Attualità
Elezioni regionali: in casa Pdl è tutta questione di ‘merito’
di Cecilia M. Calamani[1 feb 2010]
Parenti e veline, questo lo spirito che animerebbe le liste del Pdl per le prossime elezioni regionali. La Repubblica denuncia uno stuolo di fratelli, sorelle, mariti, mogli, compagni, cugini, alcuni sicuri e altri in lizza, alcuni noti e altri sconosciuti, generalmente legati a un parlamentare – o addirittura a un ministro, come nel caso del cognato di Giorgia Meloni - che magari ha già altri parenti in Comune o alla Provincia. O è sposato con qualcuno che ce l’ha. Un intreccio di legami e interessi che preludono a una gestione nepotistica dei consigli regionali, come denuncia l’opposizione.
Qualcuno ricorda ancora il discorso sulla meritocrazia, cavallo di battaglia della destra nostrana? Evidentemente, per gli accoliti di Silvio Berlusconi, il maggior merito che si possa vantare è una parentela bene in vista. Ma non è l’unico.
Non mancherà, infatti, un po’ di ‘carne giovane’ (rigorosamente di sesso femminile) per il sollazzo della grande famiglia del Pdl. Le amichette del premier, alcune delle quali escluse, con comprensibile delusione, dalla tornata elettorale europea di un anno e mezzo fa, tornano alla ribalta occupando – come denunciavano nei giorni scorsi visionari giornali di sinistra – quei due posti a lista che Berlusconi stesso avrebbe fatto riservare per sé.
Dalla modiva romana al Grande fratello fino a Miss Italia, ma senza disdegnare accompagnatrici, animatrici e vallette, il Pdl ci regala delle candidate i cui meriti sono ben sintetizzati nel loro aspetto. Bellezze da lanciare in pista per catturare l’attenzione dell’italiota medio. Bellezze che a Papi, se non hanno già dato, dovranno qualcosa. E pazienza se tolgono a tutte le donne un altro po’ di dignità.








































per essere sinceri questo dei parenti riguarda anche il Pd
Diciamo che riguarda tutta la politica italiana, e da sempre. Diciamo anche che il Pdl, questa volta, pare abbia superato anche la più sottile soglia del pudore. Basta leggere nomi e intrecci familiari riportati da Repubblica (almeno per il Lazio).