Bioetica Diritti&Rovesci
Appello per il diritto alla libertà di cura
di redazione[10 feb 2010]
Alla vigilia della discussione in Parlamento della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento – ddl Calabrò – pubblichiamo il seguente appello, con l’invito a sottoscriverlo sul sito: testamentobiologico.ilcannocchiale.it.
Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull’onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell’orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l’indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.
Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l’integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.
Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.
Primi Firmatari
Ignazio Marino, chirurgo e senatore
Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio
Corrado Augias, scrittore
Bianca Berlinguer, giornalista
Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo
Maurizio Costanzo, giornalista
Guglielmo Epifani, Segretario Generale CGIL
Paolo Franchi, giornalista
Silvio Garattini, scienziato, farmacologo
Massimo Giannini, giornalista
Franzo Grande Stevens, avvocato
Marcello Lippi, Commissario tecnico della Nazionale italiana
Luciana Littizzetto, attrice e cabarettista
Alessandra Kustermann, medico, ginecologa
Miriam Mafai, giornalista e scrittrice
Vito Mancuso, teologo
Erminia Manfredi, regista
Simona Marchini, attrice e autrice
Rita Levi Montalcini, premio Nobel
Giuseppe Remuzzi, scienziato, immunologo
Stefano Rodotà, giurista
Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica
Umberto Veronesi, oncologo
Mina Welby, delegato municipale ai diritti civili
Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale








































Ritengo che l’ appello non debba incontrare resistenze da parte cattolica, anche se so che una parte dei miei correligionari e della Chiesa lo combatterà e l’ ostacolerà. Ma il Testamento Biologico passerà. I tempi sono più che maturi e c’è un largo consenso. Personalmente non firmo perché so che è Dio a scegliere il come e il quando nascere, così il come il quando morire e che noi credenti abbiamo il dovere di lasciarci andare a Lui e di accettare la Morte dalle Sue mani. Come farmacista vi avverto però che la Scienza medica ha in cantiere nuove forme non prevenibili di “accanimento terapeutico” e, soprattutto, in ambiente ospedaliero, lavora su procedure e protocolli interventistici di largo consenso che possono portare a sopravvivenze che nessun testamento biologico riesce poi a prevenire. In compenso, dall’ altro lato, se un malato non rientra nei punteggi che ne valutano le possibilità di recupero, viene rimandato a casa o in una struttura convenzionata esterna. Ho esperienza diretta di questo con mia madre, che mi è morta in casa, per fortuna dopo sette mesi e non 17 anni. Ma era in coma vegetativo, come Eluana.
Continuo a pensare che una legge fatta dall’attuale maggioranza è assai pericolosa. Forse sarebbe meglio firmare meno appelli e soprassedere per il momento.
@Aldo
Non credo che la Chiesa ostacolerà il ddl Calabrò, perchè il decreto recepisce tutte le direttive cattoliche in materia. Il problema è che quella approvata dall’attuale parlamento NON SARA’ una legge per il testamento biologico ma contro, come ho già avuto modo di scrivere. Se passa il testo di Calabrò così com’è, inoltre, le volontà del cittadino saranno solo tenute in considerazione, ma non costituiranno obbligo.
Quando a Dio, che la vita la possa dare e togliere solo lui è sempre e solo un assunto della Chiesa cattolica. Non ce n’è traccia nelle scruitture (correggimi se sbaglio), tant’è che i Valdesi, che credono nello stesso tuo dio, hanno aperto uno sportello per la raccolta dei testamenti biologici a Milano. Testamenti biologici veri, in cui idratazione e alimentazione forzate sono considerate terapie e, come tali, passibili di rinuncia da parte del cittadino (al contrario del ddl Calabrò).
Eppure, le basi su cui si fondano le due fedi sono le stesse, con la differenza che mentre la Chiesa cattolica ‘interpreta’ le scritture a suo gusto e piacimento, quella Valdese si attiene solo a ciò che è scritto. Una bella differenza.
Sai con quale motto i valdesi hanno lanciato la raccolta dei testamenti biologici? “Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Come direbbe Peppino a Totò, ho detto tutto.
