Cultura

Le prove storiche della favola di Cristo

di Tony Braschi [18 nov 2009]

cristoLa favola di Cristo fu inventata copiando altre divinità: Horus, Mitra, Zoroastro, Baal, Iside-Osiride, Dioniso/Bacco, Adonis, Budda, Ercole, Prometeo, Krisna, Attis. Nessuno storico fa menzione del personaggio che risponderebbe al nome di Gesù: né in Grecia, né a Roma e né in Palestina. Tutto il primo secolo di storia che viene considerata come l’epoca della vita di tale Gesù,  nessuno l’ha mai visto vivo , né conosciuto, né tanto meno ne ha sentito parlare. La presunta sacralità del cattolicesimo si basa su alcune vicende tramandate verbalmente, per sentito dire, ma non per conoscenza diretta di chi le narra attraverso i cosiddetti “testi sacri”. Oggi di certo sappiamo che la verità non risiede nelle cosiddette “sacre scritture” in quanto, come ampiamente dimostrato dai vari studiosi degli ultimi due secoli, la presunta parola di Cristo tanto elogiata e propagandata, non è nient’altro che la summa di vari scritti di dubbia natura; testi manipolati a tal punto che in essi convergono una miriade di contraddizioni.

Queste contraddizioni, alle quali neanche i migliori teologici sono riusciti a trovare una spiegazione storica attendibile, vengono mistificate adducendo la falsa e tendenziosa teoria che Cristo andrebbe interpretato teologicamente piuttosto che storicamente. Molti si chiedono, ma è possibile che un personaggio del genere, che compiva tali miracoli, resti sconosciuto alla storia e ai popoli di allora? Risposta: certamente che è possibile; infatti tale personaggio non è mai esistito. L’unico modo per tentare di avvalorarne l’esistenza a posteriori era, ed è stato, quello di crearne la leggenda attingendo a piene mani dalla vita di altri personaggi mitologici. In questo modo si è creato il mito di Gesù Cristo. Nella circostanza ritorna utile il detto secondo il quale una menzogna ripetuta all’infinito con il tempo diventa una verità. Infatti così è stato e così, in parte, è ancora. La fandonia di Gesù, inculcata subdolamente fin da bambini, per molti è una verità, o meglio, resta una convinzione anche da adulti. Di fatto resta la più grande truffa della storia umana, che alle gerarchie della Chiesa cattolica frutta potere e ricchezza da oltre due millenni.

L’erudito e biografo latino Svetonio, che scrive nella prima metĂ  del secondo secolo, quindi nell’epoca coeva alla vita di tale GesĂą, non lo conosce piĂą di quanto lo conoscano il suo amico Plinio il giovane e addirittura lo storico giudaico Gisuto di Tiberiade. Quest’ultimo, conterraneo e contemporaneo di tale GesĂą, era residente a Tiberiade, cioè non molto distante da Cafarnao, dove secondo la leggenda il GesĂą avrebbe fatto spesso le sue magiche apparizioni. Qualche critico malizioso ha provato ad opporre la seguente valutazione su Svetonio: “PiĂą che storico vero e proprio, Svetonio è un erudito curioso di aneddoti, pettegolezzi ed eventi privati, spesso scabrosi; tuttavia, il fatto che i protagonisti vengano presentati in una dimensione meno ufficiale e solenne che nella storiografia tradizionale, assieme alla prosa semplice ed energica, rende piacevoli le pagine di Svetonio. Esse, d’altra parte, costituiscono una fonte essenziale per la ricostruzione delle vicende storiche della prima etĂ  imperiale, poichĂ© trattano di periodi, come quello del regno di Caligola, la cui corrispondente descrizione di Tacito è andata perduta.” Questa è la prima di una lunga serie di dimostrazioni che attesta come, pur di avvalorare le proprie invenzioni, i revisionisti cattolici tendano a screditare gli storici.

Di fatto nella grande storia dei re Giudaici, che va da Mosè fino ad Erode Agrippa II, cioè fino all’epoca in cui fu inventato il Vangelo di Giovanni, non c’è nessuna traccia di tale Gesù.  Di costui non sa nulla neanche lo storico Filone di Alessandria, che sopravisse due decenni dopo la presunta morte del leggendario Gesù. Eppure Filone era un ottimo conoscitore dell’ebraismo e delle sacre scritture, così come conosceva bene la varie sette, tanto da descrivere minuziosamente quella degli Esseni e persino una vastità di cose su Ponzio Pilato!

Tutti piĂą o meno sappiamo che la fama del governatore militare romano, o procuratore, della provincia imperiale della Giudea, Ponzio Pilato è dovuta al ruolo che ebbe nel processo e nella condanna a morte di GesĂą Cristo. Il governatore della Giudea esercitava l’autoritĂ  giudiziaria per le cause di natura penale e civile, mentre quelle religiose venivano discusse dal Sinedrio, il tribunale ebraico. Secondo i Vangeli, dopo che il Sinedrio ebbe riconosciuto GesĂą colpevole di blasfemia, non avendo la facoltĂ  di pronunciare la sentenza di morte, lo consegnò alla corte romana. Pilato rifiutò di ratificare il giudizio senza ulteriori indagini, ma i sacerdoti ebrei formularono altre accuse contro GesĂą. Il governatore volle incontrarlo e, secondo l’evangelista Giovanni, rimase colpito dalla dignitĂ  e dalla franchezza delle sue risposte e tentò di salvarlo (Giovanni 18:38-39, 19:12-15). Il timore di una rivolta a Gerusalemme lo costrinse però a cedere alle richieste del popolo e GesĂą venne giustiziato. Pilato fu richiamato a Roma nel 36, e da quella data non ci sono piĂą notizie certe. Secondo lo storico della Chiesa e teologo Eusebio di Cesarea, si sarebbe suicidato. Pilato è venerato come martire dalla Chiesa copta, che lo festeggia il 25 giugno. Ebbene negli scritti di Filone di Alessandria , che pure scrisse di Ponzio Pilato, non vi è alcuna traccia di tale GesĂą. Altresì del grande storico romano Tacito Cornelio (55 ca.- 117 ca. d.C.), tutto ciò che si conosce della sua vita è stato ricavato dai riferimenti contenuti nelle sue opere e nelle lettere che gli indirizzò l’amico Plinio il Giovane.

