AttualitĂ 

Berlusconi su Eluana, le lacrime del coccodrillo

di Stefano Faraoni [9 feb 2010]

coccodrilloSilvio Berlusconi ha testè mandato una lettera alle “Suore Misericordine” di Lecco che accudivano Eluana Englaro. Nella missiva, recapitata per il tramite del pio ministro Maurizio Sacconi, il Presidente del Consiglio si dice “ addolorato per non aver evitato la morte di Eluana”.

 A questo proposito è bene ricordare che il coccodrillo è un animale che, si dice, dopo aver consumato il proprio lauto pasto, comincia a lacrimare. Prima divora e poi, sempre secondo la credenza, si pente, o fa finta di farlo. Se il coccodrillo recasse con sé un minimo d’istruzione, potrebbe a volte prendere in mano carta e penna per cercare di spiegare cosa siano queste sue lacrime, da quale profondissimo pertugio sito nei meandri più reconditi del proprio cervello, esse scaturiscano. Avendo Egli un minimo di cuore, ma proprio minimo, farebbe recapitare con discrezione, all’insaputa di altri animali, il frutto del proprio pentimento. Perché egli sa perfettamente, dentro quel suo minuscolo cuore, che il pentimento, e la pietà, e il dolore, sono veri se accompagnati dalla discrezione, dal pudore. Questo gli è rimasto di umano. Tutto il resto è bestia, e basta.

A volte l’uomo, o presunto tale, rivelando la sua più vera essenza, decide di versare lacrime di coccodrillo; vive la propria catarsi redentrice con una tal passione che, immedesimandosi completamente nel coccodrillo, non lascia più traccia del proprio precedente essere uomo. Dimentica perfino quel minimo di pudore e di discrezione indispensabile per inverare il proprio sentimento di dolore; e spiattella a destra e a manca, sotto e sopra, il proprio sentimento. Anzi, prima lo dichiara, lo fa pubblicare sui giornali, lo manda in televisione, lo sciorina su internet e, alla fine, questo benedetto sentimento arriva a destinazione, magari alle suore di Lecco. Arriva fino a lì esausto, esangue, quando ha già detto tutto quello che doveva dire a chi era veramente destinato; cioè quando non ha più niente da dire. Quando è diventato nulla.

Così è il dolore di Berlusconi per non aver evitato, nella propria semidivina onnipotenza, la morte di Eluana. Così va il mondo e così funzionano i sentimenti, certi sentimenti, e il mondo della comunicazione. Eluana, ne siamo certi, se fosse viva non apprezzerebbe; i genitori la dipingono come una ragazza intelligente, attiva, sagace, soprattutto viva, certamente in grado di capire perfettamente la fisiologia del coccodrillo, le sue lacrime corrosive. Ecco, lasciamola così, ricordiamola così come era prima dell’incidente: viva. Una tenuissima reazione nervosa sulla pelle al pronunciamento del suo nome, se mai c’è stata, non è vita.

Una lacrimosa speculazione politico-mediatica di un coccodrillo qualsiasi non vale un ricordo così bello di quello che era stata, di quello che non sarebbe stata mai più.

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