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Irlanda, la blasfemia è reato. Ma l’Italia non è poi così distante
di Cecilia M. Calamani[5 gen 2010]
E’ entrata in vigore quest’anno in Irlanda la legge anti blasfemia approvata lo scorso luglio: verrà punito con una multa fino a 25mila euro chi offende qualsiasi credo religioso. Secondo il ministro della Giustizia, Dermot Ahern, la legge era necessaria perché la Costituzione irlandese, in vigore dal 1937, assicura la protezione solo ai cristiani ma la società nel frattempo è diventata multiculturale.
Provocatoriamente, il sito Atheist Ireland ha pubblicato un elenco di 25 frasi di personaggi celebri che sarebbero giudicate blasfeme dalla nuova legge. Tra queste, oltre quelle di dichiarati atei quali Richard Dawkins, si leggono pensieri di Gesù Cristo, Maometto, Mark Twain, Tom Cruise, Benedetto XVI e lo stesso ministro irlandese dell’Economia.
“Il diritto serve a proteggere le persone, non le opinioni”, dichiara l’ideatore dell’iniziativa, Michael Nugent. Che prosegue: “ La nostra non è un’iniziativa contro la religione, ma contro l’oscurantismo, e va considerata in un contesto più ampio di quello religioso irlandese”.
Il punto, come sottolinea lo stesso Nugent, è che questa legge può creare un pericoloso precedente: la formula della normativa irlandese, infatti, viene già usata da alcuni Stati islamici per promuovere all’ONU risoluzioni contro la blasfemia.
Che in un Paese europeo si varino leggi contro la libertà di espressione – perché di questo si tratta – è cosa grave. Ma forse noi italiani non abbiamo tutti i titoli per sentirci emancipati su questo argomento, come dimostra la nostra normativa vigente.
La blasfemia, depenalizzata con la legge 25 giugno 1999 n. 205, è attualmente un illecito amministrativo. La versione vigente dell’articolo 724 del Codice penale (“Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”) recita: ” Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309 [...] La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti. »
Per ‘divinità’ si intende un dio; Madonna e santi, nel caso della religione cattolica, non lo sono.
Esiste ancora, tuttavia, il reato di vilipendio: “Chiunque pubblicamente offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di chi la professa, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. Si applica la multa da euro 2.000 a euro 6.000 a chi offende una confessione religiosa, mediante vilipendio di un ministro del culto“ (art. 403 del Codice penale – Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone).
E, nonostante il cattolicesimo non sia più religione di Stato, rimane nella nostra giurisprudenza l’equiparazione del papa al re (oggi presidente della Repubblica) tutelato dall’art. 278 del codice penale per quanto riguarda le offese alla sua persona.
Insomma, siamo più vicini all’Irlanda di quanto potremmo (erroneamente) pensare.








































http://www.nessundio.net/blog/2010/01/03/3327/
secondo me è giusto multare chi dice blasfemie…..in una nazione non ci può essere solo una religione….ognuno deve rispettare la religione dell’altro senza offenderlo perchè è diverso…magari pure in italia mettessero regole del genere…la gente rispetterebbe di più il prossimo…..
dato che la definizione di blasfemia non esiste ed è soggettiva del presunto offeso dalle parole, se si introduce il reato potrebbe diventare reato anche dire “dio non c’è” o “dio ha la barba nera e non bianca”
per noi atei è blasfemia affermare “dio ti ama”, ma non mi pare che, pur ritenendoci offesi, abbiamo mai tentato di censurare i credenti!