Sacro&Profano
Opinioni di un Papa
di Stefano Faraoni[17 dic 2009]
Benedetto XVI, nell’udienza generale del 16 dicembre, interviene sui soliti temi a lui cari, e lo fa in questo modo.
“Sono ispirate alla legge naturale“, e per questo “non possono essere abrogate ” le norme che “tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell’aborto, dell’eutanasia e delle spericolate sperimentazioni genetiche“. Inoltre afferma che c’è uno “scollamento preoccupante tra la ragione – che ha insiti i principi della legge naturale – e la libertà che ha la responsabilità di accoglierli e promuoverli“.
Afferma anche che “le leggi che si ispirano a una corretta laicità dello Stato comportano la salvaguardia della libertà religiosa e perseguono la sussidiarietà e la solidarietà, nazionale e internazionale“. Se la prende poi con la “dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e lascia come unica misura solo l’io e le sue voglie“.
Mamma mia, ne avesse azzeccata una, il Santo Padre. Intanto c’è da evidenziare una patente contraddizione: il Papa parla di diritto naturale e subito fa riferimento a norme che tutelano la sacralità della vita, respingono la liceità dell’aborto, dell’eutanasia, e delle spericolate sperimentazioni genetiche. Tratta cioè la questione come se queste fossero norme di diritto positivo, come se fossero poste e conosciute; e invece non stanno scritte da nessuna parte. Ma anche se, con uno sforzo intellettuale notevole, volessimo ricomprendere tutte queste raccomandazioni nell’alveo di un improbabile e molto soggettivo diritto naturale, stentiamo a comprendere una natura matrigna alla quale non piace la sperimentazione scientifica di tipo genetico, o che si metta di traverso sulla liceità dell’aborto.
Per non parlare poi della “sacralità della vita”, locuzione di stampo teologico-religioso che non trova fondamento, giustamente, nelle norme regolatrici della vita di uno Stato e dei suoi cittadini, almeno di uno stato a conduzione non teocratica.
Basterebbe parlare d’importanza della vita umana – e soprattutto agire di conseguenza, aggiungiamo.
Che poi “la ragione” sia un unicum con i principi della legge naturale, abbiamo dei seri dubbi. La legge naturale, ammesso che esista, non contiene regole, ma si manifesta attraverso atti e fatti, ai quali invece, noi uomini – questo sì – abbiamo il diritto-dovere di aderire o meno in funzione della ragione, che è prerogativa e parto esclusivamente umano. Insomma, la ragione è degli uomini, e non di dio, ed è su questo che dobbiamo misuraci nella vita: con regole e principi pensati e scritti dagli uomini per gli uomini; non pensati da dio e scritti dagli uomini.
Per non dire poi della “libertà che ha la responsabilità di accogliere i princìpi insiti nella legge naturale” (cioè di dio). Dio ci dice, bontà sua: “questi sono i miei principi, sei libero di accoglierli”. Ma è una libertà finta, fuorviante, è un obbligo mascherato da libertà, tant’è che, se non lo rispetti, ne subirai le conseguenze, anche le più terribili. Un’idea molto riduttiva della libertà.
E per finire il punto più mirabile, quando parla di “dittatura del relativismo che non riconosce nulla di definitivo…” . Noi che abbiamo sempre odiato ogni forma di imposizione, stavolta ci sentiamo di dire, con la tranquillità delle nostre buone ragioni: “e allora evviva la dittatura, evviva la dittatura del relativismo, che non riconosce nulla di definitivo. Perché è da qui, da questo, che è nata la filosofia, che è nata la ragione; e, infine, è nata la scienza”. Che è il motivo per il quale, in questo momento, io sto diffondendo queste idee e voi potete leggerle, ribatterle, criticarle, a decine, centinaia, migliaia di chilometri di distanza. Questa è la bellezza vera della ragione dell’uomo: senza essere onnipotente, quotidianamente, ribellandosi alle verità precostituite, compie tanti piccoli miracoli. Tante piccole verità che, messe insieme, formano la sua propria libertà, né derivata né delegabile ad un improbabile dio.








































Ho sentito in TV 8 e mezzo (la 7) che la risoluzione ONU sulla parità della donna non è stata votata da 7 stati, 6 arabi e il … Vaticano.
L’incapacità della Chiesa Cattolica di capire ed adeguarsi ai cambiamenti del mondo moderno sta provocando reazioni scomposte al suo interno.
il Papa e tutti isuoi sottoposti non dovrebbero avere voce in questi discorsi,perchè parlano in maniera virtuale perchè non hanno famiglia,figli,problemi,stanno da Dio(il loro)non lavorano,sono esenti da qualsiasi tassa,gli paghiamo pure l’acqua in vaticano,tutto è sulle nostre spalle(grazie ai politici che ci ritroviamo,perchè urge abolire il concordato)enon gli basta hanno l’arroganza di imporci a tutti (anche ai non credenti )le loro fissazioni perchè di questo si tratta,non passa giorno senza che si occupino di procreazione,preservativi,aborto ecc.Perchè non si sposano e le mettono in pratica loro queste cose?io vorre solo che la TV gli dia una rete solo per loro almeno saprei come evitarli e invece sono dappertutto Loro,alla faccia della libertà di religione io non ne vedo altre presenze che prevaricano come Loro.Il PD l’ho scritto altre volte se non si libera da questa dipendenza vaticana perderà molto.
Libero, questa notizia non l’ho sentita…sapresti dirmi di più?
Certo, un Papa o un Cardinale che parlano di sessualità, procreazione (e anche amore, aggiungo) non sono molto credibili. Forse però i preti che parlano di amore per i bambini, sì…boccaccia mia…