Bioetica Diritti&Rovesci
Obiezione di coscienza a senso unico
di Cecilia M. Calamani[23 gen 2010]
Ieri il giudice ‘anticrocifisso’ Luigi Tosti è stato destituito dalla magistratura per il suo rifiuto a tenere udienza sotto il segno di Cristo. La storia del processo, che si è concluso con la durissima condanna del Consiglio superiore della magistratura, è riportata sulle pagine di tutti i giornali e sarebbe superfluo ripeterla.
Vorremmo invece spendere qualche riga sulla condanna del Csm. Il giudice Tosti, al di là di come la si pensi in merito, ha praticato semplicemente una ‘obiezione di coscienza’. La sua coscienza gli impediva di lavorare in un Tribunale le cui aule sono fregiate da simboli religiosi e per questo è stato destituito dalla magistratura.“Con l’intenzione di risolvere una questione di principio è venuto meno agli obblighi e ai doveri di magistrato”, ha spiegato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino.
E’ bene ricordare che l’espulsione dalla magistratura è la pena più severa che il Csm potesse riservare a Luigi Tosti. L’ultimo giudice ad essere espulso fu Edi Pinatto, nel 2008. Impiegò troppo tempo (8 anni) a scrivere la condanna di sette componenti del clan Madonia di Gela, che furono scarcerati per decorrenza dei termini. Come dire, tutta un’altra storia.
In Italia l’unica obiezione di coscienza consentita dalla legge è quella dei medici ospedalieri in caso di interventi abortivi. Ma in quest’ultimo periodo c’è un fiorire di obiettori anche tra i farmacisti (cattolici) – per la vendita della pillola del giorno dopo – ai quali si stanno aggiungendo anche gli amministratori pubblici: ricordiamo il caso del sindaco di Sedriano (MI) Alfredo Celeste (Pdl) che si rifiuta di celebrare matrimoni civili perché l’unico matrimonio per lui valido è quello “davanti a Dio”.
Non ci risulta che i farmacisti obiettori vengano radiati dal loro albo professionale, né che il sindaco di Sedriano abbia subito allontanamenti o destituzioni. Eppure anche loro “con l’intenzione di risolvere una questione di principio” vengono meno “agli obblighi e ai doveri” della professione e del pubblico servizio.
Sempre di ‘obiezione di coscienza’ si tratta, sebbene le ragioni siano diametralmente opposte. Sembrerebbe che la ‘coscienza’, in Italia, sia solo cattolica. Tutte le altre tipologie non sono neanche prese in considerazione.








































Mi sembra una solida obiezione.
Viviamo in un paese ridicolo e pieno di ignoranti… Stato e Chiesa qui purtroppo sono una cosa sola e l’ignoranza delle persone fa comodo, soprattutto alla chiesa… paese di lobotomizzati.
Segnalo http://www.persentitodire.ilcannocchiale.it/
la vostra osservazione è veramente azzeccata. Stiamo regredendo invece di evolvere verso la laicità e i diritti universali come avviene nel resto d’ europa. Lo dimostra il silenzio sulla candidatura della Bonino ( l’unica italiana che veramente si è battuta e si batte x la laicità e l’uglianza dei diritti) o ancora peggio il cnr e il caso creazionismo… questa italia bigotta e provinciale mi sta stretta
Bisognerebbe aspettare di leggere la sentenza. Da quello che si è capito dalle notizie che ho letto e sentito per RAI/TV la giustificazione alla radiazione totale del giudice Tosti è stato il suo rifiuto di lavorare in una aula senza Crocifisso, che esisteva già da prima: se così fosse la giustificazione di Cecilia non varrebbe, a mio giudizio, in quanto agli obiettori di coscienza militari veniva comunque chiesto di servire civilmente in divisa: non potevano stare a casa durante il Servizio di Leva.Quanto ai medici, farmacisti e altri sanitari (vi sono anche infermieri e ostetriche) dipendenti del SSN che praticano l’ obiezione, sarebbe come se si rifiutassero non solo di collaborare a pratiche abortive, ma di lavorare perché il SSN ammette l’ aborto. Credo che il giudice Tosti abbia esagerato su tutti i fronti, pretendendo di avere ragione su una questione di principio, per la quale si è messo in sciopero da solo. Non mi risulta che si sia sforzato di agire consigliandosi con Voi, con i Radicali o con altre associazione laiche. Personalmente non credo che un giudice, o un Prefetto di Polizia, o un Generale dei Carabinieri possa affermare in pubblico che la Chiesa è la più grande organizzazione criminale della Storia senza esibire un congruo numero di condanne e non su singoli episodi e membri, ma contro l’ organizzazione in toto, dal Papa alla CEI. Non è né sereno né gestibile, come persona, in una lotta che voglia porsi degli obiettivi. Non posso comunque che considerarne con stima il coraggio, la determinazione, lo sprezzo per le conseguenze dei suoi gesti. Purtroppo, fin da studente, tifavo per gli Indiani e per i Troiani. E oggi mi è simpatico perfino Bin Laden, che considero un valoroso ed intelligente nemico, non un terrorista. Tosti è valoroso; intelligente, a mio giudizio, un po’ meno.
