AttualitÃ
Irruzione neofascista nella sede dei Radicali: l’intolleranza continua…
di Cecilia Maria Calamani [12 nov 2009]
Oggi, alcuni militanti di Lotta Studentesca, “movimento giovanile vicino al gruppo neofascista Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede romana dei Radicali, lanciando volantini e affiggendo crocifissiâ€.
Ne dà notizia Repubblica, che raccoglie anche le prime dichiarazioni: “Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultra-laicisti in Italia. Chi tenterà di rimuovere il crocifisso si troverà di fronte un muro umano guidato da Lotta Studentesca“, afferma il coordinatore nazionale del movimento, Gabor De Arcangelis. Il portavoce romano del gruppo, Roberto Benignetti, definisce l’irruzione “un’azione pacifica finalizzata alla critica della visione di un’Europa priva di quei valori che l’hanno costruita nei secoli: cristianità , nazione, popolo“. E accusa i radicali di voler “distruggere questi principi e svuotare l’Europa sia spiritualmente che moralmenteâ€.
Questa ‘azione pacifica’, come tante altre meno ‘pacifiche’ dell’ultimo periodo nei confronti di immigrati e omosessuali, aprono interrogativi che una società evoluta non può ignorare.
La paura del ‘diverso’ emerge violentemente, prepotentemente. Un diverso che può minare e mettere a repentaglio una concezione indissolubile e irrinunciabile di razza, di sessualità , ora anche di coscienza religiosa.
Vengono in mente tempi mai troppo lontani, la caccia alle streghe, il rogo degli eretici, lo sterminio di massa in nome di una presunta superiorità . Quei ‘diversi’ torturati, uccisi o, nella migliore delle ipotesi, vessati sono gli stessi di oggi, come gli stessi sono i principi: diversa razza, diverso orientamento sessuale, diversa (o nessuna) fede religiosa.
A questa ondata di odio chi ci governa non è estraneo: basti ricordare i tanti interventi dei peggiori personaggi della Lega (uno per tutti Gentilini, vice sindaco di Treviso: “Voglio eliminare i bambini dei (sic!) zingari“, “I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierlâ€, â€Gli immigrati portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite”) che soffiano sul fuoco dell’intolleranza razzista e sessista; basti ricordare l’inaccettabile bocciatura del Parlamento (complice l a sedicente ‘opposizione’) sulla aggravante di discriminazione sessuale proposta per l’articolo 61 del codice penale. Ma potremmo anche parlare delle ronde cittadine legittimate dal Governo, veri coacervi di squadristi al pari delle camicie nere di mussoliniana memoria.
Sull’ultimo episodio, quello che riguarda la sentenza di Strasburgo sulla rimozione dei crocifissi dalle scuole, l’esempio dei nostri parlamentari ancora una volta non è stato da meno, a partire dal “possono morire!†urlato in Tv dal ministro Ignazio La Russa fino alle ‘taglie’ stabilite in alcuni comuni leghisti su chi rimuoverà il crocifisso. Il tutto passando attraverso le affermazioni del presidente del Consiglio Berlusconi: la sentenza della Corte europea non si rispetterà .
Ci si chiede se davvero chi ci governa sia troppo distratto per accorgersi di questa pericolosissima deriva di intolleranza verso ogni ‘diversità ’ dal Pensiero Unico oppure se la strumentalizzi a suo uso e consumo. La seconda sembra l’ipotesi più probabile.
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Con soli quattro anni di cura Ratzinger è ritornato il nazismo.
Se questo fosse un paese normale ci sarebbe lo Stalinismo a rimettere le cose a posto.
Purtroppo così non è e quindi queste sono le conseguenze.
Ricordo che anche BERTRAND RUSSELL, pacifista convinto nella prima guerra mondiale,
diventò pacifista con riserva, quindi sposò la violenza per il valore della difesa.
Ratzinger è UNO dei problemi, ma il nostro Bel Paese ne ha diversi. E questa ondata di intolleranza ha radici ben più profonde, che definirei politiche più che clericali. C’è da interrogarsi, e seriamente, da dove venga questa paura del diverso (che non è solo il ‘diverso’ religioso).
Quanto ai cattolici, per fortuna la base spesso è molto più saggia della teocrazia che la rappresenta.