Attualità
Berlusconi, “io non mi dimetto”
di Stefano Faraoni[2 nov 2009]
Il premier dice che non si dimetterà se viene condannato in uno dei processi a suo carico. Sotto il profilo etico l’affermazione del premier è non solo discutibile, ma aberrante: se Berlusconi viene condannato, vuol dire che l’Italia avrà come Presidente del Consiglio un corruttore. Forse agli Italiani, o a parte di essi, la cosa importerà relativamente; agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, invece, la questione assumerà connotati ancor più incomprensibili: dall’iniziale connotazione ridicola, la questione declassa addirittura nel grottesco; dalle veline, dalle barzellette, dalle gaffe, dalla commistione deleteria pubblico-privato, si perviene con un balzo non da poco al Presidente condannato per corruzione.
Così, a rappresentare l’Italia nei consessi internazionali, oltre al gaffeur-galletto di turno – già abbondantemente scansato dagli altri leader per motivi più o meno di opportunità – ci sarà ufficialmente pure il “corruttore”. Che comunque rappresenta l’Italia e che comunque trascinerà con sé un’immagine del nostro Paese a tinte fosche: una nazione che non solo non è in grado di mandare a casa una persona che sceglie il proprio personale politico in base a criteri di “disponibilità” e di “avvenenza”, ma addirittura resta abbarbicata tenacemente all’idea che “tanto che male fa, i problemi sono altri”. Ma questo ragionamento, straordinariamente lassista e superficiale, deve fare i conti con una crescente perdita di credibilità e – non crediamo di esagerare quando usiamo questo termine – un vero e proprio isolamento nel contesto internazionale.
Da quando sono scoppiati tutti gli scandali pubblico-privati, nonché da quando i processi civili e penali hanno fatto sentire il proprio peso opprimente sulla figura del premier – a parte forse Zapatero, che se l’è cavata con un “per rispetto istituzionale non mi esprimo”- il dato è che coi maggiori leader internazionali Berlusconi non ha più rapporti. Parliamo dei leader dei Paesi democratici, non dei dittatori, ovviamente.
D’altro canto, sotto il profilo giuridico, se non interdetto dai pubblici uffici, e se non posto nell’impossibilità di esercitare la propria funzione – magari perché agli arresti – il premier potrebbe non essere obbligato a dimettersi; ma non dimentichiamo che c’è un obbligo morale e giuridico al contempo da parte del Capo dello Stato: assicurare la funzionalità delle Istituzioni. Nel caso in cui il Presidente del Consiglio non fosse più in grado di esercitare le proprie funzioni, il Capo dello Stato può, sentiti i Presidenti delle Camere, procedere allo scioglimento delle stesse. Dopodiché ai posteri l’ardua sentenza.
Ma, comunque sia, il nostro Paese, complessivamente, avrà perso una fetta non indifferente di quel poco di prestigio in più e di autorevolezza che, negli ultimi decenni, si era costruito/ricostruito con difficoltà, nonostante gli stereotipi negativi della pizza, del mandolino, del maschio latino, delle barzellette ecc. Tutti stereotipi che, in una maniera o nell’altra, il nostro attuale premier incarna alla perfezione.








































Lui non si dimette ed ha ragione caro Faraoni; ha ragione non in virtù del consenso che ha ma del fatto che coloro che lo condannano, nulla fanno per abbatterlo. Un esercito non può andare all’attacco, se pur numeroso, senza dei validi generali che lo dirigano e degli ufficiali e sottoufficiali che lo tengano unito. Chi abbiamo all’opposizione? Ci sono i capi che hanno guidato le forze sociali e politiche del dopoguerra fino agli anni ’70? Allora bastavano quattro parole: “compagni, tutti in piazza” e la reazione tremava. Erano uomini retti che godevano della stima e della fiducia di una intera classe sociale perchè stima e fiducia meritavano. Quei tempi sono andati e non torneranno; ecco perchè questo signore che ci ridicolizza davanti a mezzo mondo resterà al suo posto. Abbiamo una sola speranza: una grande e grave crisi economica che apra gli occhi degli italiani (la i minuscola è voluta) così come la bombe degli alleati su Roma e Genova e la disfatta sul Don con i soldati Russi che non cedettero di un metro a Stalingrado fecero capire le bugie del fascismo. E’ triste che si debba arrivare a questo e non vorrei passare per uno che va in cerca della sofferenza gratuita perchè è l’ultima cosa che vorrei, ma sembra che non ci sia altro sistema per far ragionare gli appassionati del grande fratello.
