Diritti&Rovesci Discriminazioni
Scuola, ora alternativa addio
di Cecilia M. Calamani[22 gen 2010]
Come denuncia la Flc–Cgil (Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil), il ministero dell’Istruzione ha diramato una circolare sulle modalità di iscrizione per il prossimo anno alla scuola dell’infanzia e primaria. La circolare elenca le tre opzioni possibili per gli studenti che non si avvalgano dell’insegnamento della religione cattolica (Irc): attività didattiche e formative; attività individuali o di gruppo con assistenza di personale docente; uscita dalla scuola.
Ma nei moduli allegati, che dovrebbero servire come ‘tracce da contestualizzare’ per gli istituti, ecco sparire le attività didattiche e formative, ossia l’opzione scelta dalla maggior parte dei genitori dei piccoli studenti, contrari a vederli ‘spalmati’ su altre classi o portati per un’ora in un’aula parcheggio.
Ma cosa dice la normativa vigente sull’ora alternativa all’Irc?
La circolare ministeriale 316 del 1987, ultimo riferimento normativo, parla chiaro: “Gli alunni non avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica – previa richiesta del genitore o di chi esercita la potestà o richiesta personale degli alunni stessi, se frequentanti la scuola secondaria superiore – hanno il diritto di scegliere tra le attività didattiche e formative ed una pluralità di opportunità qualificabili come studio o attività individuali da svolgersi con l’assistenza di docenti a ciò appositamente incaricati e nell’ambito dei locali scolastici”.
In realtà, la maggior parte delle scuole – dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado – non prevede le attività didattiche e formative, e non solo da quest’anno.
Cercate su internet una scuola, di qualsiasi ordine e grado, nel vostro quartiere. E’ probabile che abbia un sito internet sul quale poter visionare il modulo di iscrizione. Le opzioni per chi non si avvale dell’Irc, se previste, sono quasi sempre solo due: attività di studio individuale (in aula, in biblioteca) e uscita dalla scuola. In molti moduli, addirittura, il genitore deve solo specificare se lo studente si avvarrà o no, punto. Cosa farà in quell’ora non è dato sapere.
L’ultima circolare ministeriale autorizza de facto, in barba alla normativa vigente, un ‘uso’ che si è protratto senza ostacoli per anni, a partire proprio dalla revisione concordataria del 1984 che ha rivisto le regole di ‘esonero’ (così chiamato prima di allora) dall’Irc. Uso che, tra l’altro, ostacola ragazzi e famiglie nella loro scelta. Sono molti i non (o diversamente) credenti che pur di non creare disagio ai figli, ospiti in altre classi o, peggio, lasciati allo stato brado nei corridoi, rinunciano alla facoltà di non avvalersi dell’Irc, a tutto vantaggio dei dati statistici della Cei sulla affluenza all’ora di religione che risulta talmente frequentata da tacitare ogni lecita richiesta di abolizione.
Tra l’altro, l’onere delle attività didattiche e formative è delegato alle scuole, in cronica carenza di fondi. E poche, pochissime, sono quelle che riescono ad offrire una alternativa didattica alla religione.
Anche su questo tema, incombe il disarmante disinteresse della politica nostrana. Qualche timida interrogazione parlamentare c’è stata, in passato, ma mai nessuna forza politica ha portato avanti battaglie di diritto sull’ora alternativa.
La divergenza dalla fede cattolica non è più un problema di pochi e il cambiamento della nostra società lo dimostra ogni anno di più. La ministra Gelmini ne è cosciente, visto che ha appena stabilito ferre regole per limitare la percentuale di alunni stranieri nelle classi, ma nonostante ciò continua a declamare con veemenza l’importanza dell’insegnamento della nostra (?) religione nelle scuole, ad asserire che i docenti di religione hanno pieno titolo a partecipare agli scrutini e addirittura che siano discriminati rispetto agli altri perchè esprimono un giudizio e non un voto!