Tacito, dopo aver ricoperto numerose cariche politiche sotto gli imperatori Flavi e poi sotto Nerva e Traiano, negli ultimi anni della sua vita si dedicò principalmente alla redazione di opere storiche. Pur essendo il maggior storico dell’etĂ  postaugustea, purtroppo le sue opere si sono conservate solo in parte. I suoi due capolavori, le Historiae (che narrano gli avvenimenti dal 69 al 96) e gli Annales – gli Annali (che coprono il periodo dal 14 all’inizio del 69) purtroppo non ci sono giunti integralmente. Tacito vi svolge un’analisi spietata del funzionamento della macchina imperiale romana, del contrasto tra l’arbitrio dei principi e la libertĂ , del servilismo dell’aristocrazia e dei delitti efferati compiuti in nome della ragion di stato. In queste opere emergono i tratti piĂą tipici dell’arte tacitiana: il severo moralismo, la nostalgia per la repubblica, il fosco pessimismo sui destini di Roma, il penetrante interesse psicologico e uno stile definito inconfondibile. La grandezza di Tacito come storico sta nelle sue analisi psicologiche e nella forza dei personaggi descritti, oltre che in un’efficace combinazione di sinteticitĂ  e vivacitĂ  stilistiche; egli esaltò gli ideali della Roma repubblicana, tracciando un ritratto severamente critico di molti imperatori romani. In ogni caso nei suoi scritti non si trova neanche un solo riferimento al personaggio di GesĂą, il quale la leggenda vuole che criticasse anch’egli il potere.

Però, un secolo dopo la presunta morte di Gesù, proprio negli Annali di Tacito ecco comparire la prima grande contraffazione storica, la quale attesta l’inserimento postumo della frase <<Cristo, che fu messo a morte dal governatore Ponzio Pilato sotto l’imperatore Tiberio>>, e si basa su voci circolanti nel secondo secolo, cioè, guarda caso, nel periodo della comparsa degli scitti “apocrifi”.

Gli apocrifi del Nuovo Testamento sono piĂą di cento libri scritti da autori cristiani tra il II e il IV secolo, che hanno caratteristiche comuni: somigliano infatti nella forma agli scritti del Nuovo Testamento (molti rientrano nelle categorie letterarie di Vangelo, Atti, Lettere e Apocalisse), ma non appartengono al canone del Nuovo Testamento nĂ© agli scritti dei padri della Chiesa riconosciuti. Alcuni documenti furono redatti per gli iniziati appartenenti ai gruppi gnostici secondo i quali il sapere e la salvezza derivavano da una tradizione segreta; per essi dunque gli scritti erano autenticamente apocrifi (dal greco apĂłkryphos, ‘celato’), cioè “libri tenuti nascosti”.

Lo gnosticismo è il movimento religioso esoterico che si sviluppò, guarda caso, soprattutto nel II e III secolo nell’ambito del cristianesimo, di cui costituì la maggiore tendenza eterodossa. Il termine gnosticismo, derivato dalla parola greca gnĂłsis (’conoscenza’), designa la conoscenza segreta del divino che i seguaci del movimento affermavano di possedere. Pur proclamandosi cristiani, i maestri gnostici come Valentino, figura di spicco della Chiesa di Roma del II secolo, tendevano a riunire intorno a sĂ© gruppi ristretti di fedeli ritenuti i soli degni di apprendere la dottrina segreta. Altri testi apocrifi vennero scritti per essere usati nelle chiese alle quali appartenevano i loro autori e semplicemente non vennero accolti nel canone ortodosso della Bibbia. Lo gnosticismo oscillava fra il rigorismo etico e il lassismo: se, infatti, la valutazione negativa della materia e del corpo spingeva alcuni gruppi ad astenersi anche dal matrimonio e dalla procreazione, la considerazione dell’estraneitĂ  assoluta dell’anima al mondo materiale portava altre correnti a giudicare ‘indifferente’ sul piano morale ogni atto connesso con il corpo. Alcune sette gnostiche per mezzo di inni e formule magiche, dovevano propiziare l’ascesa al regno spirituale del principio divino dell’anima umana, esorcizzando i demoni pronti, alla morte del fedele, a imprigionare nuovamente la sua anima in un corpo mortale. Alcuni testi, come il “Vangelo secondo gli ebrei”, potrebbero aver svolto un ruolo importante nella vita comunitaria dei cristiani ebrei. Per ricostruire la dottrina dello gnosticismo si ricorre soprattutto ai testi della letteratura patristica (vedi Padri della Chiesa) che, pur concepiti con intento polemico nei confronti delle varie dottrine ereticali, presentano anche citazioni di documenti originali perduti. Dalle fonti cristiane antiche è possibile venire a conoscenza di alcune importanti figure dell’ampio movimento gnostico: Simon Mago, Menandro, Cerinto, Carpocrate, Epifane, Basilide, Isidoro, il giĂ  citato Valentino, Marco, Teodoto, Eracleone, Tolomeo. La posizione di Marcione rispetto allo gnosticismo è difficile da determinare: alcuni temi della sua teologia sembrano però avvicinarvelo. Una preziosissima biblioteca gnostica, con oltre 50 scritti in lingua copta contenuti in tredici codici, scoperti nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto, ha consentito finalmente un accesso alle fonti originali. Condannato come eretico, il movimento gnostico incontrò l’opposizione decisa delle comunitĂ  cristiane, conoscendo ben presto un rapido declino che condusse all’estinzione delle varie scuole giĂ  alla fine del III secolo. Tuttavia alcuni elementi gnostici, soprattutto l’ispirazione ascetica, divennero, debitamente controllati, patrimonio della Chiesa stessa.
Per ciò che riguarda il personaggio di Gesù di storico non c’è nulla.

Nessuno degli storici dell’epoca ha mai visto, nĂ© conosciuto, nĂ© tanto meno ha sentito parlare di tale GesĂą. Il silenzio, in particolar modo quello degli storici giudaici, era insostenibile per i cristiani. Tanto è vero che dal II secolo iniziano le personificazioni nell’ideale della divinitĂ ; tanto insulse in quanto a quelle personificazioni manca e la profonditĂ  del significato e la serietĂ  della vita. Un repertorio che non ha nessuna relazione con la societĂ . Con le falsificazioni iniziano delle combinazioni astratte e arbitrarie dello spirito, ricavate da somiglianze che adulterano e falsificano le forme naturali, e creano enti mostruosi che non hanno esistenza nella realtĂ . Uno dei cristiani, durante il terzo secolo, inserì furtivamente nelle “AntichitĂ  giudaiche” di Giuseppe Flavio, pubblicate nel 93 d.c., un breve passo che attesta: <<un uomo saggio, se pure è lecito chiamarlo un uomo>>, <<il Cristo>>, <<un maestro per gli uomini amanti della veritĂ >>. Invece, nel passo sopraindicato, Giuseppe viene fatto passare per garante non solo dei miracoli di tale GesĂą, ma anche della sua resurrezione e del compimento delle profezie. In pratica è una sorta di offerta “3×1” alimentata dalla contraffazione.

