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	<title>Commenti a: Crocifissi obbligatori: si fa avanti anche il Pd</title>
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	<description>Il quotidiano. Laico per vocazione</description>
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		<title>Di: Roberta</title>
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		<dc:creator>Roberta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:24:21 +0000</pubDate>
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		<description>Partitus Dei lo chiama l&#039;amico Vallocchia. Il fatto è che bisogna essere conseguenti, ad esempio non votare il Pd. Invece basta che un prete vestito da medico che impugna il testamento biologico tenta le primarie che ecco pronti a sccorrerlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Partitus Dei lo chiama l&#8217;amico Vallocchia. Il fatto è che bisogna essere conseguenti, ad esempio non votare il Pd. Invece basta che un prete vestito da medico che impugna il testamento biologico tenta le primarie che ecco pronti a sccorrerlo.</p>
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		<title>Di: dan</title>
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		<dc:creator>dan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 02:59:27 +0000</pubDate>
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		<description>...e da un senatore che si chiama &quot;Di Giovan Paolo&quot; cosa vi aspettavate???</description>
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		<title>Di: Giancarlo</title>
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		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:58:27 +0000</pubDate>
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		<description>Come dire alle scuole: arrangiatevi. Tanto per cambiare. E’ il solito spirito dell’8 settembre che ancora aleggia, essendosi quello del 20 settembre dissipato da decenni. Immaginiamo poi che uno studente ritenga per motivi religiosi comunque oltraggiosa la rappresentazione di un dio con sembianze umane (in effetti c’è chi sembra non gradirla troppo: “Non farti scultura, né immagine alcuna...” Ricordate? E’ il primo comandamento, sempre dimenticato dai cristiani). Che fa in questo caso il consiglio di istituto? Impagabile poi il riferimento alla giurisprudenza castigliana, moderna riedizione della supercazzola. In conclusione: GRAZIE, Cecilia Calamani, mi hai confermato che, se anche nella mia vita posso aver fatto tante cazzate, una, due anni fa, in occasione delle elezioni politiche, l’ho evitata standomene a casa. E poi, diciamocelo, cos’è tutta questa antipatia per i crocifissi? Lanciamo piuttosto una campagna per la libertà di crocifissione, facciamo un po’ di pulizia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come dire alle scuole: arrangiatevi. Tanto per cambiare. E’ il solito spirito dell’8 settembre che ancora aleggia, essendosi quello del 20 settembre dissipato da decenni. Immaginiamo poi che uno studente ritenga per motivi religiosi comunque oltraggiosa la rappresentazione di un dio con sembianze umane (in effetti c’è chi sembra non gradirla troppo: “Non farti scultura, né immagine alcuna&#8230;” Ricordate? E’ il primo comandamento, sempre dimenticato dai cristiani). Che fa in questo caso il consiglio di istituto? Impagabile poi il riferimento alla giurisprudenza castigliana, moderna riedizione della supercazzola. In conclusione: GRAZIE, Cecilia Calamani, mi hai confermato che, se anche nella mia vita posso aver fatto tante cazzate, una, due anni fa, in occasione delle elezioni politiche, l’ho evitata standomene a casa. E poi, diciamocelo, cos’è tutta questa antipatia per i crocifissi? Lanciamo piuttosto una campagna per la libertà di crocifissione, facciamo un po’ di pulizia!</p>
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		<title>Di: devil3</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-9095</link>
		<dc:creator>devil3</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 00:11:08 +0000</pubDate>
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		<description>Hanno fatto il pieno di genuflessioni,non hanno il coraggio di dire chiaramente che stanno anche loro attaccati alle tonache vaticane;non ne hanno azzeccata una,dalla Sapienza dove mi sarei aspettata la difesa dei professori,alla englaro e a tutte le volte che il papa dice la qualsiasi, stanno sempre dalla parte opposta a quella che ogni volta spero di sentire,quindi adesso basta &quot;non c&#039;è peggior sordo di chi non vuol sentire&quot;e se loro non sentono di rappresentaci pazienza,per me la chiesa deve stare fuori dalle istituzioni.Addio PD.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno fatto il pieno di genuflessioni,non hanno il coraggio di dire chiaramente che stanno anche loro attaccati alle tonache vaticane;non ne hanno azzeccata una,dalla Sapienza dove mi sarei aspettata la difesa dei professori,alla englaro e a tutte le volte che il papa dice la qualsiasi, stanno sempre dalla parte opposta a quella che ogni volta spero di sentire,quindi adesso basta &#8220;non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire&#8221;e se loro non sentono di rappresentaci pazienza,per me la chiesa deve stare fuori dalle istituzioni.Addio PD.</p>
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		<title>Di: libero</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-9041</link>
		<dc:creator>libero</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:52:55 +0000</pubDate>
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		<description>I politici pensano solo alle loro poltrone, è evidente.
Personalmente sono convinto che il ritardo laico dell&#039;Italia sia dovuto in buona parte al conservatorismo religioso formale del Sud, ripeto formale ma anche sostanziale quando il sud vota, nei referundum su divorzio e aborto il sud è stato conservatore.
Non è un caso che laicità e PIL vadano di pari passo e al sud il PIL è basso, tra i più bassi d&#039;Europa, persino più basso del Portogallo (fondazione Edison - professor Fortis).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I politici pensano solo alle loro poltrone, è evidente.<br />
Personalmente sono convinto che il ritardo laico dell&#8217;Italia sia dovuto in buona parte al conservatorismo religioso formale del Sud, ripeto formale ma anche sostanziale quando il sud vota, nei referundum su divorzio e aborto il sud è stato conservatore.<br />
Non è un caso che laicità e PIL vadano di pari passo e al sud il PIL è basso, tra i più bassi d&#8217;Europa, persino più basso del Portogallo (fondazione Edison &#8211; professor Fortis).</p>
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		<title>Di: Vigli Marcello</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-9004</link>
		<dc:creator>Vigli Marcello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 17:11:16 +0000</pubDate>
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		<description>testo apparso sul sito www.italilaica.it) 
NOSTALGIA DI COMPROMESSO STORICO (
Battuto dalla storia, oltre che dalla politica, torna a spirare per consentire alla componente cattolica di esorcizzare ogni sospetto di cedere al “laicismo” 

