Attualità
KKK: razzisti del Belpaese, le iscrizioni sono aperte!
di Claudio Tanari[5 nov 2009]
La notizia è già circolata sui maggiori organi di informazione e ha lasciato la consueta scia di commenti: una “pagliacciata pericolosa” per il Ministro Carfagna, “farneticazioni assurde” per Giovanna Melandri, responsabile Cultura del Pd, “schifosa pagliacciata” frutto dello “scivolamento culturale, e politico, in atto nel Paese” secondo Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci.
E’ nata la sezione italiana del Ku Klux Klan.
Noi di Cronache laiche – nell’associarci, ovviamente, alla condanna pressoché unanime della campagna di iscrizioni del KKK – siamo andati a visitare il blog della “United northern and southern knights of the KKK” (Unsk), la più importante emanazione europea del Klan in una specie di discesa agli inferi dell’idiozia e dell’intolleranza.
“Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano” recita l’homepage.
Paradossale la commistione di barbarie neonazista e accanimento burocratico, banalità del male (avrebbe detto Hannah Arendt) in salsa italiota: per aderire va compilato un modulo, allegati foto a colori e copia di un documento: l’iscrizione vera e propria avverrà previo superamento di un periodo di “osservazione” di un anno, documentato da un (testuale) “libretto del periodo di prova”.
L’ideologia ricalca quella dei “fratelli” americani ” (“Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865“): quindi dàgli a “neri, immigrati, omosessuali” e, naturalmente, “ebrei“, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano“ che ristabilisca “l’ordine in questa società collassata”… E via delirando.
Ora, in un paese normale la tentazione sarebbe quella di prendere questa paccottiglia per quello che in realtà è: un caricaturale e squallido scimmiottamento di un incubo; putroppo, però, non possiamo limitarci a sorridere rispetto alla guerra dichiarata al Quebab, all’involtino primavera e ai tacos, o ai sermoni integralisti Radio Maria style («Ti ritieni offeso dalla continuata rimozione del Cristianesimo e dei suoi simboli dalle nostre istituzioni governative?» si domanda in un questionario…).
Il fatto è che le macabre figure degli incappucciati si affacciano sull’Italia del 2009, il cui Governo vara norme di “respingimento” dei dannati della Terra tirandosi contro le condanne dell’ONU e dell’UE. Che affida importanti dicasteri a un partito apertamente xenofobo come la Lega. L’apertura di un «Reame italiano», alias sezione peninsulare del Kkk, è secondo noi un ennesimo segno dei tempi (dopo le ronde in orbace e le aggressioni ai gay), sintomo di una malattia grave che strappa il tessuto civile e le ragioni stesse della convivenza.
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Io non sottovaluterei la questione, visto il clima e viste le derive di destra di questo governo (vedi La Russa).
Mi chiedo tra l’altro come si faccia (Carfagna) a definirla una “pagliacciata pericolosa”. Se è una pagliacciata non è pericolosa, se è un pericolo non è una pagliacciata. Altre chicche delle ministre-veline berlusconiane.
Perfettamente d’accordo. Le recenti esternazioni del leghista Gentilini, il clima da odio razziale e omofobico degli ultimi tempi ci fanno capire che il pericolo c’è, e non va affatto sottovalutato.