Ma cosa ci aspettiamo da uno Stato che paga di tasca sua (o meglio di tasca nostra) gli insegnanti di religione scelti dalla Curia? Che li fa entrare in ruolo nello Stato assicurando loro, qualora il vescovo non rinnovi l’incarico annuale, una collocazione nella graduatoria di altra disciplina di insegnamento (a scapito di chi ha superato regolare concorso di abilitazione)? Che elargisce loro premi spot sullo stipendio per compiacere le gerarchie vaticane?
C’è qualcuno, in Parlamento, pronto ad affrontare una battaglia di giustizia e civiltà su questo tema? No. A Vaticalia certi argomenti sono troppo scomodi. Fosse mai che poi si perdano le elezioni.








































Io laicamente sopporto ed ho sopportato.
Alle elementari ed alle medie mio figlio (esonerato dalla religione) veniva ancora gestito in qualche maniera dignitosa; alle superiori è stato meno difficile, poiché non si trovava da solo.
Ma adesso stanno toccando il fondo!
Questa è assenza di pari opportunità. Rivolgersi alla Corte Costituzionale?
Non ho frequentato religione alle medie e alle superiori.
Mentre alle medie nei tre anni sono riuscita ad avere un’ora di alternativa (con insegnanti che preparavano un programma alternativo pe tutta la durata dell’anno), forse perchè non ero l’unica a non fare religione ma eravamo in 5, alle superiori non c’era nessun’altra opzione dell’entrare un’ora dopo/uscire un’ora prima, con le lezioni di religione sapientemente piazzate alle prima o all’ultima ora. è ovvio che ai tempi ero ben contenta di “evitare” un’altra lezione e andare a casa, ma se religione fosse capitata nel mezzo delle ore sarei rimasta a bighellonare per i corridoi, in biblioteca o al bar. in solitaria…
è ovvio che i genitori preferiscano sapere il figlio in classe, seguito dall’insegnante (anche se di religione) che in giro per la scuola a cazzeggiare.
è ora di svegliarci: ci mettono sotto. ci discriminano. non ci danno alternativa.
Alla Corte costituzionale! Non è possibile che esista la discriminazione religiosa, il trattamento privilegiato dei docenti, la sottrazione di diritti, l’ignoranza delle pari opportunità religiose. Garanzia di libertà di culto o no per tutti!
Il problema di incostituzionalità si pone per quanto riguarda i crediti formativi: in effetti già il Tribunale del Lazio si è pronunciato, nello scorso luglio, in proposito (http://www.cronachelaiche.it/2009/08/a-colpi-di-sentenze-il-rispetto-dei-diritti-civili/). Ma la Gelmini ha subito emanato un Regolamento sulla valutazione degli alunni (http://www.cronachelaiche.it/2009/10/le-preoccupazioni-di-mariastella/) che di fatto annulla la sentenza.
Per quanto riguarda l’ora alternativa, credo che l’unica possibilità sia il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, esattamente come è successo per il crocifisso. L’articolo 7 della Costituzione, infatti, rimanda ai Patti lateranensi il rapporto tra Stato e Chiesa, e l’ora di religione, purtroppo, rientra in questo rapporto.
Ci vorrebbero ricorsi a raffica, e forse solo allora il problema verrebbe davvero affrontato.
Ma continuo a pensare che l’Europa sia la nostra unica speranza. Finora ci ha salvato da alcune delle storture italiote della democrazia: la censura su web, l’esposizione di simboli religiosi nelle aule scolastiche.
Rimane però il fatto che la circolare ministeriale 316 del 1987 sancisca un diritto, e che questo diritto venga sovente – e da sempre – disatteso.
Nella mia scuola (elementare) e nella scuola dove ero precedentemente, sempre come docente, l’ora di materia alternativa alla religione è sempre stata svolta, in modo differente, è ovvio, da docente a docente, ma sempre presa seriamente, come dovrebbe essere.
Il problema è il taglio di organico e quelle due ore settimanali che noi dedichiamo all’alternativa alla religione DEVE andare a supplenza o, ancora meglio, a fare lo ‘spezzatino’ culturale in una di quelle classi che già hanno i SUPER-MAESTRI (i famosi maestri unici, che tutto sono meno che unici, dato che in una classe in questo modo entrano dalle 5 alle 7 persone)
Tutto qui.
