Diritto

Preti pedofili? Ma no, solo omosessuali affetti da efebofilia

di Cecilia Maria Calamani [4 ott 2009]

pedofilia-bimboLa Chiesa è sotto attacco sulla pedofilia, ma in Italia se ne sa poco e niente.
Come riporta El Pais , Keith Porteous Wood, rappresentante della IHEU (International Humanist and Ethical Union), ha chiesto che il Vaticano risponda dei numerosi casi di pedofilia che si verificano in ambiente religioso, accusandolo nel contempo di violare vari articoli della Convenzione dei Diritti dei Minori. “Che apra i suoi archivi, cambi le sue procedure a livello mondiale, e denunci i presunti responsabili di abusi alle autorità civiliâ€, ha dichiarato Wood.

La risposta è arrivata per bocca di Silvano Tomasi, arcivescovo e Osservatore permanente all’Ufficio delle Nazioni Unite,  in una riunione del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra.
Tomasi ha citato le rilevazioni del Christian Science Monitor secondo le quali gli abusi avvengono più frequentemente nelle chiese di altri culti. Come se un ladro potesse difendersi da un’accusa di furto adducendo come scusa che altri rubano di più.

Ma la vera excusatio di Tomasi è arrivata in finale di arringa: “Non si può parlare di pedofilia, solo di omosessuali attratti da adolescenti. Di tutti i preti implicati in casi di questo tipo, l’80-90% di essi appartengono alla minoranza sessuale che pratica la efebofilia, vale a dire che intrattengono relazioni sessuali con ragazzini dagli 11 ai 17 anniâ€.

preti20pedofiliQuesta agghiacciante affermazione ha una evidente doppia valenza: da una parte cerca di scaricare l’ignominia della pedofilia sugli omosessuali, da sempre nel mirino di Santa Madre Chiesa, dall’altra minimizza il problema dicendoci che non si può parlare di pedofilia ma ’solo’ di efebofilia visto che la maggior parte delle vittime (sempre a detta di Tomasi) ha un’età superiore agli 11 anni.

Continua quindi il vile tentativo della Chiesa di insabbiare gli scandali che la vedono protagonista in tutto il mondo negli abusi sessuali sui minori. Molti di questi casi vengono semplicemente ‘risolti’ trasferendo il prete pedofilo in altra parrocchia, in modo tale che possa continuare indisturbato a segnare per sempre le vite di altri bambini.

Qualcuno ha più sentito parlare dell’inchiesta “Noi vittime dei preti pedofili†pubblicata nel gennaio scorso dall’Espresso sull’Istituto Antonio Provolo di Verona? Una settantina di persone, accolte nel pio istituto perchè sorde e non abbienti, hanno denunciato di essere state seviziate per anni, singolarmente o in gruppo, da 16 preti dei quali qualcuno, a tutt’oggi, è ancora lì, coperto da quel formidabile scudo legislativo che è il Trattato tra la Santa Sede e l’Italia.

E’ questa la protezione che la Chiesa cattolica riserva all’infanzia e ai suoi diritti. Ma non c’è di che preoccuparsi: l’arcivescovo Tomasi ci assicura che le ‘relazioni sessuali’ tra preti e bambini sono rare al di sotto degli 11 anni di età e che nelle altre chiese il fenomeno è molto più pronunciato.
Ciò ci basti per stare tranquilli.

Cecilia M. Calamani

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2 commenti
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  1. OTTIMO!
    Lo pubblico su FB.

    Buon lavoro.

    A presto.

    Tony Braschi.

