento brutale della forza pubblica? Lo sai che nei Paesi dell’Est , dove ho un sacco di parenti, hanno perso il lavoro il 50% della popolazione e hanno chiuso migliaia di fabbriche? E non vado oltre per non appesantire l’atmosfera di incertezza che aleggia nel Paese. E ne avrei tante di cose orribili da dire.
    Se uno ha la fortuna, o la sfortuna, di sapere tutte queste cose, come fa a non essere pessimista?

  3. Gentile Alessandro,
    mi dici cose già a me e a tanti note.
    Evidentemente le valutiamo diversamente.
    A mio parere fondamentale è la considerazione del peso relativo di paesi come Islanda e Grecia, davvero modesto. Sono situazioni che saranno messe in quarantena e risolte con molta pazienza.
    Non bisogna drammatizzare neppure la situazione dei paesi dell’ Est, del resto non omogenea. Purtroppo sono paesi che hanno già sopportato di peggio.
    Spero proprio che tu non confonda i desideri con la realtà.
    Un saluto cordiale

    Carlo

  4. Link ai giornali di tutto il mondo si possono trovare qui:

    http://www.internazionale.it/italia

  5. Mia madre era greca, ho ancora parenti e un appartamento ad Atene, nel 2009 ci sono stato tre volte, Pasqua, Luglio e Dicembre. La situazione è grave e se i banchieri di Bruxelles non fanno marcia indietro, quel Paese rischia la guerra civile prima di noi, ma anche noi ci siamo sempre più vicini. Prepariamoci tutti a cambiare vita, con le buone sarebbe meglio, altrimenti vi verremo costretti con le cattive. Grazie, Alessandro, per averne parlato.

  6. Grazie, Aldo, per avermi compreso.
    Sono anni che seguo le vicende dell’economia, cosicché, pur non essendo laureato in questa materia, sono considerato da un altro lettore una persona che confonde i desideri con la realtà.
    Per quale strana motivazione dovrei desiderare che “muoia Sansone con tutti i Filistei”? Io sono un sostenitore della decrescita felice e mi sono convinto, come te, che o rinunciamo alla soddisfazione di gran parte dei nostri insaziabili appetiti o saremo costretti a rinunciarci.
    Le risorse planetarie sono finite e la popolazione mondiale è in continua crescita. Lo sviluppo infinito quindi è una teoria senza fondamento o un abbaglio dei globalizzatori.
    Mi rafforza nella mia idea il fatto che sei di origine greca e ti rechi spesso in Grecia. Quindi sei una persona che parli con cognizione di causa.

  7. Penso, Carlo, che le nostre valutazioni non siano diverse, ma sostenute da una diverso approccio alla realtà.
    Non è vero che l’Islanda abbia un peso relativo. Anche se piccolo, questo Paese era tra i più ricchi e fiorenti in Europa. Vedersi ridotti in miseria è stata per i suoi abitanti un’esperienza sconvolgente.
    La stessa UE ha detto che i PIIGS, ovvero Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, sono i Paesi più vicini alla bancarotta.
    L’America non c’entra con l’Europa, ma la sua economia influenza la nostra. Ebbene i dati sui disoccupati e i senza tetto fanno paura.
    In Lettonia ci sono stati numerosi scontri con la polizia e assalti al Parlamento………
    Se metti insieme tutte queste cose, non puoi non pensare che ci troviamo di fronte a una svolta.
    Comunque per sapere chi ha ragione non occorre attendere molto.
    Grazie per il link.

  8. Gentile Alessandro,
    vedremo appunto se la catastrofe è davvero prossima.
    Fortunatamente chi ci legge probabilmente non è abituato ad investire in borsa.
    Altrimenti faremmo un poco lodevole favore a chi specula al ribasso.
    Penso sia nell’ interesse di tutti sottolineare i tanti dati incoraggianti da prendere in cosiderazione. Così si rende un servizio alla verità e si agevola il compito dei governanti, che hanno bisogno della fiducia dei mercati.
    Un saluto cordiale

    Carlo

  9. Ti ripeto, Carlo, che non mando post in linea su questo e altri siti per dare o togliere fiducia ai mercati o favorire la speculazione al ribasso o al rialzo. Non avrei tra l’altro le conoscenze né la competenza per farlo. I miei post nascono da un antico amore per la verità, che mi induce a leggere diversi giornali online, confrontarli, rielaborare il tutto e fare una riflessione su quanto ho acquisìto, per poi discutere sul tema con chi legge i miei post e li commenta.
    A sostegno della correttezza del mio ragionamento riporto la notizia che ieri la Borsa greca ha avuto un unlteriore crollo del 4% e che oggi le Borse in generale sono iniziate in negativo.
    Comunque avremo presto un riscontro di chi ha visto meglio.
    Riprenderò eventualmente l’argomento solo nel caso che le cose precipitino. Non mi piace fare il menagramo.