Caro Aldo, Luigi Tosti si batte per la laicità dello Stato e la separazione dei rapporti Stato-Chiesa, ben sintetizzate nell’esposizione dei crocifissi nelle aule di tribunale (e non solo, naturalmente).
Sulla sua battaglia – e soprattutto sui mezzi che ha usato – si possono fare varie considerazioni, tutte legittime. Ha esagerato? Non ha esagerato? Ha seguito troppo pervicacemente un principio? Poteva celebrare udienza nell’aula senza crocifisso che gli avevo messo a disposizione? Ha spinto la sua provocazione troppo in là?
Al di là delle risposte che ognuno di noi può darsi – e al di là del suo indubbio coraggio – rimane la durissima condanna inferta dal Csm. La sua obiezione di coscienza è stata giudicata al pari della collusione con la mafia dell’ultimo magistrato destituito.
E allora, non è lecito porsi un problema di ‘pari opportunità’? Perchè il servizio pubblico cui è tenuto un farmacista può essere interrotto senza alcuna conseguenza sull’obiettore e un giudice non può rifiutare udienza perchè le aule di tribunale sono piene di crocifissi?
Chi accetta di fare il magistrato non è tenuto ad accettare simboli religiosi in aula, mentre chi fa il farmacista è assolutamente tenuto a fornire ai cittadini ogni tipo di farmaco autorizzato.
E che vogliamo dire del sindaco del milanese che ha deciso di non celebrare matrimoni civili? E’ forse stato destituito?
Se Tosti viene radiato dalla magistratura, i farmacisti obiettori (categoria inesistente dal punto di vista giurudico) dovrebbero essere radiati dall’albo. E il sindaco milanese destituito immediatamente dal suo incarico, perchè la sua fede religiosa nulla ha a che fare con l’impegno pubblico che si è assunto.
Invece chi sottolinea un principio sancito dalla stessa Costituzione italiana viene radiato, mentre chi omette un pubblico servizio no. Non ti pare che la bilancia penda solo da una parte?
Certo che il potere ecclesiastico vedendo che il popolo si evolve, vuoi da Internet, dai giornali, certa Tv ecc. dove la gente s’ informa e non crede più a tutte le puttanate che dicono, fa di tutto per screditare coloro che dalla chiesa prende le distanze. vedi Galileo Galilei riabilitato dopo 500 anni, però oggi anche loro traggono benefici da quello scienziato, (vedi anche Dante Alighieri) per loro tutto ciò che non riescono più ad inculcare in testa alla gente, è controproducente, e con il passare degli anni rischiano di chiudere bottega e andare a lavorare.
Chiedo di unirci e fare un referendum per abrogare l’8/mille, perché tanti come me sono stufi di mantenere tutti questi parassiti, politici compresi ed anche questi dopo 2 legislature mandarli a casa, cambiare.
