Seguimi su Libero Mobile
   

Diritti&Rovesci    Discriminazioni   

“Mille Chiamparino”, ovvero quando la politica fa orecchie da mercante

di Cecilia Maria Calamani
Bookmark and Share

[28 dic 2009]
Print Friendly

coppie omosessualiLa campagna lanciata dal sito Gay.it “Mille Chiamparino”  sta prendendo sempre più piede nel mondo omosessuale. Nata a seguito della disponibilità mostrata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino (Pd) a sposare – seppur solo simbolicamente – due cittadine lesbiche, l’iniziativa del sito dedicato agli omosessuali consente alle coppie monosesso  di chiedere al sindaco della loro città di celebrarne il matrimonio. Basta riempire un modulo online e la richiesta arriverà al primo cittadino.

Varie le domande già inoltrate e nei giorni scorsi è stato tirato in ballo da una coppia di lesbiche anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno (Pdl) che, come prevedibile, ha declinato l’invito. D’altronde, come già aveva affermato durante la visita al Gay Village dello scorso settembre, “Non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per legge. Sono contrario ai Dico e ai Pacs”.

Neanche il centro sinistra, però, si distingue per apertura. Lo stesso rifiuto di Alemanno è arrivato dal sindaco di Bologna, Flavio Delbono (Pd), che così l’ha argomentato: “Manca ancora una legge nazionale che garantisce la parità dei diritti e della dignità delle coppie gay e lesbiche”.
Che manchi la legge è noto, che le eventuali nozze sarebbero solo simboliche anche. Ma quando si parla di coppie di fatto, peggio se omosessuali, in molti fanno orecchie da mercante.

E’ dagli anni novanta che in Italia fioriscono proposte di legge per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. I vari Pacs (Patto civile di solidarietà), Dico (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) e Cus (Contratto di unione solidale) sono naufragati in vari stadi dell’iter parlamentare dopo le infinite diatribe causate dal mondo cattolico, che da noi detta legge in Parlamento.

L’ultima proposta, targata Pdl e ancora non presentata in Parlamento nonostante sia passato più di un anno, porta la firma dei ministri Brunetta e Rotondi e la sigla DiDoRe (DIritti e DOveri di REciprocità dei conviventi), ma è solo un avvilente ‘contentino’.  Partendo dal presupposto che la famiglia è costituita solo da un uomo e una donna regolarmente uniti in matrimonio, il disegno di legge dei due ministri sancisce i diritti di un convivente in caso di malattia o morte dell’altro (assistenza ospedaliera, donazione degli organi, esequie, subentro nel contratto di affitto o diritto di abitare nella casa di proprietà del defunto) e, bontà sua, la tutela economica del partner più debole in caso di ‘separazione’. Non c’è traccia dei diritti ‘forti’ previsti dal matrimonio: pensione, eredità, tasse, immigrazione.

Sono circa un milione (almeno quelle stimate) le coppie conviventi in Italia  e non godono ancora di alcuna tutela a causa dei precetti religiosi fortemente radicati nella società – e peggio ancora nella politica – italiana. Tutelare le coppie di fatto vorrebbe dire equiparare in dignità la convivenza al matrimonio e riconoscere legalmente le unioni omosessuali. Impossibile per la mentalità bigotta nostrana: se  le unioni al di fuori del matrimonio possono – a fatica – essere tollerate, per quelle monosesso non c’è proprio posto. L’omosessualità, a Vaticalia, è un peccato gravissimo. Riconoscerla per legge significherebbe istigare gli italiani a peccare! Che l’Italia sia, almeno su carta, uno Stato laico, poco importa. Eredita in pieno la legislazione sul ‘peccato’ dello Stato straniero che ospita.

Ma se le coppie eterosessuali possono aggrapparsi all’ultima spiaggia del matrimonio civile per vedere riconosciuti i loro diritti, a quelle omosessuali non resta altro che accettare una discriminazione assurda, incivile, anacronistica.

Tra l’altro, l’Europa ha una posizione ben chiara in merito. Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani, il Parlamento europeo ha chiesto agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali“.

