Attualità
D’Alema non sarà ministro degli esteri dell’Unione europea
di Stefano Faraoni [20 nov 2009]
La britannica Catherine Ashton sarà Mr, anzi Mrs Pesc, il ministro degli esteri europeo; il belga Herman Van Rompuy sarà il prossimo Presidente dell’Assemblea di Strasburgo. Questa la decisione degli otto capi di governo socialisti che si sono incontrati ieri sera. Salta quindi per l’Italia la candidatura di Massimo D’Alema agli esteri.
Ma probabilmente la questione D’Alema va vista, per così dire, di taglio, da un’angolazione particolare. Infatti, se consideriamo la qualità della candidatura in sé e per sé, probabilmente era fra le migliori, se non la migliore in assoluto insieme a quella di Blair alla presidenza del parlamento europeo. E questo sia per il curriculum sia per il notevole appeal politico che Massimo D’Alema vanta anche a livello internazionale.
Tuttavia, per l’appunto, sono stati probabilmente altri elementi, di contorno, ad indebolirla e, alla fine, a renderla non praticabile.
Il primo, inconfessato ma evidente, è la scarsa propensione dei maggiori paesi europei a proporre a ministro degli esteri dell’Unione una personalità forte che facesse da ombra o che addirittura annichilisse la rappresentatività internazionale delle singole nazioni, espressa coi propri primi ministri o coi relativi ministri degli esteri. Anche indipendentemente dall’indicazione di un gruppo politico (come quello socialista) la questione va considerata, a nostro avviso, in questa ottica “trasversale”, tesa comunque ad evidenziare una personalità di secondo piano. Non a caso, infatti, anche la candidatura di Tony Blair a Presidente del Parlamento europeo, è stata cassata: la logica è la medesima.
La seconda ragione, se vogliamo più intrinseca e ancora meno confessabile – ma non per questo meno importante – è che ad appoggiare esplicitamente, e con forza, la candidatura di D’Alema, è stato il Presidente del Consiglio Berlusconi, che si è speso in prima persona. Più che una candidatura italiana, questa è stata vista come una forzatura, evidentemente anche di natura opportunistica, che Mr. Berlusconi voleva imporre agli altri partner europei con lo scopo di sistemare altre sue questioni interne. In quest’ottica, non è peregrino rammentare come al nostro Presidente del Consiglio da un po’ di tempo, a livello internazionale, non ne vada bene una: prima ci aveva provato (a giugno) con l’integralista cattolico Mario Mauro (sempre per il seggio di Presidente del Parlamento; ora ci ha provato col comunista D’Alema agli esteri. Naturalmente dopo averne sistematicamente dette di tutti i colori, negli ultimi quindici anni, ai postcomunisti stessi.
Se ragionassimo in punta di penna, con l’eleganza giornalistica tipica di un Feltri, potremmo anche dire che Berlusconi, ogni volta che interviene, porta male. Ma la realtà, facezie a parte, è molto più seria e delicata: il nostro Paese, a causa del proprio Presidente del Consiglio, è arrivato a un preoccupante livello di isolamento nel contesto internazionale. Un isolamento gravissimo, che lo porta fuori dagli ambiti decisionali che contano. E non serve a nulla, per Berlusconi, inventarsi viaggi improbabili e confusi in Russia, o strette di mano con Gheddafi o col leader croato di turno. La realtà è che siamo fuori dai livelli decisionali, con tutto ciò che questo comporta.
Alla fine a rappresentare l’Europa, comunque, non ci sarà un italiano. Ma il problema vero è che con questo governo, e soprattutto con questo Presidente del Consiglio, chissà per ancora quanto tempo dovremo scontare gli effetti di questa regressione forte del prestigio italiano sul piano internazionale, recuperata progressivamente e non senza grandi difficoltà, negli ultimi decenni.

Per me Blair era da bocciare per la questione Iraq non gradita all’Ue (ma all’Italia si).
Credo che l’Europa meritava qualcosa di meglio di D’Alema non propriamente interessato ai diritti umani.
Per il resto credo che l’Europa abbia volto mantenere un profilo basso.
Personalmente avrei preferito la signora finlandese alla presidenza e Miliband come mr pesc, però trovo ingeneroso, come hanno fatto quasi tutti i giornali dare degli incolori ai due rappresentanti. In realtà non devono esprimere idee forti (come forse D’Alema avrebbe fatto) ma piuttosto rappresentare una sintesi dei paesi dell’Unione. Ho trovato anche molto odioso definire Ashton una sconosciuta. Primo perchè è già un commissario, e poi perchè nota per il suo impegno per i diritti umani e le minoranze in particolar modo omosessuale .Purtroppo è il nostro diritto all’onformazione che. come spesso accade. non è tutelato mancandoci dalla stampa ufficiale (e di regime) l’informazione sull’Europa .
