Critiche laiche
L’immoralità della morale cattolica
di Tony Braschi[12 dic 2009]
Per definizione la morale è tutto ciò che concerne il comportamento umano in relazione alla categoria del bene e del male; conforme ai principi di ciò che è buono o giusto. Il senso morale è l’intima percezione di ciò che è bene o male. La coscienza morale è la consapevolezza del significato etico delle proprie azioni. La responsabilità morale è relativa agli effetti del comportamento pratico. Giudizio, precetto, massima, etc.
Il processo di involuzione, inteso come regresso sociale, ha inizio quando il senso morale viene strumentalizzato, divenendo cronaca di una sentenza annunciata. Di conseguenza la ragione perde il suo potere, compromettendo gravemente la capacità del cittadino di discernere razionalmente. In queste precise circostanze entra in gioco attivamente il meccanismo della politica, il cui intento primario è quello di imporre il proprio potere decisionale a suo vantaggio. Da ciò ne consegue che non è più il potere delle masse a dettare i cambiamenti, ma è il potere imposto alle masse che decreta l’evolversi degli eventi. Le piccole ed eterne preoccupazioni di vita quotidiana creano grande preoccupazione per la propria esistenza.
A questo punto interviene il cattolicesimo, il cui intento primario è quello di imporre la propria interpretazione, alternando e stravolgendo il senso morale, anch’esso (guarda caso) a proprio vantaggio.
La morale cattolica è basata per lo più sulla dissuasione dal piacere imputando ad ogni essere umano di vivere costantemente nella condizione di peccatore. L’opera di convincimento da parte della Chiesa viene attuata in ogni modo possibile mediante l’artificio del pathos sentimentale del moralismo, in primis inducendo l’uomo a vergognarsi di provare piacere dal sesso, descrivendo quest’ultimo come elemento di perdizione dettato dall’influenza satanica, fatta eccezione per il sesso destinato alla procreazione ma solo se praticato nell’ambito del contesto matrimoniale. Per usare un’espressione alla Don Milani (che lui utilizzò per descrivere l’opera dei media) “un’immoralità sottile mascherata sotto l’orpello di un pudore formale”. Questa è solo la prima di numerose affermazioni eretiche diffuse dal Vaticano a danno delle masse.
Siccome l’uomo è nato tanto per procreare quanto per godere dei piaceri della vita, è inconciliabile con la volontà di sottostare a pressioni esterne che ne vogliano regolare inderogabilmente le modalità, specie se ciò viene predicato da personaggi ambigui del potere che ripetono citazioni a memoria pur avendole capite solo parzialmente, alle quali si abbandonano fanaticamente ma senza applicarle personalmente nel quotidiano.
Una delle innumerevoli contraddizioni che da sempre accompagnano la storia della cristianità è evidente ancora oggi fin dagli aspetti basilari. Un esempio di contraddizione nella contraddizione la si riscontra nel fatto che i cattolici, considerando la fede in Dio un sacro vincolo da assumere integralmente nella propria interezza, quindi un assioma al di sopra di ogni dubbio e al di là di ogni logica razionale, sono i primi che hanno difficoltà a credere nelle evidenze di illegalità e di reati perpetrati dal clero, seppur ciò sia stato ampiamente dimostrato con certificazioni legali e prove storiche. Oltretutto questo atteggiamento proibitorio ed anacronistico, così come la castità imposta coercitivamente ai sacerdoti cattolici, si è ampiamente rivelato obsoleto ed inadeguato; non a caso è stato, ed è tutt’ora, ampiamente contestato dai popoli di molte nazioni, soprattutto perché si è rivelato controproducente ed estremamente dannoso, tale da aver creato nei secoli l’incremento cospicuo sia dell’adulterio che della pedofilia, in particolare all’interno degli ambienti ecclesiastici.
Lo stesso Nietzsche aveva colto nel segno quando identificava la castità con il senso dell’andare contro la stessa natura: “La predicazione della castità è istigazione alla pubblica contro natura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita“.
Personalmente non posso esimermi dal citare testualmente Karl Kraus, uno dei più grandi scrittori satirici del Novecento, il quale, nei suoi “aforismi in forma di diario” si esprimeva in modo serioso riguardo il concetto di morale: “Chi ha il coraggio di stropicciarsi per bene gli occhi una buona volta e vedere in che modo tutta l’immoralità è venuta in questo mondo, rimarrà abbagliato dalla scoperta che il male l’ha causato tutta la morale di questo mondo[…] E si va oltre: la morale ha provocato anche tanta miseria e morte“. E ancora: “La morale è una malattia venerea. In un primo tempo si chiama virtù, in un secondo tempo noia e in un terzo tempo sifilide“.
Dato che una religione che perdona spietatamente, ha dato agli uomini la virtù come punizione per i loro vizi, gli imbecilli che governano il mondo hanno avuto l’idea di consacrare la morale come un bene di diritto.
La tendenza a giudicare prima ancora di fermarsi a riflettere, quindi la duplice incapacità di ascoltare e comprendere, equivale alla totale mancanza di empatia, nonché di altruismo, solidarietà, compassione, umana pietà e misericordia. L’assenza di tutti questi valori ha esposto la Chiesa agli occhi del popolo alle autentiche ed inequivocabili contraddizioni che la caratterizzano.
La costante ostentazione di potere e ricchezza, così come l’incessante ostinazione nell’intransigenza del Vaticano verso le cosiddette “diversità”, ossia delle realtà libere da dogmi che assillano la nostra società (come l’omosessualità, le convivenze delle coppie di fatto, oltre le diversità politiche quali il comunismo, ecc.) hanno contribuito in maniera consistente ad allontanare la gente dalla Chiesa.
I vescovi – in teoria – non possono fare sesso, ma pretendono di dirci come dobbiamo farlo noi. I vescovi non hanno figli, ma pretendono di dirci come dobbiamo educare i nostri.
I vescovi non hanno una famiglia, ma si permettono di dirci come dobbiamo gestirne i rapporti. La Chiesa impedisce ai governi di prendere i provvedimenti che vanno a favore della famiglia, dello stato sociale e dello sviluppo evolutivo di entrambi. Morale: questa Chiesa va combattuta con ogni mezzo.








































La religione è anche la continuazione della politica con altri mezzi, per l’esercizio del potere attraverso il controllo delle coscienze, e la moralità sessuale è uno strumento molto efficace perchè opera sul più forte istinto della gente.
Oggi però questo metodo funziona sempre meno nei paesi avanzati e la Chiesa, non sapendo quale linguaggio adottare, si irrigidisce su vecchie posizioni, preoccupata anche dai suoi equilibri interni che potrebbero portare ad un cambio di dirigenza non più in mani solo europee.