Seguimi su Libero Mobile
   

Attualità   

Via il crocifisso dalle aule: le reazioni

di Cecilia Maria Calamani
Bookmark and Share

[4 nov 2009]
Print Friendly

cavalieriIl no sancito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo all’esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche ha scatenato rumorose reazioni da tutto il mondo politico, istituzionale e culturale, ben al di sopra della rilevanza dell’argomento trattato.

Sembra infatti che una croce appesa in un’aula scolastica esprima tutti i valori della nostra cultura e della nostra identità nazionale e toglierla sia uno sfregio alle nostre tradizioni e un’offesa immonda ai diritti di chi crede .

In barba a mille problemi di ordine superiore che affliggono giornalmente il Paese, assistiamo da due giorni a cori di disapprovazione, orrore, sdegno che purtroppo provengono da varie fazioni politiche, anche da quelle che si autodefiniscono più ‘laiche’.

Per la maggioranza, neanche a dirlo, la sentenza è “folle” (Gianni Alemanno, Pdl, sindaco di Roma); “ha dato un colpo mortale all’Europa dei valori e dei diritti”  (Gianfranco Fini, Pdl, presidente della Camera); “offende la tradizione, la storia e l’identità italiane” (Maurizio Gasparri, Pdl).

Per Roberto Calderoli (Lega) “La Corte europea ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori”. Valori evidentemente contenuti nei crocifissi e non in quella bandiera italiana della quale il suo capo, il senatore Bossi, ha dichiarato più volte: “Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”.

Ma la performance migliore è di Ignazio La Russa (Pdl) che, immemore per una spicciolata di minuti di essere un ministro della Repubblica italiana, ha urlato nel pomeriggio a “La vita in diretta” (Rai1): “Possono morire (i parlamentari di Strasburgo?, ndr) ma il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche! Possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla!

Fedele invece al suo ruolo di portatrice della dottrina cattolica tra i banchi della scuola pubblica, la ministra Mariastella Gelmini già ha presentato ricorso.

Ma, tralasciando le grida di ripudio della Chiesa, il cui protagonismo la fa sentire come al solito ‘religione unica’ in un’Italia sempre più multietnica, multireligiosa, agnostica e atea, e tralasciando il centro cristiano di Pierferdinando Casini – di uguale e prevedibile reazione – ciò che colpisce sono le parole dell’opposizione parlamentare di centro-sinistra.

Per il neosegretario del Pd Pierluigi Bersani, “un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto”. Mentre Silvana Mura (Idv), commenta: “L’offesa nei confronti di studenti di religioni diverse da quella cattolica non è rappresentata tanto da un crocifisso appeso al muro, ma piuttosto da programmi che non si pongano il problema di conciliare le caratteristiche fondamentali che l’insegnamento di Stato deve avere con la nuova realtà multiculturale e multietnica”.

Rimangono, a sostegno della sentenza di Strasburgo, i partiti non presenti in Parlamento o con peso  irrilevante: parliamo della sinistra extraparlamentare e dei Radicali, unici sostenitori di quella laicità dello Stato che sancisce l’assoluta equidistanza delle Istituzioni da qualsiasi confessione religiosa, inclusa la cattolica.

Ma se dalle file della politica tristemente ci aspettiamo certe posizioni (chi può fare a meno, in Italia, dell’appoggio del Vaticano?) dal mondo culturale, o definito tale, no.

Fa sorridere, a tal proposito, la posizione di Vittorio Messori che oggi su Il Giornale ha dichiarato: “Seguendo questa logica pericolosa e settaria, dovendo rispettare anche i sentimenti politici oltre che quelli religiosi, perché non chiedere che dagli uffici pubblici sia tolta l’effigie del presidente Napolitano?

Messori, ma purtroppo non solo lui, induce in confusione qualche sprovveduto lettore. Come può paragonare un simbolo che identifica il nostro Stato a quello di una religione, fosse anche la più diffusa, di un Paese laico?

Non contento, Messori prosegue: “Da molto tempo ormai il crocifisso non è più soltanto un segno religioso, ma è diventato un simbolo umano per eccellenza, il simbolo dell’ingiustizia e della resistenza al male».
Dal nostro punto di vista su questo non possiamo che dargli ragione: secoli di abusi, guerre, massacri, ingiustizie e violenze, perpetrati in nome della croce su una vasta ‘umanità’,  fanno del crocifisso un simbolo dell’ingiustizia da abolire.

Un feticcio che tranquillizza, al solo vederlo, le coscienze di chi crede nel dio cattolico – al punto tale da volerlo imporre a tutti gli altri -  sta monopolizzando da due giorni l’attenzione della politica, dei media, della cultura.
Italia, XXI secolo, era Berlusconi.