  2. APPELLO ALLE MASSE AMORFE DEL PAESE:

    “SE AVETE ANCORA LA DIGNITA’ NEI CONFRONTI DI VOI STESSI
    PRENDETEVI DIECI MINUTI E LEGGETE CON ATTENZIONEâ€â€¦

    Ogni giorno si fa più viva in tutti la coscienza della fondamentale verità apodittica, ovverosia che il cumulo degli interessi particolari, sia pure rappresentati da tanti singoli aggruppamenti a base territoriale, non e l’espressione sincera dell’interesse generale della nazione, né ci fornisce gli elementi sufficienti per garantirne la sua tutela. In questo Governo fondato sull’elezione, sul cosiddetto suffragio universale, manca nell’alta direzione della cosa pubblica la rappresentanza dell’interesse collettivo e generale. Atto per atto predominano sempre più gli aggregati di esclusivi interessi personali e locali. L’interesse generale dello Stato non collima con la somma di tutti gli interessi particolari, ma, al contrario, coincide con gli opportunismi dei politicanti. Tutto ciò rappresenta un grave pericolo per l’avvenire della nostra civiltà; perché, mentre il parlamentarismo è in pieno discredito, non vi è un insieme di dottrine che indichi un’evoluzione positiva verso altro metodo, verso altra base di governo democratico, liberale e al contempo tempo ordinato. Il clericalismo è diventato esclusivo esercizio teocratico, il quale non solo condiziona pesantemente la nostra società, ma ha già ampiamente compromesso la laicità dello Stato. I despotismi della chiesa cattolica, soffocanti ogni libertà civile e morale, producono negli animi un movimento conservatore, quasi reazionario, che rispecchia sempre più la gerarchia ecclesiastica, come rappresentante e portavoce di una legge velleitariamente divina; nella prassi si traduce in vera e propria mancanza di etica ed assoluta amoralità sociale. Dall’altro lato si accentua un governo altrettanto reazionario che lavora a idealizzare e intensificare il concetto di Stato, supremo rappresentante della collettività, volto ad imporre la sua ferrea legge di presidenzialismo autoritario nei confronti della volontà o libertà individuale, all’insegna di un dogmatismo che esclude i basilari diritti umani. Senza alcun dubbio, il parlamentarismo, quale si esplica in Italia, è quanto mai sfigurato; e conviene studiarne le condizioni ed approntare i rimedi, se non vogliamo vedercelo inaridire, minato dall’indifferenza o dal disprezzo della nazione. Due grandi forze sociali e politiche stanno distruggendo l’Italia, e tutte e due con tendenze ed aspirazioni eversive di fronte alla democrazia rappresentativa. Da un lato il fascismo piduista di Berlusconi che, nel falso nome del velleitario benessere, vuole sopprimere ogni libertà individuale; dall’altro lato l’organizzazione clericale sta fagocitando lo Stato; di fatto la chiesa cattolica, mediante l’oscurantismo più intollerante, punta alla liquidazione del disordine mediante la soppressione del progresso umanitario e di ogni movimento dello spirito umano, nemica com’è, da sempre, della libertà di coscienza e di pensiero. Inoltre, e questo è il maggiore pericolo incombente, l’ex soldato nazista Joseph Ratzinger, celandosi dietro una demagogia populista di facciata, sta riportando l’Europa verso un dispotico assolutismo molto vicino a quello del secolo scorso; una tirannia a lui molto cara. Di fronte a questi pericoli crescenti lo Stato sta ogni giorno più demolendo tanto la libertà di pensiero e di stampa, quanto la giustizia, attaccando senza tregua la magistratura. Tutto ciò fa parte del “Piano di rinascita democratica†di Licio Gelli, un piano eversivo progettato da Gelli e dalle alte sfere della gerarchia cattolica intorno a metà degli anni settanta, e venuto alla luce già nei primi anni ottanta. In questo modo si rischia di togliere ogni credito al paese, volendone far riposare tutta l’azione sulla necessità di un conflitto continuo d’interessi locali e personali, e facendo del dissidio e della lotta interclassista le condizioni di vita e di funzionamento del governo della cosa pubblica. E allo stesso tempo si toglie credito e prestigio al nostro Parlamento che, come il nostro presidente della camera Gianfranco Fini ha più volte sottolineato, dovrebbe formare la spina dorsale dell’organismo politico, dovrebbe incarnare l’idea dello Stato difensore, impersonando l’interesse generale, e non soverchiatore delle libertà. Altresì la Camera e il Senato debbono cooperare attivamente alla legislazione, ma essi non debbono esercitare, né direttamente né per mezzo di uno o più loro delegati, il potere esecutivo, che è di esclusiva competenza del governo; il quale a sua volta, come ogni altro potere o persona, è subordinato alla legge. Ma fintantoché in Italia il governo sarà rappresentato da un manipolo di uomini appartenenti alla P2, molti dei quali pregiudicati, condannati con sentenza definitiva, finché quindi dureranno condizioni tali da minare gravemente la tutela della sicurezza e della stessa libertà individuale, dell’istruzione pubblica, del benessere economico, ovverosia della dignità e della serenità di ognuno dei cittadini, ogni diretta azione del potere esecutivo impersonato nei ministri, si convertirà in un continuo tentativo di corruzione e di sopruso, che continuerà a tradurre nell’esercizio dell’attività anticostituzionale, promettendo quindi favori e minacciando ritorsioni. Soffocata dall’azione dello Stato, in mezzo al rapido avvicendarsi degli uomini e dei gruppi di potere, ed al turbinio delle loro momentanee passioni e di rancori personali, si prospetta quell’involuzione democratica che, declinata in senso autoritario, diede origine al fascismo e sfociò nel nazismo. Come la storia c’insegna, e come è stato ricordato dal nostro presidente della camera Gianfranco Fini, ciò avvenne con la connivenza della chiesa cattolica. Quindi è di prioritaria importanza intervenire ora con ogni mezzo possibile affinché ciò non si ripeta una seconda volta.