@Angela
Hai ragione, ma la legge si farà comunque, perchè altrimenti rimarrebbe valida la sentenza della Cassazione che ha consentito a Eluana di morire. Il che significa che altri si appellerebbero alla stessa sentenza e per la Chiesa, e per chi ne cerca spasmodicamente l’approvazione, è inaccettabile. Quindi, tanto vale appellarsi a una legge ‘giusta’, che lasci al cittadino la libertà di decidere per la propria vita.
Certo, dubito anche io del successo di queste iniziative, ma almeno fanno sentire una voce, anzi un coro di proteste. Passare con il carro armato sopra la volontà popolare, come questa maggioranza farà, non può che lasciare un segno. E poi… e poi ci penserà la Corte costituzionale a sancire, chissà tra quanto, che la legge approvata è incostituzionale. Ma qualcosa bisogna pur fare.
@Cecilia: “Non temere la sentenza della morte,pensa a quanti sono stati e a quanti seguiranno; se è questa la sentenza del Signore per ogni carne, perché rifiutare ciò che piace all’ Altissmo?” Siracide, cap. 41,versetti 3-4. “Ed ora che egli (l’ uomo) non stenda la sua mano e non prenda anche l’ Albero della Vita, sì che ne mangi e viva in eterno….Scacciò l’ uomo e dinanzi al giardino di Eden fece dimorare i Cherubini e la Fiamma della Spada Folgorante per custodire l’ accesso all’ Albero della Vita”(Genesi, cap. 3, versetti 22 e 24).
Scusa, Cecilia, prendila come un giuoco di un vecchio goliarda e non offenderTi se mi sono divertito a spararTi alcuni versetti biblici a conferma della mia asserzione di cui mi hai chiesto conto: sono il primo a sapere che, se si prendono versetti biblici ben staccati e interpretati alla lettera, si può dar ragione sia a me che a Te e ai Valdesi. Inoltre se veramente Dio ci avesse parlato solo con la Bibbia, saremmo spariti da un pezzo, noi credenti, e i Musulmani non sarebbero mai nati. Ad esempio, quando ho detto che noi credenti dobbiamo saper accettare la morte dalle mani di Dio, ho usato quasi letteralmente uno dei primi messaggi della Madonna a Medjugorje. Il che non vuol dire che dobbiamo imporre agli altri il nostro dovere di credenti o che non ci siano infiniti temi sui quali cedere le armi, come ad esempio il testamento biologico, lasciandolo alla libera coscienza e ai sogni di ciascuno.
Caro Aldo, Medjougorie a parte, hai detto una cosa che ti fa onore. Ognuno è libero di credere quello che vuole, l’importante è non tentare di imporlo ad altri. Un concetto che alle gerarchie eccelsiastiche è sconosciuto. Attento, ché tra un po’ ridiventi ateo o, alla meno peggio, valdese!
Beh, Cecilia – proprio divertente la tua minaccia ad Aldo ehe!
io sono una cristiana, credente (o..aspirante tale, come a volte preferisco definirmi.. nessuno che “pensi con la sua testa ” e’ mai totalmente esente o libero da dubbi… secondo me…) ma “valdese” appunto – e non “sparo versetti”, perche’ non mi piace per niente la lettura letteralistica e fondamentalistica della bibba che fanno molti cristiani, cattolici e non (ad esempio, gli “evangelicals”, cosiddetti negli USA, tipo alcuni pentecostali ecc), perche’ non fa onore a quella che io ritengo contenga la Parola di Dio. Libera chiesa in libero Stato, se fosse possibile…. e buona “giornata della liberta – di pensiero, di religione ecc” a tutti! (il 17 febbraio, una ricorrenza per noi importante: la data delle Lettere PAtenti di Carlo Alberto, con cui 160 fa circa si concedeva per la prima volta la liberta’ civile ai cittadini non-cattolici – valdesi ed ebrei, al tempo…) Simona, valdese
Cara Simona, se la mia ‘minaccia’, come la chiami, avesse voluto essere offensiva verso i valdesi, lo sarebbe stata parimenti per la categoria cui io stessa appartengo, i non credenti.
La celia con Aldo va avanti da quando esiste questo sito: lui cattolico, io agnostica. Oltretutto, cito sempre i Valdesi non solo come esempio di civlità, ma anche come esempio di coniugazione tra laicità e fede, a dimostrare che è possibile essere laici e credenti allo stesso tempo.
Non ho nulla contro chi crede, bensì contro chi vuole imporre la propria coscienza ad altri.
Un caro saluto