AttualitĂ
Se questo è un cristiano
di Alessandro Chiometti, CivilitĂ laica [11 nov 2009]
Siamo alle solite. La sentenza di Strasburgo ha messo a nudo, una volta di più, tutte le differenze incolmabili fra le anime del mondo “cristiano” e, puntualmente, questa parola viene a perdere ancora di più il suo significato come se non fosse già stata abbastanza gettata nel fango.
Fango che come spesso accade sono gli stessi, autodefinitesi cristiani, a gettarsi addosso.
Come accade sempre piĂą frequentemente noi laici siamo costretti a dover distinguere fra dei religiosi adulti, che si preoccupano di testimoniare la loro fede senza per questo doverla imporre (vedi le ComunitĂ Cristiane di Base) e degli integralisti fanatici che adulti non diventeranno mai e per cui il simbolo esposto e ostentato conta molto piĂą della sostanza.
A questi ultimi si sono affiancati tutta una serie di personaggi che si ergono a difensori del crocifisso negando con il loro stesso atteggiamento ciò che quel simbolo dovrebbe in qualche modo significare.
Come non ricordare a fulgido esempio di questi individui il Ministro della Difesa (e dell’offesa evidentemente) La Russa che intimava in diretta nazionale ai pacatissimi laici che difendevano la sentenza della Corte di Strasburgo “potete morire”? Ah, quale esempio di sana cristianitĂ .
Ma del resto non è certo da solo il ministro, visto che al cristianissimo gruppo di Facebook “Tu stacchi il crocifisso? Io ti stacco le mani!” si sono iscritte quasi ventimila persone, evidentemente tutti difensori della cosiddetta cristianità !
Non credo ci sia bisogno di scomodare la psicoanalisi per parlare di individui che per difendere la cristianitĂ staccherebbero le mani al prossimo. Semplicemente è questo il risultato di almeno un secolo di ambiguitĂ da parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana che, se da una parte propaganda il messaggio evangelico di amore e fratellanza per conquistare fedeli, dall’altra ha sempre abbracciato dittatori, guerre e persecuzioni, proponendo cappellani militari (che sono di per sè un ossimoro), negando nei fatti il messaggio evangelico stesso.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i difensori del crocifisso sono cosi incredibili (nel senso di non credibili) che esibendo il loro cieco fanatismo rafforzano in quasi tutti i laici la convinzione che la sentenza di Strasburgo sia giustissima.
E anche quei laici come Travaglio che vorrebbero difendere l’esposizione del “simbolo di umanitĂ e fratellanza” sono costretti prima di tutto a dissociarsi pubblicamente dallo spettacolo indecoroso che i tanti La Russa di questo paese stanno offrendo.
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Purtroppo La Russa è in buona compagnia. C’è solo da sperare che a lui e ai suoi compari si ribelli la base cattolica, e alcuni segnali per fortuna ci sono. Se fossi credente, l’idea che la mia fede sia stigmatizzata in un feticcio (da imporre a tutti quelli che non la pensano come me) mi farebbe inorridire.
Quanto a Travaglio, ha voluto fare in qualche modo l’originale. Sa perfettamente, secondo me, che si può proiettare qualsiasi pensiero sul Cristo in croce, ma è e rimane un simbolo religioso. E uno Stato laico non può permetterne l’esposizione nelle scuole statali.
Usano la religione come arma contro chi è e vuole essere libero e non la pensa come loro.
Sono tristi e maligni!
Comincio a stupirmi di Travaglio. Questa presa di posizione, che non conoscevo e di cui mi piacerebbe leggere l’originale, unita a quella in cui prese le difese di Israele, che tutto può pretendere ma non la difesa dei suoi atti di pura e semplice criminalitĂ , me lo fanno sentire parecchio piĂą lontano da me.
Per quello che riguarda l’originale articolo di Travaglio questo dovrebbe essere il link giusto:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2373449&yy=2009&mm=11&dd=05&title=ma_io_difendo_quella_croce