@Cecilia: a mio parere, se Tosti avesse continuato a fare il giudice in aule senza il Crocifisso, il CSM non avrebbe avuto nessuna scusa per espellerlo dalla Magistratura. Questo intendevo dire. Attendiamo di leggere la sentenza per intero e, se il CSM avesse motivato l’ espulsione con l’ avversione di Tosti verso la Chiesa Cattolica, sarebbe una cosa gravissima. Lui ha interrotto il servizio; se un farmacista o un medico fanno altrettanto, non possono lavorare per il SSN. Ma interromperlo significa rifiutarsi di fare qualunque attività nell’ Ospedale o nella Farmacia pubblica. Se continuano a fare il loro lavoro rifiutandosi solo di praticare aborti o di fornire pillole abortive, non interrompono il servizio. Ovviamente i laici hanno il diritto di contestare ciò e di promuovere cause contro gli obiettori di coscienza. Ma quando si va in tribunale, per avere qualche probabilità di vincere, bisogna impugnare una legge alla lettera e dimostrare la sua violazione. Aspettiamo comunque l’ opinione del giudice Tosti, anche io dovrei riuscire a vederlo oggi pomeriggio in TV. Sicuramente è un addetto ai lavori esperto e potrà impugnare la sentenza, spero per lui che questa volta usi anche il cervello. @ Anonimo: se fate un referendum del genere Vi suicidate. Non Vi conviene farvi contare. Meglio continuare a sognare l’ esistenza di 10 milioni di atei agnostici razionalisti laici italiani timidi, che farli uscire allo scoperto.
@Aldo
Beh, sull’interruzione di servizio forse c’è qualcosa in più da dire. Io credo che un farmacista che rifiuti di vendere la pillola del giorno dopo sia passibile di espulsione dall’albo per interruzione di pubblico servizio, solo che in Italia, guarda caso, non succede (e di farmacisti ‘obiettori’ ce ne sono…)
Quanto ai medici obiettori, la loro scelta è tutelata dalla legge. Come potrai immaginare non sono d’accordo (è come se un insegnante di storia dicesse che si rifiuta di fare lezione sul fascismo, ad esempio). Se un medico accetta di lavorare nel servizio pubblico, ne deve accettare oneri e onori, altrimenti può sempre fare il medico antiabortista in una clinica privata. Detto tra noi, lo troverei molto più onesto.
La questione Tosti è abbastanza complessa. Immagino farà ricorso alla Corte costituzionale e a Strasgurgo, e poi sarà da vedere cosa dicono entrambi. Tenere simboli religiosi negli uffici pubblici viola – l’ha detto la Cedu – il principio di laicità dello Stato. Resta il fatto che, al di là di come la si pensi, la sentenza contro Tosti è stata di una gravità estrema.
Per quanto riguarda invece il referendum contro l’8×1000 alla Chiesa di cui parla Anonimo, credo proprio che si vincerebbe. Di cattolici nauseati dallo starpotere economico del Vaticano e dai copiosi oboli statali ne conosco a iosa. Aggiungici gli atei, gli agnostici, gli indifferenti, i diversamente credenti….
Il problema è che nessuna forza politica – al di là di quelle che non avranno mai il voto di certa parte cattolica e che contano poco più di zero – ha il coraggio di farsi carico di una battaglia di questo genere.
Il voto cattolico è troppo appetibile, e mettersi di traverso il Vaticano non conviene, no? Per cui il Governo, qualsiasi esso sia stato finora, ha continuato a pagare le indulgenze elettorali con i soldi di tutti i contribuenti, visti i meccanismi di redistribuzione sulle scelte non espresse.
Mancino ha detto ,spero di aver capito bene che lo ha espulso perchè non sapeva su quale articolo di legge trovare un appiglio per il crocifisso,quindi è stato più facile aspellerlo perchè si rifiutava di lavorare;ma questo mancino com’è che lo tengono ancora là se non conosce la costituzione che dice molto chiaramente che lo stato è libero dalla chiesa e LAICO.Per quanto riguarda il raferendum non si può perchè il concordato ha delle clausole particolari(pensavate che i preti si sarebbero fatti imbrogliare,quelli lo stato italiano hanno imbrogliato).Al giudice Tosti va tutta la mia ammirazione,tutti dovremmo comportarci di conseguenza se vogliamo cambiare qualcosa,sarebbe un paese migliore senza preti.