Mi trovi d’accordo sul fatto della crisi economica, i cui effetti sociali (quelli veri) cominciano a farsi sentire. Attenzione però: non sottovaluterei Bersani, anche se proveniente dalla Prima Repubblica. Ma, d’altro canto, non proviene dallo stesso ceppo anche Berlusconi? Comunque, lo ripeto sempre, il problema qui da noi riguarda l’informazione più che la politica (e questa è anche la ragione di questo sito). Se i telegiornali continuano a dirci che la crisi è semplicemente mistica o virtuale o psicologica, si altera la verità, la si comprime. Ma alla fine, e qui vengo al tuo discorso, la pressione della realtà coperta può saltare da un momento all’altro come una pentola (a pressione, per l’appunto).
Ciao
Vero, Berlusconi è esploso con Craxi, piena prima Repubblica, e lui si spaccia (e lo spaccia) per novità.
Forse la novità che serviva alla Mafia per ottenere vantaggi dopo dialoghi fra questa e l’anti-Stato, per poi quindi smettere di compiere attentati.
Tanti bei misteri si porta nella pelata Mister B! Speriamo che i magistrati che stanno indagando, riaprendo vecchi processi, ce ne dicano delle belle!
Non si dimetterebbe perché è rassicurato dai sondaggi. È malato di sondaggi. Ma non si rende conto che una volta condannato la sua vita pubblica sarebbe compromessa, non decide lui, ovunque andrebbe si prenderebbe bordate di fischi, sino a rendere insostenibile la sua carica. Vorrò prorpio vederlo, già da Ballarò ha avuto una reazione dialettica violenta nei confronti del conduttore, inopportuna ed esagerata, mi ha impressionato, non ha equilibrio.
Per quanto concerna il problema di informazione… ormai chi lo ha votato sa bene quello che ha combinato ma non gliene importa nulla. Io ricordo sempre questo esempio per comprendere cosa a volte significa il consenso: in Germania il governo nazista confiscò le case delle famiglie ebree e le redistribuì alle famiglie “”"ariane”"”; furono ben lieti questi tedeschi di impossessarsi di beni, anche se altrui. Non protestò nessuno, i Tedeschi furono colpevoli silenziosi del genocidio. L’ignoranza e l’egoismo di un popolo generano mostri. E ricordiamoci che quello è sempre la maggioranza. A quesypo popolo famelico bisogna promettere qualcosa, poi si può anche essewre il pegiore farabutto della storia, non fa niente.
In effetti fino ad oggi gli unici piccolissimi contrasti all’interno del governo che ci sono stati sono quelli sulla questione Irap, ma la frattura si è aperta e richiusa nell’ambito dello schieramento di maggioranza senza nessuna partecipazione dell’opposizione . Mi chiedo però quale potrebbe essere il contributo e il ruolo che , ad esempio noi, potremmo avere. Ammetto che all’inizio avevo una grande fiducia nella rete, nei blog siti ecc. che ora non ho più. Sicuramente non abbiamo ancora una situazione come quella dell’Iran ma al moment mi pare che ognuno scriva per sè, il che magari è utle per riflettere e riordinarsi le idee.
http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm
Io mi sono stancato delle glorificazioni della prima repubblica: il nostro si è perfettamente inserito nello sfascio che in Italia si è cominciato a costruire gia prima dell’ aprile 1945 (perchè gli americani che insediavano, nella Sicilia neo-liberata, sindaci dell’ onorata famiglia mica ce li scordiamo, eh ?!), che ha trasformato, piano piano, le Camere in un bivacco di manipoli. Lui oggi se ne approfitta con grande talento, e la colpa è solo sua ? Ma mi faccia il piacere !
