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Critiche laiche   

A Caserta la proscrizione del terzo millennio

di Eleonora Gitto
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[25 gen 2010]
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color75Da L’Unità: “Nelle scuole di Caserta c’è grande agitazione, per la “caccia” agli studenti immigrati e con genitori senza permesso di soggiorno. Non è fantapolitica. E’ la pura realtà da rigurgito leghista. L’Ufficio scolastico per la Campania  ha “ordinato” la schedatura degli studenti stranieri. E per giunta dando anche un ultimatum ai presidi: la riconsegna del “censimento-monitoraggio” entro e non oltre il 25 gennaio. Una strana mossa, visto che l’Usp ha agito per “ordine” della Prefettura che di norma si occupa di sicurezza e non di certo di dispersione scolastica. La circolare è firmata dal dirigente dell’Usp regionale Vincenzo Di Matteo, porta la data del 18 gennaio e chiede con urgenza a tutte le scuole del territorio, “nessuna esclusa” l’invio dei dati “sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole della provincia e sulla dispersione scolastica”. Un censimento che ha per lo più l’imprinting di una schedatura”

Quest’ennesimo atto di razzismo (perché di questo solo si tratta) non può essere giustificato con e da nulla. E non è esagerato e di parte parlare di rigurgito di quella barbara pratica nazista instaurata dal fascismo e condannata dalla storia. All’epoca la proscrizione aveva il significato, sempre esecrabile, di antisemitismo, spoliazione delle fortune ebree e sostituzione di elementi fascisti e hitleriani nelle professioni, cariche, negozi dove più sensibile è la concorrenza ebrea. Oggi vuole dire xenofobia e basta. Di qualsiasi provenienza, di qualsiasi colore, l’immigrato deve essere schedato, additato marchiato, perseguito e perseguitato. Una pratica inumana contro una parte della popolazione che comunque lavora, studia, vive o tenta di sopravvivere sul territorio nazionale. Che sia da poco o da tanto non ha importanza.

Strani voli pindarici che ogni tanto fa la mente, perché in questo momento fra le tante cose che potrebbe richiamare, per qualche arcana associazione, una sola si affaccia: “La guerra dei colori” un atto teatrale scritto per i bambini ma che farebbero bene a vedere tutti e soprattutto i rappresentanti istituzionali affetti da nostalgie reazionarie di un passato ai loro occhi “glorioso”, e chissà, forse almeno qualcuno potrebbe imparare che i colori  “servono tutti! Perché devo disegnare la bandiera della Pace!”.

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  1. ambiano vocabolo ma sempre razzismo è.Siamo circondati da razzisti e fondamentalisti cattolici cosa ci può capitare di peggio?