Cecilia M. Calamani

Articoli correlati:
No al crocifisso nelle aule, l’Italia si avvicina all’Europa
Cronache da Vaticalia: il ‘caso Coppoli’

Bookmark and Share


Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

14 commenti
Lascia un commento »

  1. Coloro che criticano la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, asseriscono che togliere il crocifisso dalle aule scolastiche significa cancellare o intaccare la nostra tradizione, la nostra identità storica, culturale e spirituale. A prescindere dal fatto che tra i cittadini italiani esistono anche (non pochi) atei e seguaci di religioni diverse dal cattolicesimo e che, quindi, l’aggettivo “nostro” è del tutto fuori luogo, è opportuno ben chiarire e fermamente obiettare che la legittimità o meno della presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche e, quindi, la esattezza o meno della sentenza anzidetta vanno esaminate e giudicate con riferimento alle leggi vigenti in Italia, non alle tradizioni ed al senso di identità della maggioranza degli italiani, atteso che la legge prevale su tali fattori. La presenza dei crocefissi viola palesemente i principi costituzionali (approvati proprio dalla maggioranza degli italiani) della laicità del nostro Paese e della libertà di religione di coloro che vi si trovano e quindi, in proposito, del tutto irrilevanti sono le tradizioni e l’identità storica, culturale e spirituale dei cattolici, indipendentemente dal numero degli stessi.

  2. Caro Emilio, ragionamento ineccepibile, ma forse non alla portata dei nostri ‘fini’ parlamentari…
    Segnalo il video dell’intervento del ministro La Russa a “La vita in diretta”. Da notare le affermazioni di Sposini dopo il ‘”possono morire”: “Ministro, lo sa? Io la penso esattamente come lei”.
    Premio alla carriera?
    http://www.youtube.com/watch?v=goWDmbvNGr0

  3. Lamberto Sposini, tifoso juventino, concordava con Luciano Moggi l’atteggiamento da tenere nel corso del “processo del lunedi” di Biscardi. Ciò è agli atti del processo sul “calcioscommesse” del 2006. Per questo l’ordine dei giornalisti lo sospese per quattro mesi da settembre a dicembre dello stesso anno.
    Peccati veniali, in un paese dove un ministro della Repubblica si permette di avere il comportamento che ha avuto Ignazio La Russa a “La vita in diretta”. La Russa, ex fascista, arrogante con i deboli e debole con i forti. Come tanti italiani. Che pena, povera Italia, in mano a questa gente.

  4. La testimonianza della cristianità non si esprime con un oggetto appeso alla parete ma con una condotta di vita cristiana, ed è quello che questi soggetti politici, cattolici, non fanno.

  5. Fabio, i primi ad essere sdegnati da tutte le idiozie che si sono sentite in questi giorni dovrebbero proprio essere, paradossalmente, i vertici della Chiesa. Se portassero avanti la posizione che tu, giustamente, dichiari, farebbero un figurone: la fede non si dimostra con l’idolatria di simboli al pari del paganesimo, bensì con una conduzione di vita cristiana!
    Dopodichè tutti questi pappagalli timorosi di perdere il beneplacito del Vaticano, forse, si comporterebbero in modo più civile. Ad eccezione di La Russa, naturalmente, che per le esternazioni di ieri dovrebbe essere sospeso immediatamente dalla sua carica di ministro.
    Se i cattolici per primi non si sdegnano per le posizioni anacronistiche della Chiesa, cui seguono quelle inaccettabili della politica, rimarremo per sempre nell’era medioevale, unico paese tra quelli europei in cui una semplice sentenza di laicità non solo diventa oggetto delle polemiche più assurde e retrive, ma – comme annunciato a chiare lettere sia da La Russa che da esimi esponenti della Lega – verrà disattesa.

  6. Se vi dicessi che la sentenza non mi ha fatto nè caldo nè freddo, mentirei, mi ha fatto male. Certo le reazioni non mi sono piaciute granché, perché, per difendere il Cristianesimo, bisogna cercare di comportarsi da Cristiani, specie se si occupano posti di potere. Do ragione a Fabio.Poteva essere una occasione per noi Cattolici per sfidare i laici e gli apparteneenti ad altre fedi a sostituire i simboli religiosi con i comportamenti, ma è un’ utopia: nessuno in questo Paese è capace di fare mai autocritica. A proposito, Cecilia: non possono essere i Laici dell’ UAAR o i Radicali ad affermare che le reazioni sono”ben al di sopra della rilevanza dell’argomento trattato”. Siete proprio voi che da decenni ne avete fatto una battaglia simbolica fondamentale, questa sì, ben al di sopra di quello che voi stessi credete che il Crocifisso rappresenti e ben al di sopra dei reali problemi della Scuola, dei Tribunali, degli Uffici Pubblici. E avete sempre fatto appello agli stranieri perché intervenissero, come ai tempi delle Signorie lo facevano quelli che non riuscivano a conquistare signorie con i propri eserciti o a difendere quelle ereditate. Anche questo, comunque, è un malcostume italico (quello di chiamare in soccorso armate straniere quando si soccombe) che accomuna, nella lunga storia ma anche molto recentemente, tutte le forze in campo, Chiesa Cattolica compresa.

