Recensioni

Rosario Sorrentino: “Rabbia”

di Stefano Faraoni [25 gen 2010]

rabbiaEsiste un numero infinito di pubblicazioni scientifiche ad uso e consumo delle più svariate tipologie di lettori: dagli “iniziati”, ai semplici interessati, ai curiosi, agli studiosi medesimi. Ognuno di questi segmenti di lettura  è importante, a patto che, ovviamente, i contenuti di un libro, o più in generale di queste opere, si avvalgano dei crismi di un saldo ancoraggio scientifico e di una sufficiente chiarezza espositiva.

Ci sembra che entrambe queste condizioni siano soddisfatte nel nuovo lavoro del neurologo  Rosario Sorrentino: “Rabbia” – un’emozione che non sappiamo controllare – edizioni Mondadori. Si tratta di un’opera divulgativa, ma al contempo puntuale nel riferire i meccanismi di formazione e la genesi di quest’emozione sovente incontrollabile per la maggior parte di noi. E, come in tutte le cose, quando di un determinato aspetto della vita se ne comprendono i meccanismi originari, quelli che lo hanno prodotto, si hanno poi minori difficoltà a governarne i percorsi e, quando serve, ad elaborare le giuste soluzioni. Così succede per la rabbia, questa pulsione irrefrenabile che ci fa fare cose a volte assurde e che coglie la stragrande maggioranza di noi, anche nei momenti più insospettabili.

Il libro è stato scritto insieme alla giornalista Cinzia Tani, ed è stato pensato ed elaborato in forma di lunga intervista suddivisa per alcune aree tematiche (cervello, stimoli, rabbia in città, nello sport e in politica ecc.) Ne è nato un lavoro completo rispetto alle originarie intenzioni degli autori: quello di fornire alle persone un valido strumento di conoscenza di alcune delle innumerevoli potenzialità (e storture) del nostro cervello. Uno strumento che, intelligentemente, esplora anche terreni contigui al mondo della conoscenza, fino a giungere, necessariamente, su quei lidi del “quotidiano” che più interessano le persone, di qualsiasi condizione o estrazione sociale esse siano. E’ qui che la scienza, travalicando il proprio mero interesse cognitivo, troppo spesso autoreferenziale, si muove con maggiore scioltezza, navigando con agilità nel mare dei rapporti fra le persone, degli impatti e dei riverberi di natura sociale che sono una delle finalità ultime, anche se non l’unica, della scienza stessa.

La rabbia è un’emozione; ma il fatto che sia un’emozione, non vuol dire che non possa essere esplorata come fenomeno neurologico e come fenomeno sociale. Soprattutto perché è un’emozione – e questa è una delle tesi del libro – sovente portatrice di negatività; ti fa vedere e vivere le cose in maniera non corretta, a volte del tutto deviante, come l’immagine riflessa da uno specchio deformato. E’ il “governo”, la gestione del fenomeno rabbia, quindi il vero goal. E quest’opera è senza dubbio un valido ausilio per accompagnare correttamente i nostri comportamenti verso il dominio di un impulso che, preso nelle sue manifestazioni estreme, può essere addirittura devastante. Le soluzioni, le indicazioni, i percorsi verso il dominio di questi incontrollati impulsi aggressivi nel cervello, non mancano. Ne parla in maniera esauriente l’ultima parte del libro. Le due principali soluzioni e/o correttivi sono innanzitutto lo sport: l’attività fisica è un rimedio tanto semplice quanto efficace; ma forse troppo sottovalutato. L’altra è una condizione esogena, meno dipendente dal nostro volere, ma sulla quale comunque tutti noi dovremmo fare un’importante riflessione: la nostra capacità/incapacità di vagliare in maniera corretta i miliardi di input che i media ci propinano quotidianamente, senza alcun ritegno per la pericolosità dei messaggi che inviano in termini di aggressività, violenza, e sovente di ipocrisia mediatica. Un coacervo confuso, inestricabile, di messaggi negativi impregnati di aggressività, che comincia con immagini inusitatamente crude di guerre, passa attraverso quelle delle catastrofi naturali o prodotte dall’uomo, per finire con l’insulsa e incontrollata aggressività della gran parte dei Talk Show, vero insulto mediatico quotidiano all’intelligenza umana. La scienza, quella vera, è “naturalmente” contraria a tutto ciò, e Sorrentino lo dimostra efficacemente in questo libro. Perché in questi casi la scienza è essa stessa etica, non avendo bisogno di ulteriori supporti, conferme o imprimatur di qualsivoglia natura, politica o religiosa che sia.

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  1. Sto leggendo il libro e devo dire che, oltre ad essere interessante, è scritto con un linguaggio semplice e accessibile a tutti. Non usa un gergo tecnico e non presuppone che il lettore sia un “addetto” ai lavori…Insomma, oltre a essere uno strumento valido di conoscenza, come dice Stefano, è anche piacevole da leggere…