Ecco qui la truffa storica: il nome Cristo è stato palesemente copiato da il Krst (il Cristo) del mito di Horus, anche detto Horo, così come Iezeus o Jeseus era l’appellativo con cui veniva chiamato il mito di Krishna. Tanto è vero che l’ebreo “Yoshua” o “Yehoshua”, concepito con il nome di Emmanuele, ma generalmente conosciuto come “Gesù”, che qui significa <<Dio salva>>, deriva dal nome latino che corrisponde a Giosuè; il quale nome è a sua volta derivato dal greco “Jesus”, un calco del nome ebraico “Jeshu”, divenuto “Cresto” nelle Vite dei Cesari di Gaio Svetonio, tradotto dall’originale latino “Chrestus”, <<valoroso>> o anche <<buono>>, a sua volta derivato dal greco. C’è chi lo interpreta come “Christus” (appellativo usato comunemente tra gli schiavi), chi invece sostiene che rifletta la parola greca “Christòs”, la quale traduce l’ebraico “mashiah”, cioè <<messia>>, però detto il “Cristo”, ossia <<l’Unto>> il <<Consacrato>>.

Presumibilmente “Gesù di Nazareth”, ma forse nato a Betlemme (di sicuro senza il bue e l’asinello del presepe). Detto anche il re d’Israele, nato leggendariamente da madre vergine ma ordinariamente pieno di fratelli, figlio di Giuseppe il falegname e Maria, poi il figlio dell’uomo, poi figlio di Dio, quindi figlio di Elhoim, figlio di Yahvè, di cui si dice che fosse un essere umano, un profeta, poi mago e pranoterapeuta, ed infine il figlio di Dio fatto uomo, nonché verbo e carne, corpo ed anima, verità rivelata, spirito divino. Di lì a poco dopo divenuto redentore.

Dal 2007 il Vaticano ha ritrattato la storia della nascita ed ha creato una nuova versione, ossia che egli sarebbe nato a Nazareth da Giuseppe il falegname. Insomma, colui che nessuno ha mai realmente conosciuto di persona, ma di cui esistono molteplici versioni raccontate differentemente da visionari e millantatori. Centinaia di storie contrastanti. Migliaia di traduzioni divergenti di altrettanti scritti, tutti convenuti negli scritti cristiani, successivamente abiurati e definiti apocrifi. Quindi ridefiniti a tavolino nei vari concili, e successivamente riuniti nei quattro Vangeli cosiddetti canonici, di cui tre sinottici (Luca, Marco Matteo) ed uno adiacente e parallelo (Giovanni), mostrano delle incongruenze e delle contraddizioni impossibili da far convivere. Di fatto nessuno dei primi padri della Chiesa fa riferimento alla presunta citazione di Giuseppe Flavio che, come giĂ  sottolineato dal teologo Deschner, qualora l’avessero conosciuta gli sarebbe stata di grandissimo aiuto, tanto piĂą nella loro lotta contro gli Ebrei. Ma non ne parla nĂ© Giustino nel periodo del 150, nĂ© Tertulliano intorno al 200, nĂ© Cipriano nel 250. Anzi, il teologo Origene, scrittore cristiano di lingua greca, nonchĂ© feroce antisemita, afferma piĂą volte che Giuseppe non era affatto cristiano. Origene è anche considerato il padre dell’interpretazione delle Scritture; profondo conoscitore del neoplatonismo, tentò di conciliare la filosofia greca con la religione cristiana concependo Cristo come Logos o Verbo Incarnato, che è con il Padre dall’eternitĂ , ma è subordinato al Padre per potere e dignitĂ . Tra l’altro queste dottrine, assieme a quella della provvisorietĂ  delle pene infernali, furono condannate nel 553 dal secondo concilio di Costantinopoli.

Tuttavia di prove storiche dell’esistenza di tale Gesù non vi è nemmeno l’ombra. Il teologo olandese Gerhard Johann Vossius, che nel XVII secolo aveva un manoscritto delle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio, neanche lui possedeva una sola riga in cui ci fosse la parola”Gesù”. Quindi è lapalissiano che il Testimonium Flavianum sia una falsificazione cristiana. Insomma, nessun documento contemporaneo all’evento, nessuna prova archeologica, nessun fatto comprovato, niente di certo consente oggi di giungere alla verità di una sua presenza effettiva: non esiste né una tomba, né un sudario. L’unico sepolcro esistente fu inventato nel 325 da Sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, alla quale si deve anche la scoperta del Golgota e del titulus, ovverosia il pezzo di legno che riporta la motivazione della presunta condanna. Qualcosa di più eclatante è avvenuto in tempi recenti.

Ad ottobre 2002 il direttore alla scuola di Alti Studi, André Lamare, annunciò la sensazionale scoperta di un’iscrizione su un ossario di Gerusalemme. Apparentemente il raccoglitore d’ossa certificava una prova dell’esistenza di Gesù Cristo per via di una menzione in aramaico, di “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Cristo”. L’ossario avrebbe dunque contenuto i resti del fratello di Gesù. Se questa notizia ha trasportato al settimo cielo alcuni credenti, altri appartenenti alla gerarchia cattolica l’accentavano piuttosto male poiché l’esistenza di un fratello di Gesù distruggeva l’assurdo dogma della verginità della Madonna. La soluzione è venuta il 18 giugno 2003 da un’analisi effettuata dal dipartimento della Antichità d’Israel: l’urna è autentica ma le iscrizioni sono recenti, esse sono state apportate con lo scopo di dare un senso religioso all’oggetto. Si tratta quindi di una falsificazione e il proprietario dell’ossario, certo Odan Golan, è sospettato di esserne lui stesso l’artefice. Bisogna rimarcare che questa contraffazione ha fortemente svalorizzato il valore dell’oggetto archeologico.

