Autodeterminazione

Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro

di Cecilia Maria Calamani [2 dic 2009]

testamento-biologico“Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te; fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te”. Con questo principio ispiratore, tratto dal Vangelo, la Chiesa valdese di Milano ha attivato uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, valdesi e non.

Nel modulo da riempire, si può dare o negare l’autorizzazione a trattamenti sanitari nel caso ci si trovasse “in situazione di perdita della capacità di decidere o di impossibilità di comunicare, temporaneamente o permanentemente le decisioni ai medici”. Tra i trattamenti, anche idratazione e alimentazione forzata, trasfusioni di sangue, respirazione meccanica, chirurgia d’urgenza.

Tutt’altra posizione rispetto alla Chiesa cattolica (e di conseguenza alla maggioranza parlamentare). Eppure i testi ispiratori sono gli stessi, Bibbia e Vangelo. La differenza è che la Chiesa cattolica si pone come intermediario – attraverso il Papa – tra l’uomo e Dio, mentre per i valdesi il filo è diretto. Il che significa sfrondare la “parola di Dio” da tutte le infallibili interpretazioni  papali trasformate nei secoli in “leggi divine”.
E infatti i Valdesi promuovono la ricerca scientifica e sulle staminali (bollata da Santa Romana Chiesa), la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia. E ora anche il testamento biologico.

GiĂ  nel 2007, il Sinodo della Chiesa valdese aveva dichiarato in un documento: “E’ principio di civiltĂ  dare voce, attraverso una legge, alle scelte della persona compiute con coscienza e volontĂ  e in previsione di una futura incapacitĂ  nell’esprimere validamente il suo pensiero. L’approvazione di una legge sulle direttive anticipate costituirebbe, tra l’altro, semplice adempimento della Convenzione di Oviedo del 1997, giĂ  ratificata dallo Stato italiano, e in particolare dell’art. 9 laddove si afferma che “i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte del paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontĂ , saranno tenuti in considerazione“.

I Valdesi ci dimostrano, ancora una volta, che credere nel dio cristiano non significhi necessariamente  negare all’uomo i diritti fondamentali o depredarlo della libertà di decidere per la propria vita. Il loro modello di religiosità è profondamente diverso da quello coercitivo cui la Chiesa cattolica ci ha abituati da duemila anni.
Ma soprattutto, per i valdesi, le uniche leggi che valgono per tutti sono quelle dello Stato, non quelle della coscienza.

Non a caso, il modulo per il testamento biologico da loro proposto si chiude con l’articolo 32 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivitĂ , e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana“.

L’istituzione di registri per il testamento biologico sta dilagando un po’ ovunque in tutta l’Italia laica, ad anticipare la discussione parlamentare  su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se verrĂ  approvato, è probabile che le dichiarazioni dei cittadini fino ad allora raccolte diventeranno solo carta straccia. Per il momento, però, danno un segnale forte che in un Paese civile non dovrebbe essere sottovalutato. In un Paese civile, appunto.

Cecilia M. Calamani

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29 commenti
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  1. La laicitĂ  perduta
    Se la Chiesa Valdese, ispirata agli stessi principi (o dogmi?) della Chiesa cattolica, dichiara la legittimità delle dichiarazioni di volontà dei cittadini circa i trattamenti sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che divengano incapaci di intendere e volere, di fatto si sostituisce alla inerzia se non alla contrarietà delle istituzioni dello Stato che ne avrebbero il dovere secondo la Costituzione. Ciò significa che lo Stato italiano non è più laico, ma teocratico cattolico.
    Non dipenderà forse dal fatto che in Italia le elezioni si vincono con 24.000 voti di scarto e la Chiesa cattolica può contare su oltre 27.000 parrocchie ed oltre 100.000 chiese?

  2. Devo dire che i protestanti stanno veramente un pezzo avanti.
    Io ne conosco un paio e vi assicuro che sono molto piĂą anticlericali di tanti psudo laici e finti atei che ho incontrato e con cui mi sono confrontato. Comunque anche i valdesi rientrano nel perverso meccanismo dell’otto per mille, perchè in questo modo sono sempre ricattabili dalla cupola vaticana…
    Personalmente detesto i monoteismi ma riesco a tollerare alcune cose che vengono espresse dai protestanti. Ai valdesi va il mio plauso per la scelta d’istituire uno sportello pubblico per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di fine vita di tutti i cittadini, oltretutto non solo valdesi ma anche di tutti gli altri.
    Scelta coraggiosa per chi rappresenta un’istituzione religiosa. Scelta di buon senso se si considerano i diritti di un paese laico come l’Italia. Laico su carta – s’intende.
    Alla faccia dei finti sinistroidi clericali del PD, di tutti i cattocomunisti e dei pecoroni di destra da sempre appecoronati alla chiesa!