Linee guida ben recepite dalla quasi totalità dei Paesi europei. Tre quelli che prevedono il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Olanda (dal 2001), Spagna (dal 2005), Belgio (dal 2003). Ma moltissimi quelli che regolamentano i diritti delle unioni omosessuali: Francia (1999), Germania (2000), Danimarca (1989!), Gran Bretagna (2005), Finlandia (2002), Lussemburdo (2002), Portogallo (2001), Svezia (1994), i paesi ex-comunisti… dobbiamo continuare?

L’Italia, invece, si avvicina sempre più alle regole adottate dal Vaticano (Stato al di fuori dell’Unione europea): “Il Vaticano non prevede alcuna legislazione per la regolamentazione delle unioni civili. Le autorità considerano esplicitamente il matrimonio eterosessuale come la unica forma di matrimonio accettabile, e il matrimonio religioso cattolico come la forma di matrimonio preferibile. Le autorità hanno preso esplicitamente posizione sia contro il matrimonio gay, sia contro le unioni civili fra persone omosessuali. Il matrimonio contratto nello stato del Vaticano (in chiesa) è legalmente riconosciuto dallo Stato italiano, mentre il matrimonio contratto civilmente all’estero tra persone di cui almeno una sia battezzata (e non abbia formalmente abbandonato la fede) non è riconosciuto dallo Stato vaticano” (Wikipedia).

E’ questo il nostro prossimo futuro?

Cecilia M. Calamani

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

10 commenti
Lascia un commento »

  1. Si parla solo di coppie, ma se un trio volesse stare assieme, ecc?

  2. Beh, Danx, forse se ne potrà parlare tra qualche secolo, o, se continuiamo con questa deriva discendente, mai! :-)

  3. personalmente credo che l’unica strada da battere sia la richiesta del matrimonio.tutte queste forme comunali, seppure dimostrano la volontà di acchaipparsi qualche voto,rimangono inutili. I

  4. In Italia si devono rispettare le leggi dell’imperatore benedetto 16dicesimo.

  5. Sono d’accordo con Rom.
    Anzi, ritengo che le “concessioni” dei sindaci , siano un indebolimento della richiesta.
    Gli omosessuali che vogliono sposarsi vogliono si il velo bianco e i confetti, ma vogliono soprattutto poter avere i riconoscimenti che il matrimonio da, ad esempio la reversibilità della pensione.

  6. Romano, Serena: sono perfettamente d’accordo con voi. Il problema, in un Paese come il nostro, è che solo la provocazione porta (e neanche sempre) ad affrontare certi argomenti.
    L’iniziativa di gay.it, come si legge nelle intenzioni, vuole solo portare l’attenzione sul tema dei diritti (nulli) delle coppie di fatto.
    Tra l’altro la cerimonia comunale sarebbe solo simbolica visto che non ha alcuna legalità. Un gesto provocatorio per sensibilizzare l’opinione pubblica. Non credo proprio che le coppie che scrivono al sindaco cerchino velo o confetti. Chiedono diritti, chiedono visibilità per una condizione oggettivamente discriminata. Ma con questi parlamentari (di questo Governo o no) credo ci sia poco da fare. Abbiamo visto, nell’ultimo Governo Prodi, come sono finiti i Pacs… In due anni non sono neanche riusciti ad approvarli per la serrata opposizione cattolica che, ahinoi, è abbastanza trasversale a tutti gli schieramenti ad oggi presenti in Parlamento. Peggio sarebbe, oggi, se approvassero i DiDoRe: direbbero di aver ‘risolto’ il problema delle coppie di fatto – una balla colossale – e l’argomento verrebbe probabilmente chiuso per una altra decina di anni.

