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I shot the Sheriff

di Claudio Tanari
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[27 ott 2009]
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gentilini legaSiamo contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici, coi loro phone center, i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moschee [...] Non vogliamo vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini“.
Sono solo alcune delle affermazioni che il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini aveva pronunciato durante la festa della Lega Nord a Venezia, a settembre dello scorso anno. E che gli erano costate l’apertura di un fascicolo per istigazione all’odio razziale da parte della Procura di Venezia.

Ora – è notizia di ieri – lo «Sceriffo» di Treviso, come ama definirsi, è stato condannato per aver usato parole “troppo forti” contro gli immigrati: in rito abbreviato è stato condannato a quattromila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi.
Gentilini, sindaco per due amministrazioni consecutive, dal 1994 al 1998 e dal 1998 al 2003 con il partito della Lega Nord – Liga Veneta, ha appoggiato nel 2003 e nel 2008 la candidatura della comparsa Gian Paolo Gobbo, eletto entrambe le volte, riservandosi la poltrona di vicesindaco. Un comodo trucco per continuare a indossare la stella d’argento.

Il difensore di Gentilini, avvocato Ravagnan, annunciando ricorso in appello ha sostenuto che nelle parole del suo assistito «non c’era alcuna maliziosità contro le razze ma il sostegno ad idee finalizzate all’integrazione tra etnie diverse»…

Non abbiamo motivo di dubitarne. Per questo ci siamo presi la briga di rintracciare analoghe dichiarazione tese all’incontro tra culture nell’ambito di una società multietnica. Qualche esempio:

Immigrati gentilini«(Gli immigrati) Bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile».
«Voglio eliminare i bambini dei (sic) zingari».
«Io gli immigrati li schederei a uno a uno. Purtroppo la legge non lo consente. Errore: portano ogni tipo di malattia: tbc, aids, scabbia, epatite».

Come si vede, non c’è davvero alcuna malizia…
Ma lo Sceriffo non fa sconti a nessuno: «Non c’è posto per romani e meridionali», «Darò immediatamente disposizioni al mio comandante (dei vigili urbani) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni, i culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili».

E via, per li rami: nel maggio del 2008, alla presentazione delle unità cinofile del Corpo Forestale, in piazza dei Signori a Treviso, ha tuonato contro i cani “stranieri”, irrispettosi dell’ambiente locale anticipando che in città sarebbero stati ammessi esclusivamente cani “di razza padana”.

Ironie a parte. Gentilini è la testimonianza vivente di una “questione settentrionale” fatta di intolleranza, rozzezza culturale, vera e propria regressione antropologica. Il mitico Nordest è diventato l’incubatrice di una degradazione del tessuto civile che è sotto gli occhi di tutti: in quale altro paese europeo gente simile avrebbe accesso a cariche pubbliche o istituzionali?

La sentenza del Tribunale di Venezia ristabilisce finalmente un po’ di sana normalità, ma niente paura: in Padania non mancherà di certo un Vicesceriffo capace per tre anni di dare voce ai borborigmi dei leghisti.

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2 commenti
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  1. Hai detto bene: rozzezza, ignoranza, intolleranza. Le peggiori dittature a volte, invece, fanno a meno della rozzezza e dell’ignoranza. Tutto dire.

  2. Sai quanti padani mangiano e urlano di notte e poi pisciano dove capita???
    2 pesi, 2 misure? Questa sì che è equita. La legge è uguale per tutti. La distribuzione dei cervelli è stata difettosa, invece…