  3. [...] <!– .hmmessage P { margin:0px; padding:0px } body.hmmessage { font-size: 10pt; font-family:Verdana } –>Testamento biologico: la Chiesa valdese istituisce il registro [...]

  4. @liberauscita
    l’Italia, infatti, non è (piĂą?) uno Stato laico. Le disposizioni sul testamento biologico e su tutti gli altri argomenti cosiddetti ‘etici’ – alcune giĂ  convertite in legge, altre ancora no – ce lo dimostrano quotidianemente. Il fulcro di tutto, come giustamente ricordi, è elettorale. Ma se non sono i cattolici per primi a recidere questo cordone Chiesa- politica, credo che non ne usciremo mai.
    Non è neanche piĂą una questione di religione – l’atteggiamento laico della Chiesa valdese ce lo dimostra – quanto di mentalitĂ : quella di pensare che i precetti di qualcuno debbano essere imposti a tutti i cittadini per legge. Che poi dietro tutto ciò ci sia un’evidente convenienza economica, è un fatto di cui ancora troppi pochi cattolici si rendono conto.

  5. [...] [...]

  6. Riguardo al testamento biologico riconosco alla chiesa valdese il positivo scatto in avanti su questo delicato argomento. Questa è la Chiesa alla quale, un anno sì ed uno no, va il mio 8 per mille e li ringrazio per aver esteso la possibilità di iscriversi anche ai non valdesi.
    Vorrei sapere, per favore, se verrĂ  istituito anche nella mia cittĂ .
    Angelagrosseto

  7. Dobbiamo ancora essere condizionati da una ideologia cattolica, antiumana e antisciendifica.
    Dobbiamo ancora sentie attribuire al papa autoritĂ  morale.
    Dobbiamo ancora batterci per neutralizzare l’innaturale preopotere di una gerarchia parassitaria, interamente sovvenzionata dalle casse pubbliche e dalla redditizia industria della caritĂ .

  8. @Angela
    Non so se a Grosseto è stato o sarà istituito. Di solito sono inziative comunali (in comuni di centrosinistra, naturalmente) ad eccezione di questa milanese, portata avanti dalla Chiesa valdese.
    Però puoi informarti presso il Comune o presso gli stessi valdesi, se per caso avessero intenzione di aprire uno sportello anche in altre città.
    Grazie, un saluto

  9. Cara cecilia e cari tutti
    grazie per il plauso alla nostra iniziativa, intanto.. però vorrei rettificare una cosa che mi sta MOLTO a cuore: i valdesi promuovono il testamento biologico, l’uso della contraccezione (anche anti-AIDS, con l’otto per mille ci abbaimo finanziato la distribuzione di preservativi nell’Africa sub-shariana, ad esempio), la ricerca scientifica anche sulle staminali embrionali (idem come sopra, finanziata con l’otto per mille)… ma certamente NON promuovono l’eutanasia (quanto meno – non “sic et simpliciter”… e non in tutti casi) e soprattutto NON promuovono l’aborto. Comprendono la tragicitĂ  dell’evento per la donna che è costretta a sceglierlo, e non la mettono sotto tutela – questo si! Difendono la legge 194.. questo si! Ma di qui a dire che “promuovono aborto ed eutanasia”, non mi pare corretto… Spero di aver chiarito la nostra posizione prevalente nella nostra chiesa… e grazie per l’attenzione! Simona, chiesa valdese di Milano

  10. Grazie Simona per le tue precisazioni.
    In effetti accomunare contraccezione, testamento biologico, eutanasia ed aborto sotto un unico cappello è una forzatura, a meno di non vederli come DIRITTI. Ed è questo l’intento con cui ho usato il termine ‘promuovere’. Ho letto che difendete la 194, un’ottima legge che tutela la salute delle donne e il loro diritto ad abortire e che non siete contrari all’eutanasia, da qui la mia semplificazione.
    Hai fatto comunque bene a specificare, credo che questa vostra iniziativa abbia destato l’interesse di molti (cattolici soprattutto) nei confronti della Chiesa valdese.
    Tienimi aggiornata, per cortesia, su analoghe inziative. Puoi scrivere direttamente a redazione@cronachelaiche.it.
    Un saluto e a presto!

