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Attualità

Pd e laicità: la confusione continua

di Cecilia Maria Calamani [18 dic 2009]

pd_vaticanoPassi la mozione di Mario Borghezio – respinta da Jacques Barrot, commissario europeo con delega alla Giustizia, alla Sicurezza e alla Libertà -  per chiedere al Parlamento europeo di impugnare la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo contraria all’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche. Borghezio, europarlamentare della Lega, è quello che è, uno con cui, come dice Cinzia Sciuto su Micromega, non prendere neanche un caffè.

Ma ora scende in campo nientemeno che il Pd a difendere la confessionalità delle aule scolastiche (pubbliche). Ben 16 consiglieri Pd della Regione Emilia Romagna, infatti, hanno firmato una risoluzione per chiedere al Parlamento europeo di “riconoscere il pieno diritto di tutti gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all’interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell’identità di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell’intera comunità nazionale e rispettosi dell’orientamento religioso di ciascun cittadinoâ€.

Precursore dell’iniziativa David Sassoli, deputato Pd, che già aveva firmato, sempre con l’illuminato Borghezio, analoga mozione all’indomani della sentenza della Corte europea.

Riaffiora il ‘problema laicità’ all’interno del Pd. Definita dall’ex segretario Walter Veltroni una ‘questione di coscienza’, in spregio a ciò che viene sancito dalla Costituzione italiana, la laicità torna a suscitare dubbi, anzi a dare certezze, sulla identità del più grande partito d’opposizione.

Eppure, il Manifesto dei valori del partito, approvato nel 2008, parla chiaro: “Il principio costituzionale della laicità dello Stato rappresenta un valore essenziale dell’impegno del Partito Democratico. La laicità dello Stato garantisce il rispetto di ogni persona nelle sue convinzioni più profonde e assicura a ciascuno gli stessi diritti e gli stessi doveri.†(paragrafo 3)

Ma, ci chiediamo, il Pd non farebbe migliore figura a riscrivere il Manifesto visto che i suoi stessi esponenti non ne rispettano i principi?

Cecilia M. Calamani

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8 commenti
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  1. Bella la sottolineatura dell’articolo che da sola può definire i termini della confusione di indirizzo politico del PD. Se a ciò si aggiungono la posizione sulla scuola pubblica/privata, i diritti civile (coppie di fatto, pacs e quant’altro), sulla fecondazione assistita, pillola ru/486 il quadro è completo. Quanto manca a questo Paese, soprattutto a questa sinistra, il Partito Socialista. Quello dei Meriti e Bisogni, della Riforma dello Stato, dello Statuto dei Lavoratori; dell’Unità Sindacale; delle Eguali opportunità, ovvero un vero partito riformista. La criminalizzazione dei socialisti, tutti compresi i militanti nei luoghi di lavoro, fortemente cavalcata dai miopi diessini forse convinti, come Togliatti nel 48 “che si potevano cogliere i frutti nell’orto del vicino, hanno regalato un patrimonio di quasi 5 milioni di voti all’intero arco costituzionale ed all’astensionismo, mai boomerang politico è arrivato cosi’ diretto ed inequivocabile. Anche il nodo irrisolto del giudizio politico sommario di Mani Pulite si è ritorto prevalentemente nell’alveo della sinistra. Occorre riprendere il cammino con una nuova progettualità politica che non dia risposte solo al giorno per giorno o sia esclusivamente antiberlusconiana, ma affronti i grandi temi : dall’etica, alla scuola, dalla ricerca all’energia, dall’ambiente allo sviluppo economico. La costruzione di un grande progetto riformista proiettato nel 21 secolo può rappresentare il rassemblemant dei riformisti italiani, ma occorre che tutti si faccia diversi passi indietro e ci si spogli dell’abito ideologico per troppi anni indossato.
    P.S. invece di perdere tempo a partecipare al NO B DAY a quando una grande oceanica manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua??????