Più che Berl. disimpegnato mi sembra che è proprio l’Italia che non si è mossa. Anche all’interno del Pd non mi sembra ci sia stata un grande movimento, basti pensare alle mancate telefonate a Zapatero, compagno di gruppo
http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm
Il Pd ormai non si muove per niente e le critiche internazionali a D’Alema erano troppe forte specie quelle del F T.
E’ vero che noi dell’Europa comunitaria sappiamo meno che degli Stati Uniti
La signora Ashton ha un curriculum superiore ( e di molto) alla meia dei politici italiani
Credo che D’Alema sia stato affossato dai suoi amici : Prdi, come ha ipotizzato il Financial Times, e qui a casa Fassino che è stato inutilmente aggressivo con Frattini. Ritengo però che Berlusconi e con lui l’Italia, ha perso due volte in pochissimo tempo: preentando Mauro quando si sapeva dallo scorso anno che il posto era della Polonia e ora quando si sapeva bene che mai avrebbero accettato un italiano senza garanzie governative. Se fossi un consigliere di Berlusconi gli direi di sater accucciato dietro la Germania e la Francia.
Per una volta Berlusconi si è comportato bene. Il governo italiano non ha dato nessuna indicazione, è stato il gruppo socialista (Schulz) ha fare il nome di D’Alema, al quale il governo non si è opposto. I nemici sono in casa socialista, e D’Alema non dovrebbe sorprendersene.
Un curriculum di per sè non fa prestigio. Essere titolati non vuol dire automaticamente esssere autorevoli: purtroppo è un insegnamento di vita, particolarmente presente nel nostro Paese (ma, come abbiamo visto, anche in Europa). D’altro canto, questo non vuol dire che la Ashton e Van Rompuy, una volta eletti, non crescano e non impongano uno stile e una politica; e diventino personaggi autorevoli. E c’è da augurarlo loro. Su D’Alema, ognuno dei vostri commenti contiene un fondo di verità, tuttavia resto convinto del fatto che l’indicazione-appoggio di Berlusconi abbia più nuociuto che fatto bene.
[...] 3/11/09 – Mr. Europe http://www.thefrontpage.it/?p=799 http://www.cronachelaiche.it/2009/11/d%e2%80%99alema-non-sara-ministro-degli-esteri-dell%e2%80%99uni... [...]
@Stefano Faraoni.
Sono arrivato al tuo articolo segnalato da nogod proprio su questo argomento, anche se la tesi lì esposta è molto diversa
Il curriculum non fa titolo, ma quando si viene da un partito litigioo frammentato e incerto il prestigio non c’è
Meno male, Mario…non siamo tutti uguali.
Comunque c’è interscambio fra siti a valenza laica.
Infatti, Tino. Il pericolo è anche quello.
@Stefano Faraoni
Anche io come te apprezzo molto la diversità di giudizio e pensiero. Per questo ho messo il link sotto il mio modestissimo post. Credo inoltre che i siti, per avere un minimo di senso, dovrebbero parlare visto che al massimo, per lo meno come dice il gestore del sito che mi ospita, lo vedono 4-500 persone e presumibilmente sempre le stesse. Se però eventuali linkaggi devono servire per farti schiacciare l’occhiolino ritengo che siamo lontani non solo dalla libertà del pensiero laico, ma vicini alla libertà di essere leggermente maleducati.
Saluti carissimi
@Stefano
In alcuni casi sarebbe meglio essere uguali, non trovi?
In molti casi direi di sì. Queste però in realtà sono valutazioni molto soggettive e, in un certo senso, più soggette a valutazioni differenziate. Sui temi a più forte valenza laica mi sembra che,invece, sovente le valutazioni sono coincidenti.
colpisce il disprezzo che hai avuto per il collega che ti ha linkato
Io proverei a fare un uso più attento dei termini, caro Rom. Per disprezzare una persona, ci vuole tempo e ci vogliono fatti molto gravi alla base. Per disprezzare poi una persona che non si conosce, ci vuole anche una grande fantasia, che non credo di avere. Se invece ho dato l’impressione di un atteggiamento di sufficienza, me ne scuso…ma sai qual’è il problema? Purtroppo, il mezzo informatico si nutre sempre di ufficialità e di seriosità, e non è possibile rendere in maniera compiuta le sfumature del discorso, le inflessioni: il tono, per dirla in termini più generali. In particolare ho notato che sovente manca, purtroppo, per le ragioni che ho detto, l’ironia, che è una componente fondamentale della vita e si trova dappertutto. Quasi dappertutto.