Autodeterminazione
Testamento biologico: si riparte da Calabrò
di Cecilia Maria Calamani [28 ott 2009]
Con 24 voti favorevoli (Pdl e Udc) e 18 contrari, oggi la commissione Affari sociali ha votato la proposta del relatore Domenico Di Virgilio (Pdl): la discussione alla Camera sulla Dichiarazione anticipata di trattamento (DAT) ripartirà dal ddl Calabrò approvato in Senato lo scorso marzo. Il termine ultimo per presentare eventuali emendamenti sarebbe fissato al 12 novembre.
Sale la protesta dellâopposizione che chiedeva di partire da un testo diverso, complici anche le aperture degli ultimi mesi del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Tra i voti contrari anche quello della senatrice Binetti, ma solo perchĂŠ, come ha dichiarato, âpur condividendo il testo dell’impianto mi sarebbe sembrato piĂš corretto, da parte del relatore, dire subito che si intendeva ripartire da lĂŹ senza tenerci in sospeso, in una sorta di ’suspence’ per tutto questo tempo“.
Insomma, si riparte da zero, anzi da molto prima.
In primo luogo perchĂŠ âlâalimentazione e lâidratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita. Esse non possono formare oggetto di Dichiarazione anticipata di trattamentoâ (art.5 comma 6).
Ergo nelle condizioni di Eluana Englaro saremmo condannati, contro la nostra stessa volontĂ , a permanere in stato di coma.
In secondo luogo perchĂŠ nella DAT âpuò essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni o ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidantiâ (art. 5 comma 4).
In sostanza, tutto ciò che è âproporzionatoâ, non sperimentale, e non âaltamenteâ invasivo e invalidante non può essere rifiutato. Il soggettivo giudizio del medico, insomma, vale piĂš della nostra volontĂ .
In terzo luogo si affida a un fiduciario la nostra volontĂ senza che questa debba essere vincolante: âIl fiduciario, in stretta collaborazione con il medico curante con il quale realizza lâalleanza terapeutica, si impegna a garantire che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dalla persona nella Dichiarazione anticipata di trattamentoâ (art. 7 comma 4).
Le volontà del paziente, cioè, sono solo indicative.
Resta poi inteso il divieto assoluto di ogni forma di eutanasia o suicidio assistito (art. 2 comma 1).
Nessuna possibilitĂ di autodeterminazione della persona, quindi, in barba agli articoli 13 (âLa libertĂ personale è inviolabileâ) e 32 (âNessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umanaâ) della Costituzione italiana.
Ora, in molte città italiane si stanno istituendo i registri comunali per il testamento biologico. Che fine faranno queste dichiarazioni, qualora il ddl Calabrò venisse definitivamente approvato?
Eâ sensato pensare che faranno la stessa fine delle future DAT âa norma di leggeâ: pura carta straccia.
Câè solo da sperare che la volontĂ civile – speriamo numerosa – tracciata nei registri comunali possa costituire un freno politico a chi vuole delegittimare il cittadino dellâunico bene che indiscutibilmente gli appartiene: la propria vita.
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Se la legge sul testamento biologico diventa merce di scambio

Riguarda il Testamento Biologico, il sott.tto ha giĂ partecipato a Torino il 25/4/2009, e vengo a dirvi
che sono d’accordo che: Se una persona decide quando è in buona salute, in grado di intendere e
di volere che in caso di gravi malattie, coma irreversibile dovuto da incidente stradale ecc. non intende rimanere per anni un vegetale, la persona che ha deciso questo, non deve assolutamente intervenire lo Stato, e neanche la Chiesa, maggiormente per la Chiesa, se la persona ha deciso cosĂŹ, quando sarĂ nell’aldilĂ sarĂ lui a darne conto a Dio o chi sarĂ .
Felice, sono perfettamente d’accordo con te.
Ci stanno scippando l’autonomia di decidere della nostra vita in nome di una ’sacralitĂ ’ imposta da un Dio di pochi, questa la realtĂ .
Quel Dio che, secondo i suoi emissari terreni, deve essere imposto a tutti per legge. Al di lĂ di ciò che dice la Chiesa, sul testamento biologico si sta giocando una partita politica con un’alta posta in gioco: il consenso cattolico. C’è solo da sperare nella incostituzionalitĂ della legge (come giĂ successo per la legge 40 sulla procreazione assistita). Nel frattempo, e come al solito, a pagare sarranno i diritti dei cittadini.
[...] una parte politica che, attualmente al Governo, le serve su un piatto dâargento i diritti (vedi legge sul biotestamento) e le finanze (vedi la destinazione di gran parte dellâ8 per mille statale) dei cittadini? O [...]
[...] in tutta lâItalia laica, ad anticipare la discussione parlamentare su un testo di legge, il ddl Calabrò, che nega a ogni italiano il diritto primario, e inconfutabile, di disporre della propria vita. Se [...]