di Marcello Vigli 

La Corte di Strasburgo ha detto una parola chiara e definitiva sull’uso in pubblico dei simboli religiosi. Ne chiedono il rispetto e l’applicazione le Associazioni laiche, i politici legalitari, i cittadini di buon senso, cominciato ad imporre la presenza del crocefisso a colpi di maggioranza non solo nelle scuole, ma anche in tutti i pubblici uffici. Non hanno ancora pensato ai gabinetti comunali, ma presto lo faranno perché anche lì è necessario che ci si senta al cospetto di dio !!!! Per lo stesso motivo alcuni parlamentari del PD condividendo un giudizio di Augusto Barbera che misconosce il valore del pronunciamento della Corte - lo considera sorprendente. Essa fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia – hanno presentato un disegno di legge che prevede come regola generale: in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.(ndr vedi: DISEGNO DI LEGGE N. 1947 ) 

Per giustificarla ricorrono alla somma delle motivazioni addotte da diverse parti: il valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo. Questo riferimento alla Costituzione appare un po’ forzato, ma ancor più arzigogolato appare il secondo comma dell’unico articolo del progetto. Se non c’è il consenso di tutti e se la presenza viene contestata per motivi religiosi o di coscienza, il dirigente scolastico cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.

Se l’accordo non si raggiunge, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.

Si configurano così soluzioni destinate ad aprire un contenzioso senza fine perché non eviteranno conflitti sulle decisioni dei dirigenti scolastici in merito a quel giusto contemperamento. Dovrebbe, secondo i proponenti, seguire il criterio di affidarsi a maggioranze non ristrette (quale ne è il limite?) senza riconoscere a nessun singolo il diritto di veto illimitato. Non basterà certo il ricorso al “parere”, evidentemente non vincolante, del Consiglio di Circolo o d’Istituto a sanare i dissidi provocati da questa insindacabile discrezionalità attribuita al dirigente scolastico in nome di una malintesa “autonomia scolastica”. Si sposta solo a livello locale la negazione del valore dell’obiezione di coscienza. Anche se approvata, quindi, la legge non risolverebbe “l’annosa questione”.

È del tutto evidente, che per intendere il senso dell’iniziativa bisogna prescindere dal suo contenuto, se non si vuole attribuire ai proponenti l’intento perverso di avallare per legge la guerra di religione all’interno delle scuole della Repubblica. 

