Economia&Dintorni

8 per mille: alla Chiesa anche la quota dello Stato

di Cecilia Maria Calamani [17 nov 2009]

ottopermille1I cittadini che quest’anno hanno scelto come destinatario dell’8 per mille dell’Irpef lo Stato italiano, in realtà hanno finanziato – loro malgrado – la Chiesa cattolica. Come riporta Repubblica,  dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali saranno impiegati per il restauro di immobili ecclesiastici (26, per la precisione) e analoga fine faranno gran parte dei 14 milioni destinati agli “interventi per il sisma in Abruzzo”. Tutte ristrutturazioni che dovrebbero essere finanziate dal fondo “edilizia di culto†compreso  nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.

A farne le spese tutti gli altri capitoli di investimento, primi tra tutti quelli relativi alla Fame nel mondo (2% del totale) e all’Assistenza ai rifugiati (poco più del 5%).

L’atto del Governo sulla ripartizione del gettito derivante dall’8 per mille è stato firmato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi i primi di settembre, qualche giorno dopo la mancata “Perdonanza†a causa dell’attacco del Giornale, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi, a Dino Boffo, direttore di Avvenire. Il documento, che sancisce la piena discrezionalità del presidente del Consiglio nella gestione del gettito, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera e presumibilmente verrà approvato nei prossimi giorni anche dall’analoga commissione del Senato.

La beffa dell’8 per mille, quindi, continua. Come ogni contribuente dovrebbe sapere, la Chiesa si accaparra, a fronte del 35% delle preferenze espresse dei cittadini, una quota dell’8 per mille pari a circa l’80% del totale (cifra che si aggira tra i 900 milioni e 1 miliardo di euro). Ciò grazie ai meccanismi di redistribuzione delle scelte non espresse, pari a circa il 60%. Infatti, per lo Stato firmano circa il 4% dei contribuenti e le altre confessioni religiose (Valdesi, Ebrei, Luterani, Avventisti, Assemblee di Dio)  non arrivano, tutte insieme, all’1% delle preferenze.

Di questa ‘truffa legalizzata’ molti cittadini sanno poco o nulla. I mezzi di informazione si guardano bene dal parlarne e lo stesso Stato non fa alcuna pubblicità per aggiudicarsi una fetta superiore di questo appetibile introito. Inoltre tutti gli appelli che in questi ultimi anni si sono susseguiti per aggiungere altri beneficiari quali, ad esempio, la ricerca scientifica – martoriata, nel nostro Pese, da continui tagli – sono caduti nel vuoto.

La Chiesa cattolica, per contro, investe molto sul piano pubblicitario dando a intendere che la quota a lei destinata verrà elargita ai poveri e alle popolazioni del terzo mondo. In realtà solo il 20% viene devoluto a ‘opere di bene’ (circa il 12% in Italia e l’8% all’estero), mentre il resto va a sostentamento del clero, delle parrocchie e dei luoghi di culto.

A ciò che in ogni paese civile già sarebbe fonte di scandalo, si aggiunge la novità di quest’anno.

La ‘perdonanza’ del nostro presidente del Consiglio per il presunto scambio sesso-favori con prostitute di lusso e veline – che l’incauto direttore del Giornale ha fatto saltare ad agosto – passerà dalle tasche di tutti i contribuenti.

Cecilia M. Calamani

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11 commenti
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  1. L’unica nazione al mondo dove i cittadini pagano le tasse per un altro Stato. Sto cercando qualche aggettivo appropriato ma non mi viene, e allora, a costo di essere monotono, ripeto con Albert Einstein: conosco solo due cose infinite: l’universo e la stupidità degli uomini,e sul primo non sono tanto sicuro.

  2. L’unico paese al mondo in cui i ‘peccati’ di uno ricadono sulle tasche (8 per mille) e i diritti (testamento biologico, coppie di fatto) di altri.

  3. Quindi ora L’Avvenire se ne dovrebbe stare bello zitto sugli scandali corruttivi, evasori e mafiosi-massoni del nano?

  4. Beh, Danx, mi sembra che Berlusconi abbia comprato il silenzio pagandolo profumatamente. Peccato che non l’abbia pagato lui, ma tutti noi! Con i nostri soldi paghiamo la remissione dei suoi peccati. Bell’affare, no?

  5. Sono riuscito a bestemmiare in alcune lingue antiche che non sapevo neanche di conoscere!

    Me l’hanno fatto notare e mi hanno detto che tra queste c’era anche il copto e l’aramaico.

    Evidentemente la Cupola mafiosa del Vaticano ha anche altri poteri, non ultimo quello di dare voce ai popoli antichi che attraverso di me stanno bestemmiando pure loro…

  6. Bisogna trovare una soluzione per evitare che l’8×1000 destinato allo Stato finisca lo stesso alla Chiesa Cattolica, anche a costo di fondare una religione che competa con le altre, magari “Religione Umanista”, piangersi addosso non serve.

  7. @libero: c’è poco da piangersi addosso. Per l’8×1000 sono state proposte molte destinazioni, ma nessuna è stata mai accettata. La ricerca scientifica, ad esempio, sarebbe una destinazione chiara e ben definita per molti cittadini che si chiedono – giustamente – dove vadano a finire i loro soldi se li devolvono allo Stato (e magari non firmano, pensando erroneamente che questo significhi non darli a nessuno). Quanto ci rimetterebbe la Chiesa se si inserisse una simile voce? Io credo un mucchio di soldi. E infatti, guarda caso, le destinazioni note non si toccano.
    Una ‘religione umanista’ dovrebbe comunque guadagnare molta considerazione per essere inserita tra le possibili religioni beneficiarie dell’8×1000, poche elette tra le tante esistenti. A tal proposito ti invito a leggere questo:
    http://www.cronachelaiche.it/2009/11/stato-e-religioni-le-intese-mancate/

  8. [...] 20 Novembre 2009 di supermarco Dal sito Internet http://www.cronachelaiche.it/2009/11/8-per-mille-alla-chiesa-anche-la-quota-dello-stato/ [...]

  9. per Cecilia Calamai – 8 x 1000 altre confessioni

    Veramente un sistema ci sarebbe, se non si entra dalla porta, si entra dalla finestra, fare un accordo ad esempio con i Valdesi e poi ripartire gli aumentati introti per destinazione dell’8×1000 tra altre religioni non riconosciute che lo scelgono, e se l’accordo è vantaggioso per i valdesi, avrebbe molte probabilità di riuscire.
    E’ un’idea scandalosa ?
    Se non ci si sveglia la soluzione la vedo molto lontana.

  10. Suggerimento per un articolo
    La frammentazione e divisione delle forze laiche è un problema che si dovrà affrontare.

  11. @libero
    Il problema è complesso. Prima di tutto non si capisce perchè l’8×1000 debba essere devoluto allo Stato o a una confessione religiosa. Creare una nuova confessione religiosa (umanista? atea? vogliamo creare confusione assimilando un pensiero a una religione?) solo per ottenere una parte dell’8×1000 non fa altro che avvalorare questo meccanismo. In secondo luogo, ammesso e non concesso che i Valdesi accettino un simile accordo, come effettuare la ripartizione? E come speigarlo, poi, ai cittadini?
    La strada è un’altra, Libero: battersi con forza affinchè l”8×1000 sia attribuito a progetti specifici, senza possibilità di fare giochetti come quello di quest’anno. Progetti chiari, obiettivi chiari, adeguate campagne di sensibilizzazione. A quel punto non esisterebbe più il 60% di contribuenti che non scelgono e che foraggiano, a loro insaputa, la Chiesa cattolica.