  7. Quest’estate ho fatto una gita a Sulmona, in Abruzzo, cittadina rinomata per la produzione dei confetti. Tra le aziende più note Pelino che produce confetti colorati: bianchi per i matrimoni, celeste e rosa per i neonati, argentei per i venticinque anni di matrimonio, lilla per le nozze omosessuali. Ovviamente Pelino esporta confetti, soprattutto i lilla, nel mondo. Come sicuramente saprai, Cecilia Maria, Pelino è senatore in quota Pdl, cioè una persona che vive su una fetta di mercato importante, ma che, sia ben chiaro, nel suo paese non considera degna dei suoi buonissimi confetti. Purtroppo temo che sia la politica, ancor più della Chiesa stessa, a non voler risolvere “la questione cattolica”, che, anzi, nell’ultimo decennio si è ancora più inasprita. Sicuramente è vero che c’è il clima di odio di cui sembra essersi accorto oggi il premier dopo aver contribuito, ma non da solo, a fomentare. Il razzismo leghista di cui spesso scrivi, ha avuto il ruolo di sdoganare i peggiori istinti delle persone. Pensa che ieri pomeriggio sulla metro uno ha avuto a che dire perché ho dato una moneta di due euro a una zingara con bambino . Poi Roma con il sindaco Alemanno è anche peggiorata: ricordo l’entusiasmo di mio padre quando il sindaco Giulio Carlo Argan riuscì ad eliminare l’arma ai vigili urbani che oggi è tornata nel corredo del pizzardone.
    Almeno sparassero a chi parcheggia in doppia fila! Ma temo che il traffico non sarà il loro obiettivo.
    Come Serena e Rom
    anche io penso che il progetto di gay.it e la celebrazione di Chiamparino (che comunque è un importante dirigente del Pd che qualcosa nel senso delal modernità del paese potrebbe anche dire) siano dei diversivi che possono allontanare dall’obiettivo del matrimonio, l’unica cosa che abbia un senso. Temo che il mondo gay non sia stato in grado di fare una lobby ragionevole affidandosi un po’ troppo a unasola area politica invece di muoversi trasversalmente; ma è solo una riflessione personale e ammetto di non essermi impegnata troppo in questa battaglia. Credo che anche noi, che con i nostri siti in qualche modo cerchiamo di fare opinione, dovremmo fare una ampia riflessione. Personalmente sono sotto choc per l’assoluta indifferenza che stiamo mostrando – ovviamente non tutti – nei confronti dell’Iran. Ieri mi sono recata al sit in promosso dagli iraniani fuori l’ambasciata e mi sono sentita umiliata per il numero di persone presenti.
    Contando in momenti migliori, che pure verranno, auguro a te e ai lettori del sito un utile 2010,

    Tiziana
    http://www.nogod.it

  8. E’ che si si chiede poco si ottiene poco e in alcuni casi anche niente

  9. La creazione di una lobby non prevede l’iscrizione ad un partito, e purtroppo una campagna di civiltà, come i pari diritti degli omosessuali, sono stati trascinati nella bagarre politica. Al pari dell’eutanasia ed altro. Poi si arriva al paradosso del cav. Pelino che fa i confetti lilla ma ne proibisce (di fatto) il consumo in Italia,
    Comunque anche io ritengo che i registri ai comuni o addirittura ai municipi sono palliativi che possono anche ingenerare fastidi. Mi associo al disgusto per come i media trascurano le notizie sull’Iran. Certo però che se l’alternativa è vedere Alba Parietti sui divanetti di Vespa a parlare della rivolta verde…

  10. All’ipocrisia nel Pdl (e purtopppo non solo) ci siamo abituati.. Pelino vende i confetti lilla all’estero così come Berlusconi parla di ‘valori cristiani’…
    Purtroppo da noi è inevitabile associare certe battaglie (matrimoni omosessuali, eutanasia, ecc) a qualche schieramento politico, proprio perchè c’è la Chiesa di mezzo. E pochi sono gli schieramenti che non sono vittima di una sudditanza elettorale al Vaticano. Questo fa la grande differenza con gli altri Paesi europei.
    Mi sembra, però, che l’unico modo da noi per sollevare certe questioni sia la provocazione, altrimenti vengono costantemente ignorate dal sistema blindato politica-informazione.
    @Tiziana
    Grazie, ricambio. Speriamo che sia utile davvero… :-)