Dal settimanale Archeology del 18 giugno 2003: “Il vero dramma del cristianesimo è che, dopo 2000 anni, i cristiani ancora cercano febbrilmente le prove dell’esistenza di GesĂą. E attenderanno purtroppo ancora poichĂ© la recente scoperta che aveva dato un pallore di speranza al cuore di alcuni si è rivelata purtroppo un’impostura supplementare  che s’iscriverĂ  nella lunga lista delle menzogne e contraffazioni praticate dalla Chiesa”. E ancora dal  giornale Liberazione del 23 ottobre 2003: “ Il 21 giugno 2003 è stato arrestato dalla polizia israelita Odad Golan accusato di essere il responsabile della falsificazione operata sull’ossario. Degli strumenti utilizzati per eseguire questo arresto sono stati trovati presso il suo domicilio insieme ad altre falsificazioni in fase di realizzazione. Il valore dell’ossario è così passato da piĂą di un milione di dollari a nulla. Odad Golan, in seguito al processo, è stato condannato a sei mesi di reclusione e a un risarcimento verso lo Stato d’Israele di un milione di dollari”. E ancora dal settimanale “Time” del 30 giugno, pag. 14: “La piĂą antica e unica prova della vita di GesĂą che poteva venire da un contenitore funerario  di pietra che si riteneva custodire frammenti ossei di Giacomo, fratello di GesĂą, è stato dichiarato un falso dall’AutoritĂ  Israeliana  delle AntichitĂ . Il gruppo di esperti ha trovato incongruenze nella patina e nel linguaggio dell’iscrizione sulla tomba, “Giacomo, il fratello di Gesù” che l’autore colloca in tempi moderni”.

Ciò che invece esiste è un continuo rimpasto di elementi per lungo uso; ciò che è ripulito e messo a nuovo è lo scenario, o lo spettacolo, vecchio anch’esso, ma lustrato e inverniciato. Quindi combinazioni puramente soggettive, ispirate da dissonanze niente affatto accidentali; una manciata di citazioni falsificate dalle interpolazioni, tendenti al paradosso e all’assurdo, ma effettuate su copie alcuni secoli dopo la pretesa crocifissione del GesĂą e, in particolar modo, molto dopo il successo dei suoi adulatori – incensatori. Aristotele ripete che “una convincente impossibilitĂ  è preferibile a una non convincente possibilità”. Nella circostanza ci richiama alla mente i paradossi delle figure assurde di cui abbondano i testi evangelici. L’esempio piĂą venerando e illustre di questo genere di cose è forse il famoso “paradosso del mentitore”, una versione del quale è la seguente: “Questa frase è falsa”. Naturalmente, se la frase fosse vera dovrebbe essere falsa (perchĂ© questo è ciò che essa dice); e se fosse falsa dovrebbe essere vera (perchĂ© questo è il contrario di ciò che essa dice).

Un aspetto fondamentale della falsificazione ontologica del cristianesimo è proprio è la sua esclusiva autoreferenzialità, il fatto cioè che il cristianesimo parli di se stesso per dimostrare la sua veridicità, quando invece non esiste un solo elemento storico della sua attendibilità. Ma d’altronde che la Chiesa sia la prima a riconoscere che la figura di Gesù è stata costruita sui Soteres pagani, e particolarmente su Mitra, ci viene confermato dal Papa Paolo III, papa (1534-1549) che, secondo una testimonianza di Mendoza, ambasciatore di Spagna presso il Vaticano, “osava spingere la sua irriverenza verso Cristo fino al punto di affermare che non era altri che il sole, adorato dalla setta mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto forma di montone o di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione mettendolo in parallelo con Mitra. Diceva ancora che l’adorazione dei Magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano a Mitra oro, incenso e Mirra, le tre cose attribuite all’astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine o, meglio, della dea Iside che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra (25 dicembre), erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo, per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli affermava che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo per cui la sua convinzione era che non era mai esistito.” Ma già il suo predecessore papa Leone X (1513-1521) confessò la farsa di Gesù tramite l’affermazione <<quanto ci ha giovato la favola di Cristo>>! (cit. da Raschke in: Deschner [1966] 409); ma il padre del Cristianesimo occidentale e fondatore del Cattolicesimo Tertulliano (150-225), senza riserve, con assoluta sincerità ed altrettanta disinvoltura fu il primo a scrivere per ben tre volte della <<fiaba>> del Cristo (Terulliano Apologeticum cap.1 e 23).

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9 commenti
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  1. Se non ci sono prove documentali dell’esistenza di un uomo non significa che quell’uomo non sia esistito.
    Piuttosto verifica della irrisorietĂ  sulla cronaca del tempo. Poi, da qualcosa deve pur essere nato l’incipit del Cristianesimo, come sempre accade che una leggenda ha sempre origini da un accadimento reale o una figura concretamente esistita.

  2. Sono completamente d’accordo con la tua visione e osservazioni storiche circa l’inesistenza di un GesĂą voluto a quel tempo come “oggi” si è costruito il mito di Stakanov super produttivo nel suo contesto o Girolimoni sia stato condannato per pedofilia per avere un capro espiatorio.

  3. Risposta a FABIO.
    “Se non ci sono prove documentali dell’esistenza di un uomo”…
    LE PROVE DEL FALSO CI SONO TUTTE. INFATTI NON SOLO NON E’ ESISTITO, MA NE HANNO COPIATO LA FAVOLA DA ALTRI 12 DIVINITA’.
    “Poi, da qualcosa deve pur essere nato l’incipit del Cristianesimo”…
    LE COSE NON NASCONO PERCHE’ QUALCUNO DESIDERA UNA STORIA IMMAGINARIA, E SPERA CHE QUALCUNO DEBBA ESSERE ESISTITO.
    “come sempre accade che una leggenda ha sempre origini da un accadimento reale o una figura concretamente esistita.”…
    COME SEMPRE ACCADE NON E’ AFFATTO COSI’, ANCHE SE A TE PIACE PENSARE CHE LO SIA.
    AD OGNI MODO DA UNA LEGGENDA NON NASCE UN UOMO NE’ LA STORIA. PERO’, INDUBBIAMENTE, OGNI LEGGENDA CONTIENE DEI MESSAGGI POSITIVI. PRIMA DELLA FAVOLO DELL’ABORTO APPESO IN CROCE (aborto è l’espressione biblica fatta dire a Paolo di Tarso dai millantatori di veritĂ  divine) C’ERANI CIRCA 7000 DIO NEL MONDO, E MOLTE DELLE LEGENDE AD ESSI LEGATE NON ERANO NIENTE MALE. VA DA SE’ CHE TUTTI GLI DEI SONO STATI CREATI DALL’UOMO, E A MAGGIOR RAGIONE LA FAVOLA DI DIO DEGLI EBREI, DEL CRISTIANESIMO E OVVIAMENTE QUELLO DEI MUSULMANI CHE, COME SAPPIAMO, HA MOLTO IN COMUNE CON LA FAVOLA DELL’APPESO CRISTIANO, TALE CRISTO IN CROCE, OVVEROSIA LA CARTA CARBONE DI Horus, Mitra, Zoroastro, Baal, Iside-Osiride, Dioniso/Bacco, Adonis, Budda, Ercole, Prometeo, Krisna, Attis.
    IN OGNI CASO TI RINGRAZIO PER IL TUO INTERVENTO E MI AUGURO DI ESSERTI STATO UTILE IN QUALCHE MODO. SE HAI ALTRI DUBBI TI INVITO A LEGGERE QUANTO SEGUE.