    Fu la Chiesa Cattolica che accompagnò ed appoggiò il nazismo e il fascismo nei loro tragitti criminali, stringendo alleanze e concordati con queste (nel 1929 i Patti Lateranensi; nel 1933 il Concordato con il terzo Reich di Hitler), ed altre sanguinarie dittature.
    La Santa Romana Chiesa Cattolica ha perpetrato abitualmente l’infame e criminale rapimento dei bambini ebrei “battezzati di nascostoâ€, i quali venivano sottratti ai genitori per poi essere indottrinati, coattivamente, al culto della religione cattolica.
    Uno degli ultimi rapimenti, avvenuto a Bologna il 23.6.1858, fu quello di Edgardo Mortara, e che il mandante di questo crimine fu Pio IX, il papa che è stato addirittura “beatificato†da Carol Woityla, nonostante si sia reso anche autore del famigerato Sillabo, dei crimini di razzismo contro gli ebrei, degli assassini di patrioti italiani che lottarono per l’unità d’Italia e della decapitazione del cappellaio romano Antonio De Felici, condannato a morte perché sorpreso con uno scalpello da intagliatore su un pianerottolo delle scale del Palazzo Vaticano.
    Pio XII, ben informato di queste atrocità, nulla fece per impedirle (A. Manhattan, The Vatican’s Holocaust, Springfield, 1986). Vi ricordo che Papa Woityla ha beatificato -durante la sua visita in Croazia nell’ottobre 1998 – il dr. Aloysius Stepinac, vescovo cattolico, che si rese complice dei misfatti perpetrati in Croazia da Ante Pavelic.
    Il razzismo antisemita, poi sfociato nella shoà, fu perpetrato da cristiani – e non da islamici – col connivente ed assordante silenzio di Pio XII, un Papa a tal punto razzista da aver preteso dagli americani, all’indomani della liberazione di Roma, che non fossero inseriti nel picchetto di guardia del Vaticano soldati “negriâ€.
    Negli anni 1942-43, agli ordini del dittatore Ante Pavelic, un cattolico praticante accreditato e ricevuto regolarmente da Pio XII, venne praticato dagli ustascia cattolici uno dei più efferati genocidi dell’era moderna.
    La Chiesa Cattolica ha suscitato l’odio e il disprezzo degli ebrei con invettive come “peste dell’umanità†e “sporchi usurai e ruffianiâ€.
    Nel famigerato lager di Jasenovac Miroslav Filipovic, un frate francescano noto con l’appellativo di “Bruder Tod†(sorella morte), sterminò tra i 300 e i 600 mila serbi ortodossi ed ebrei. Vi ricordo che le vittime, quando non venivano decapitate, impiccate o fucilate, venivano addirittura bruciate vive nei forni e che le nefandezze degli ustascia, in gran parte frati francescani, suscitarono addirittura le proteste delle SS tedesche.
    Il 17 Febbraio 1942 il capo dei Servizi di Sicurezza, come risulta dagli archivi della Gestapo, scrisse al comando centrale delle SS affermando che era «possibile calcolare a circa 300.000 il numero dei Pravoslavi uccisi o torturati sadicamente a morte dai Croati†e che “in fondo era la chiesa cattolica a favorire tali mostruosità con le sue misure a favore delle conversioni e con la sua politica delle conversioni coatte, perseguite proprio con l’aiuto degli Ustasciaâ€.
    Hitler era un fervente cattolico, devoto adoratore della falsa “reliquia†della lancia di Longino e che sulle cinture delle SS campeggiava il motto Gott mit uns (Dio è con noi).
    Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, ha affermato che “tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e che il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell’Europa cristianaâ€.
    Dopo la guerra i nazisti furono protetti a migliaia dalla rete vaticana allestita per farli espatriare in Argentina, dove un altro dittatore, Juan Domingo Peron, era disposto ad accoglierli, sempre in contatto organico e col beneplacito finale del Vaticano, come risulta dai documenti desecretati della Cia relativi agli archivi di Stato (Usa, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna, Argentina) e come ampiamente documentato dal giornalista argentino Uki Goni in “Operazione Odessa”.
    Una menzione particolare merita il vescovo Alois Hudal, austriaco, rettore a Roma della germanica Istituto pontificia santa Maria dell’Anima e membro della congregazione vaticana del Sant’Uffizio, corrispondente alla vecchia Inquisizione e all’attuale Congregazione per la Dottrina della Fede. Durante la guerra fu commissario dell’Episcopato dei cattolici tedeschi in Italia e padre confessore della comunità tedesca in Roma: in pratica, fu il vescovo dell’esercito occupante prima e dei prigionieri di guerra dopo. Con la piena approvazione dell’arcivescovo di Vienna Theodor Innitzer, nel 1937 scrisse “I fondamenti del nazionalsocialismo”, un’apologia vera e propria del nazismo che, a suo avviso, analogamente a tanti suoi colleghi e teologi e “uomini di cultura”, poteva essere “conciliato” con il cristianesimo. Nei suoi scritti aveva affermato che «il nazionalsocialismo è una grazia divina». Hudal divenne l’uomo di fiducia di Hitler in Vaticano. La Chiesa, scriveva Hudal, doveva venire fiduciosamente a patti con i nazionalsocialisti “conservatoriâ€, detto in altri termini con la componente sicuramente non pagana.
    Tra il 1947 e il 1952 Hudal, forte del suo ruolo di assistente spirituale dei prigionieri di guerra, organizzò una ben ramificata rete per l’emigrazione nelle due Americhe e in Oceania di profughi di lingua tedesca. La rete disponeva nel mondo di enti, associazioni, strutture caritative e diocesi ed era in grado di contattare i governi per il disbrigo delle autorizzazioni ad immigrare. Una seconda rete, specializzata nel far fuggire i criminali ustascia croati, era diretta e coordinata da padre Krunoslav Draganović, segretario dell’Istituto Croato di San Girolamo. Parallelamente, in molti Stati agivano conniventi e funzionari statali corrotti, lautamente finanziati con oro e valuta internazionale che le SS avevano rubato agli ebrei e alle popolazioni sottomesse, un autentico tesoro messo al sicuro proprio per questo scopo nei mesi antecedenti la fine del conflitto. L’organizzazione che se ne occupò si chiamò O.D.E.SS.A, acronimo di Organisation der Ehemaligen SS-Angehörigen: Organizzazione dei membri delle ex SS. Chi tirava le fila mondiali era comunque la rete di monsignor Hudal. All’interno di tale attività, riuscirono a scappare, fra migliaia di nazisti e filonazisti, i maggiori criminali di guerra, compreso coloro che avevano avuto pesanti responsabilità nelle stragi avvenute sotto i governi collaborazionisti.
    Riuscirono a fuggire, fra tanti altri:
    Adolf Eichmann, responsabile della “soluzione finale”; Josef Mengele, notissimo per gli esperimenti “scientifici” su esseri umani ad Auschwitz; Gerhard Bohne, medico nazista che operò nel castello di Hartheim; Erich Priebke, pianificatore e organizzatore con Herbert Kappler della strage delle fosse Ardeatine (335 trucidati); Josef Schwammberger, responsabile del lager di sterminio di Rozwadow, in Polonia; Alois Brunner, spietato organizzatore delle deportazioni; Franz Stangl, comandante del campo di concentramento di Treblinka; Walter Rauff, l’inventore dei camion-camera a gas; Eduard Roschmann, comandante del ghetto di Riga; Richard Glücks, ispettore dei campi di concentramento; Heinrich Müller, Capo della Gestapo; Klaus Barbie, detto il boia di Lione, comandante della Gestapo in quella città. Grazie a padre Draganović fuggirono il dittatore croato Ante Pavelic nonché Bilanovic Sakic, responsabile del campo di concentramento di Jasenovac, in Croazia, dove per pulizia etnica furono sterminati migliaia di cristiani ortodossi (nell’ottobre 1998, Papa Woityla beatificò il vescovo cattolico Aloysius Stepinac, che si rese complice dei misfatti perpetrati in Croazia da Ante Pavelic). Nel 1952, Hudal fu obbligato dal Vaticano a smettere, ma solo dopo l’uscita sulla stampa americana di diversi articoli dove s’ incominciava a mettere in luce il suo ruolo nella protezione dei nazisti in fuga. Dando loro rifugio, protezione e via libera per la fuga, Eugenio Pacelli – Pio XII – portò a compimento la sua Shoa cattolico-nazista. La Resistenza iugoslava fu dunque espressione di una volontà di riscatto dal fascismo e di difesa dell’Italia dall’aggressione tedesca, che coinvolse complessivamente circa 250.000 uomini armati, i quali svolsero attività di guerriglia e di controllo, dove possibile, del territorio “liberato†dai nazifascisti. Fu dunque guerra patriottica di liberazione.
    I criminali precetti e i criminali trascorsi storici della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e dei suoi alleati cristiani Nazisti e Fascisti, nonché della Democrazia Cristiana, hanno propagato la criminale discriminazione contro gli ebrei di stampo razzistico/religioso (art. 3 della legge 654/1975) posta in essere dai Ministri di Giustizia italiani. Vi ricordo che i fascisti che approvarono le criminali e vergognose leggi razziali erano cattolici -e non islamici – e che all’altrettanto criminale “manifesto della razza†aderirono personaggi come Amintore Fanfani, padre Agostino Gemelli, fondatore e rettore dell’Università Cattolica, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze ed autore di un necrologio, pubblicato sulla rivista dell’Università Cattolica Vita e Pensiero, col quale si auspicava che “se morissero tutti i Giudei che continuano l’opera dei Giudei che hanno crocifisso Nostro Signore, al mondo si starebbe meglio, sarebbe una liberazione, ancora più completa se, prima di morire, pentiti, chiedessero l’acqua del Battesimoâ€, Don Romolo Murri, fondatore della Democrazia Cristiana, e Gaetano Azzariti che, dopo essere stato nominato nel 1938 presidente del tribunale della razza presso il dipartimento di Demografia e razza del ministero dell’Interno fascista, venne nominato addirittura giudice della Corte Costituzionale, per poi assumerne la carica di Presidente dal 1957 al 1961.
    INOLTRE VI RICORDO CHE:

    Joseph Ratzinger, il servitore della Germania di Adolph Hitler nella seconda guerra mondiale – ex soldato dell’esercito nazista nella Wermacht, che, com’è ben noto, da giovane ha aderito alla Hitler Jugend nazista arruolandosi poi nel 1943 in un reparto di artiglieria antiaerea della Luftwaffe, fu poi nominato arcivescovo dal cardinale filo hitleriano Faulhaber nel 1951.
    Joseph Ratzinger e George Bush hanno ideato, pianificato e realizzato la crisi economica mondiale, tramite i cinque cavalieri dell’usura che gestiscono lo IOR.
    Chi sono questi magnifici cinque? L’ex presidente è Angelo Caloia, uomo dell’Opus Dei. Il vice-presidente è un americano, Cavaliere di Colombo legato alla CIA, che si chiama Virgil Dechant. Il terzo è un uomo della Deutsche Bank, Theodor Pietzcker. Il quarto è José Angel Sánchez Aslain, dello spagnolo Banco Bilbao-y-Vizcaya. Il quinto è Robert Studer dell’UBS, Unione Banche Svizzere. Ecco chi comanda veramente in Vaticano, il vero potere forte. 21 conti neri che lo IOR ha presso la banca di compensazione internazionale Clearstream Bank. Tutti conti residenti in Lussemburgo, chissà perché… Di questi 21 conti, venti sono cointestati con altre banche che fanno parte dei cosiddetti “signori del signoraggio”. Banche che traggono il loro profitto dai soldi che creano dal nulla, a danno degli ignoranti popoli europei. Stiamo parlando della BNP-Paribas, della banca DEPFA, della Deutsche Bank, della Lazard Brothers, della Merryll Lynch (che è quasi un’operazione proprietaria della CIA), della Royal Bank of Scotland, della Salomon Brothers, della Morgan Stanley, della Unione Banche Svizzere e della Lehman Brothers! Quest’ultima, come tutti sanno, è la società che ha distrutto l’economia mondiale. Tra i suoi soci azionisti: società del Vaticano.

