Critiche laiche
2012, l’Italia si affida alla preghiera
di J. Mnemonic, Civilità laica[4 gen 2010]
“2012”, ennesimo film catastrofistico americano, erede dei tanti “Indipendence day” “The core”, “L’alba del giorno dopo”, “Armageddon”, “Deep impact” solo per limitarci ai più famosi, non sarà certo ricordato per l’originalità della trama.
Causa attività solare il nucleo della terra si scioglie causando riassestamento dei continenti con sconvolgimenti planetari che causeranno la fine della civiltà così come noi la conosciamo. I potenti della terra lo sanno e costruiscono delle arche (eh eh) per sopportare gli incombenti tsunami, mettersi in salvo e permettere alla razza umana di sopravvivere.
In un susseguo di devastanti terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche che grazie agli oramai irrinunciabili effetti computerizzati impressionano a sufficienza lo spettatore il film si distingue per il trattamento riservato al nostro paese.
Dei tanti potenti mondiali infatti solo due decidono di non salire sulle arche verso la salvezza; uno è il presidente degli Stati Uniti d’America che da classico american hero sceglie di star vicino al popolo, l’altro è il Presidente del Consiglio Italiano che, udite udite, sceglie di affidarsi alla preghiera e non alla tecnologia… ora se questo è lo stereotipo italiano direi che c’è veramente da preoccuparsi.
Evidentemente chi ha soprannominato questo paese Talebania, non era tanto distante dall’immagine che hanno di noi all’estero. Per carità, magari ci sarà anche chi è contento del fatto che ci hanno raffigurato come un paese devoto, personalmente mi sento offeso del fatto che noi italiani siamo visti come quelli che si affidano alla preghiera e non alla scienza.
Ma del resto cosa dovrebbero pensare all’estero del Paese che ha i più bassi investimenti nella ricerca di tutti i paesi occidentali? Di un Paese in cui le menti migliori sono costrette ad emigrare perché qui non trovano lavoro? Di un paese in cui terapie mediche sono proibite o rese difficoltose da leggi etiche ispirate da dogmi medievali? Di un Paese in cui il vicepresidente del CNR (no dico… mica il primo fesso che passa per strada) è convinto che Adamo ed Eva siano personaggi storici e che la Terra abbia poche migliaia di anni di storia? Diciamo pure che queste sono le logiche conseguenze.
Ma di una cosa voglio ringraziare Emmerich, nel film, i pirla, come il presidente del consiglio testé citato, che invece di mettersi in salvo pregano in piazza vengono schiacciati senza pietà dalla cupola di San Pietro che crolla.
E se non è vendetta poetica questa…








































La nemesi storica, la dea della vendetta che si vendica di chi non ragiona più col proprio cervello. Valle a dare torto…
Che combinazione! Ho guardato l’altro ieri questo film in streaming (non sborserei un centesimo nè per vederlo al cinema, nè per noleggiarlo!) e sono rimasta anche io colpita dall’”eccezione italiana”. Imbarazzante, comica e deprimente allo stesso tempo, direi.
E’ evidente, tuttavia, che quel presidente del consiglio non doveva simboleggiare Berlusconi: aveva una devota first lady velata al suo fianco (lui ne avrebbe per lo meno una decina, scosciate e di 40 anni più giovani) e poi, il nostro grande Silvio, certamente, in un caso simile, stimerebbe più utile all’umanità da venire preservare i suoi preziosi geni e tramandarli alle generazioni future, piuttosto che lasciarsi morire. Uno così caparbiamente attaccato alla vita non si lascia scoraggiare da un cataclisma planetario.
Quindi, io, di due cose ringrazio il regista…come si chiama? Emmerich? Di aver mostrato ai tanti italioti che andranno a vedere il suo polpettone insulso quale sia l’idea del nostro paese e dei suoi rappresentanti all’estero e per il fatto che, evidentemente, ritiene probabile che nel 2012 Silvio non sarà più il presdente del consiglio italiano.
Amen.