Diritti&Rovesci Discriminazioni
Un fiore per Alfredo Ormando
di Cecilia M. Calamani[13 gen 2010]
Il 13 gennaio 1998 Alfredo Ormando, scrittore siciliano, omosessuale, si dà fuoco sul sagrato di piazza san Pietro.
Due agenti di polizia cercano di salvarlo, ma le ustioni sono troppo diffuse e Alfredo morirà, dopo 10 giorni di agonia, all’ospedale sant’Eugenio di Roma.
In tasca ha delle lettere. Certo che sarebbero sparite, Alfredo si era premunito di mandarle all’Ansa prima del suicidio. Il Vaticano, nei giorni seguenti la morte, dirama un comunicato in cui afferma che Alfredo si è suicidato perchè aveva problemi in famiglia, non per protesta contro la Chiesa cattolica.
Dopo 12 anni nulla è cambiato: la Chiesa continua la sua crociata contro la ‘diversità’ sessuale al punto da opporsi alla depenalizzazione del reato di omosessualità per il quale, in molti paesi del mondo, gli omosessuali vengono ancora incarcerati, torturati, uccisi.
Per ricordare Alfredo Ormando e dare voce a un sacrificio annegato nel silenzio, riportiamo due sue lettere. La prima inviata all’Ansa, la seconda scritta - ma mai inviata – a un amico pochi giorni prima del suicidio.
PER I POSTERI
Chiedo scusa al mondo intero per i miei nefandi crimini contro quella natura tanto cara e dissacrata dalla cristianità.
Chiedo scusa per essere venuto al mondo, per aver appestato l’aria che voi respirate con il mio venefico respiro, per aver osato di pensare e di agire da uomo, per non aver accettato una diversità che non sentivo, per aver considerato l’omosessualità una sessualità naturale, per essermi sentito uguale agli eterosessuali e secondo a nessuno, per aver ambito diventare uno scrittore, per aver sognato, per aver riso, per aver ucciso mia madre e un’altrettanta persona cara con la soppressione cruenta della mia inutile esistenza.
Il mostro se ne va per non recarvi più disturbo e offesa, per non farvi più arrossire e imbarazzare e vergognare con la sua ignobile presenza, per non farvi schifare e voltare le spalle quando lo incontrate per strada.
Non permettete che io abbia una illacrimata tomba, che io diventi un appestato anche da morto. Se la benzina non avrà fatto il suo dovere, riducendomi in cenere, crematemi e spargete le mie ceneri nella campagna romana. Vorrei essere utile almeno come concime. Faccio un accorato appello alla vostra comprensione e generosità.
Ho vissuto una vita da inferno che quello dei cristiani, a confronto, mi sembra una favola per far addormentare i bambini.
L’unica valvola di sfogo erano i miei scritti. Volevo riscattarmi attraverso la narrativa, ma l’editoria non me l’ha permesso, e poi chi segnalerebbe mai un finocchio?
Non riuscivo più ad ingannare la mia biologica voglia di vivere, a farmi una ragione della mia emarginazione, della mia sconfinata solitudine.
Alfredo Ormando
PALERMO, NATALE 1997
Caro Adriano, quest’anno non sento più il Natale, mi è indifferente come tutte le cose; non c’è nulla che riesca a richiamarmi alla vita. I miei preparativi per il suicidio procedono inesorabilmente; sento che questo è il mio destino, l’ho sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico è là ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha dell’incredibile. Non sono riuscito a sottrarmi a quest’idea di morte, sento che non posso evitarlo, tantomeno far finta di vivere e progettare un futuro che non avrò; il mio futuro non sarà altro che la prosecuzione del presente. Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita terrena e ciò non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare; è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando nel contempo la natura, perché l’omosessualità è sua figlia.
Alfredo








































Caro Alfredo, Ti chiedo perdono perchè nessun cattolico è stato capace, finché hai sofferto in mezzo a noi, di farTi sentire l’ Amore di Dio. Sono sicuro che l’ hai conosciuto in questi ultimi dodici anni.
son passati 11 anni, la sua morte non èstata inutile, ma i segnali di un cambiamento sono piuttosto scarsi, ne abbiamo strada da fare ancora!; il confessionalismo, cattolico o islamico, imperversa; ho letto che il “movimento per la vita” (sic!) organizza interventi “terapeutici per far guarire dalla malattia” dell’omosessualità
Io penso che i cattolici non dovrebbero chiedere scusa ad Alfredo, bensì dovrebbero scusarsi perchè appartengono alla Chiesa cattolica, che è l’artefice ideologico principale del sentimento di omofobia del quale è stato oggetto Alfredo. L’ha scritto chiaramente nella sua ultima lettera. “Spero che capiranno il messaggio che voglio dare”. Il messagggio l’ha dato a San Pietro, al centro del centro della cristianità. Ma quel centro del centro l’ha capito il messaggio, l’ha capito talmente bene che, con la solita plurimillenaria ipocrisia, non è stato in grado di dire altro che quest’uomo “aveva problemi di famiglia”. Infima, miserrima, penosissima, irrispettosa scusa di chi in realtà l’amore, quello richiamato da Aldo, non sa nemmeno dov’è di casa.
Queste lettere sono potenti..
forse sarebbe più opportuno organizzare corsi per guarire dalla creduloneria e dal bigottismo
imperante.
per la malafede dei capi religiosi ke condizionano e mortificano buona parte del genere umano
non esiste cura ma solo uno sradicamente cosciente da parte di una umanita evoluta e svegliata
da questo deleterio torpore mentale.
non dovevi farlo alfredo!
non eri certo il solo in quella condizione; e la tua presenza avrebbe rafforzato il numero di coloro ke continuano a lottare.
@antonietta
hai ragione!
veri e propri corsi intitolati “come uscire dall’omosessualità”, al pari dei corsi di recupero per tossicodipendenti. la cosa sconcertante è che è noto da tempo che l’omosessualità non è una malattia. è noto, ma non per certe sfere confessionaliste, che vedono, e hanno sempre visto, nel sesso un fattore destabilizzante. consiglio questo filmato. meriterebbe un post…
http://www.queerblog.it/post/4571/guarire-dallomosessualita-linchiesta-di-tommasi-e-de-zordo-su-raidue
bellissime lettere ma la chiesa che dovrebbe essere Madre è più una matrigna,il sesso poi non ne parliamo se lo sono negato ma ne sono ossessionati e vorrebbero negarlo a tutti già che non lo vedono mai come una cosa naturale, no, loro ci vedono sempre il peccato.Per colpa loro Alfredo ha chiuso la sua vita in quel modo tremendo(come li vogliamo chiamare assassini,come hanno fatto loro con il padre di Eluana?)ma non avrebbe dovuto,purtroppo è andata così un caro pensero per Alfredo.