Non si investe e non si investirà mai in reale ampliamento dell’offerta formativa, sono sempre e solo chiacchiere.
Non è un lamento, ma un dato di fatto: non abbiamo più le ore ufficiali per svolgere le materie di insegnamento e la lotta contro il tempo non fa bene ai docenti. ma soprattutto ai ragazzi!
Intanto è bene ricordare che dalla religione non ci si fa esonerare ma in caso si deve scegliere. Non mi sembra tanto una pedanteria ma un punto fermo dal quale si deve partire. Credo che sia stato un grave errore avallare i desiderata della astutissima Cei nello scegliere/accettare – ai tempi – la possibilità dell’ora alternativa, stabilizzandola così all’interno dell’orario solastico
L’ora di religione cattolica è facoltativa ed è un ossimoro creare una ora alternativa alla facoltativa.
Cei sapeva che sparigliando con l’imbroglio “alternativo” la maggior parte delle pigre famiglie avrebbe scelto la più semplice ora confessionale. Non rimane che sperare – ma temo che non sarà l’oggi – che le famiglie drizzino la schiena e non si facciano intimorire del tempo vuoto, delle due orette che potranno regalare ai loro bambini che le utilizzeranno per giocare.
Comunque ai miei tempi io uscivo prima e al liceo sulla mia scia in molti chiesero l’esonero (allora era così) . Lavoro vicino al Visconti, un liceo, e mi dicono che ci sono classi in cui la religione è scelta da 4/5 studenti e infatti sono in parecchi che sciamano nel bar, passeggiano e poi rientrano a scuola.
Spero che nel frattempo non ricicci, come ciclicamente succede, l’ora di storia delle religioni, una presunzione – secondo me ovvio – delle persone che credono di essere politicamente corrette. Invece è un modo per sancire la superiorità delle religioni sul pensiero laico e sull’importanza della scuola che dovrebbe insegnare quanto meno a leggere e scrivere, cosa sulla quale ho dei dubbi.
Credo che la scuola deve essere comprendente e non dividere con materie non interessanti per tutti.
All’inizio anche io pensavo che l’ora alternativa fosse una buona cosa, ma sono convinta che, soprattutto nei licei, l’ora alternativa sia un modo per non cancellare l’ora di religione. Anche nella mia scuola , un liceo romano in zona Prati, ci sono classi dove la religione è frequentata da 4 studenti.
Sbatezzatevi per favore, sbatezzatevi in massa e vediamo che succede … dai, che ci vuole, solo una raccomandata in parrocchia
@Tiziana, Giulia
Concordo. L’ora di religione è divenuta nel 1984 (almeno su carta) facoltativa ma nonostante ciò è ritenuta obbligatoria se il genitore non esprime diversa scelta. In altri termini, siamo arrivati all’assurdo che un’ora facoltativa si può solo rifiutare, non scegliere.
Ma, stante questo parossismo di cui siamo tutti consapevoli, rimane il problema dell’alternativa. E rimane in termini di occupazione degli studenti ‘non avvalentisi’ nelle ore di Irc così come nella maturazione di credito scolastico per gli ‘avvalentisi’, che definirei anticostituzionale.
E allora, che almeno siano rispettate le linee guida ministeriali istituendo corsi paralleli.
Che poi tutto ciò sia ridicolo, che la religione vada insegnata in parrocchia, che l’istituzione di corsi di ‘storia delle religioni’ suona come un pietoso rattoppamento, sono assolutamente d’accordo. Ma questa è la situazione reale, ed è con questa che, purtroppo, bisogna fare i conti.