    La Chiesa cattolica ha sempre gestito il traffico di droga internazionale.
    Dalle tangenti della Prima repubblica ai soldi per Bernardo Provenzano e Totò Riina (è Massimo Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco di Palermo, è documentata l’esistenza presso lo Ior di un sistema di conti intestati a prestanome del padre e dai quali partivano somme destinate ai due boss della mafia). Una ragnatela off-shore di depositi paravento intestati a fondazioni benefiche inesistenti e dai nomi cinici («Fondazione per i bambini poveri», «Lotta alla leucemia»), una ragnatela costruita in segreto per anni da monsignor Donato De Bonis, ex segretario e successore di Marcinkus, nominato da Casaroli prelato dello Ior. Ha così gestito non solo risparmi ma anche tangenti per conto terzi negli anni Novanta, assegni per i palazzi del Vaticano finiti al cardinale José Rosalio Castillo Lara, plenipotenziario economico di WOJTYLA, soldi sottratti dalle somme che i fedeli lasciavano per le messe per i defunti, depositi per 30-40 miliardi delle suore che lavoravano nei manicomi, sino ai conti correnti criptati di imprenditori come i Ferruzzi, segretari dei papi come monsignor Pasquale Macchi e, soprattutto, di politici, a cominciare dall’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti e dal primo politico condannato in Italia per associazione mafiosa, Vito Ciancimino. Monsignor Dardozzi ha voluto che dopo la morte, avvenuta nel 2003, il suo sterminato archivio diventasse pubblico. Così, dopo anni di ricerche, è ora in libreria il mio libro-inchiesta (Vaticano spa, Chiarelettere, 15 euro) che rilegge dalle carte del Vaticano alcuni passaggi cruciali.

