AttualitĂ
Berlusconi: la sentenza della Corte Europea non si rispetta
di Stefano Faraoni [6 nov 2009]
Il premier, con una delle sue solite chicche, dice che la sentenza della Corte Europea sui diritti dell’uomo, non è “coercitiva”. Questo vuol dire che per farla rispettare l’Unione europea non può usare la forza.
E’ bello apprendere queste cose: sostanzialmente sta dicendo che le sentenze (anche quelle europee!) possono non essere rispettate. Cioè non sono vincolanti, quindi i crocifissi lo Stato Italiano non li deve levare. E’ un po’ l’atteggiamento tipico del premier circa la giustizia italiana (”per fare il magistrato si deve essere uno squilibrato mentale”) e circa il rispetto delle leggi (“le tasse troppo alte possono pure non essere pagate”). Cioè lo sprezzo delle regole. A questo punto, decide lui, o chi per lui, quali sentenze della Corte Europea vanno applicate oppure no; quali vanno rispettate oppure no. Questi organismi europei stanno agendo, vagliando, analizzando, pronunciando come se dessero dei consigli, e non come emanassero sentenze.
“Possono morire tutti, tanto i crocifissi non li togliamo! Quegli organismi non contano nulla!” aveva sbraitato la faccia da orco di Ignazio La Russa l’altro giorno alla Tv di Stato.
In fin dei conti, con modalitĂ diverse, Ignazio e Silvio dicono la stessa cosa: le regole sono un optional, se contrarie ai nostri interessi non si rispettano.
Ma la democrazia è un’altra cosa: si nutre di rispetto istituzionale e di regole condivise. Se il nostro Paese crea, insieme ad altri, gli organismi di governo e di tutela che presiedono alla convivenza civile,è tenuto a rispettarli. E’ tenuto a rispettarne i deliberati e le sentenze, tutte, per principio, compresa quella della Corte Europea dei diritti dell’uomo che ingiunge di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche.