La motivazione sembra da ricercare nei tentativi interni al Partito democratico per costruire un’identità culturale condivisa: in questo sembra aleggiare lo spirito del compromesso storico.

Battuto dalla storia, oltre che dalla politica, torna a spirare per consentire alla componente cattolica di esorcizzare ogni sospetto di cedere al “laicismo”. 

Nulla contro le mediazioni, tutto contro i compromessi, specie se “ex storici”. La politica è l’arte del possibile proprio perché cerca di mediare fra diversi interessi, in una prospettiva di giustizia, e di aprire vie nuove per consentire a tutti di andare avanti. Altra cosa il compromesso: niente a che fare con la giustizia, né con l’interesse collettivo. 

La via possibile per avviare a maturare nel Pd una nuova cultura condivisa evitando il fantasma berlingueriano è la via della contaminazione indicata da Rosy Bindi. Questa, però, presuppone la laicità senza aggettivi. Una laicità per la quale nessuna cultura è più uguale delle altre, che non riconosce superiorità per le narrazioni teologiche su quelle filosofiche o ideologiche, tanto meno legittima condizioni di privilegio per i centri di potere che si proclamano rappresentanti di dio in terra.

Alla costruzione di questa cultura della laicità dovrebbero spendere le loro energie gli intellettuali interni al Pd piuttosto che proporsi un’indifendibile legittimazione della presenza del crocefisso fuori delle sedi in cui è testimone di un’autentica fede nella resurrezione.