    OGGI L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE CHIESA CATTOLICA GESTISCE:

    L’A.M.A, DÌ PROPRIETA’ DELL’OPUS DEI;
    RAI UNO e BUONA PARTE DELL’INFORMAZIONE DEI MEDIA;
    LE SCUOLE PUBBLICHE, AFFOSSATE TRAMITE LA RIFORMA GELMINI PER FINANZIARE LE SCUOLE PRIVATE: DI PROPRETA’ DEL VATICANO.
    BUONA PARTE DEL SISTEMA BANCARIO ITALIANO, TRA CUI “UNICREDITâ€, “SAN PAOLOâ€, “MONTE DEI PASCHI DI SIENAâ€, etc. etc.
    LA REGIONE LAZIO, CHE FA CAPO ALLE DUE SOCIETA’ “FILAS†E “ATHESIAâ€, SITE IN VIA DELLA CONCILIAZIONE 22. ENTRAMBE GESTISCONO FONDI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI DELL’IMPRENDITORIA. ENTRAMBE FANNO CAPO ALLA BIMILLENARIA CUPOLA MAFIOSA.
    IL SETTORE IMMOBILIARE, DI CUI CIRCA IL 40 % DEGLI IMMOBILI D’ITALIA E’ DI PROPRIETA’ DEL VATICANO.
    E MOLTO ALTRO CHE RIGUARDA UNA PARTE INGENTE DEL CAPITALISMO MONDIALE.

    QUESTA E’ LA CHIESA CATTOLICA. IL SUO MOTTO E’:
    LUCRARE, MENTIRE, OCCULTARE, oltre a
    RUBARE, STUPRARE, UCCIDERE, e naturalmente predicare…