Autodeterminazione
Ostaggi in cenere
di Cecilia Maria Calamani [1 nov 2009]
La Cei, nell’assemblea di Assisi del prossimo 9 novembre, varerà le nuove regole sui riti funebri nelle quali, pur ribadendo il sì alla pratica della cremazione, formalizzerà il divieto di conservare le ceneri del defunto in casa o di disperderle al vento perché “il regno dei morti e quello dei vivi devono restare distinti“. E se il defunto ha espresso una volontà diversa, sarà appurato il disprezzo della fede cristiana e di conseguenza non verranno concesse le esequie religiose.
Il tutto perché la dispersione nell’ambiente o la conservazione dell’urna in luogo diverso dalla terra consacrata sarebbe una scelta basata su “concezioni panteistiche o naturalistiche” se non addirittura, come afferma il teologo Enzo Bianchi, “feticisteâ€.
Il via libera alla cremazione, precedentemente vista dalla Chiesa come pratica neo-pagana e addirittura come “negazione dell’immortalità dell’anima e della resurrezione dei corpi“, è arrivato nel 1968 da Paolo VI, che spiegò in una bolla che la cremazione “non tocca l’anima” e quindi “non impedisce all’onnipotenza divina di ricostruire il corpo“.
Ora, è lecito chiedersi perché la Cei voglia porre dei paletti così rigidi (pena addirittura la negazione dei funerali religiosi!) sulla conservazione delle ceneri, visto che il ‘regno di Dio’ interessa l’anima e non il corpo.
Viene infatti da pensare che regole così drastiche porteranno a dei distinguo da parte di molti cattolici, così come succede per il ferreo divieto sull’uso dei contraccettivi, adottati di fatto dalla maggioranza dei fedeli nonostante gli anatemi ecclesiastici.
Lo scollamento tra pratiche permesse dalla Chiesa e vita quotidiana dei cattolici, insomma, assume proporzioni sempre maggiori ma ciò pare non preoccupare affatto la Cei, che continua a varare editti anacronistici e impopolari. Più vacilla la presa sulle coscienze più la Chiesa ne restringe la libertà sortendo probabilmente un effetto inverso a quello desiderato.
Perché la Chiesa dovrebbe tenere in ostaggio le ceneri dei fedeli togliendo loro (tra le altre) anche la libertà di decidere dove riposare in pace una volta non più su questa Terra?
L’affidamento delle ceneri ai familiari, e la loro dispersione, sono consentite in Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Valle D’Aosta, Marche, Lazio, Campania e Liguria. Questa pratica risolve, tra l’altro, molti dei problemi pratici legati all’indisponibilità di loculi nei cimiteri. A giovare di questo editto cattolico, sempre che venga recepito dai fedeli, sarà soprattutto il mercato cimiteriale a scapito delle tasche dei familiari dei defunti, colstretti all’acquisto di un loculo ‘autorizzato’ dalle gerarchie ecclesiastiche.
A meno che alcune amministrazioni compiacenti non si pieghino ai dettami di una religione che sempre più tiene in ostaggio non solo le anime, ma anche i corpi dei suoi seguaci.

Ricostruzione del corpo: questi son pazzi forte!!
Ci riproduciamo proprio perchè muoriamo, e questi vogliono tornare in vita…ma non gli basta l’anima saldamente impiantata nel luminoso regno di dio? Minuscolo ovviamente
Riguardo alla cremazione, dal mio punto di vista, non ci vedo niente di male. Anzi, ben venga: mi farebbe davvero schifo decompormi piano piano, poco a poco…Mica viaggio col cilicio come lorsignori!
A me tutto ciò fa .. no… dico questi della CEI prima di prendere una decisione devono controllare se permangano gli utili; lo stesso fa il premier che plasama le leggi perché gli renda profitti. “Trasformare il male in bene”, il suo motto, e credo anche il motto della CEI, naturalmente il bene personale. Hanno le meningi sempre compresse, mai che si rilassino un po’. Io sono per la cremazione obbligatoria. Per la verità mi fa senso anche che qualcuno ponga l’amata urna sopra il camino. Preferirei essere sparso al vento e buonanotte i suonatori. Il nobile Silvio si è fatto una cappella funeraria all’interno della sua tenuta, con le nicchie già predisposte, qualcuno forse già c’è. Pratica vietatissima dalla legge e anche dalla chiesa, ma in tal caso sono sicuro che la Cei chiude già un occhio per il suo figliolo prediletto, e lo stesso il Comune relativo. Il monito è rivolto solo a noi, umili mortali, e se uno non va al cimitero che succede? va all’inferno? e i morti dispersi in mare? in guerra? nei disastri di terremoti alluvioni? vanno all’inferno? Ah, come è incongrua questa religione quando si deve scontrare con l’esosità dei suoi serventi, far quadrare il cerchio del Vangelo con le monete sonanti non è pratica facile.