Non vorrei sembrare fascista, perchè non lo sono: lo sfascio repubblicano succedeva allo sfascio fascista, che era stato addirittura anche bellico.
Direte: “questo è grafomane ” ! Ma che c’ entra il Berlusca con “Cronache LAICHE” ?
Per Alessio.
Perchè in effetti Berlusconi rappresenta in maniera perfetta l’antitesi della laicità: l’esibizionismo, l’affezione per le bugie, l’arroganza, la fumosità, lo sprezzo per le istituzoni, la spregiudicatezza, il disprezzo per le regole… Criticare Berlusconi vuol dire automaticamente esaltare la laicità. Berlusconi non è il male assoluto, ma sintetizza molto bene ciò che di peggio esiste nella politica e nell’etica.Credo che solo gli italiani non lo capiscano bene.
@Tiziana
I blog servono per mettere in moto le idee e le informazioni, però condivido con e che ormai sono diventati un mezzo statico. Assistiamo alla moltiplicazione dei blog che essenzialmente non parlano fra di loro.
I blog stanno facendo un lavoro invisibile. I risultati si vedranno in mezza generazione, ma anche prima. Forse non si uniranno, non dialogheranno ma sono fruiti dai giovani e giovanissimi. L’attuale governo si mantiene con i voti di persone che non navigano o che pensano ad un tornaconto estremamente ridotto al personale con l’incapacità di comprendere che il bene di tutti è il bene personale, i figli e i nipoti sapranno bene a chi votare. E tutto ciò è merito di internet.
@ Tiziana, Lupos, Fabio
In effetti sono d’accordo sul fatto che i blog mettono in moto le idee, ma dalle idee bisogna arrivare anche ad una sintesi. Ad esempio imput ai giornali che ormai – tutti – sono di regime. In questo senso sono d’accordo con Tiziana sul fatto che ognuno scrive per sè senza poi arrivare ad un progetto. Che io personalmente non so come potrebbe essere, ma credo che dovrebbe rappresentare il prossimo scalino da salire
@Tiziana
Quoto
I blog sono importanti, sono la vera alternativa d’informazione e riflessione. Anche i siti come questo, per quanto ci è possibile e nei limiti delle nostre possibilità. Per cui, ragazzi, se vedete idee condivisibili o se traete spunti interessanti dagli articoli e dalle discussioni, pubblicizzatelo il più possibile.
I blog sono importanti, ma se restano autoreferenziali e fini a se stessi sono inutili.
Mi sembra che la domanda posta da Tiziana era sul che fare oltre. E’ evidente che non abbiamo idee
Scrivo e rispondo spesso ai blog e siti, anche a nogod.
la cosa che più mi rattrista è che non siamo riusciti a essere stimolanti neanche per la manifestazione sul stampa che ha preso percorsi molto diversi da quello che era il documento iniziale.
Ragazzi, parliamo parliamo…strategie, tattiche, ci uniamo, facciamo…
Intanto, visto che non abbiamo soldi, ma solo un pò di visibilità, cerchiamo di concorrere dibattendo e trasmettendo le nostre idee, facendole circolare, pubblicizzando al massimo questo ed altri siti. Poi si vedrà. Avete presente la rete cellulare? Ecco, potrebbe essere questo. L’importante è che sia “cellulare” e non “atomica”, nel senso che è composta da elementi talmente piccoli da diventare insignificanti. E poi tante cellule possono anche diventare un tessuto.
