Attualità
Gheddafi: “Sulla croce c’era il sosia di Cristo”
di Stefano Faraoni[16 nov 2009]
Qualche mese fa il governo, premier e Lega in testa col ministro Maroni, ha firmato un patto di ferro con Gheddafi, nel quale oltre ad affrontare la questione immigrazione – peraltro tutt’altro che risolta – si riconosce che la Libia rispetta i diritti umani, e ha diritto ad un risarcimento non indifferente a causa della ben nota occupazione del 1911.
Prima e dopo la stipula, il Colonnello bello e impossibile inanellava una serie di show veramente imbarazzanti, non solo sul piano delle relazioni internazionali, ma anche solamente del pudore civile, mettendo in seria difficoltà il Presidente della Camera e il Sindaco di Roma, con uscite e comportamenti a dir poco offensivi.
L’ex terrorista – perché di questo si tratta – si presenta ora alla Conferenza della Fao di Roma sulla fame nel mondo, con un codazzo (berlusconian style) di un centinaio di avvenenti seminariste in procinto di essere convertite alla religione islamica, alle quali spiega che quello che era morto sulla croce non era Gesù Cristo, bensì un sosia, e che il Corano è migliore dei Vangeli (sic!) perché è uno, e i Vangeli sono quattro.
Chissà se il suo dio – che evidentemente lo ispirava quando il colonnello fece cascare il Jumbo su Lockerbie nel famoso attentato – era quello dell’Islam, o quello del Cristo in croce, o quello del suo sosia sconosciuto. E chissà se il suo dio, frutto forse del neosincretismo beduino, è anche d’accordo quando il Rais fa torturare nelle proprie carceri i clandestini per e di ritorno dall’obiettivo Italia.
Intanto, nei cieli azzurri di Tripoli, per non saper né leggere e né scrivere, le frecce tricolori tracciano scie di libertà e di gioia, col consenso di Berlusconi e del cattolicissimo La Russa.
Sarebbe anche interessante, a questo punto, ascoltare un commento di Bossi o di Calderoli o Maroni, su queste lezioni in Italia di Gheddafi circa l’apostasia dal Cristianesimo all’Islam; sulle affermazioni del Cristo apocrifo, visto che la Lega si erge a strenuo difensore del cristianesimo contro l’invasione dell’Islam.
E sarebbe anche bello ascoltare qualche dichiarazione delle gerarchie ecclesiastiche su tutto ciò: in definitiva i contenuti offensivi non mancano; anzi. Infine, sarebbe bello approfondire cosa ne pensa Ignazio La Russa (che sull’intangibilità del simbolo della croce ultimamente ha eruttato fuoco e fiamme) : Gheddafi ha detto, per l’appunto, che il Cristo in croce è una mistificazione. Ci stiamo sforzando, ma non è facile pensare ad un’affermazione più dissacrante ed offensiva. Neanche noi, impenitenti laicisti, riusciremmo con tanta disinvoltura e fantasia a confezionare certe uscite.








































Le gerarchie ecclesiastiche non hanno protestato, perché quello che ha parlato non era Gheddafi, ma un sosia.
Anche quell’ altro era un clone del presidente del consiglio, costruito da un carrozziere daltonico (infatti i capelli sono stati tinti con l’ “arancio egocentrico” della Panda). Anche La Ryssa (indicativo lapsus di scrittura !)
è un clone: io preferisco la russa (cioè Natasha Stefanenko).
E poi, se è meglio il Corano perchè è uno solo, figuriamoci una religione con zero libri, zero clero, zero impatto sulla vita civile! (Ciavete fatto caso che “civile” è il contrario sia di “clericale” che di “militare” ? Ci sarà un motivo ?)
Oltre ai soldi, vuole rubarci pure le “anime” delle nostre donne.
Questo è forse l’atto più schifoso che potesse fare!