Sono un docente di Religione cattolica da 24 anni e non sono stato scelto da nessuna Curia nè entrato nella scuola da porte di servizio e di notte…sono un laureato. Quanti docenti nelle nostre scuole lo sono? Non ho mai dettato un insegnamento confessionale (scomparso da anni…basta vedere i testi che si usano nelle scuole) e mai fatto fare un segno di croce. La R.C è una disciplina scolastica che non porta a scegliere se credere o non credere…questo è un fatto personale dell’alunno e di ogni cittadino.Non sembra che sia giunto il momento di conoscere tutto e bene sia della disciplina e poi degli insegnanti prima di emettere qualsiasi giudizio? Chi è disposto a guardare oltre vedrà certamente altra verità. Se togliamo dall’arte, dalla musica, dalla letteratura, dalla storia, dalla filosofia tutto ciò che parla di religione cosa ci rimane di queste discipline? Ed in ultimo mentre si Italia ci si danna l’anima contro onesti lavoratori della scuola, padri e madri, nel resto dell’Europa, anche in quei paesi dove il cattolicesimo è in minoranza, le ore di religione aumentano.
Grazie
@Vincenzo, innanzitutto grazie per il tuo commento.
Vorrei però puntualizzare alcuni punti.
La tua abilitazione a insegnare religione ti è stata conferita dal Vescovo locale, che ogni anno la rinnova. Probabilmente sarai entrato in ruolo nel concorso del 2004 riservato ai docenti di religione il che significa che, avendo una laura come tu steso dici, se il Vescovo non rinnovasse il tuo incarico annuale per qualsiasi motivo, saresti iscritto ad altra graduatoria (lettere? scienze? matematica?) insieme a colleghi che hanno superato regolare concorso di abilitazione per quella disciplina.
E questo è un fatto, non un’opinione.
Dici che “La R.C è una disciplina scolastica che non porta a scegliere se credere o non credere…questo è un fatto personale dell’alunno e di ogni cittadino”. Intanto l’Irc non è una disciplina curricolare ma facoltativa. In secondo luogo, come giustamente dici, ognuno decide se credere o non credere e non è la scuola che deve sponsorizzare una religione piuttosto che un’altra (piuttosto che nessuna).
In ultimo, hai correttamente scritto che la religione è parte integrante della nostra cultura: letteratura, storia, musica, arte, filosofia. Da Dante a sant’Agostino, dai canti gregoriani alle rappresentazioni sacre nell’arte, dalle Crociate alle festività religiose, il nostro passato è infarcito di cultura religiosa ( e greca, latina, ecc).
Forse però non ti è chiaro che nessuno vuole togliere tali riferimenti, nessuno vuole cancellare la nostra storia, il nostro passato e l’evoluzione della nostra cultura nei secoli.
Ciò che vorremmo è che la religione cattolica continui a essere studiata, come di fatto già avviene, in tutte quelle materie con le quali ha attinenza e con la dovuta distanza ideologica. Le crociate, così come la santa inquisizione, il martirio di Giordano Bruno e chi più ne ha più ne metta, sono fatti. Le opere letterarie sono documenti, così come quelle musicali e artistiche, che nessuno ha intenzione di stralciare.
Insegnare religione cattolica è quindi ridondante, superfluo e, soprattutto, non consono a uno Stato laico che dovrebbe rimandare a enti deputati, nel caso dei cattolici le parrocchie, un’eventuale formazione religiosa per chi ha intenzione di coltivarla.
Aggiungo che l’Irc è anche discriminatorio. Per i docenti regolarmente iscritti nelle graduatorie statali, per i ragazzi non credenti, esiliati dalle classi, costretti a perdere un’ora e per di più privati di quel minimo di credito formativo riservato ai loro compagni cattolici.
Lo Stato sancisce chiaramente la parità di diritti tra tutti i cittadini a prescindere dal loro credo religioso. Come la mettiamo nel caso della nostra scuola?
mio figlio è esonerato dalla religione dalle elementari ed ora frequenta le medie ed è sempre esonerato, abbiamo avuta la possibilità di scegliere cosa potesse fare durante quel tempo dando almeno due opportunità alla scuola per potersi gestire, alle elementari studiava e faceva i compiti o ripassi con una sua insegnante con altri due compagnetti che come lui non frequentavano la religione, alle medie l’anno scorso frequentava l’ora di educazione fisica(lui è un grande sportivo) quest’anno visto che non gli riesce tanto bene frequenta in una classe parallela l’ora di arte .
Per fortuna da qualche parte funziona ed a noi per ora ha sempre funzionato.
Gli unici che possono sbloccare la situazione sono i genitori dei bambini che non devono iscrivere i figli all’ora.