Ho visto solo oggi le risposte e sono contenta che i miei dubbi sono quelli di molti.
Ribadisco che questi siti sono estremamente autoreferenziali, anzi la maggior parte di noi neanche va a guardare quelli degli altri figurati te unirsi,. Io ad esempio cito spesso nelle cosette che scrivo i siti degli altri, difficilmente vedo che altri la fanno.
Però ritengo che se si può fare una strategia i soldi si trovano. Almeno io li metterei. Credo che in molti tra noi finanziano o contribuiscono a piccoli progetti, oppure hanno disposto sulla propria casa o simili. Magari io sarò inguaribilmente ingenua, ma voglio sperare che non abbiate la mentalità familistica del lascio la casa ai miei figli.
Beh, non tutti si possono permettere grosse cifre, però per un progetto in cui credo anche io utilizzerei i miei risparmi
Vediamo, se ne riparlerà fra un pò, se e quando avremo raggiunto un livello minimo di credibilità.
Ma scusa pensi con il sito?
Perchè potreste aprire una pagina di commenti, anche se vedo che il numero è basso i commenti sono interessanti, più di altri siti che nagari guardano in tremila e scrivono stciocchezze. Comunque sono d’accordo con Tiziana, più link di giornali e rimandi ad altri siti se si vuole fare lobby
Certo, ci stiamo lavorando. Abbiamo perfino, al momento, problemi di indicizzazione: non riusciamo a capire perchè, ad esempio, il sito non è ancora indicizzato si Google. Sul fatto delle sciocchezze, se funzionerà tutto a dovere, vedrete che poi si proporrà immancabilmente il problema dei commenti di basso profilo, del turpiloquio, dei troll, ecc. … ma ogni cosa a suo tempo. Nel frattempo, se possibile, diffondete la notizia del sito.
Ripeto, più link e citazioni, altrimenti si piomba nell’autoreferenzialità che fa nascere mille blog e che li fa morire di corsa. Tanto si sa che questi siti poi li leggono sempre le solite 4-500 persone.
Ok, ok ,non ti arrabbiare…
Non sono arrabbiato anzi, ho già visto come è nato e morto Resistenza Laica .
@Romano
Questa esperienza vorrebbe essere diversa. Non dico migliore, non mi permetto di giudicare, ma siamo consapevoli dei rischi e cerchiamo di valutarli. Vorremmo fare informazione e approfondimento evolvendo dalla logica del semplice blog o aggregatore (che, per definizione, è pieno di link).
Abbiamo appena iniziato trasformando il precedente blog in sito; il prossimo passo dovrebbe essere quello di trasformarlo in testata. Facciamo comunque tesoro dei suggerimenti di tutti e aggiusteremo il tiro via via a seconda del riscontro dei lettori.
Grazie, quindi, per i tuoi suggerimenti.
Una cosa è l’aggregatore, altra è segnalare articoli e pezzi più interessanti sull’argomento trattato. Sul crocefisso mi permetto di dire che anche altri blog hanno scritto articoli migliori, ad esempio, di quelli visti qui, perchè non segnalarli all’attenzione dei lettori? Io qui ci sono arrivata da un altro blog, da qui dove vado , a micromega?
Perchè, ad esempio, non sappiamo quali siano gli articoli migliori. Spiega quali sono e perchè sono migliori, e magari li segnaliamo.
ps. Sì, Micromega, va bene.
Ma allora non leggi. Io non mi arrabbio ma se non guardi i blog degli altri come fai ad invitare gli altri a leggere il tuo. Avevo ragione allora
Bè,se uno ha anche altre cose da fare, e magari lavora, e magari ha una famiglia, e magari deve leggere anche altre cose…posso leggere compatibilmente coi miei impegni, e poi sta anche agli altri segnalarli. Se questo fosse un mestiere potrei lasciare quasi tutto il resto. Ci provo, e piano piano si creeranno anche i link. Non c’è dubbio che questa sia una strada importante.