AttualitĂ 

Il codice Feltri

di Claudio Tanari [5 feb 2010]

boffoLe dichiarazioni di Vittorio Feltri, direttore del Giornale, qualche giorno fa a pranzo con Boffo, a proposito degli ispiratori della calunniosa campagna di stampa da lui condotta proprio contro l’ex direttore di Avvenire, cominciano ad aprire spiragli significativi su tutta la vicenda.
Niente nomi, naturalmente, ma i ritratti appena abbozzati sembrano calzare perfettamente sulla figura di Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, e su quella di Tarcisio Bertone, primo collaboratore di Benedetto XVI.

Scontro fra testate? Probabilmente, si tratta anche di questo: più interventista e militante Avvenire e in linea con la Cei di Ruini, spesso critica con la classe politica espressa dalla Destra di Berlusconi; più cauto e filogovernativo l’Osservatore Romano, organo della Santa Sede. Ma c’è anche dell’altro. Come tutte le lobby di potere, anche il Vaticano conosce lotte intestine. Non sarebbe la prima volta: porpore e veleni (non solo metaforici) hanno costellato la storia della Chiesa.

Afferma Monsignor Achille Silvestrini, ex collaboratore del Segretario di Stato Agostino Casaroli: “E’ sbagliato dire che questa cosa (il falso rapporto di polizia sulle presunte molestie di Boffo, ndr) provenga dal Vaticano. Forse da qualcuno del Vaticano, il che è ben diverso…”. Dietro le sibilline e curiali parole di Silvestrini emerge lo scenario di un conflitto tra diverse anime della Chiesa: per l’attacco all’Avvenire stavolta ci si è serviti di un killer “laico”, colpevole di un assassinio mediatico senza precedenti. Parlando di nefandezze, un’informativa costruita a tavolino non è certo paragonabile alla Donazione di Costantino, il falso documento attribuito all’imperatore su cui venne fondato il potere temporale dei papi, e nemmeno ai fuochi e alle torture dell’Inquisizione.

Ma è irresistibile il richiamo alle istruzioni di Ignazio di Loyola: “Dobbiamo sempre tenere questo criterio: quello che io vedo bianco lo credo nero, se lo stabilisce la Gerarchia”. E’ la morale cattolica: i valori spirituali, i principi etici non risiedono nella propria coscienza ma nel volere dei superiori. Che possono anche ordinare ad un “buon figlio della Chiesa” di consegnare a chi di dovere un foglietto calunnioso.

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