Attualità
Il caso Orlandi, il Vaticano e la banda della Magliana
di Luigi M. Nicolai, Civilità laica[23 nov 2009]
Un famoso magistrato e non un balordo qualsiasi, e precisamente Rosario Priore, lo stesso giudice istruttore dell’attentato di Alì Agca a papa Wojtyła, sostiene che Emanuela Orlandi, la ragazza cittadina dello Stato vaticano scomparsa nel 1983, potrebbe essere stata uccisa dalla banda della Magliana per “vendetta” contro il Vaticano per la mancata restituzione di un prestito di circa 20 miliardi di lire.
Ora, i vari TG, impegnati come sono a dirci che Gennaro Esposito ieri si è preso l’influenza ma oggi la febbre gli è scesa, non trovano il tempo per domandarsi perchè il Vaticano chiederebbe prestiti alla banda della Magliana e non, che so, a Unicredit, alla BNL, al Credit Suisse o comunque ad una normale Banca.
Come mai tutta questa contiguità fra la cupola del cattolicesimo e questi pericolosi fuorilegge?
Inoltre: utilizzare soldi di provenienza illecita non si chiama forse riciclaggio?
Nessuno ha nulla da dire in questa Italia ipocrita che si scandalizza solo se il simbolo dell’invadenza cattolica viene laicamente tolto dalle aule scolastiche? Che si possa anche solo ipotizzare l’esistenza una colossale associazione a delinquere fra i massimi dirigenti della chiesa cattolica e la banda della Magliana, invece non scandalizza nessuno?
Sono i cattolici, e non i laici, coloro che con più veemenza dovrebbero pretendere che questi dubbi siano chiariti anziché, come sempre, insabbiati nei meandri della giustizia italiana, delle incompetenze territoriali, dei rinvii e delle prescrizioni.
Come si può tollerare di avere delle autorità religiose che anziché dedicarsi ai precetti del Vangelo si dedicano a loschi affari in alleanza con dei criminali?
Vale la pena ricordare un piccolo dettaglio che da anni è in attesa di chiarimenti: nel centro di Roma, nei pressi di piazza Navona, si trova la basilica di Sant’Apollinare. Nella cripta, dove riposano le spoglie di Papi, cardinali e martiri cristiani, c’è la tomba di Enrico De Pedis, detto Renatino, uno dei capi più potenti della banda della Magliana, assassinato il 2 febbraio 1990.
Un ulteriore elemento che avvalora gli stretti rapporti che univano/uniscono dei pericolosi fuorilegge con il Vaticano.








































L’ ipotesi che la Banda della Magliana abbia rapito e ucciso una quindicenne cittadina del Vaticano per “mandare in protesto” una cambiale del Vaticano mi fa alquanto ridere. Mi meraviglio del giudice Priore, che ha condotto tante inchieste scomode, con coraggio ed intelligenza. Prima di tutto la banda della Magliana, all’ epoca, non era un tuttunico organizzato, sotto un unico capo. E 20 miliardi di lire del 1983 equivalgono a circa 60 milioni di euro di oggi come potere d’ acquisto, una cifra che non poteva uscire indenne da una organizzazione criminale grossa, ma molto meno della Mafia Corleonese. Ma una cosa poteva fare sicuramente la Banda della Magliana di allora, se veramente Mons. Marcinkus o qualche alto prelato avessero mancato di parola, rubandole addirittura dei miliardi: uccidere in alto, anche un Cardinale, non certo una ragazza figlia di un semplice funzionario. Che potere ricattatorio poteva avere, nei confronti della Chiesa, l’ omicidio di Emanuela Orlandi? Molto più probabile l’ ipotesi di un sequestro di due ragazze per scopi perversi, andati, spero, oltre gli scopi iniziali. Difatti chi fa questa ipotesi, comoda per tutti gli anticlericali, dimentica sempre Mirella Gregori, scomparsa in analoghe circostanze lo stesso anno, il 7 Maggio. Difficile che si tratti di due casi distinti, viste le analogie. Molto probabile che la mano sia la stessa. Quanto alla tomba di un alto esponente della malavita in una Chiesa, non è il primo e non sarà l’ ultimo. Dai capitani di ventura del Rinascimento, ai pirati dei Caraibi, ai mafiosi siciliani, ai camorristi campani, da sempre persone che hanno commesso crimini nella vita hanno tentato di riscattarsi con la carità o, peggio, comprando l’ assoluzione da un sacerdote. E hanno sperato, avendo il nome scolpito tra i benefattori, di ricevere preghiere di suffragio mentre passano per l’ inevitabile Purgatorio. Ottenendo una sepoltura in una Chiesa. Sta a Dio giudicarne la sincerità delle intenzioni, anche quelle dei consacrati che si prestano al giuoco; guai, qui sì, veramente guai, se pensano di riuscire a prenderLo in giro.Ma quello che gli atei non accettano è proprio questo: un Dio in grado di perdonare. Riflettete sull’ “Ogni volta che lo avete fatto a questi piccoli, lo avete fatto a Me”.
Dunque, premettendo che non sono Carlo Lucarelli in grado di ricostruire nei dettagli la storia giudiziaria, mi sembra che di motivi per SOSPETTARE del coinvolgimento di Santa Madre Chiesa negli ultimi tempi ne stiano uscendo fuori a bizeffe.
Comincerei comunque dal dire che Lei mi sembra sottovalutare moltissimo la Banda della Magliana, il fatto che fosse meno potente della c.d. “mafia” è solo un punto di vista, dato che sono provate e appurate le tentacolarità della banda che vedono le sue armi spuntare in tutti i fatti di cronaca oscura italiana di quegli anni. (Vedere ad es. le recenti ricostruzioni del caso moro proprio di Carlo Lucarelli).
Quindi 20 miliardi di lire forse non potevano uscire indenni, forse. Ma infatti stiamo parlando del fatto che non sono usciti indenni. Difatti si parla di ricatto per farseli restituire.
La domanda semmai è un altra…. il Vaticano aveva bisogno di prestiti? questo mi sembra già più difficile, ma niente può essere escluso visto i casini che ha combinato lo IOR in quegli anni (non che dopo sia andata meglio, anzi… leggere “Vaticano SpA” di G. Nuzzi).
Inoltre l’obiezione sul fatto che la Banda poteva colpire più su… intanto ricordiamo che E. Orlandi non era una qualunque dato che il padre era il POSTINO PERSONALE di K. Woitla, e niente non è. Ma inoltre, come riporta puntualmente l’unità, la ragazza sembra avere avuto una relazione sessuale niente po’po’ di meno con Mons. Marcinkus in persona, ovvero l’allora Mr. IOR.
link d’obbligo: http://www.unita.it/news/italia/91613/la_teste_marcinkus_la_incontrava_a_torvajanica
Quindi se qualcuno vuole avere indietro soldi dal Vaticano, quale ostaggio migliore dell’amante segreta del responsabile della banca vaticana?
Noi rifletteremo pure, sulle sue citazioni bibliche, l’abbiamo fatto tante volte e comunque restiamo atei. Chi riflette sui FATTI invece in genere non resta cattolico… magari cristiano… ma cattolico no.
Segnalo sul caso questo interessante pezzo di Dagospia:
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-11086.htm