    HORUS
    (Egitto, XVII-XVI a.C. [17°-16° secolo a.C.] )
    Il mito di HORO, considerato figlio di Osiride o anche una sua rinnovata incarnazione, ha in comune con la favola di GesĂą i seguenti punti:

    • 0090 – Il padre terreno di Horo si chiamava SEB (= Giuseppe)
    • 0110 – La madre di Horo, Iside era detta ISIS-MERI, o anche MATA-MERI (Madre Maria)
    • 0120 – L’angelo Thot annuncia ad Iside che dovrĂ  concepire Horo
    • 0130 – Iside ha concepito il figlio verginalmente
    • 0140 – per intervento dello Santo Spirito
    • 0180 – Horo è nato il 25 Dicembre
    • 0200 – E’ nato in una grotta e/o mangiatoia
    • 0225 – La sua nascita è stata annunciata da una “stella d’oriente”
    • 0240 – Dopo la nascita Horo viene adorato dai pastori
    • 0330 – La sua nascita è stata assistita da tre “uomini saggi”
    • 0340 – I tre uomini saggi (Magi) gli offrono dei doni
    • 0400 – All’etĂ  di 12 anni Horo insegna nel tempio di Ptah
    • 0410 – Horo scompare dalla circolazione per 18 anni (dai 12 ai 30)

    Horo era definito dai suoi seguaci come:

    • 0415 – Figlio unto di Dio
    • 0420 – Figlio dell’uomo
    • 0445 – Il Buon Pastore
    • 0460 – La via
    • 0465 – La veritĂ 
    • 0470 – La luce
    • 0475 – Il messia
    • 0500 – L’unto
    • 0505 – Il KRST (il Cristo)
    • …….. – Fanciullo divino
    • …….. – Iusa: il figlio prediletto
    • …….. – PTAH (il padre)
    • 0520 – Horo è stato battezzato sulle rive del fiume Eridanus/Iarutana(Giordano) da “ANUP il Battista” (Giovanni)
    • 0530 – Horo ha ricevuto il battesimo a 30 anni
    • 0540 – Anup il Battista è stato in seguito decapitato
    • 0550 – Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro il demonio SET (Sata/Satana)
    • 0570 – Horo aveva 12 discepoli
    • 0590 – Horo pronunciò un sermone su di un Monte ed i suoi seguaci raccolsero le sue parole e le tramandarono ai posteri come “I detti di Iusa”
    • 0695 – Due degli apostoli di Horo erano considerati suoi “testimoni” (assistenti) e si chiamavano ANUP e AAN (i due Giovanni)
    • 0700 – Horo si è trasfigurato su di un Monte
    • 0805 – Ha esorcizzato i demoni
    • 0815 – Ha guarito molte malattie
    • 0840 – Ha risuscitato Al-Azarus (El-Osiris) dalla morte
    • 0855 – Horo ha camminato sulle acque
    • 1020 – E’ stato crocifisso
    • 1030 – E’ stato crocifisso tra due ladri oppure, secondo un’altra tradizione, tra i due discepoli Anup ed Aan
    • 1048 – Dopo la morte è disceso all’inferno
    • 1050 – E’ stato sepolto per tre giorni in una tomba
    • 1060 – Dopo tre giorni è risorto
    • 1090 – Nella sua simbologia era compreso il pesce
    • 1120 – l’agnello
    • …….. – il leone
    • 1140 – La trinitĂ  egizia era composta da Osiride-Iside-Horo
    • …….. – Horo è sceso in terra per “compiere la legge”
    • …….. – Come per GesĂą, si supponeva che Horo avrebbe regnato per 1000 anni.
    ************************************************************************************
    MITRA
    (dal XIV al XI a.c. [dal 1300 e il 1000 a.C.] )
    Nella religione indiana del periodo vedico (vedi Induismo), dio dei patti e dell’amicizia; era anche considerato dio della creazione e dell’ordine universale, in associazione con Varuna – con cui costituiva spesso un’unica figura, Mitravaruna –, tanto che finì per sostituire il dio supremo originario, Dyaus, divinitĂ  indoeuropea omologa del greco Zeus.
    Nella religione persiana dell’Avesta, a Mitra corrispondeva Mithra, la divinitĂ  del Sole, che formava una triade con Ahura Mazda e Anahita, e che nella religione mesopotamica fu identificato con Shamash, il Sole, e nella mitologia greca con Elio. Dall’Asia Minore e attraverso la Grecia, dove aveva dato luogo a una religione misterica che si celebrava soprattutto nelle grotte, nel I secolo d.C. il suo culto giunse a Roma, dove mise radici rapidamente, contrapponendosi all’espansione del cristianesimo e rispondendo alle medesime esigenze di una religione meno sociale e piĂą interiore e mistica di quanto non fosse la religione romana dell’epoca: come il cristianesimo dei primi anni, anche il mitraismo di etĂ  romana fu una religione iniziatica e salvifica. Tanto nel periodo persiano quanto in epoca romana, la nascita di Mitra veniva celebrata il giorno del solstizio d’inverno: il medesimo giorno rimase festivo anche con l’avvento del cristianesimo, che lo celebrò come Natale, giorno della nascita di Cristo.

    Mitra ha in comune con GesĂą i seguenti particolari:

    • 0130 – Mitra è nato da una vergine
    • 0180 – E’ nato il 25 Dicembre
    • 0200 – E’ nato in una grotta, riscaldato da un toro
    • 0240 – Alla sua nascita hanno assistito numerosi pastori recanti doni

    Mitra è stato considerato come:
    • 0430 – Il salvatore
    • 0460 – La via
    • 0465 – La veritĂ 
    • 0470 – La luce
    • 0475 – Il messia
    • 0480 – Il pastore di Dio
    • 0508 – Il redentore
    • 0513 – Il logo
    • 0570 – Mitra ebbe 12 compagni o discepoli
    • …….. – Fu considerato un grande predicatore itinerante ed un maestro
    • …….. – Mitra promise ai suoi seguaci l’immortalitĂ 
    • 0815 – Fece parecchi miracoli
    • 0980 – La sua religione comprendeva il rito dell’Eucarestia, o Cena del Signore, durante la quale Mitra affermò: “Coloro che non mangeranno del mio corpo e non berranno del mio sangue in modo da essere una sola cosa con me ed io con loro, non potranno essere salvi”.
    • 1025 – Nella sua veste di “Grande Toro del Sole” Mitra sacrificò se stesso per la pace nel mondo
    • 1040 – Mitra è morto nel solstizio di primavera
    • 1050 – E’ stato sepolto in una tomba
    • 1060 – E’ resuscitato dopo tre giorni
    • …….. – La sua resurrezione veniva celebrata ogni anno
    • …….. – Mitra aveva le sue maggiori celebrazioni in quel periodo dell’anno che piĂą tardi divenne la Pasqua
    • …….. – Il suo giorno consacrato era la domenica, il Giorno del Signore
    • …….. – Il suo sacrificio annuale era considerato una simbolica espiazione ed un pegno di rigenerazione fisica e morale
    • 1270 – Il culto prevedeva la pratica del battesimo e della benedizione
    • 1275 – Il culto prevedeva il rito della Confermazione o Cresima.
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    ZOROASTRO
    (dallo Zoroastrismo, Persia VII -VI a.C. [7°- 6°secolo a.C. ] )
    Il contributo che il culto di Zoroastro ha dato al cristianesimo è imponente:

    • 0130 – Zoroastro è nato da una vergine
    • 0140 – L’immacolata concezione è avvenuta per mezzo di un “raggio della Divina Ragione”
    • 0180 – Zoroastro è nato il 25 Dicembre (a Battra, in Persia)
    • 0200 – Il parto è avvenuto in una grotta
    • 0225 – La nascita era stata preannunciata da manifestazioni astrali (Stella d’oriente)
    • 0240 – Dopo la nascita è stato visitato da pastori che gli hanno recato dei doni
    • 0400 – Nell’infanzia stupì molti uomini saggi con la sua grande intelligenza
    • 0490 – I suoi seguaci lo consideravano il “Verbo fatto Uomo”
    • 0530 – E’ stato battezzato a 30 anni sulle rive di un fiume
    • 0550 – E’ stato tentato nel deserto da un demonio
    • 0805 – Zoroastro esorcizzò i demoni
    • 0830 – Restituì la vista ad un cieco
    • 0980 – Il suo culto comprendeva l’Eucaristia
    • 1020 – Zoroastro fu ucciso
    • 1048 – Dopo la morte discese negli Inferi
    • 1080 – Dopo la morte ascese in cielo su di un “cocchio solare”
    • 1135 – Il culto comprende il concetto messianico di Regno di Giustizia (Regno di Dio)
    • 1145 – Il culto riconosce l’immortalitĂ  dell’anima
    • 1170 – Il culto comprende la credenza negli angeli
    • 1180 – Il culto considera anche la credenza nei demoni che rendono gli uomini impuri e devono essere esorcizzati
    • 1190 – I seguaci di Zoroastro attendono la sua seconda venuta nelle vesti di un altro uomo-dio, chiamato SAOSHYANT (il Salvatore), che verrĂ  generato da una vergine di nome Vispataurva, nell’anno 2341, prossimo venturo. Saoshyant, nelle vesti di un Messia, inizierĂ  anche lui il suo ministero al compimento dei 30 anni e cioè nel 2371 E.V. Secondo alcune interpretazioni i “salvatori” (Saoshyant) sarebbero tre: Buddha, GesĂą e Mani ancora da venire.
    • 1250 – Zoroastro usava una coppa sacra detta “Graal”
    • 1260 – Il culto tratta diffusamente i concetti di inferno e paradiso
    • 1270 – Viene usata l’acqua per il battesimo e per i riti di purificazione
    • …….. – Zoroastro ha predicato anche il battesimo mediante il fuoco ed il vento sacro
    • …….. – Zoroastro predicò diffusamente sul paradiso e sull’inferno rivelando misteri quali la resurrezione, il giudizio finale, la salvezza e l’apocalisse
    • …….. – Ha avuto visioni profetiche e apocalittiche
    • …….. – Ha previsto una durata di 1000 anni per il regno del signore
    • …….. – Ha previsto la battaglia finale e la sconfitta definitiva del demonio (Angra Mainyu)
    • …….. – Ha descritto la “CittĂ  Celeste” …….. – ecc., ecc., ecc.
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    BAAL

    Punti in comune con il culto cristiano:

    • 0990 – Baal è stato fatto prigioniero
    • 1000 – E’ stato condotto in un’aula di giustizia
    • 1005 – E’ stato tormentato e schernito dalla plebe
    • 1015 – E’ stato trascinato su di un’altura
    • 1025 – I suoi vestiti sono stati divisi tra i suoi aguzzini
    • 1030 – E’ stato condannato con altri due prigionieri
    • …….. – Dopo la sua morte la plebe si abbandona ad eccessi
    • 1060 – Baal è resuscitato e la pietra tombale è scivolata via dal sepolcro per divino intervento
    • 1070 – Dopo la resurrezione è stato visto da alcune pie donne e da altri suoi seguaci.
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    ISIDE – OSIRIDE

    Tra le caratteristiche di questo culto si nota:

    0330 – La venuta di Osiride fu annunciata da tre Uomini Saggi (che portano i nomi di quelle tre stelle della cintura di Orione che puntano direttamente alla stella Sirio, ritenuta la stella di Osiride. Egli era considerato:
    • 0445 – Il Buon Pastore
    • 0507 – Il Re dei Re
    • 0511 – La resurrezione e la vita
    • …….. – Signore dei signori
    • …….. – Dio degli Dei
    • …….. – Eterno ed immortale
    • 0980 – La sua “carne” era mangiata in comunione, sotto forma di focacce di frumento: la pianta della veritĂ 
    • 1020 – Dall’inizio alla fine Osiride fu l’uomo-dio egiziano che soffrì
    • 1025 – e che morì
    • 1045 – Al momento della sua morte il sole si oscurò
    • 1048 – Osiride discese all’inferno
    • 1060 – Osiride risorse
    • 1080 – per regnare eternamente in paradiso.
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    DIONISO / BACCO

    In comune con la favola di GesĂą troviamo:

    • 0130 – E’ nato dalla vergine Semele e da Zeus
    • 0180 – E’ nato il 25 Dicembre
    • 0200 – Dopo la nascita è stato deposto in una mangiatoia

    Tra le varie definizioni che gli sono state attribuite troviamo:

    • 0425 – Figlio unigenito
    • 0430 – Salvatore
    • 0500 – L’Unto
    • 0507 – Re dei re
    • 0508 – Il Redentore
    • 0509 – Remissore dei peccati
    • …….. – ed ancora: Dio degli dei, l’Alfa e l’Omega.
    • 0815 – Come predicatore itinerante fece parecchi miracoli
    • 0865 – Trasformava l’acqua in vino (era il Dio del vino!)
    • 0900 – Era considerato un re consacrato (unto)
    • 0910 – Cavalcò un asino in una processione trionfale
    • 0980 – Dopo la sua morte il suo corpo veniva virtualmente mangiato durante un rituale eucaristico di feconditĂ  e di purificazione
    • 1020 – Il suo titolo sacrificale di Dendrita o Giovane uomo dell’albero lascia intendere che sia stato impiccato o crocifisso ad un albero (Secondo alcune tradizioni ucciso dai Titani?)
    • 1048 – Dopo la sua morte è disceso nell’Ade
    • 1060 – Dioniso è tornato in vita il 25 Marzo (solstizio di primavera), resuscitato da Zeus
    …….. – Veniva simboleggiato con il montone o l’agnello
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    ADONIS

