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Registro del testamento biologico: la verità

di Francesco Pullia, Civilità laica
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[11 nov 2009]
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ronconiMa di che va parlando il senatore Maurizio Ronconi? Ma perché, prima di lanciarsi in una campagna di disinformazione e palese mistificazione, non pondera attentamente le proprie affermazioni?

Il registro dei testamenti biologici, come dovrebbe correttamente sapere e sicuramente sa, non è affatto una scorciatoia o, peggio ancora, un espediente ingannevole per introdurre surrettiziamente l’eutanasia ma uno strumento, adottato da numerosi comuni italiani, che, in attesa di una specifica normativa nazionale e in ossequio a quanto previsto dall’art.3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, dall’art.9 della Convenzione di Oviedo e, soprattutto, dall’art.32 della Costituzione italiana, è in grado di fornire ai cittadini che lo desiderino la possibilità di rendere le proprie dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari nel caso in cui, gravemente malati, non abbiano più la capacità di esprimere la propria volontà.

Che cosa c’entri questo con l’eutanasia il senatore dovrebbe spiegarlo innanzitutto a se stesso e poi a noi altrimenti non si può che essere indotti a ritenere di trovarci di fronte a un esempio di sprovvedutezza o, peggio, di grave e pericolosa distorsione della verità (come, d’altronde, ha fatto un altro senatore, Carlo Giovanardi, nei confronti della drammatica e allarmante vicenda di Stefano Cucchi).

Ronconi, tra l’altro, dimentica o finge di dimenticare, che l’istituzione di un registro sul testamento biologico non è espressione di quel “laicismo radicale” da lui tanto aborrito ma risponde semplicemente alle attese della maggioranza dei cattolici, ancora una volta, come sempre sui temi relativi al rispetto della dignità personale, in straordinaria sintonia con l’azione politica dei radicali. La libertà di scegliere se essere o no sottoposti ad accanimento terapeutico è un insopprimibile diritto di ognuno di noi che nessuna concezione totalitaria, nessun assolutismo, nessun fondamentalismo, nessun “politicismo” di basso profilo possono cancellare.

A dispetto di quanto si vorrebbe far credere, vale la pena ricordare che, in un sondaggio effettuato e reso noto non più di un mese fa da Observa, l’Osservatorio Scienza e Società diretto dal sociologo Massimiano Bucchi, il 73,3 % degli italiani si è dichiarato favorevole al rifiuto dell’idratazione e dell’alimentazione forzata in caso di decorso irreversibile della malattia e il 66% ha saputo definire correttamente, a differenza di certi parlamentari, cosa effettivamente sia il testamento biologico.

Difficile pensare che il 73,3 % degli italiani sia composto soltanto da “laicisti radicali”.

Per la cronaca: nel 2007 un sondaggio Ipsos ha evidenziato che il 74% dei cattolici impegnati in attività parrocchiali è convinto che la voce dei vertici ecclesiastici debba essere ascoltata, ma ha aggiunto di decidere, però, secondo “coscienza individuale”.

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  1. Il sott.tto ha già tutto scritto:
    Per il testamento Biologico ho partecipato il 25/4/2009 alla Biennale Democrazia presso il Sermig di Torino, tanto è vero che essendo convinto che la vita non mi serve più quando non sono più capace di intende e di volere, già il 30/3/2009 ho inviato la scheda d’iscrizione per la registrazione al n° di fax 011 19700040 in Via Baretti 9 Torino, perciò oltre a essere registrato per cremazione e dispersione delle ceneri sono registrato anche qui.
    Purtroppo certa politica e la chiesa non vogliono, perché dietro le case di cura, i dottori compiacenti ecc. non vogliono che passa questa legge.
    Però noi non dobbiamo mollare.