Mondo
Cleropedofilia senza frontiere
di Alessandro Capece [7 feb 2010]
Dagli Stati Uniti all’Irlanda e adesso alla Germania. I pedofili in gonnella sono diventati una marea, un esercito di cavallette di cui il mondo non riesce a liberarsi.
Negli ultimi tempi le scuole cattoliche tedesche si sono trasformate in gironi infernali nei quali una miriade di diavoli, travestiti da insegnanti, organisti e amministratori in abito talare, per soddisfare le loro perversioni immonde, hanno fatto dei discenti carne da macello.
Le vittime innocenti affidate alle loro cure venivano prima masturbate e poi violentate e brutalizzate. A chi osava ribellarsi venivano offerte la promozione o un lavoro sicuro. Se rifiutavano la gentile offerta, tuttavia, venivano minacciate e ridotte al silenzio.
Il muro dell’omertà è crollato quando un gruppo di ex discenti ha inviato una lettera di denuncia al rettore di una scuola cattolica di Berlino. Di qui lo scandalo si è allargato ad altre cittĂ , fino a quando gli avvocati delle vittime hanno presentato una denuncia collettiva.
Il racconto delle cose agghiaccianti che succedevano in quei luoghi dell’orrore ha inferto un colpo mortale alla credibilitĂ della Chiesa. La gente non fa che chiedersi perchĂ© i superiori hanno taciuto e, quando la verità è venuta a galla, hanno finto di essere rimasti scioccati e si sono detti disposti a collaborare, ma poi, invece di denunciare i carnefici, si sono limitati a trasferirli in altre sedi.
GiĂ adesso le chiese e i confessionali sono vuoti e i fedeli non osservano piĂą le direttive delle gerarchie. Quando i genitori non manderanno piĂą i loro figli alle scuole cattoliche il clero perderĂ ancor piĂą prestigio e denaro.
Chi sostiene di essere casto è un bugiardo. Ai nostri giorni una religione che si regge sulla menzogna si preclude il futuro.
Negando ai preti il diritto di sposarsi, la Chiesa si sta sta scavando la fossa con le sue stesse mani.

Non ho nessuna stima per le gerarchie ecclesiastiche, ma credo che non si debba ignorare, anche per una esatta lettura del fenomeno, che Bendetto 16 sta prendendo serie misure per arginare questa tendenza. GiĂ dal suo viaggio in Australia. Ignorarrlo non serve. In caso bisognerebbe fare un focus sulal Cei italiana che preferisce evitare di parlarne e sulla solita stampa italiana che non parla delel posizioni assunet dal papa in Irlanda. Ciò per la chiarezza dell’informazione , non certo per ammirazione del papa che tradivamente arriva a queste posizioni.
Sono in linea con le tue critiche, ma penso che il Papa, anche se sinceramente disperato, non possa fare niente in proposito.
Il problema è che la castità è contro natura, per cui, fino a quando i preti dovranno fingere di essere casti, i casi di pedofilia in gonnella aumenteranno come un fiume in piena che ha travolto gli argini.
Figurati che ho trovato la denuncia di questo fenonemo in un libro scritto due secoli fa, in cui si parla di vescovi che dibattono l’argomento per mesi e alla fine concludono che è insolubile e che, se non si cambierĂ strada, la Chiesa ne sarĂ travolta.
Insomma, a mio avviso, o si consentirĂ ai preti di sposarsi o per loro sarĂ la fine.
In quanto alla CEI, ai parlamentari e alla stampa italiana, questo argomento, come quello del Concordato, sarà evitato come la peste, perché è in gioco il loro potere sulle masse ignoranti messo in pericolo da quelle pensanti.