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Attualità   

Monsignor Ravasi nell’occhio di bue

di Giulio Vallocchia, No God
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[22 nov 2009]
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ravasiIn gergo teatrale si chiama “occhio di bue” il fascio di luce intensissimo che, nel buio, illumina l’assolo del protagonista sul palcoscenico. E’ quello che metaforicamente è successo ieri nella Cappella Sistina, eletta a palcoscenico privilegiato per l’incontro del papa con 260 artisti di tutto il mondo, ma soprattutto italiani. L’evento è stato fortemente voluto, organizzato e diretto da Gianfranco Ravasi, monsignore in rapida ascesa nella nomenklatura vaticana, che rappresenta in qualche modo un’anomalia nel sistema di potere in seno alla curia.

Infatti i gerarchi che contano nella SS vaticana sono da sempre i capi di qualche ordine religioso o consorteria cattolica, dotati comunque di due elementi costitutivi imprescindibili, un consistente seguito di massa e/o la movimentazione e la gestione di ingenti capitali.

Dall’Opus Dei a Comunione e Liberazione, dai Gesuiti ai Salesiani, dalle Acli ai Focolarini, quelli che contano in Vaticano posseggono questi requisiti.

Invece monsignor Ravasi, ricco soltanto di innegabile charme e riconosciuti meriti culturali, ha trovato la scorciatoia per arrampicarsi ai vertici della nomenklatura grazie a un intelligente lavoro di penetrazione nel mondo dell’arte. Con una particolare attenzione agli artisti dello spettacolo, quelli che tutti conoscono e riconoscono.

E questi ieri l’hanno gratificato con una massiccia e qualificata presenza nella Cappella Sistina dove, dopo il consueto minestrone di aria fritta scodellato dal papa sul divino connubio fra arte e fede, hanno fatto ciò che – forse inconsapevolmente – erano stati chiamati a fare, il chorus line per Gianfranco Ravasi, leader ormai affermato di una personale e inconsueta lobby artistica. Applausi.

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un commento
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  1. Evidentemente: o sono degli ipocriti ed applaudono da servi, oppure sono degli ignoranti ed applaudono da imbecilli perché si dà il caso che il nostro esimio monsignore sia colui che davanti alla parola spada (Mt…) invita a leggere “volontà” storpiando così, a benefico dell’ignoranza e della gerarchia, ogni senso logico della affermazione. Se un individuo così abietto merita applausi…