  2. Perchè stupirsi, il P.C.I., sottolineo P.C.I. di Togliatti, aveva votato a favore del riconoscimento e inserimento nella Costituzione dei Patti Lateranenesi fatti tra il Fascismo e la Chiesa Cattolica.
    In pratica, purtroppo, solo la morarchia Sabauda e i governi di ispirazione massonica sono stati capaci di dare all’Italia un periodo di circa 70 anni di laicità.

  3. metto la stessa risposta che ho messo su un altro sito
    Chissà perchè non sono sorpreso.
    In fin dei conti il Pd è la sommatoria della vecchia democrazia cristiana e del vecchio partito comunista. Ricordate Togliatti e l’art. 7 della Costituzione? Il tempo passa ma evidentemente le radici sono profonde

    che dava la notizia http://www.nessundio.net/blog/2009/12/18/3258/

  4. già, perchè stupirsi? forse perchè da togliatti ad oggi di tempo ne è passato parecchio. se ragioniamo sempre su ideologie preesistenti, allora anche gianfranco fini non si è affatto affrancato dal suo partito d’origine, come invece sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo).
    ciò che fa rabbia è la totale assenza di un denominatore comune che un partito che si rispetti dovrebbe avere su temi importanti quali la laicità dello stato.
    la lega propone principi beceri e inaccettabili per ogni democrazia, ma non pecca certo di incoerenza nel portare avanti le sue battaglie: ogni suo esponente ha le stesse idee riguardo ai temi fodamentali (al di là di quali siano, non ne sto dando un giudizio di merito – che comunque sarebbe impietoso).
    il pd, invece, annaspa tra le sue varie anime al punto che molti suoi esponenti contraddicono, senza neanche essere ripresi, le linee stesse del partito messe nero su bianco in un documento. gente tipo rutelli se ne è andata con le sue stesse gambe, mentre la binetti ancora milita tra le file del pd invece di essere stata messa alla porta come ogni partito serio avrebbe fatto.
    riguardo ai socialisti che cita carlo, certamente hanno idee molto più chiare sulla laicità (ma, visto che si ricorda togliatti, non si può non ricordare il pastrocchio di craxi sulla revsione concordataria del 1984).
    ma il fatto che buona parte di essi siano confluiti in forza italia che ora, sotto il cappello di pdl, stipula patti elettoriali ed economici con il vaticano la dice lunga…
    non erano socialisti? non avevano capito nulla? sono vittime di una degenerazione dell’ideologia?
    il problema è che le ideologie non hanno saputo adeguarsi al mutare della società e, una per l’altra, sono state spazzate via. per quanto riguarda il socialismo, ci sono pochi, pochissimi, eredi ‘buoni’ . che oggi abbiano molto più chiari del pd certi valori è un fatto. che siano talmente pochi da risultare ininfluenti è, purtroppo, un altro.

  5. Nel PCI la componente cattolica ha sempre avuto un ruolo di un certo rilievo, pur se minoritaria. Anche nel Partito Socialista (quello vero, non la polvere attuale). Il partito laico per eccellenza, a tutt’oggi, non esiste. La strada verso la laicità -nel nostro Paese- passa non attraverso una o più forze politiche, ma la presa di coscienza dell’importanza della formazione, dell’istruzione. Se c’è vera conoscenza, se la scuola fa il suo mestiere, nonostante le imponenti resistenze clericali, la strada verso una “disciplina laica” del concetto di Stato e di vivere civile, è segnata. Di questo sono convinto:per questo è importante il lavoro che stiamo facendo anche attraverso questi siti e attraverso i blog. Il nostro, sebbene a prima vista non sembri, è un lavoro di formazione più che di informazione; di consapevole ragionamento più che di critica.
    Questo da un punto di vista culturale. Sotto il profilo più squisitamente politico, al di là delle gigantesche pippe mentali di grandiosi rassemblement di forze della sinistra disseminate in corpuscoli indistinguibili e incapaci di stare insieme per più di un secondo, visto che -tra l’altro – il 4% non è raggiungibile, rimangono tre strade : il Pd , Di Pietro, Casini. Posto che la seconda strada non mi convince e non mi piace, la terza è chiaramente filoconfessionale, scelgo semplicemente quell’area del Pd che più convintamente è portatrice di un messaggio di cultura laica: le posizioni espresse da Ignazio Marino. Se ci fosse un sistema di tipo proporzionale, vorrei un partito riformista di estrazione socialista e con lo sguardo dritto e aperto nel futuro. Ma non c’è più. E non ci sarà più.