Comprendo che pensano di lasciarli in balia della depressione (ma il tempo libero vuol dire libertà) invece gli fanno un regalo enorme.
Spesso le cose non cambiano per conformismo e pigrizia, e si preferisce addestrare i bambini ad essere pecore,
Poi ci si stupisce se da grandi vogliono fare i calciatori e votano Berlusconi (che del resto ha anche 38 denti)
Non è un rattoppamento lo studio delle religioni è una cosa gravissima, anche per le religioni in questione. Per dirti, io vengo da famiglia secolarizzata, ma mia madre non avrebbe mai consentito che a spiegare a me i rudimenti dell’l
‘ebraismo fosse un maestrino invece che un rabbino scelto (e pagato) da lei . Anzi, da un punto strettamente dottrinario sarebeb anche inammissibile.. Sui crediti sono d’accordo,
Mio figlio è l’unico bambino che non frequenta l’ora di religione cattolica nella scuola materna comunale.
Rimane fuori con il personale ausiliario.
L’insegnante di RC mi ha fatto notare che così lo facevo sentire diverso e che si sarebbe sentito discriminato. Ho avuto modo di farle giungere il mio punto di vista senza offenderla (ma ci è voluta tutta la mia buona volontà), sottolineando che se il bambino si fosse sentito discriminato ciò avveniva perché gli si presentava la cosa come una discriminazione e non come un privilegio.
Ho comunque avuto modo di notare che anche nel corso dello svolgimento del resto della didattica (laica?) vengono propinate ai bambini immagini di madonne e bambinelli da colorare, ritagliare e incollare.
Le recite hanno invariabilmente temi spiritualistici e i lavoretti prevedono angeli, candele e via dicendo.
Ma non è una battaglia persa; mio figlio a quattro anni e mezzo nota più di me la presenza dei crocefissi nei luoghi pubblici e sostiene con commovente convinzione che al di sopra del cielo non c’è nessuno se non i pianeti e le stelle.
@Elena
Grazie per aver scritto la tua esperienza, ma tuo figlio, di fatto, non ha frequentato, e continua a non frequentare, un’ora alternativa. Studiare in altra classe alle elementari e frequentare educazione fisica o arte in classi parallele alle medie, non è un’attività didattica e formativa, fa parte delle altre opzioni (attività di studio individuale o in classe parallela) e spesso, anche se non è il caso di tuo figlio, può essere considerata una forma di punizione.
Quello che voglio dire è che, pur non stando a spasso per i corridoi, a tuo figlio – come a quasi tutti gli altri che non si avvalgono dell’Irc – è negato il diritto di accedere a una reale ora di didattica alternativa come invece il ministero prevede da ordinamento.
@Diana
Soprattutto all’asilo, la presenza religiosa è fortissima. Come giustamente ricordi, lavoretti, angeli, immagini sacre, canti di Natale e, aggiungo, poesie sempre a sfondo religioso e addirittura la preghiera prima di pranzo! (almeno era così nell’asilo di mia figlia). Ma la tua non è una battaglia persa, hai ragione. Tuo figlio imparerà a usare la sua testa, a chiedersi sempre il perchè, a non accettare pappe scodellate. Quanto al fatto che rimanga fuori con il personale ausiliario, purtroppo è quasi la regola. E’ per questo che continuiamo a indignarci.
@Diana
Soprattutto all’asilo, la presenza religiosa è fortissima. Come giustamente ricordi, lavoretti, angeli, immagini sacre, canti di Natale e, aggiungo, poesie sempre a sfondo religioso e addirittura la preghiera prima di pranzo! (almeno era così nell’asilo di mia figlia). Ma la tua non è una battaglia persa, hai ragione. Tuo figlio im
Tute queste cose sono proibitissime. certamente se i genitori non le segnalano , come si interviene? Nell’asilo e nelle elementari le due ore sono confessionali di religione cattolica e basta. Per il resto è tutto vietato. Moltoisssime scuole neanche si sognano di fare questi angeli e poesi di cui tu parli, Certo noi genitori dobbiamo farci uno stomaco come un paiolo