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Il richiamo del Papa sulla disoccupazione: chi fa il furbo e chi s’ammazza

di Stefano Faraoni
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[1 feb 2010]
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disoccupazioneStavolta il Ministro del lavoro Sacconi, non più giovane ex socialista, prova una tattica furba ma consolidata, da prima repubblica e mezzo, buona un po’ per tutte le stagioni. Particolarmente sensibile ai richiami da oltretevere (vedi caso Englaro), non potendo non rispondere alla chiamata del Papa sui problemi del lavoro che chiede massima attenzione per i disoccupati, decide di deviare la chiamata sul senso di responsabilità delle imprese, che devono resistere e non devono licenziare.

Al Pontefice che raccomanda di “fare tutto il possibile per far crescere il lavoro e l’occupazione”, il plurititolare di dicasteri come sanità e lavoro – tra l’altro è proprio di questi giorni la polemica sul cumulo degli incarichi – risponde con candore angelico che “le imprese devono sentire la responsabilità sociale”. Come se le linee politiche di difesa, tutela e incremento dell’occupazione, le facessero le imprese e non il governo; come se la politica, ancorché stimolata a prendersi le proprie responsabilità da richiami a mezzo fra l’umano e il divino, non potesse incidere più di tanto.

Da una parte una crisi provocata da fattori esterni, dall’altra un atteggiamento “socialmente poco responsabile” del braccio armato della nostra economia, le imprese. In mezzo, un governo che media  pilatescamente e rassicura su prospettive  e dati occupazionali.

Intanto però, nel mezzogiorno la percentuale di disoccupazione sfiora il 12%, rispetto al 4,6% delle regioni del nord est (dove peraltro si segnala l’incremento tendenziale più forte di disoccupati nel 2009). Sarebbe interessante sentire cosa pensa la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, di questo “scaricabarile” del dicastero del lavoro.

E intanto, nel quasi disinteresse dei mezzi d’informazione (specialmente quelli televisivi) un certo Sergio Marra da Bergamo, di 36 anni, disoccupato da due mesi, si dà fuoco il 29 di gennaio. Si ferma presso un cavalcavia, scende dalla macchina, prende una tanica di benzina e decide di farla finita. Muore così quest’operaio schivo e riservato.

Come al solito, qualcuno dirà che era mentalmente instabile, qualcun altro che in fondo era un tipo un pò strano, qualcuno forse che questo suicidio rientra perfettamente nella casistica media dei suicidi nel nostro Paese.

Ma le cose sono forse sociologicamente molto più semplici: ha perso il lavoro e s’è ammazzato.

Una vita vera e viva che ha deciso di morire; non una vita inesistente che non era più vita da tempo, come quella di Eluana Englaro. Vero, Ministro Sacconi?

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3 commenti
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  1. Ciao, Stefano. Sempre centrati i tuoi post.
    Il Vaticano intasca ogni anno, gratis et amore dei, tra otto per mille, privilegi ed esenzione dalle tasse, alcune decine di milioni di euro.
    Vista la situazione tragica in cui versa il nostro Paese, il Papa avrebbe potuto dire: “Per questa volta rinuncio al 20% di questa montagna di denaro che lo Stato laico mi regala, per allieviare le sofferenze di tanti sventurati ai quali lo stesso Stato si rifiuta di provvedere”.
    E invece si è limitato a invitare altri ad aiutarli. Troppo comodo. E’ una cosa che sanno fare tutti.
    Oramai l’ipocrisia e l’attaccamento al potere della Chiesa sono stati capiti da tutti. Ecco perché i credenti, incluse le persone che credono o fingono di credere, sono scesi al 25% e i suoi contestatori sono diventati una marea.

  2. Ciao Alessandro,

    qualcun altro, paradossalmente anche a destra, va dicendo da tempo, per completare il tuo discorso, che almeno una quota dell’immenso patrimonio immobiliare del Vaticano venga reso disponibile per i meno abbienti. Solo a Roma l’Ecclesia possiede quasi la metà dell’intero patrimonio immobiliare della capitale. In termini di valore è una cifra talmente alta che bisogna appropriarsi convenientemente del lessico astronomico per commentare: stellare, iperbolica, siderale e così via.

  3. La categoria preti (dal pastore tedesco in giù)bisognerebbe abolirla solo così si potrebbe forse aiutare la povera gente(sempre che non se li spartissero i politici),perchè quando si parla di soldi chissà perchè votano all’unanimità.I preti son dei ladri,prendono soldi per non fare un …..mentre i lavoratori pur producendo sono alla fame,ma ci vogliono veramante far credere che si interessano dei lavoratori solo perchè spendono un sacco di parole?Parole iperboliche,stellari,astronomiche ma solo parole,la loro roba non si tocca.Li ringraziamo per la loro generosità,umanità,umiltà,fratellanza e il loro senzo ZERO di responsabilità bla bla bla blaaaa…..