  6. La caduta del muro ha lasciato un vuoto da “terra di conquista” dove i “poteri antichi” riemergono, In questa fase la Chiesa si trova a svolgere un importante ruolo come mediatore e punto di riferimento per i politici di professione sbandati di tutti gli schieramenti che non si adattano a restare fuori dal gioco per i propri ideali sbiaditi o forse mai esistiti.
    Non si fa però i conti con la società secolarizzata e soprattutto con i giovani secolarizzatissimi, anche per l’influenza del mondo mediatico e in questo contesto il ruolo confessionale della Chiesa conservatrice può essere considerato come una controffensiva delle Ardenne, destinata ad esaurirsi se non si adatta ai cambiamenti del mondo moderno e alla raggiunta parità della donna che la Chiesa conservatrice non vuole riconoscere.
    In politica i valori sono livellati da tempo, le differenze sono relative, anche se alla sinistra si deve riconoscere una maggiore attenzione al sociale.

  7. Incominciamo a togliere l’ora di religione dalle scuole e il Crocifisso, coloro che vogliono professare la propria fede si recano a pregare nelle sedi dei loro culti, e al posto dell’ora di religione mettano una materia che ai ragazzi possa essere più utile per inserirsi nel lavoro, il giorno in cui questi finiscono di studiare.
    Inoltre cari politici abolite l’8×1000, i preti si guadagnassero i soldi lavorando, e pagassero tutte le tasse che attualmente sono esentati.

  8. Se i socialisti erano veramente gente che stava vicino agli operai,( gente che si fa il culo dalla mattina alla sera), non andavano a braccetto con Berlusconi, la lega e i fascisti, d’altronde Mussolini non era stato un socialista ? ma i veri Socialisti non dovrebbero stare con gli operai?
    Il concordato con il Vaticano non fù fatto dai fascisti, è rinnovato da Craxi? allora cosa tiriamo fuori Di Vittorio, almeno lui fù l’artefice di dare una speranza a tanti sfruttati, dal capitalismo.
    Le lotte fatte dai 68 ini non furono vane, purtroppo le colpe sono di tutti, a partire dagli operai, che dopo aver ottenuto dei diritti sacrosanti, non furono capaci di gestirseli, perché per tante teste di c….o, approfittando: ci hanno fatto perdere tutto ciò che riuscimmo ad ottenere con le lotte, e i Sindacati in quei anni, difesero questi lavativi, certamente i datori di lavoro, che sono più forti, della classe operaia, negli anni 70- 80 si organizzarono, e presero la palla al balzo: approfittando del momento favorevole, trasferirono le loro industrie nei paesi in via di sviluppo, ora guarda caso questi paesi ora ci dettano legge, perché li abbiamo evoluti tecnologicamente.
    Il sott.tto ora è in pensione, ha lottato per ottenere dei diritti sacrosanti, e personalmente per il bene di tanti ragazzi, che si affacciano al futuro lavoro, mi auguro, che nel Sindacato esce un altro Di Vittorio, per togliere
    il precariato, altrimenti, i futuri lavoratori, a causa del precariato se saranno fortunati di vivere oltre 80 anni,
    saranno costretti ad andare ancora a lavorare, per sobbarcare il lunario quotidiano.
    Spero per tanti che queste poche parole, dette da uno che ora ha 68 anni, e che a 18 anni ha preso la valigia di cartone, e spostarsi dalla Puglia per venire a Torino, per cercare di avere un futuro migliore.
    siano state convincenti.