  7. purtroppo queste discussioni ci fanno capire come realmente il vaticano ed i suoi adepti sono collegati nella struttura del nostro paese-Italia- mi sembra di risentire parlare la massoneria con i suoi gangli infiltrati in ogni posto del potere. Purroppo i nostri politici,che votiamo senza capire cosa poi faranno in nostro nome,si sono legati almeno formalmente al carrozzone della chiesa,per il voto maledetto naturalmente. Si assiste così non solo al fatto della libertà religiosa nelle aule scolastiche ma addirittura a dei medici che possono dichiararsi obiettori di coscienza e quindi rifiutarsi di curare una donna abbisognevole di un aborto o della semplice pillola RU,come chi si fa cremare non può disporre dove mettere le sue ceneri.Parlare della chiesa come elemento non invasivo della società italiana è dire molto poco se questa ci condiziona anche nei rapporti internazionali con paesi di diversa cultura e caso mai che non fanno agire la stessa con lo strapotere che ha da noi. Non bisogna dargliela a vincere opponiamoci al meglio,usciamo allo scoperto.
    GiovanniBattista

  8. Aldo, con ”ben al di sopra della rilevanza dell’argomento trattato”, intendevo semplicemente dire che un Paese civile, e non medioevale come il nostro, avrebbe accolto la sentenza per quello che è: un’indicazione di laicità delle Istituzioni. Punto.
    Da noi, invece, per una sentenza che non fa altro che sancire cose normali in tutto il resto dell’Europa, si scatena il finimondo politico. Con tutti i problemi che abbiamo, pare che l’unica emergenza sia quella di contrastare una semplice e laica sentenza della Corte dei diritti dell’uomo.
    Quanto al tuo dispiacere, lo immagino e umanamente lo capisco, ma reputo che i cattolici intelligenti (e tu lo confermi) – come ho scritto nel precedente commento – ben sappiano che la loro fede non può essere iconizzata in un simbolo. Chi crede la fede la ha dentro. Che al muro ci sia appeso Budda, Cristo o nulla.

  9. La Lega dagli urli alla pratica:
    Ordinanza nel Padovano: multa di 500 euro a chi non lo espone. La Lega soffia sulla reazione dei cattolici
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/5-novembre-2009/sindaco-crocifisso-obbligatorio–1601960352646.shtml

  10. Al sott.tto che il Crocifisso rimane o no nelle aule scolastiche, interessa fino a un certo punto, come tanti hanno detto: che La Russa di fede fascista, dovrebbe vergognarsi a dire che possono morire i parlamentari Europei, proprio loro con il Crocifisso intorno al collo per tutto il periodo fascista hanno ucciso milioni di persone senza pietà persone innocenti, o solo perché non erano di fede fascista.
    Ora parlo di mister Bossi e Company, questi vanno come il vento, proprio Bossi solo pochi anni fa era contro la chiesa, nel Veneto ne disse di tutto, ora che si sono convertiti? e la cosa strana che tanti Italiani hanno la memoria corta,dimenticano troppo in fretta.
    Proprio quelli di alleanza nazionale, quando cadde il primo governo Berlusca, dissero: mai più in futuro alleanze con la lega, adesso sono culo e camicia.
    Per me quando andavo a scuola nella mia classe c’era un ragazzo di religione evangelica e per
    lui quando c’era l’ora di religione cattolica doveva stare in classe contro la sua volontà, perciò
    per me abolirei l’ora di religione, inserendo piuttosto una materia più utile alla vita di oggi, visto che la tecnologia avanza a galoppo, quello che vuol seguire la religione va in chiesa, sinagoga moschea,ecc.

  11. L’ordinanza della Lega, come molte delle cose che fa, è inapplicabile perchè, come si sa, manca la legge che impone di esporlo.

  12. @felice
    già, gli italiani hanno la memoria corta su troppe cose e così si fanno infinocchiare spesso e volentieri da chi cambia posizione a seconda di dove tira il vento… la Lega ne è un esempio lampante. Urlavano (giustamente) contro l’8×1000 ma poi non gli toccare il crocifisso… Si chiama ‘voto di scambio’. In Italia, drammaticamente, la nostra politica si basa su questo.

    @romano
    la Lega provoca, come sempre, ma il messaggio è inquietante: “non ci facciamo comandare da nessuno! Tantomeno dalla Corte europea”. E nessuno li prende per le orecchie. Ma già, se a un ministro è permesso fare le dichiarazioni che ha fatto ieri La Russa figuriamoci se a un sindaco di un paesino non è consentito dire queste idiozie.

  13. C’è bisogni di aggiungere che questo branco di fuori legge non rispetta nè la costituzione italiana nè una sentenza europea?
    E tutto per una favola falsa di un tizio che non è mai esistito: una favola copiata da altre divinità.
    Inutile portare i documenti ai creduloni.
    Loro vedono il crocimorto come un simbolo di pace; tra l’altro ignorando che la favola dell’appeso la paghiamo noi tutti tramite la ruberia/ladrocinio autorizzato dell’otto per mille.

  14. Ops: “bisogno” e non “bisogni”, anche se nella circostanza ritengo che entrambi siano appropriati, anche in senso lato…