  11. la posizione dei Valdesi (attenzione però Tony: non tutti i protestanti), che stimo molto, è l’esempio incarnato di come le differenze possno convivere nel pieno rispetto reciproco, senza arroganza e senza presunzione; non a caso ho invitato un pastore valdese a un convegno uaar organizzato circa due anni fa a Domodossola:
    http://www.radioradicale.it/scheda/249016/bioetica-laica-e-laicita-delle-istituzioni
    “Le cose semplici difficili a farsi”: che mondo piĂą vivibile potremmo abitare!

  12. Non conosco valdesi direttamente, ce ne sono nelle Marche ?

  13. Io non comprendo come ci si possa affidare ai valdesi. Non considerate questo una grave sconfitta per la laicitĂ ?

  14. Semmai è il contrario, Nancy. Sono i Valdesi che su alcuni temi, non irrilevanti, si avvicinano alle posizioni laiche che rappresentiamo; e quindi non possiamo non tenerne conto. Dopodichè i cattolici restano cattolici, i musulmani restano musulmani e noi poveri laici restiamo laici. Ma comunque, parliamo e ci confrontiamo con tutti.

  15. In questo sito chiunque dice una posizione diversa da quella di Stefano Faraoni e Cecila Calimani viene redarguito. Mettetelo in alto che non volete la discussione

  16. @libero: pare ce ne sia una. guarda qui:
    http://www.chiesavaldese.org/pages/contatti/result.php??scelta=chiesa&select=marche

    @tor:
    mi pare che qui si discuta di tutto, è solo richiesto rispetto ed educazione. E infatti dialoghiamo con i credenti (cattolici, valdesi) come con gli atei. Il fatto che ci siano posizioni diverse è una delle caratteristiche della democrazia. Se poi qualcuno attacca giusto per attaccare, allora è un altro discorso. E’ questo il tuo caso, forse?

  17. la mia famiglia è evangelica-luterana. ci ho messo del tempo per capire la differenza con i cattolici.Oggi anche io posso dire che i protestanti in genere sono molto più avanti dei cattolici.

  18. il mio otto per mille da alcuni anni va alla chiesa valdese, solo per non darlo ai cattolici e allo stato che poi li dà ai cattolici. Ora ne sono davvero contenta. I cattolici che hanno subito sin da piccoli il lavaggio del cervello da parte di un potere spudoratamente anti cristo, hanno molta difficoltà a svegliarsi dal plagio subito. Ed è anche colpa loro se ci troviamo in uno stato che sta sbriciolando ogni forma di libertà e giustizia. Di certo se venisse Gesù domani mattina condannerebbe aspramamente chi usa il nome Suo per fare del male. Sarebbero tutti scacciati dal tempio della loro presunzione e opulenza.
    Grazie, un caro saluto

  19. grazie Cecilia, sono lieta che si capisse il senso della mia piccola rettifica… e che tu non ti sia offesa. Ti terrò senz’altro informata..!
    ..un’ultima cosa: cari amici, so che in Italia si usa laico in contrapposizione a credente, e anche su questo blog vedo che lo fate spesso.. .ecco vorrei solo dirvi che per noi valdesi, laico e credente stanno insieme e non si contraddicono necessariamente: ci consideriamo cittadini laici, ma anche cristiani e comunque rispettosi della libertĂ  di tutti. Una cosa non contraddice l’altra… ed è proprio da cristiani, e da credenti laici, che promuoviamo questa cosa. perchè come ha detto bene la pastora Maria Bonafede, qui a Milano l’altro giorno per presentare l’iniziativa con noi: “…la vita umana non è solo e anzitutto biologia, la vita umana è biografia, e quindi relazione, incontro, pensiero, gioia o pianto, o sospiro. Adoperarsi in ogni modo per la sopravvivenza dei corpi quando la vita non c’è piĂą è un atto di presuntuosa onnipotenza. Biblicamente, è un peccato. Come, evangelicamente, è un peccato l’idolatria della vita come principio astratto. L’Evangelo di GesĂą Cristo non è mai un principio astratto, ma è sempre un incontro compassionevole, una parola che libera e che rimette in gioco. La vera domanda di oggi – evangelicamente – non è come affermare astrattamente il valore assoluto della vita. E’ troppo facile, e saremmo tutti d’accordo. Il problema oggi è come rispondere al grido di chi crede che la vita sia un bene troppo grande e troppo alto e troppo prezioso da potersi ridurre a pura sopravvivenza.”
    Spero non vi dispiaccia la citazione, mi rendo conto che è un po tanto “religiosa” per voi, ma credo che ne captiate comunque anche la profonda sinceritĂ …Grazie a tutti per l’attenzione! simona (valdese, laica e credente al tempo stesso ;) …)

  20. Anche sul sito http://www.nogod.it abbiamo inserito questo pezzo di Calamani
    http://www.nessundio.net/blog/2009/12/02/3162/#comment-27201

    e le risposte sono state un pò più critiche.