    I punti in comune con il mito cristiano sono:

    • 0110 – La madre si chiamava Myrrha (Mylitta)
    • 0115 – La madre Myrrha era una vergine consacrata al Tempio, identificata poi come Maria dai primi cristiani
    • 0130 – Il concepimento è stato verginale
    • 0180 – Adonis è nato il 25 Dicembre

    Adonis era chiamato:
    • 0430 – Salvatore
    • …….. – Guaritore
    • …….. – Pastore celeste
    • 1040 – Adonis è morto nel solstizio di primavera
    • 1048 – Dopo la morte Adonis è disceso nell’inferno
    • …….. – Adonis moriva e risorgeva nuovamente in cicli periodici, come gli dei della vegetazione e della fertilitĂ . E’ stato assimilato al dio Sole che ugualmente moriva e rinasceva in cielo secondo il ciclo delle stagioni.
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    BUDDA

    La figura del Buddha ha alcune caratteristiche in comune con la favola di GesĂą:

    • 0110 – La madre si chiama Maya (Mayadevi)
    • 0130 – E’ stata fecondata in sogno da un elefante bianco a sei zanne

    Buddha è stato definito con i seguenti appellativi:
    • 0417 – Il Signore
    • 0422 – Maestro
    • 0430 – Salvatore
    • 0435 – Discendente da stirpe reale
    • 0440 – Dispensatore del Verbo
    • 0445 – Il Buon Pastore
    • 0450 – Salvatore del Mondo
    • …….. – Ed ancora: Dio degli Dei, Padre del Mondo, Reggitore Onnisciente ed Onnipotente, Essere Supremo, L’eterno Uno, Prediletto portatore, Il Falegname, Infinito e Sempiterno, Lavandaio del Mondo, l’Alfa e l’Omega.
    • 0550 – E’ stato tentato dal demone Mara
    • 0855 – Ha camminato sulle acque di un fiume (presso Uruvilva-India)
    • 1045 – Alla sua morte un terremoto avrebbe scosso tutta la terra
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    ERCOLE

    Le analogie tra il mito cristiano e quello di Ercole non sono poche:

    • 0110 – La madre di Ercole era la fanciulla Alcmena
    • 0130 – Il concepimento è stato verginale e per opera di Zeus
    0180 – Ercole è nato il 25 Dicembre

    Ercole veniva indicato come:
    • 0425 – L’unigenito
    • 0435 – Discendente di stirpe reale
    • 0455 – Luce del mondo
    • 0490 – Verbo Universale
    • …….. – Principe della pace
    • …….. – Sole della giustizia
    • 1025 – E’ stato ucciso avvolto in un manto scarlatto
    • 1040 – Deceduto nel solstizio di primavera
    • 1045 – Mentre moriva il sole si è oscurato
    • 1048 – Subito dopo la morte è disceso nell’Ade
    • 1060 – Ercole è stato resuscitato dal padre Zeus
    • 1080 – E’ asceso all’Olimpo degli Dei
    - E’ doveroso notare che Ercole sarebbe morto vicino a casa, su di una ripida collina (l’ETA), così anche GesĂą (la cui vera casa avrebbe dovuto essere Gerusalemme) sarebbe stato giustiziato sul Golgota, un monticello.
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    PROMETEO

    Il mito di Prometeo ha un certo numero di somiglianze con la favola di GesĂą:

    • 0110 – La madre di Prometeo era Danae
    • 0130 – Il concepimento è stato verginale
    • 0140 – La fecondazione è avvenuta mediante una pioggia d’oro

    Prometeo era considerato:
    • 0490 – Il Verbo
    • 0513 – Il Logo del mondo
    • 1020 – Prometeo ha sofferto ed è morto su di una croce
    • 1025 – Prometeo era disceso dal cielo in terra nella veste di un dio incarnato per salvare il genere umano
    • 1045 – Quando è morto in croce il sole si è oscurato
    • 1060 – Prometeo è risorto dalla tomba
    • 1150 – Prometeo ebbe un amico molto amato: Petraeus (Pietro), un pescatore, che poi lo abbandonò.
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    KRISNA (dall’induismo, circa 1.500 a.c.)

    Una lista parziale ma importante delle analogie tra il mito di Krishna e la favola di GesĂą:

    • 0100 – Il padre terreno di Krishna era un carpentiere che si era recato in cittĂ , a pagare certe tasse, mentre Krishna nasceva
    • 0110 – La madre di Krishna era Devaki (la Divina)
    • 0130 – Il concepimento di Devaki è stato di tipo verginale
    • 0180 – Krishna è nato il 25 Dicembre
    • 0200 – E’ nato in una grotta del monte Meru
    • 0225 – La sua nascita è stata annunciata da una “Stella d’Oriente”
    • 0230 – Hanno assistito alla nascita angeli
    • 0240 – e pastori
    • 0330 – Erano presenti alla nascita tre Uomini Saggi
    • 0340 – I tre Uomini Saggi gli hanno donato delle spezie
    • 0370 – Krisna fu perseguitato da un tiranno, il re Kansa
    • 0390 – Il re Kansa ordinò la morte di migliaia di bambini, con l’intento di eliminare anche Krishna
    • …….. – Krishna è stato nascosto sulle rive di un fiume in un canestro di paglia e poi raccolto da un’altra donna (qualcosa di simile alla vicenda di Mosè)