Roma, 21 gennaio 2010</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>testo apparso sul sito <a href="http://www.italilaica.it" rel="nofollow">http://www.italilaica.it</a>)<br />
NOSTALGIA DI COMPROMESSO STORICO (<br />
Battuto dalla storia, oltre che dalla politica, torna a spirare per consentire alla componente cattolica di esorcizzare ogni sospetto di cedere al “laicismo” </p>
<p>di Marcello Vigli </p>
<p>La Corte di Strasburgo ha detto una parola chiara e definitiva sull’uso in pubblico dei simboli religiosi. Ne chiedono il rispetto e l’applicazione le Associazioni laiche, i politici legalitari, i cittadini di buon senso, cominciato ad imporre la presenza del crocefisso a colpi di maggioranza non solo nelle scuole, ma anche in tutti i pubblici uffici. Non hanno ancora pensato ai gabinetti comunali, ma presto lo faranno perché anche lì è necessario che ci si senta al cospetto di dio !!!! Per lo stesso motivo alcuni parlamentari del PD condividendo un giudizio di Augusto Barbera che misconosce il valore del pronunciamento della Corte &#8211; lo considera sorprendente. Essa fa propria una lettura della laicità che appartiene ad altri ordinamenti, in particolare alla Francia e alla Turchia – hanno presentato un disegno di legge che prevede come regola generale: in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.(ndr vedi: DISEGNO DI LEGGE N. 1947 ) </p>
<p>Per giustificarla ricorrono alla somma delle motivazioni addotte da diverse parti: il valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo. Questo riferimento alla Costituzione appare un po’ forzato, ma ancor più arzigogolato appare il secondo comma dell’unico articolo del progetto. Se non c’è il consenso di tutti e se la presenza viene contestata per motivi religiosi o di coscienza, il dirigente scolastico cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.</p>
<p>Se l’accordo non si raggiunge, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.</p>
<p>Si configurano così soluzioni destinate ad aprire un contenzioso senza fine perché non eviteranno conflitti sulle decisioni dei dirigenti scolastici in merito a quel giusto contemperamento. Dovrebbe, secondo i proponenti, seguire il criterio di affidarsi a maggioranze non ristrette (quale ne è il limite?) senza riconoscere a nessun singolo il diritto di veto illimitato. Non basterà certo il ricorso al “parere”, evidentemente non vincolante, del Consiglio di Circolo o d’Istituto a sanare i dissidi provocati da questa insindacabile discrezionalità attribuita al dirigente scolastico in nome di una malintesa “autonomia scolastica”. Si sposta solo a livello locale la negazione del valore dell’obiezione di coscienza. Anche se approvata, quindi, la legge non risolverebbe “l’annosa questione”.</p>
<p>È del tutto evidente, che per intendere il senso dell’iniziativa bisogna prescindere dal suo contenuto, se non si vuole attribuire ai proponenti l’intento perverso di avallare per legge la guerra di religione all’interno delle scuole della Repubblica. </p>
<p>La motivazione sembra da ricercare nei tentativi interni al Partito democratico per costruire un’identità culturale condivisa: in questo sembra aleggiare lo spirito del compromesso storico.</p>
<p>Battuto dalla storia, oltre che dalla politica, torna a spirare per consentire alla componente cattolica di esorcizzare ogni sospetto di cedere al “laicismo”. </p>
<p>Nulla contro le mediazioni, tutto contro i compromessi, specie se “ex storici”. La politica è l’arte del possibile proprio perché cerca di mediare fra diversi interessi, in una prospettiva di giustizia, e di aprire vie nuove per consentire a tutti di andare avanti. Altra cosa il compromesso: niente a che fare con la giustizia, né con l’interesse collettivo. </p>
<p>La via possibile per avviare a maturare nel Pd una nuova cultura condivisa evitando il fantasma berlingueriano è la via della contaminazione indicata da Rosy Bindi. Questa, però, presuppone la laicità senza aggettivi. Una laicità per la quale nessuna cultura è più uguale delle altre, che non riconosce superiorità per le narrazioni teologiche su quelle filosofiche o ideologiche, tanto meno legittima condizioni di privilegio per i centri di potere che si proclamano rappresentanti di dio in terra.</p>
<p>Alla costruzione di questa cultura della laicità dovrebbero spendere le loro energie gli intellettuali interni al Pd piuttosto che proporsi un’indifendibile legittimazione della presenza del crocefisso fuori delle sedi in cui è testimone di un’autentica fede nella resurrezione.</p>
<p>Roma, 21 gennaio 2010</p>
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		<title>Di: Cecilia Calamani</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-9003</link>
		<dc:creator>Cecilia Calamani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 17:09:08 +0000</pubDate>
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		<description>Sembra che le caselle di posta dei nostri senatori siano strapiene, la lettera che ho mandato è tornata indietro. Ciò significa, con buona approssimazione, che la posta elettronica che arriva in Senato non la leggono mai... 
Abbiamo veramente dei degni rappresentanti, attenti, per di più, al rapporto con i cittadini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che le caselle di posta dei nostri senatori siano strapiene, la lettera che ho mandato è tornata indietro. Ciò significa, con buona approssimazione, che la posta elettronica che arriva in Senato non la leggono mai&#8230;<br />
Abbiamo veramente dei degni rappresentanti, attenti, per di più, al rapporto con i cittadini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giacomo Grippa</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-8998</link>
		<dc:creator>Giacomo Grippa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:48:07 +0000</pubDate>
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		<description>I soliti compromessi, meglio, cedimenti codini alla Chiesa cattolica.
    I rappresentanti dello stato sovrano italiano assolvono bene il loro ruolo di diaconizzati.
    La &quot;cultura religiosa&quot;? Quale? e poi la scuola è la sede delle culture, non può sussistere la  rilevanza di una di esse, in esclusiva, salvo aggiunte o conflitti senza risoluzioni.
    &quot;Patrimonio storico&quot;, pieno di oppressioni di monarca e papi, pieno di spinte all&#039;autonomia, sempre combattute della chiesa: Federico secondo, la Repubblica Fiorentina, il Risorgimento.
    &quot;Contributo al Costituzionalismo&quot;, ma se i costituenti evitarono di inserire un riferimento a Dio?
    Bando ai fondamentalismi dal burqa al crocidfisso, Viva la Costituzione Laica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I soliti compromessi, meglio, cedimenti codini alla Chiesa cattolica.<br />
    I rappresentanti dello stato sovrano italiano assolvono bene il loro ruolo di diaconizzati.<br />
    La &#8220;cultura religiosa&#8221;? Quale? e poi la scuola è la sede delle culture, non può sussistere la  rilevanza di una di esse, in esclusiva, salvo aggiunte o conflitti senza risoluzioni.<br />
    &#8220;Patrimonio storico&#8221;, pieno di oppressioni di monarca e papi, pieno di spinte all&#8217;autonomia, sempre combattute della chiesa: Federico secondo, la Repubblica Fiorentina, il Risorgimento.<br />
    &#8220;Contributo al Costituzionalismo&#8221;, ma se i costituenti evitarono di inserire un riferimento a Dio?<br />
    Bando ai fondamentalismi dal burqa al crocidfisso, Viva la Costituzione Laica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianluca morale</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-8990</link>
		<dc:creator>gianluca morale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:02:46 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Marco questo è un modo corretto di farsi sentire da questi politicanti che dovrebbero rappresentarci ma che mal rappresentano, in primis, loro stessi.
Quanto al PD. La loro è stata una fasulla &quot;fusione a freddo&quot; fra due chiese, quella comunista e quella cattolica. Chi più di loro si intende di ortodossia cattocomunista? Nessuno.
Basta vedere  la loro storia, basta rivedere le posizioni di Togliatti, colui che volle l&#039;art. 7 della Costituzione, la posizione indecisa  fino all&#039;ultimo del PCI sul referendum sul divorzio del 73 per capire che i comunisti italiani sono sempre stati incapaci di essere laici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Marco questo è un modo corretto di farsi sentire da questi politicanti che dovrebbero rappresentarci ma che mal rappresentano, in primis, loro stessi.<br />
Quanto al PD. La loro è stata una fasulla &#8220;fusione a freddo&#8221; fra due chiese, quella comunista e quella cattolica. Chi più di loro si intende di ortodossia cattocomunista? Nessuno.<br />
Basta vedere  la loro storia, basta rivedere le posizioni di Togliatti, colui che volle l&#8217;art. 7 della Costituzione, la posizione indecisa  fino all&#8217;ultimo del PCI sul referendum sul divorzio del 73 per capire che i comunisti italiani sono sempre stati incapaci di essere laici.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabio Milito Pagliara</title>
		<link>http://www.cronachelaiche.it/2010/02/crocifissi-obbligatori-si-fa-avanti-anche-il-pd/comment-page-1/#comment-8982</link>
		<dc:creator>Fabio Milito Pagliara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 15:14:41 +0000</pubDate>
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		<description>Lettera aperta ai senatori CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE,
DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI e TREU