    Per me è del tutto evidente che le religioni, compresa la cattolica ovviamente, devono esprimere le loro idee e muoversi come credono, l’importante è segnare una barriera tra religione e Stato, cosa che sappiamo bene in Italia non esist e
    gazie al terribile art. 7 della Costituzione.
    Il Concordato mi sembra un tumore e le intese le metastasi di un corpo avvilito e malato che è lo Stato italiano.

    In questo senso lo sportello aperto dai valdesi mi fa un pò impressione. Analoga impressione mi fa la comunitĂ  ebraica romana che supplendo alle carenze dello Stato e ancora di piĂą ai buchi (razzisti) aperti dall’amministrazione di Alemanno, fornisce assitenza sanitaria ad un campo rom della Magliana. Entrambe queste iniziative non hanno nulla a che vedere con la religione (non credo che esistano zingari ebrei) e soprattutto non utilizzano soldi dei contribuenti (a differenza delle mense caritas) però vanno a ripianare dei buchi che qualcun’altro doveva riempire. Sia lo sportello per il testamento che l’aiuto agli zingari sono cose che non possono che renderci felici e partecipi, ma non si sta aprendo una porta che domani potrebbe darci sgradite sorprese?

  21. http://www.nessundio.net/blog/2009/12/02/3162/#comment-27201

    e le risposte sono state un pò più critiche.

    Per me è del tutto evidente che le religioni, compresa la cattolica ovviamente, devono esprimere le loro idee e muoversi come credono, l’importante è segnare una barriera tra religione e Stato, cosa che sappiamo bene in Italia non esist e
    gazie al terribile art. 7 della Costituzione.
    Il Concordato mi sembra un tumore e le intese le metastasi di un corpo avvilito e malato che è lo Stato italiano.

    In questo senso lo sportello aperto dai valdesi mi fa un pò impressione. Analoga impressione mi fa la comunità ebraica romana che supplendo alle carenze dello Stato e ancora di più ai buchi (razzisti) aperti dall’amministrazione di Alemanno, fornisce assitenza sanitaria ad un campo rom della Magliana. Entrambe queste iniziative non hanno nulla a che vedere con la religione (non credo che esistano zingari ebrei) e soprattutto non utilizzano soldi dei contribuenti (a differenza delle mense caritas) però vanno a ripianare dei buchi che qualcun’altro doveva riempire. Sia lo sportello per il testamento che l’aiuto agli zingari sono cose che non possono che renderci felici e partecipi, ma non si sta aprendo una porta che domani potrebbe darci sgradite sorprese?

  22. @Simona
    La separazione tra coscienza personale (in cui rientra la fede religiosa) e la laicitĂ  delle istituzioni è un fatto che declamiamo da tempo. Il nostro intento non è quello di dimostrare a un credente che Dio non esiste (anche se possiamo tutti esserne piĂą o meno convinti) ma cercare di fargli capire che la laicitĂ  è l’unico contenitore possibile per raccogliere le istanze di tutti. In uno Stato laico (realmente laico, non come l’Italia) ognuno è libero di effettuare con libertĂ  le sue scelte di coscienza. Un esempio che faccio spesso è quello dell’aborto, contro cui si scaglia un giorno sì e l’altro anche la Chiesa cattolica. La legge 194 dĂ  alla donna la libertĂ  di abortire, ma non la obbliga a farlo. E’ una legge, cioè, che tutela le scelte delle donne credenti e di quelle atee o di altre religioni. Togliere alla donna questa possibilitĂ  – come vorrebbero fare la Chiesa e il Governo – significa depredarla della possibilitĂ  di pensarla in modo diverso, costringerla a una ’scelta’ obbligata che magari non condivide. Così come i matrimoni omosessuali o la tutela giuridica delle coppie di fatto: chi ledono? Chi si vorrĂ  sposare (in Chiesa) potrĂ  sempre farlo, ma perchè negare agli altri la libertĂ  di formare una coppia con gli stessi diritti?
    Tutto ciò per dirti che laicitĂ  significa rispetto per le scelte di tutti. Quanto a me, personalmente non mi interssa se una persona crede in Dio, in Allah o negli asini volanti, nè ho alcun interesse a dimostrarle il contrario. L’importante è che rispetti la posizione e il credo di altri e che non cerchi di imporre la sua personale veritĂ  a tutti, magari per legge. La laicitĂ , insomma, è una componente essenziale e impescindibile della democrazia.
    Grazie ancora per il tuo intervento.

