Sacro&Profano
Il sogno e l’umano secondo ‘la Repubblica’
di Paolo Izzo[27 gen 2010]
Il quotidiano ‘la Repubblica’ deve ancora decidere se i bambini sono essere umani. E’ quanto si evince seguendo quelle pagine scientifiche, curate perlopiù da Elena Dusi, che riportano ogni sorta di studi sull’insorgenza della nostra attività onirica.
Ad aprile dello scorso anno, la giornalista di Eugenio Scalfari ci faceva sapere che, da una indagine sulle pecore (sic!), era stato decretato che il feto umano (sic!) sogna già nell’utero; ipotesi confermata, reiterata e insistita, sempre secondo il quotidiano più letto d’Italia, da un articolo del luglio 2009, in cui si affermava con certezza che il feto “sente” i rumori dell’esterno, se li ricorda persino e forse per questo si mette a sognare (ma è sempre quello studio sulle pecore ad avallare la “teoria”).
Il 25 gennaio di quest’anno è di nuovo la Dusi a regalarci una chicca davvero sorprendente: i bambini non sognano fino a 5 anni! Prima devono “imparare” a sognare (sic!): vecchia storia cattolica del bambino come “tabula rasa”, cui si deve insegnare proprio tutto, adesso persino a sognare, perché, in fondo, è una nullità completa.
Ma come, secondo la Repubblica, il feto sogna e i bambini piccoli no? Come a dire che il feto è più umano (o pecora?) del neonato e/o del bambino di pochi anni. Come a dire che l’aborto è sicuramente un omicidio, perché si fa fuori un esserino sognante, ma che l’infanticidio può avere le sue attenuanti, visto che il bambino piccolo, se non sogna, non pensa. Ergo: non è un essere umano.
‘La Repubblica’ nega (per distrazione o con intenzionalità?) quella cesura radicale rappresentata dalla nascita umana, quel passaggio di trasformazione totale che ci fa passare dalla condizione di feto, biologico, neuronale e, semmai, “vitale” (ma questo non prima delle 23-24 settimane di gestazione), a quella di essere umano vivo, perché dotato di un corpo e di una psiche; che pensa e che, soprattutto, sogna, grazie a quella “capacità di immaginare” (Massimo Fagioli) che nasce… alla nascita! Dunque, il Vaticano ringrazia ‘la Repubblica’, gli antiabortisti ringraziano ‘la Repubblica’. Le donne no. I bambini tanto meno.








































Posso testimoniare che mia figlia ha iniziato a raccontare i suoi sogni a due anni, quando ha cominciato a parlare. Sarà forse una eccezione alla regola? Mi riservo comunque di vedere come è stato condotto lo studio. Per l’ aborto potete dormire sonni tranquilli: ricordo bene le battaglie di Scalfari per il divorzio e per l’ interruzione di gravidanza. Mi pare che vediate nemici anche fra i Vostri più antichi e sicuri alleati.
Ho verificato almeno l’ articolo della Dusi: il lavoro è condotto bene, ma un campione valido per tutti i bambini del mondo dovrebbe includere almeno il 5% di loro, Etnia per etnia, età per età. Inoltre, finchè non avremo apparecchiature in grado di visualizzare i sogni come effettivamente vengono visti, ci dobbiamo fidare della testimonianza di esseri umani che non hanno ancora la capacità di descrivere e comunicare di un adulto istruito. Comunque la Dusi ci rimarrà male, quando saprà che l’ avete accusata di portar acqua al mulino di chi crede che i bambini abbiano l’ anima fin dal momento del concepimento. Tranquilli, non è così.
Quello che stupisce, in questi studi, non è soltanto che li facciano su ogni nostra emozione, da piccoli e da adulti, e che cerchino-trovino sempre una nuova razionalizzazione del nostro pensiero irrazionale. Ma anche che vengano riportati un po’ acriticamente, alcuni contraddicendo gli altri e viceversa. Comunque negando che il pensiero umano, sin dalla nascita, possa avere una libertà e una bellezza tutta… umana. Inspiegabile con la sola Ragione. A Repubblica mi sono permesso di contestare questa acriticità, segnalando il rischio che essa giovi a chi vuole metterci dentro un’anima, decidendo persino quando questa arrivi nell’essere umano: a volte si dice dal concepimento, altre volte quando arriva il pensiero razionale nel bambino, la parola; poi si arriverà a dire che essa risiede già nell’idea di un rapporto sessuale (finalizzato, ovviamente, al concepimento). Così per i sogni, come ho scritto.
Acriticità e fede si alimentano e vanno perciò molto d’accordo. Nel contraddirsi. E nel confondere le idee.