Sacro&Profano Scienze
L’anno di Darwin si chiude con un (piccolo) botto
di Alessandro Chiometti, Civilità laica[4 gen 2010]
L’Avvenire, non esattamente il giornale dei laicisti anticlericali italiani, se ne esce il 31 Dicembre con l’editoriale di Mons. Facchini, paleontologo ed antropologo, dedicato a Darwin.
Il titolo dell’editoriale fa già saltare sulla sedia: “Ciao Darwin, scusa l’equivoco”, sarà che sono un po’ prevenuto ma mi sorprende sempre quando un membro della Chiesa Cattolica Apostolica Romana chiede scusa per qualcosa.
Mons. Facchini per lunga parte del suo editoriale si rammarica perché a suo modo di vedere l’occasione dell’anniversario del 2009 (200 anni dalla nascita di Darwin, 150 dalla pubblicazione dell’Origine delle Specie) poteva essere sfruttata meglio, indirizzando i dibattiti sulla necessità di “integrare” la Teoria Darwiniana con delle (purtroppo non meglio specificate da Facchini) ricerche sull’epigenesi che pur non mettendo in discussione a “certi livelli” il darwinismo evidenziano però, per l’appunto, l’esigenza di integrarlo.
Ulteriore rammarico è quindi espresso per l’uso che “in ambiti mass mediatici” è fatto della teoria di Darwin, usandola ancora per giustificare o dare una base filosofica al naturalismo, negando così il finalismo e la creazione.
Ora, bisognerebbe far notare al Monsignore che l’assenza di finalismo nell’evoluzione è un fatto ampiamente provato ed accettato (come ben spiegato da Smith e Sullivan nel loro saggio “I falsi miti dell’evoluzione”), e inoltre che se “qualcuno” per 1859 anni propaganda l’esistenza di un dio portando come prova la creazione umana è quanto meno comprensibile che una qualsivoglia teoria alternativa sulla comparsa umana nel pianeta venga presa come base filosofica opposta… ma transeat, perché il monsignore chiede scusa per un equivoco ben preciso.
Facchini è amareggiato perché qualcuno, ancor oggi, non ha ben chiaro che l’evoluzione non rende superflua la creazione ma anzi esalta l’opera di dio; e questo qualcuno per confutare l’inconfutabile (ovvero l’evoluzione) riprende “luoghi comuni ormai superati (come le lacune nelle serie evolutive)” o si aggrappa a “notizie stravaganti non attendibili (i dinosauri contemporanei di Homo Sapiens)”.
Il Monsignore non può o non vuole fare il nome di questo qualcuno, ma immagino che al Sig. Roberto De Mattei, vicepresidente del CNR, dal 31 Dicembre fischino le orecchie.
Interessante poi che il Facchini ripeta più volte di essere in piena conocrdanza con il magistero, quindi se tanto ci da tanto, la Chiesa Cattolica dovrebbe aver definitivamente accantonato il creazionismo puro di De Mattei e degli esponenti dell’ultradestra europea invitati al suo delirante convegno su Darwin.
Prendiamo atto quindi che l’ultima speranza dei cattolici di inserire il loro Dio nella scienza è il Disegno Intelligente.
Ovvero si accetta integralmente la teoria dell’evoluzione ma si afferma che “qualcuno” deve averla progettata.
Bene, niente non è, come si suol dire, per lo meno qualcuno la smetterà di prendere i Flinstones come fonte storica o di sparare fesserie sugli esami al Carbonio 14… ma mi chiedo… ora chi glie lo va a dire a San Paolo che Cristo non aveva nessun male originato da Adamo da vincere?








































Almeno questa è un’interpretazione della teoria di Darwin: le restituisce, quanto meno, la dignità persa con De Mattei. Di più da un prelato non ci si può aspettare.
Vi state sbagliando, il Disegno Intelligente non c’entra nulla con le posizioni della Chiesa Cattolica, almeno quelle ufficiali.
