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Obama contro i “reati dell’odio”, omofobia compresa

di Stefano Faraoni
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[29 ott 2009]
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obamafirma1“Ci sono crimini che non rompono solo le ossa, ma spezzano le anime”. Con queste parole Barack Obama ha salutato la firma del Matthew Shepard Act, la legge che equipara i reati di omofobia a quelli di razzismo.

Bisognerebbe spiegarlo ai nostri deputati di maggioranza, e a qualcuno dell’opposizione, quando qualche giorno fa hanno respinto una legge contro l’omofobia, la cosiddetta legge “Concia”. E bisognerebbe spiegarlo a certo plaudente mondo cattolico integralista, la cui capacità di incidenza sulla politica italiana è davvero forte, insostenibile. Oltreoceano sono stati definiti gli “hate crimes”, i crimini dell’odio, che ricomprendono sia quelli più strettamente razziali, che quelli contro i diversi costumi sessuali, che quelli ancora contro le disabilità delle vittime. E come dare torto ad Obama?

Quotidianamente, nella nostra civile Nazione, leggiamo di pestaggi contro un uomo dalla pelle diversa; leggiamo di atti di bullismo contro i disabili; e soprattutto – con una virulenza ed una sistematicità sconcertanti – leggiamo di aggressioni e pestaggi ad omosessuali, maschi o donne che siano. E invece la tanto vituperata America ha trovato, tramite il suo Presidente, la forza e la volontà di dare un segnale forte contro l’odio, e non solo a parole, ma con una legge, con una legge dello Stato Americano.

La povertà umana e civile di una gran parte dei nostri parlamentari, invece, ha reagito in maniera grossolanamente repulsiva, come consuetudine di un Paese dove il suffisso “fobia” sta avendo sempre maggiore successo: xenofobia, omofobia, ecc.

Certo, si possono fare tutte le critiche che si vogliono sulla politica internazionale di Barak Obama, e forse anche qualcuna sul piano interno; ma noi, nel corso dei decenni, ci eravamo abituati all’oratoria mozzafiato di diversi leder democratici, che sul piano dei diritti umani e dello Stato sociale stracciavano a parole qualsiasi avversario. Però finiva lì. Ora ci ritroviamo con un leader democratico che fa seguire alla fascinazione dell’eloquenza, guarda un po’, una serie di fatti: la battaglia dura sulla sanità pubblica, le posizioni sui Carceri antiumani (vedi Guantanamo), la legge contro i reati d’odio.

E nessuno creda che queste posizioni, composte di parole e di fatti, non abbiano un riverbero, diretto o mediato che sia, sull’opinione pubblica internazionale, sui livelli di civiltà giuridica e umanistica ai quali possono attingere a piene mani anche altre nazioni. Altre nazioni per l’appunto, non noi. Purtroppo.

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2 commenti
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  1. obama ci prova ma davanti ha un muro di lobby, di interessi di gente senza scrupoli disposti a tutto pur di non perdere le loro prerogative. tante situazioni difficili le ha trovate e le deve risolvere ma non può fare miracoli. sono stata contenta che gli hanno dato il premio nobel , sicuramente sarà per lui un sostegno per agire con più determinazione. comunque fa bene a far sentire la sua voce sui diritti umani e questo non è difficile…poi però deve anche ritirare le truppe dall’iraq e concludere in afganistan .. e uscire da queste due situazioni a testa alta non è facile!!
    ciao daniela

  2. Però ci prova, e chi la dura la vince. Senza scheletri nell’armadio, almeno finora. Il che non è poco.