Attualità
La campagna elettorale di Bagnasco
di Cecilia M. Calamani[27 gen 2010]
Per la prossima tornata elettorale, il Pdl avrà un testimonial d’eccezione. Disilludiamo subito i maligni: non è un nuovo ’talento’ femminile lanciato dal premier in costume adamitico a reti unificate, bensì un uomo la cui cultura, levatura, autorevolezza non lasciano adito a dubbi.
Si tratta di Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che in un colpo solo, in occasione del Consiglio permanente della Cei che si è svolto il 25 gennaio a Roma, ha aperto ufficialmente la campagna elettorale della Chiesa e ha ‘testimoniato’ in favore del Pdl.
Il testo della sua prolusione, spogliato dell’aulico linguaggio caro al porporato, è un susseguirsi di celebrazioni, inviti, suggerimenti al centrodestra e rimproveri, richiami, diffide all’opposizione.
Ma vediamo cosa dice.
Innanzitutto, parla dell’aggressione al premier: “La situazione interna ha continuato a surriscaldarsi fino all’episodio violento ed esecrabile che ha riguardato il Presidente del Consiglio. Maestri nuovi del sospetto e del risentimento sembrano talora riaffiorare all’orizzonte lanciando parole violente che, ripetute, possono resuscitare mostri del passato”.
Maestri del sospetto, mostri del passato. Forse il cardinale si riferisce a Vittorio Feltri, il cui incauto editoriale ha causato le dimissioni del direttore dell’Avvenire Dino Boffo? O all’opposizione, che con il suo risentimento nei confronti del premier avrebbe istigato un povero psicolabile a tirargli addosso un souvenir del duomo di Milano?
Ma andiamo avanti.
“Non serve a nessuno che il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa, a tentativo di dominio dell’uno sull’altro. Allo stesso modo è insopportabile concentrarsi unicamente sulla denigrazione reciproca, arrivando talora a denigrare il Paese intero pur di far dispetto alla controparte. Anche i media, che devono corrispondere ai compiti di informazione e di controllo che sono loro propri in una società evoluta, non devono cadere nel sistematico disfattismo o nell’autolesionismo di maniera. Il giornalismo del risentimento che si basa, più che sulle notizie, sui conflitti veri o immaginati, finisce per nuocere anche alla causa per cui si sente mobilitato”.
Insomma, che vogliono questi giornalisti “del risentimento” che inventano conflitti? Perché attaccano il Paese intero pur di far dispetto al premier? Berlusconi esulta, non avrebbe saputo dire di meglio.
E arriviamo all’attacco sulla bioetica, en passant mentre parla di ecologia:
“E, certo, nei delicati equilibri dell’ecologia umana entra la bioetica dove sono almeno due sul piano istituzionale i fronti in movimento. Anzitutto quello della pillola RU 486 che, dopo il via libera dell’AIFA, rischia di introdurre una prassi di banalizzazione ulteriore nella tutela della vita umana. Per questo auspichiamo che i pubblici poteri, ciascuno al proprio livello – Parlamento, Ministero della salute e Regioni – operino alacremente per circoscrivere quanto è più possibile tale rischio. Quanto poi al tema del fine vita, non possiamo non avanzare riserve sulla discutibile “iniziativa dei registri” che si vanno qua e là aprendo, e che, oltre a rappresentare una fuga irresponsabile in avanti, tendono a precostituire degli esiti al ribasso circa la legge in allestimento, sulla quale invece le forze politiche sono chiamate a dar prova della massima saggezza”.
Ecco l’affondo, ancora a sinistra. Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio, è sistemata.
Ma attenzione, arriva il gran finale: “Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni. Italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico”.
E mentre il sipario cala lentamente sulla perfetta esibizione del cardinale, Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera, raccoglie il testimone: “Ancora una volta il cardinale Bagnasco, con le sue parole, ci indica la strada da percorrere. Quella di una laicità positiva in cui i cattolici impegnati in politica non abbiano paura di portare avanti i propri valori, ma lavorino con coerenza perchè quei valori siano alla base delle scelte che interessano la vita dei cittadini. I cattolici non sono ospiti da tollerare ma protagonisti del dibattito pubblico”.
I ‘cattolici’. In un ipotetico dizionario stilato a mani congiunte da Chiesa e Pdl si potrebbe leggere: ‘Categoria afferente al Pdl che si riconosce nel no all’aborto, alla contraccezione, alla pillola del giorno dopo, al testamento biologico, alle coppie di fatto. In sintesi, alla civiltà, ai diritti, alla libertà”.
E’ davvero un mistero come i cattolici non si ribellino a essere trattati come merce di scambio elettorale. Forse il vero ‘mistero della fede’ è proprio questo. E chi può saperlo meglio di Bagnasco?
http://www.cronachelaiche.it/2010/02/elezioni-regionali-in-casa-pdl-e-tutta-questione-di-merito/








































Quando le cose vanno male, la chiesa, come la storia ci insegna, non perde occasione per metterci il suo carico e farle andare peggio. Ma d’altra parte, cosa ci si poteva aspettare? Neanche durante il mezzo secolo democristiano la chiesa ha vissuto un momento tanto propizio: i politicanti odierni, pur di raccattare voti, sono pronti a concederle più di quanto essa stessa avesse immaginato di poter chiedere con così tanta arroganza. E’ evidente che il presidente mandrillo è stato assolto da ogni suo peccatuccio: mi piacerebbe che tutti i cattolici prendessero il suo esempio e se ne andassero tutti in massa…ad escort.
Poveri caduti del Risorgimento! Se sapessero che sono morti solo perché la Repubblica avesse due padroni, invece che uno solo!
Sdegno e tristezza.
i vecchi porporati soffrono di amnesia.
se gli dici letizia capiscono castà….
se gli dici escort capiscono un’automobie.