Scienza
La Gaia Scienza
di Carlo Consoli [27 gen 2010]
Leggiamo su “il Giornale” un interessante commento del Prof. (emerito) Antonino Zichichi, sul rapporto tra teorie scientifiche, caos ed ateismo. Interessante perchĂ© contiene una serie di affermazioni davvero singolari, per essere formulate da uno scienziato.
Antonino Zichichi è noto per le sue posizioni antievoluzioniste, ha fondato ad Erice il centro scientifico “Ettore Majorana” e l’associazione World Federation of Scientists, associazione privata con lo scopo di istituire processi di monitoraggio delle emergenze planetarie.
Tutto ciò è molto interessante, sicuramente, ma leggendo l’articolo di Zichichi il lettore che padroneggia le materie scientifiche non può non trovarsi disorientato, ma talmente disorientato da avere la sensazione di aver sprecato l’intero curriculum di studi.
Apprendiamo che la piĂą grande conquista della scienza è l’avere scoperto che una logica rigorosa regge il mondo: è una scoperta sensazionale che, chissĂ come mai, non insegnano all’universitĂ , preferendovi invece la meccanica dei quanti che spiega esattamente il contrario; e cioè che i processi alla base della fisica non sono rigorosamente determinati (deterministici, appunto) ma dati da un susseguirsi di eventi non certi, cui è possibile al piĂą associare una probabilitĂ (probabilistici, quindi).
Zichichi ci rammenta giustamente di Heisenberg e Godel ma ponendo i loro risultati in un modo davvero singolare, asserendo cioĂ© che qualcuno “sostiene che non esiste alcuna forma di attivitĂ perfetta”. E, anche qui, viene da chiedersi dove abbia mai letto un’affermazione del genere. All’universitĂ ci hanno insegnato che i due principi asseriscono, in breve, che non è possibile misurare posizione e quantitĂ di moto (velocitĂ e massa) di una particella senza alterarne lo stato (Heisenberg) e che qualsiasi modello formale è incoerente o incompleto (Godel). Il risultato diretto di queste due importanti formalizzazioni, che vanno sotto il nome di Principio di Indeterminazione di Heisenberg e Teorema di Godel, è che qualsiasi osservazione è sempre frutto dello stato dell’osservatore e dell’osservato (Heisenberg) e che è possibile unicamente formulare modelli coerenti di realtĂ locali e non universali (Godel). Ma il fatto che un fenomeno non sia misurabile nĂ© modellabile non vuol dire che le attivitĂ intorno alla sua osservazione, misurazione, formalizzazione siano “imperfette”.
Davvero singolari le affermazioni di Zichichi: a scuola ci hanno insegnato,  proprio grazie al metodo scientifico formulato inizialmente dallo stesso Galileo, non che l’universo sia regolato da ferree regole logiche (semmai matematiche, di cui – per inciso – la logica è una branca) ma che questo è rappresentabile da un modello formale (incompleto, Godel), costruito sulla base di osservazioni (imprecise, Heisenberg) ripetute nel tempo.
Ancora piĂą sorprendente è l’idea di “un software in grado di affrontare quei problemi la cui soluzione non dipende dalle parole ma dai fatti”. Anche qui, nelle universitĂ si insegna che il software è un modello molto particolare: un modello eseguibile. Le istruzioni e le informazioni che lo compongono sono entrambi astrazioni matematiche, destinate a rappresentare la realtĂ di riferimento che tentano di modellare. Con i fatti, cioè il mondo reale, non hanno proprio nulla a che fare.
Il punto è: se un articolo del genere lascia perplesso il lettore “esperto” di scienza, quali saranno i suoi effetti sulla grande massa che, notoriamente, non eccelle in materia ?
Su un punto, quindi, non si può non concordare con Zichichi: è tempo che la scienza entri nella vita di tutti i giorni. Molti di coloro che hanno una solida formazione scientifica smettono di credere in Dio non certo per “fede”, ma per aver capito che i modelli universali sono, semplicemente, delle astrazioni umane.


















Un altra Zichicca dell’emerito !
Una volta tanto dovreste essere d’ accordo con Zichichi, che in questo articolo mostra di avere piĂą fede di Voi nel metodo scientifico. Secondo me si illude anche lui, ma è una mia opinione personale. Se lo confrontate con gli scritti ateisti scientifici di Dawkins e Gould vedrete che anche questi Vostri amici credono che affrontare addirittura politica e filosofia con metodo scientifico porterĂ ad eliminare gli errori dovuti ai fallaci “memi” introdotti nel nostro pensiero da sacerdoti, filosofi, intellettuali vari. Ovviamente la differenza fondamentale è la chiave di lettura principale: Dio creatore in Zichichi, Caso per Dawkins & c. Ma per Voi solo gli Atei sono scienziati, a tutti gli altri levate lauree e validitĂ alle ricerche. E Vi illudete, come tutti gli Atei che Vi hanno preceduto nella Storia, che il materialismo scientifico sia maggioritario tra gli “scienziati”, aggettivo cui date il significato piĂą congeniale a Voi per eliminare i laureati e i ricercatori scientifici non atei. In questo modo Vi illudete di essere la maggioranza e che il futuro sia Vostro. Buona fortuna.
