Critiche laiche
1945 – 2010: “la storia” ritorna. Parola di Elsa Morante
di Stefano Faraoni[3 feb 2010]
Questo è un vestito. O meglio, una tuta che calza così bene, dopo 70 anni, da lasciare sconcertati. Perfettamente su misura, elastica quanto basta, intonsa nella propria monotona, esatta ripetitività; ricorrente nella storia, come una teoria di Benedetto Croce, lugubre come una sentenza inquisitoria di Eymerich, fulminante come un passaggio di verità di Dostojevsky.
In questo luogo o in quell’altro del pianeta, prima o poi, sotto mentite spoglie, la storia si ripete, le persone si replicano senza spazio alcuno di fantasia, in maniera asettica e volgare, portando con sé il bagaglio marcescente dell’incoscienza. E dell’illusione.
La verità viene sepolta sotto un tormento di coperte, e la chimera dell’ego spunta con la sua faccia di ghiaccio. Alla fine, la stanca viltà del nostro pensiero preferisce stare in coda. Sorvolare è meglio che pensare.
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale,corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”
Elsa Morante, 1945








































Da brividi.
Già: una fotografia, nemmeno troppo sbiadita, tirata fuori dal cassetto. spolverata, e ripresentata 70 anni dopo. Vorrei che la storia, almeno per una volta, s’ingannasse sul futuro;che non sancisse, come sempre fa, che il cesarismo porta sempre con sè l’ombra di Bruto…
La storia siamo noi….corsi e ricorsi dicevano gli antichi, corsi e ricorsi dovremmo dire noi…anche se, sembra, non riusciamo mai a imparare niente dal passato, con i potenti come con i menopotenti, con gli stra-ultimi…
Da dove viene la citazione? Da dove l’hai presa?
E’ sconcertante per quanto queste parole, a tanti anni, ancora calzino perfettamente a larga parte del popolo italiano e al personaggio del momento. Gli errori non servono a migliorare, succedono e basta. Quando ero piccolo, mio padre mi diceva “la cosa peggiore è avere a che fare con gli ignoranti”:
In conto
Saggio papà, Massimo. Sono del tutto d’accordo; con l’aggiunta che sovente gli ignoranti, per coprire la propria ignoranza, diventano anche arroganti.
il testo NON è di elsa morante, è solo una volgarissima manipolazione. Un testo “mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto”.
Il testo vero che invece è bellissimo anche se meno di facile effetto lo potete leggere qui
http://georgiamada.splinder.com/post/22249588
Cara Georgia, grazie della segnalazione.Avrei dovuto prestare più attenzione alla fonte, e questo mio atteggiamento è esecrabile o quanto meno superficiale. Tuttavia posso dire con una certa tranquillità che il succo delle due versioni è sostanzialmente il medesimo, e il parallelo fra l’allora dittatore e la dittatura dei nostri giorni è lo stesso sostenibile senza tema di smentite. Tra l’altro, è vero che c’è stata una rivisitazione-manipolazione abbastanza affrettata ed evidentemente tesa a mettere in risalto alcune situazioni rispetto ad altro, comunque il testo della Morante che tu proponi – e che verosimilmente è quello corretto- non è che sia un granchè sotto il profilo strettamente letterario. Importa cioè mettere in evidenza più che altro una testimonianza storica di un certo peso, e la Morante è la persona giusta.Infatti ha scritto “La storia.” Scherzo ovviamente.
Un saluto e di nuovo grazie.
Stefano Faraoni
non te la prendere stefano, ci sono caduti in più di 1000 blogger e alcuni non certo degli sprovveduti in letteratura,
, e la ciofeca continua a girare a turbo.
.
Non sono convinta affatto che il succo delle due versioni sia il medesimo, anzi. La cosa tragica è che alla rete piace di più la volgare manipolazione, perchè più urlata, sommaria, grossolana e forse, se ha ragione la morante, più confacente allo spirito italiano;-). Se fosse stato messo un pezzo dall’originario testo della morante forse tale pezzo non sarebbe stato fatto girare in questa maniera, e la cosa ci dovrebbe far riflettere di quanto la rete rischi ormai di essere approssimativa e grossolana talvolta
Se hai dei dubbi sul testo da me ricopiato puoi controllare qui
http://tinyurl.com/ygwtxj4
dove c’è il brano all’interno del libro di Berardinelli. Non si può copiare ma si può leggere.
geo
Guarda, condivido appieno le tue riflessioni sull’efficacia della grossolanità urlata della rete ( e degli altri media), tuttavia, rileggendo il testo da te proposto, sul quale non ho più dubbi, devo dire che alcuni passaggi sono comunque estremamente sintomatici di questo famoso parallelo. Per questo, la necessaria ed efficace puntualizzazione che fai, non penso che in fondo, almeno in relazione al mio breve pezzo, possa intaccare l’essenza di quello che era il mio proposito: mettere alla berlina colui che, a settant’anni di distanza, ripropone un modo di fare e di essere fra i peggiori che la storia del nostro Paese abbia conosciuto. Comunque, se condividi l’impostazione e in linea di massima le idee di questo sito, ti invito a far parte del gruppo di fan su facebook. Visiterò più spesso il tuo blog.
Grazie di nuovo e un caro saluto.