e per conoscenza agli organi di stampa e alla dirigenza del PD

Gentile Senatore,

ho appreso con grande sorpresa e dispiacere del disegno di legge  (DL n.1947) presentato di Vostra iniziativa.

Sono rimasto sorpreso per il contenuto e l&#039;opportunità della Vostra proposta.

Non riesco a spiegarmi come si possa sostenere che il simbolo di una specifica religione (quella Cattolica Apostolica Romana) possa divenire tramite una legge il simbolo della cultura religiosa, per non parlare di un suo presunto contributo al costituzionalismo (sempre per legge). 

Ancora più grave trovo il sostenere che il simbolo di una singola religione (quella professata dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana) possa diventare &quot;segno del valore e del limite delle costituzioni&quot;, si sta forse sostenendo che gli insegnamenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, nella versione continuamente aggiornata che ne danno i suoi vertici, siano superiori al dettato costituzionale, alle leggi nazionali e internazionali? Si sta dunque sostenendo che in Italia esiste una religione di stato cui la legge e i cittadini devono sottostare?

Personalmente trovo la Vostra proposta discriminatoria verso tutti i cittadini non cattolici, in particolar modo verso tutti quei cittadini che non si riconoscono in nessuna religione (quasi il 20% dell&#039;intera popolazione italiana, oltre 10&#039;000&#039;000 d&#039;italiani che si dichiarano apertamente atei o agnostici, secondo le ultime statistiche).

Se lo stato non vuole discriminare alcun cittadino dovrebbe esporre solo i simboli che rappresentano lo stato e dunque tutti i cittadini, di qualsiasi religione od orientamento filosofico essi siano. Lo stato potrebbe dunque esporre lo stemma della repubblica piuttosto che il crocefisso.

Comprenderà dunque la sorpresa ed il dispiacere nell&#039;apprendere della vostra proposta di legge, spero che queste righe possano farla riflettere sull&#039;opportunità di ritirare tale proposta quanto prima.