Aldo, la scienza è dubbio, la fede è certezza. Se uno scienziato parte dagli assiomi della fede non è più uno scienziato, semplicemente perchè già sa. Uno scienziato vero, invece, non sa mai. E non distorce la scienza per dimostrare che ha ragione.
Ciao Aldo e grazie per il commento.
Sicuramente, ho molta meno fede nella scienza di Zichichi. Direi anzi che non ne ho affatto !
Ci tengo a precisare che, per quel che mi riguarda, uno scienziato può benissimo credere in Dio e restare un ottimo scienziato o ricercatore. PurchĂ©, però, non contrabbandi questa sua fede – liberissima scelta – per veritĂ di scienza o, peggio, distorca i risultati scientifici per farli convergere alla sua personalissima opinione di fede.
La scienza, quella vera, è di tutt’altra natura: un mio professore universitario diceva sempre “Un principio non si dimostra, si compra. Lo compri (con l’ intuito), lo incarti, te lo porti a casa e te lo dimostri con comodo”.
Il giorno che un principio non serve piĂą o viene falsificato, si butta semplicemente nel cestino. E se ne formula un altro.
Ecco, questa è scienza.
La VeritĂ di fede no: è veritĂ apriori. Guai a buttarla nel cestino o a solo paventare di farlo …
Bel post. Il problema scientifico di chi crede non è quello di postulare un dio (come per inciso fece anche Goedel), ma di voler conservare alla lettera la narrazione religiosa, sviluppatasi storicamente in epoche pre-scientifiche, nonostante sia letteralmente indifendibile. Basta leggere la narrazione religiosa in chiave metaforica (molto metaforica) e il conflitto fede-scienza si dissolve. Il problema è che, dal punto di vista antropologico, la religione non ha lo scopo di modellare la realtà per operarvi tecnicamente, ma di sintetizzare uno stato di coscienza collettivo che stabilisca un ordine sociale.
Certamente Zichichi sbaglia, ma altrettanto sbagliato è pensare che la migliore riflessione filosofica sull’ impresa scientifica renda inaccettabile la fede religiosa da un punto di vista razionale.
Visto che è stato citato Galileo come padre del metodo scientifico contemporaneo, forse non proprio correttamente, citerei anche la sua nota formula secondo cui la La Bibbia ci dice come andare in Cielo, non come va il cielo.
Qui Galileo, cattolico sincero, enuncia una sorta di reciproca indifferenza tra scienza e fede.
Su questa posizione Popper e Stephen J. Gould, tra gli altri.
Posizione in larga misura dipendente del principio enunciato nella cosiddetta legge di Hume, secondo cui le precrizioni sono inderivabili logicamente dalle descrizioni.
Dunque dalla scienza, che soltanto descrive, non si può logicamente ricavare un grammo di etica.
http://chiarodiluna-karl.blogspot.com/2009/02/darwin-per-esempio.html
Per una buona introduzione alla filosofia della scienza propongo:
- D. OLDROYD, Storia della filosofia della scienza
- K. POPPER, Congetture e confutazioni
- K. POPPER, Scienza e filosofia
- K. POPPER, La ricerca non ha fine
- K. POPPER, IL mito della cornice
- I. LAKATOS, La metodologia dei programmi di ricerca scientifici
- T. S. KUHN, La struttura delle rivoluzioni scientifiche
- P. K. FEYERABEND, Ammazzando il tempo. Un’ autobiografia
- I. LAKATOS – P. FEYERABEND, Sull’ orlo della scienza
- I. LAKATOS – A. MUSGRAVE (a cura di), Critica e crescita della conoscenza
Carlo, se la tua ultima affermazione, apodittica, fosse vera, e non meramente filosofica, non sarebbero esistiti millenni di nequizie, guerre, stragi, devastazioni, prevaricazioni da parte della religione. E gli scienziati, prodotto naturale della scienza, sarebbero tutti o quasi degli immorali e/o antietici. E’ vero invece il contrario: il mondo della scienza è di per sè latore di etica, quotidianamente, nella prassi, tutti i giorni; il mondo della religione è stato e continua ad essere diseducativo ed antietico. Gli esempi sarebbero talmente numerosi, che è inutile soffermarsi su questo. Dalla scienza, che non descrive ma scrive, si ricava, per logica, e in base a fatti storici inconfutabili ( e quindi logici) che l’etica è in re ipsa. Dalla religione, che per prassi e storia è a dir poco volubile, si ricava un pressochè costante comportamento antietico. Parlo in particolare delle grandi religioni monoteiste, Islam e Cattolicesimo in testa. Su altre, a piĂą forte caratterizzazione logico-filosofica (come il Buddismo) c’è una quasi perfetta coincidenza fra etica e prassi,che altri non è che una rappresentazione della logica stessa.