  23. @Tiziana
    Concordo. Il fatto che inziaitive religiose o di altra impronta scavalchino i doveri dello Stato non è un buon segnale. Ma questo è, in questa situazione. Manifestano comunque una volontĂ , un malessere delle istituzioni, un vizio della democrazia, una gestione teocratica della vita civile. Io, però, le leggo in positivo, non in negativo. Segnali di tale natura non possono passare inosservati e forse serviranno proprio a favorire una rotta laica, civile, democratica dalla quale in questo mometo siamo molto lontani. In momenti bui come questo, l’unica possibilitĂ  è costituita dalle inziative dal basso. Che vengano dai valdesi, dagli ebrei o da una bocciofila poco importa: manifestano una coscienza popolare che non potrĂ  essere violentata ancora per molto tempo.

  24. Ho lo stesso timore che ha Tiziana, anche perchè i cristiani (non solo i cattolici) convertono

  25. Benissimo,ma si Ă© provveduto ad illustrare alla gente le sofferenze atroci e lunghe di chi muore per disidratazione?

  26. @Giulia
    I cristiani convertono chi si vuol far convertire. Francamente, non mi sembra questo un motivo per essere contrari a iniziative ‘laiche’. Semmai il punto è che sviliscono la forza dello Stato che, di fatto, su questi temi è completamente assente (anzi contrario).

    @Emmaletizia
    Se hai letto qualcosa sul tema, la morte avviene per coma, l’organismo si addormenta lentamente. E comunque, chi siamo noi per decidere per qualcun altro? Se una persona decide, in pieno possesso delle sue facoltĂ  mentali, di non essere idratata nè alimentata qualora si trovasse nella situazione di Eluana Englaro, chi ha il diritto di impedirglielo? Ognuno è proprietario indiscutibile della sua vita, ricordalo. E le questioni di coscienza sono personali. Tu sceglierai magari, se si verificasse la non augurabile ipotesi di perdita totale delle reazioni vitali, di essere alimentata e idratata, un altro no. Non ne ha forse il diritto, così come te?

  27. @Cecilia

    Le conversioni forzate dell’inquisizione forse non ci saranno piĂą, anche se madre Teresa per un pugno di riso battezzava gli indĂą.
    Ovviamente noi stiamo disquisendo teoricamente, ma le porte per le religioni se sono girevoli in un senso possono esserlo anche per altri.Per questo il dubbio posto da Tiziana mi sembra estremanete condivisibile
    Non credo che l’iniziativa della chiesa valdese sia così dal basso, comunque è una mia supposizione. Certo il fatto che i laici non abbiano una elaborazione propria preoccupa

  28. I valdesi considerano trattamenti sanitari tutti gli interventi che i sanitari possono mettere in atto, compresi quelli di idratazione ed alimentazione forzata.

    E’ proprio su idratazione ed alimentazione forzata che è avvenuto lo scontro a margine del caso Englaro; esponenti autorevoli della Chiesa cattolica hanno sostenuto che idratazione e alimentazione forzata sono la stessa cosa di mangiare e bere, e, in base a questa considerazione, non possono essere evitati come gli altri trattamenti sanitari .
    Assorbire delle sostanze, attraverso degli aghi e dei tubi, mentre si sta in uno stato vegetativo dichiarato come permanente e irreversibile, equivale, secondo i prelati della Chiesa cattolica, al mangiare e al bere.
    Siamo al limite dell’assurdo: un essere umano in vita può iniziare uno sciopero della fame e della sete; ma se sta in condizione vegetativa deve mangiare e bere abbondantemente con sostanze che non sono pane e acqua ma prodotti ottenuti con una specifica manipolazione scientifica; questi prodotti non sono assunti tramite la bocca ma tramite veri e propri supporti tecnologici.
    Questa concezione è stata presentata dai prelati cattolici come un insegnamento proveniente dal cristianesimo; e da questo insegnamento dovrebbe derivare un’etica comportamentale che deve essere imposta per legge anche a non cristiani residenti nel territorio dello Stato. Una dimensione sicuramente non laica e non rispettosa della libertà dei singoli; ed oggi possiamo dire che non corrisponde al sentire di tutti i cristiani.
    La presa di posizione dei valdesi va considerata per un necessario ritorno alla riflessione: i prelati della Chiesa cattolica dovrebbero interrogarsi di nuovo sulla pietas e i politici sulla laicitĂ  delle disposizioni di legge. Noi cittadini dovremmo interrogarci sugli spazi della nostra libertĂ  e su come incidere nel dibattito per la stesura delle leggi.
    francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com

  29. ma non sono solo i valdesi a pensare questo, quasi tutte le religioni presenti in italia concordano. l’anomalia sono i cattolici