Cordialmente, Fabio Milito Pagliara
Attivista per diritti dei non credenti
Coordinatore del Circolo UAAR di Salerno

+++++++++++++++++++++++
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE,
DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI e TREU

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 DICEMBRE 2009
Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana

Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1947

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.
    1. In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.
    2. Se l’affissione del crocifisso è contestata per motivi religiosi o di coscienza dal soggetto che ha diritto all’istruzione, ovvero dai suoi genitori, il dirigente scolastico, sulla base del princìpio di autonomia scolastica, nel rispetto dei princìpi di tutela della privacy e di non discriminazione nonché tenendo conto delle caratteristiche della comunità scolastica, cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.
    3. Qualora non venga raggiunto alcun accordo ai sensi del comma 2, nel rispetto dei princìpi di cui al medesimo comma 2, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.
+++++++++++++++++++++++++++++++++++</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera aperta ai senatori CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE,<br />
DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI e TREU</p>
<p>e per conoscenza agli organi di stampa e alla dirigenza del PD</p>
<p>Gentile Senatore,</p>
<p>ho appreso con grande sorpresa e dispiacere del disegno di legge  (DL n.1947) presentato di Vostra iniziativa.</p>
<p>Sono rimasto sorpreso per il contenuto e l&#8217;opportunità della Vostra proposta.</p>
<p>Non riesco a spiegarmi come si possa sostenere che il simbolo di una specifica religione (quella Cattolica Apostolica Romana) possa divenire tramite una legge il simbolo della cultura religiosa, per non parlare di un suo presunto contributo al costituzionalismo (sempre per legge). </p>
<p>Ancora più grave trovo il sostenere che il simbolo di una singola religione (quella professata dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana) possa diventare &#8220;segno del valore e del limite delle costituzioni&#8221;, si sta forse sostenendo che gli insegnamenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, nella versione continuamente aggiornata che ne danno i suoi vertici, siano superiori al dettato costituzionale, alle leggi nazionali e internazionali? Si sta dunque sostenendo che in Italia esiste una religione di stato cui la legge e i cittadini devono sottostare?</p>
<p>Personalmente trovo la Vostra proposta discriminatoria verso tutti i cittadini non cattolici, in particolar modo verso tutti quei cittadini che non si riconoscono in nessuna religione (quasi il 20% dell&#8217;intera popolazione italiana, oltre 10&#8242;000&#8242;000 d&#8217;italiani che si dichiarano apertamente atei o agnostici, secondo le ultime statistiche).</p>
<p>Se lo stato non vuole discriminare alcun cittadino dovrebbe esporre solo i simboli che rappresentano lo stato e dunque tutti i cittadini, di qualsiasi religione od orientamento filosofico essi siano. Lo stato potrebbe dunque esporre lo stemma della repubblica piuttosto che il crocefisso.</p>
<p>Comprenderà dunque la sorpresa ed il dispiacere nell&#8217;apprendere della vostra proposta di legge, spero che queste righe possano farla riflettere sull&#8217;opportunità di ritirare tale proposta quanto prima.</p>
<p>Cordialmente, Fabio Milito Pagliara<br />
Attivista per diritti dei non credenti<br />
Coordinatore del Circolo UAAR di Salerno</p>
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DISEGNO DI LEGGE<br />
d’iniziativa dei senatori CECCANTI, CHITI, CHIAROMONTE,<br />
DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, GIARETTA, LUMIA, MARITATI, PINOTTI, TONINI e TREU</p>
<p>COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 DICEMBRE 2009<br />
Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana</p>
<p>Legislatura 16º &#8211; Disegno di legge N. 1947</p>
<p>DISEGNO DI LEGGE</p>
<p>Art. 1.<br />
    1. In considerazione del valore della cultura religiosa, del patrimonio storico del popolo italiano e del contributo dato ai valori del costituzionalismo, come segno del valore e del limite delle costituzioni delle democrazie occidentali, in ogni aula scolastica, con decisione del dirigente scolastico, è affisso un crocifisso.<br />
    2. Se l’affissione del crocifisso è contestata per motivi religiosi o di coscienza dal soggetto che ha diritto all’istruzione, ovvero dai suoi genitori, il dirigente scolastico, sulla base del princìpio di autonomia scolastica, nel rispetto dei princìpi di tutela della privacy e di non discriminazione nonché tenendo conto delle caratteristiche della comunità scolastica, cerca un accordo in tempi brevi, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.<br />
    3. Qualora non venga raggiunto alcun accordo ai sensi del comma 2, nel rispetto dei princìpi di cui al medesimo comma 2, il dirigente scolastico adotta, previo parere del consiglio di circolo o di istituto, una soluzione che operi un giusto contemperamento delle convinzioni religiose e di coscienza di tutti gli alunni della classe coinvolti e che realizzi il più ampio consenso possibile.<br />
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