Gentile Stefano,
apodittiche mi sembrano piuttosto le tue affermazioni.
Ho fatto riferimenti precisi al razionalismo critico contemporaneo (Popper, Gould ….) ed alla legge di Hume.
Quanto alle religioni, come gli scienziati, non sono tutte uguali.
Persino le monoteiste. GesĂą vieta di lapidare l’ adultera, altri insegnano, com’è tristemente noto, il contrario.
E gli scienziati sono, sotto il profilo morale, esattamente come gli altri uomini.
Perfino le peggiori cattiverie si possono commettere in nome di fedi completamente laiche e mondane come il nazismo ed il comunismo..
Francamente sono deluso da chi fa del proprio ateismo una fede dogmatica. Altro che atteggiamento critico!
Un saluo cordiale.
Antonio Zichicchi è un noto cretino che si traveste da Einstein, copia cose da vari libri e poi l’immerge nell’acqua santa e li fa riempire d’incenso. Tuitta la sua carriera è dovuta al parente Vescovo, alla corrente andrettiana siciliana e sappiamo bene da chi era composta, e dai nazicattolici di Comunione & Liberazione. Fuori d’Italia quando nei congressi si vuol fare una bella risata basta dire Zichicchi e tutti a sbellicarsi dalle risa.
Il piĂą importante fisico italiano Carlo Rubbia intanto è costretto a lavorare all’estero in Spagna ha messo appunto un sistema solare per l’energia che darĂ elettricitĂ a metĂ Andalusia e occuperĂ 400 persone!!!!!!
Ciao Carlo, Guido e Stefano.
non è infatti corretto sostenere che chi ha una formazione scientifica non può credere in Dio. E’ una realtĂ , invece, che molte persone con forte formazione scientifica, non credono piĂą.
Che la posizione di Galileo, Popper, Gould e altri sia di compatibilitĂ tra fede e scienza è un dato interessante, peccato che la realtĂ dei fatti ha ampiamente smentito questa compatibilitĂ . Ancora oggi, abbiamo grossi problemi con importanti questioni come l’eutanasia, l’uso del preservativo, l’aborto e tanti altri casi di oscurantismo “fattivo”, da parte della Chiesa Cattolica.
Giustamente, Guido, la funzione sociale della Religione è innegabile ma, ribadisco, è importante che lo scienziato o l’erudito in materia di scienza sia onesto e non tenti di “dimostrare” l’esistenza di Dio attraverso il metodo scientifico.
Questo, è davvero incompatibile.
Non posso, inoltre, non dissociarmi dalle parole di Giancarlo, pur non condividendo ciò che dice Zichichi.
Gentile Carlo,
scrivi: ” peccato che la realtĂ dei fatti ha ampiamente smentito questa compatibilitĂ . Ancora oggi, abbiamo grossi problemi con importanti questioni come l’eutanasia, l’uso del preservativo, l’aborto e tanti altri casi di oscurantismo “fattivo”, da parte della Chiesa Cattolica”.
Ma questi non sono problemi scientifici, bensì morali. Non si tratta di descrivere la natura ma di decidere come ciascuno di noi si vuole comportare, secondo coscienza.
Torniamo alla fondamentale legge di Hume, secondo cui non si possono ricavare prescrizioni, proposizioni normative, da descrizioni.
E’ un principio logico che rappresenta il fondamento della libertĂ di coscienza.
Quanto alla apposizione di limiti alla ricerca scientifica, rappresenta un problema aperto.
A mio parere, in linea d principio, non può essere del tutto esclusa. Altrimenti dovremmo accettare, ad esempio, anche i crudeli esperimenti compiuti dagli scienziati nazisti nei campi di concentramento.
E si tratta di limiti che possono solo venire dall’ esterno perchè, come detto, la scienza descrive, non prescrive.
Poi ciascuno di noi ha i propri principi e la propria coscienza. Secondo coscienza sceglie come comportarsi. In questo gli scienziati sono esattamente uguali a chi svolge altre professioni.
Un saluto cordiale.