La Chiesa Cattolica sostiene primariamente un’evoluzionismo teista , ovvero che Dio ha creato l’uomo tramite l’evoluzione per selezione naturale, intervenendo di tanto in tanto, giusto per “dirigere il traffico” delle specie viventi fino all’uomo. Nella pratica, essendo indimostrabile l’intervento Divino, questa teoria non e’ differente dalla teoria moderna dell’evoluzione. Cosi’ si esprimeva Facchini nel 2006 « Con il ricorso a interventi esterni suppletivi o correttivi rispetto alle cause naturali viene introdotta negli eventi della natura una causa superiore per spiegare cose che ancora non conosciamo, ma che potremmo conoscere. Ma così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico. Se il modello proposto da Darwin viene ritenuto non sufficiente, se ne cerchi un altro, ma non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza. »
La teoria del Disegno Intelligente (cattiva traduzione dell’inglese “Intelligent Design”) e’ invece basata su due postulati (http://www-3.unipv.it/webbio/evol07/docsid.htm; http://ncse.com/creationism/general/what-is-intelligent-design-creationism):
1) esistono strutture “irrudicibilmente complesse”, che, quando sono private di una parte, pur minima, smettono di funzionare. Queste strutture non possono essersi evolute per lento accumulo di parti, dato che le strutture intermedie non avrebbero avuto alcuna funzione, e sarebbero state “invisibili” alla selezione naturale. Non possono essere nate nemmeno per puro caso perche’ la probabilita’ che cio’ avvenga e’ cosi’ bassa da essere praticamente impossibile. Quindi la teoria “darwiniana” dell’evoluzione non puo’ spiegarne l’esistenza. Almeno questo pensano i proponenti dell’ID (gli IDti).
2) dato che la moderna teoria dell’evoluzione non spiega il punto 1, ecco che allora, ovviamente, serve qualcuno che abbia progettato queste strutture. Ma, fate bene attenzione, possono essere stati uno o piu’ esseri intelligenti (il Dio dei Cristiani, gli dei dei Sumeri, gli alieni, l’Universo stesso, oppure tutti assieme nello stesso momento o a piu’ riprese) utilizzando mezzi sconosciuti (miracolo, leggi naturali sconosciute diverse dalla selezione naturale, etc.) ed agendo per finalita’ sconosciute (bonta’, senso estetico, noia, etc., gli IDti non ne sanno nulla, ne’ vogliono speculare su questo).
Sfortunatamente per gli IDti le strutture irrudicibilmente complesse (come l’occhio umano) mostrano i segni della loro evoluzione, e strutture (o meglio reti molecolari) irrudicibilmente complesse si originano sfortunatamente spesso nei tumori per evoluzione darwiniana. Questo e’ uno dei modi con cui noi oncologi molecolari tentiamo di attaccare il cancro, colpendo molecole che servono alla vita delle cellule tumorali, ma che sono dispensabili per la vita delle cellule normali. Io comunque sto ancora aspettando che qualche sostenitore dell’ID mi mostri una struttura irriducibilmente complessa che non serve a nulla, e che non sia chiaramente il risultato della degenerazione di un organo funzionale di un organismo ancestrale (tipo l’appendice del nostro intestino). Questo potrebbe dimostrare il punto 1, ma sfortunatamente gli scienziati aderenti al movimento dell’ID si interessano di cose diverse oppure commentano solo i risultati degli altri (ovviamente non ibroccandone una).
Per quanto riguarda il secondo punto e’ una ridicolaggine, punto e basta. Non e’ nemmeno una teoria scientifica. Lo scopo degli IDti e’ di avere con se’ cristiani, ebrei, mussulmani, induisti, raeliani, persino atei, per proporre quello che in effetti e’ la rivisitazione del “creazionismo scientifico” sconfitto negli anni ottanta (http://ncse.com/creationism/legal/forrests-testimony-creationism-id). Alla fine , pero’, non riescono nemmeno a trattenersi dal dire che il misterioso progettista e’ Dio, o meglio il Dio cristiano, o meglio il Dio di una setta di cristiani evangelici d’America (http://www.bringyou.to/apologetics/p90.htm).
A me non piacciono i preti, specialmente quando vanno fuori dal loro seminato, ma e’ meglio giudicare le cose come sono. Dando a Dio cio’ che e’ di Dio e agli IDti cio’ che meritano.