Mondo
Germania: la religione perde punti (e patente).
di Alessandra Maiorino[27 feb 2010]
Le prime pagine dei quotidiani tedeschi in questi giorni somigliano a dei gazzettini parrocchiali.
La Chiesa evangelica e la Chiesa cattolica, infatti, stanno facendo molto parlare di sé, e non in bene.
Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, la terribile storia di abusi perpetrati per anni ai danni di decine di bambini dagli insegnanti e dai dirigenti dell’istituto gesuita Canisiu Kolleg, uno dei più prestigiosi di Berlino, ha sconvolto e indignato l’intera Germania. Il caso, però, si è fatto diplomaticamente ancora più delicato dopo che il capo della Conferenza Episcopale Tedesca, l’arcivescovo Zollitsch, durante una conferenza stampa tenutasi il 22 febbraio scorso, ha dichiarato che la Chiesa cattolica offrirà tutto il sostegno necessario agli inquirenti perché si faccia piena luci su questi orribili accadimenti.
Il ministro della giustizia tedesco, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, per tutta risposta, in un intervista rilasciata all’emittente radiofonica Kulturradio ha commentato che «sfortunatamente, non sembra che i dirigenti della chiesa abbiano mostrato, fino ad ora, un vivo e reale interesse per un completo chiarimento», ed ha aggiunto si augurava di trovare un atteggiamento più collaborativo per il futuro. Il capo della Conferenza Episcopale Tedesca ha replicato dicendo che questo era il più grave attacco alla Chiesa cattolica nella storia del governo federale, e ha dato un ultimatum al ministro della giustizia: ritirare quanto detto e scusarsi entro 24 ore – anche se non ha specificato cosa sarebbe successo se il ministro non l’avesse fatto.
Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, tramite il suo portavoce, ha fatto sapere che non c’era alcun motivo di ritirare le proprie parole, e che si riservava di inviare all’arcivescovo una risposta scritta.
A gettare acqua sul fuoco è dovuta intervenire la cancelliera Merkel, che ha telefonato al capo della conferenza episcopale tedesca confermando la piena fiducia del governo nella collaborazione della chiesa. Il giorno seguente, la lettera del ministro Leutheusser-Schnarrenberger è stata recapitata all’arcivescovo. Il contenuto, ha affermato il prelato, è di natura privata, ma si è detto molto soddisfatto e considera chiuso l’incidente.
Si può parlare dunque di un pareggio tra le gerarchie cattoliche e il governo tedesco.
È senza dubbio una sconfitta, invece, quella subita da Margot Kaeßmann, la prima donna vescovo a capo di una Chiesa protestante, di cui avevamo già dato notizia in un precedente articolo. La sua avventura come capo della DEK sembra essere già finita e, dispiace ammetterlo, è finita in modo davvero inglorioso.
Sabato 20 febbraio la Kaeßmann è stata fermata al volante della sua auto dagli agenti della polizia di Hannover per aver passato un semaforo rosso. Sottoposta al test dell’etilometro, è risultata avere nel sangue un tasso alcolico pari a 1,54%, vale a dire tre volte superiore al limite consentito dalla legge. Ora rischia il ritiro della patente per un anno e una multa pecuniaria piuttosto salata. Ma la conseguenza peggiore si riflette nella sua carriera ecclesiastica: il 24 febbraio, infatti, la Kaeßmann ha rassegnato le dimissioni da capo della chiesa evangelica luterana e da vescovo di Hannover. Ha affermato che quanto avvenuto non le consentiva più di svolgere la sua missione etica con la tranquillità e con l’autorevolezza necessarie.
Spiace constatare che una conquista così importante per le donne abbia avuto un epilogo così miserevole, ed è evidente, d’altra parte, come sottolineano i media tedeschi, che gli scandali e la confusione che agitano le due maggiori confessioni religiose del paese stanno provocando un ulteriore allontanamento da esse della già scettica Germania.








































anche da noi si dovrebbero portare alla ribalta i casi di pedofilia,perchè ce ne sono parecchi, ma dalla nostra TV di regime non passa niente,gli italiani non devono sapere niente.I governi(tutti dx e sx)e il vaticano sono in perfetta simbiosi a prendere per il culo noi cittadini,quando si vota dovremmo restarcene a casa tutti e mandarli aff……..