    Krishna fu chiamato:
    • 0415 – Figlio di Dio
    • 0417 – Nostro Signore
    • 0427 – Primogenito
    • 0430 – Salvatore
    • 0490 – Verbo universale
    • 0508 – Redentore
    • 0510 – Liberatore
    • …….. – Dio pastore
    • …….. – IEZEUS o JESEUS = pura essenza
    • 0530 – Krishna è stato battezzato sulle rive del Gange
    • 0600 – Krishna predicava mediante parabole per insegnare alla gente la caritĂ  e l’amore
    • …….. – Krishna visse povero ed amò i poveri
    • …….. – Il suo cammino fu “disseminato di rovi”
    • 0645 – Krishna conferì anche ai suoi discepoli il potere di fare miracoli
    • 0695 – Il discepolo piĂą amato da Krishna fu Arjuna o Ar-Jouan (Giovanni)
    • 0700 – Krishna si trasfigurò di fronte ai suoi discepoli
    • 0790 – Criticò i preti accusandoli di ambizione e di ipocrisia. La tradizione dice che egli cadde vittima della loro vendetta
    • 0810 – Krishna guarì i lebbrosi
    • 0815 – Compì molti miracoli
    • 0830 – Guarì i ciechi
    • 0835 – Risuscitò i morti
    • 0845 – Diede la parola ai muti
    • 0900 – Krishna è stato unto sul capo da una donna che egli aveva guarita
    • 1020 – Secondo alcune tradizioni morì affisso ad un albero
    • 1025 – Krishna è venuto in terra a morire per la salvezza dell’uomo
    • 1030 – Secondo altre tradizioni fu crocifisso tra due ladri
    • 1045 – Krishna fu ucciso a circa 30 anni di etĂ  ed alla sua morte il sole si oscurò
    • 1048 – Dopo la morte discese all’inferno
    • 1060 – Risuscitò dalla morte
    • 1080 – Ascese in paradiso
    • 1100 – Krishna veniva rappresentato affisso su di una croce con fori di chiodi ai piedi
    • 1140 – Era la seconda persona di una trinitĂ 
    • 1190 – Krishna ritornerĂ  sulla terra per giudicare i morti e cavalcando un cavallo bianco darĂ  battaglia al “Principe degli Inferi” che vorrebbe condurre il mondo alla perdizione
    • 1230 – A volte Krishna veniva rappresentato con l’emblema di un cuore sulla tunica (sacro cuore di Krishna)
    • …….. – Krishna era anche considerato come la reincarnazione terrena del dio induista Visnu
    • …….. – A volte veniva rappresentato come un uomo che schiaccia la testa di un serpente
    • …….. – Krishna era il leone della tribĂą di Saki.
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    ATTIS

    La storia di Attis e la favola di GesĂą hanno in comune le seguenti caratteristiche:

    • 0110 – La madre di Attis si chiamava Nana
    • 0130 – La madre a concepito il figlio verginalmente mediante un frutto speciale
    • 0180 – Attis è nato il 25 Dicembre

    Era normalmente considerato come:

    • 0415 – Il figlio divino e il padre
    • 0425 – Unico figlio generato
    • 0430 – Il salvatore
    • 0815 – Ha eseguito interventi miracolosi
    • 0980 – Durante le cerimonie, il suo corpo, in forma di pane, era mangiato dai suoi seguaci
    • 1020 – Nel venerdi nero fu crocifisso ad un albero ed il suo sangue divino si sparse a redimere la terra
    • 1025 – Era considerato come il salvatore che fu ucciso per la salvezza e la redenzione del genere umano
    • 1048 – Dopo la morte discese negli inferi
    • 1060 – Dopo tre giorni, il 25 marzo, (equinozio di primavera) Attis resuscitò dalla morte.

    MENO MALE CHE

  4. RISPOSTA a Mario Rosa Petruzzelli.

    Ovviamente sono d’accordo con te, anche se Stalin non era un mito ma un “Dio” Terreno che ha preso un paese povero e l’ha portato ad essere la seconda potenza mondiale.
    Di lui si possono non condividere alcune cose, ma va comunque contestualizzato nel contesto storico dell’epoca.
    Ti confesso che neanche io vorrei mai vivere in uno stato di dittatura come quello,
    però l’abbattimento del capitalismo e l’ateismo di Stato sono due fattori che ancora oggi mi “commuovono”… Comunque Stakanov era l’emblema della super produttivitĂ . Tutto qui.
    A mio avviso non è errato dire che Stalin fosse infinitamente “buono e giusto”.
    Con tutti gli eventuali eccessi del caso.

  5. La strada della laicità dovrebbe portare a trasmisisoni televisive dove si discute serenamente dei fatti storici, senza togliere valore al principio condivisibile di amare il prossimo, ma questo non avviene. Forse è un errore per i cattolici.

  6. Cosa sono i numeri di 4 cifre che indicano le somiglianze?

    La prima con ATTIS (mai sentito) non l’ho capita. Dove sarebbe la somiglianza?

  7. La cosa divertente e’ che i ferventi laici non sono tanto diversi come chiusura dei ferventi fedeli.
    Tutta la pantomima sul nome di Gesu’ e’ ridicola: Gesu’ era un nome diffusissimo all’epoca (come affermato in altro sito che mette in dubbio Gesu’). Cristo era un titolo dell’epoca.
    Affermare che non ci sono riferimenti fatti dagli storici e poi affermare che le opere di questi ci sono pervenuti incompleti e’ quanto meno buffo. Come dire che una persona non ha fatto nulla in alcuni giorni della sua vita perche’ le pagine del suo diario corrispondenti sono strappate.

    Hai dimostrato che ci sono fatti in comune (vari manco tanto eclatanti: la nascita da madre vergine e’ quasi una necessita’ per dimostrare l’origine divina) tra varie divinita’. Lasciando stare la storia del 25 dicembre che si sa benissimo che ha origini “pagane” (Festa della Luce, festa storica).
    Vorrei sapere le prove dell’esistenza di Mitra, Horus, Buddah e simili.
    Tutta questa obiezione e’ facilmente “spiegabile” come una “mancanza di fantasia” del divino.

    PS: tutta la faccenda di Pilato nel Vangelo e’ provata che e’ stata addolcita per avere il favore dei Romani: Pilato era uno che non si e’ tirato indietro manco a far ammazzare dei bambini. Se si e’ suicidato, l’ha fatto per le stesse ragioni per cui l’hanno fatto Seneca e Nerone.

  8. L’ABORTO APPESO IN CROCE NON E’ MAI ESISTITO. I DOCUMENTI LO PROVANO CHIARAMENTE, TANT’E’ CHE LA MAFI CATTOLICA NON HA MAI POTUTO DIMOSTRARE IL CONTRARIO. IL RESTO SONO VANE ESPRESSIONI DI PENSIERO.

  9. ma perche caro tony devi definire gesù cristo un aborto quando è uno dei portatori degli ideali che credo debbano essere validi per tutti gli uomini, non essere razzista poiche nessuno offende la tua laicità tanto meno tu dovresti offendere la nostra cristianità.sono sicuro che capirai. non offendere il cristo perche vedi che coloro che dovrebbero diffondere il suo messaggio non vivono in tale modo ma noi cattolici praticanti ci proviamo e cerchiamo di cambiare il mondo per quegli ideali di fratellanza uguaglianza e amore che dovrebbero essere anche i tuoi