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Don Farinella, l’onestà non ha padroni

di Cecilia Maria Calamani
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[22 ott 2009]
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farinellaIeri ‘Il cittadino’, il settimanale della diocesi di Genova, ha pubblicato la risposta dei cardinali Angelo Bagnasco e Tarcisio Bertone -  rispettivamente presidente della Cei  e segretario di Stato vaticano – a don Paolo Farinella, parroco di San Torpete, che l’8 ottobre scorso aveva manifestato la sua protesta per la presenza del segretario di Stato vaticano all’inaugurazione della mostra «Il Potere e la Grazia» (Roma, palazzo Venezia)  a fianco del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La lettera di don Farinella, una durissima denuncia della commistione tra potere politico e Chiesa cattolica, era stata pubblicata da molti siti web, tra cui Cronache laiche.

Nella missiva, indirizzata proprio a Bertone, Farinella affermava:

Lei, sig. cardinale, stava lì, come un compare di nozze, accanto all’«utilizzatore finale» di prostitute a pagamento. Egli da solo ha calpestato tutti «i principi etici non negoziabili» con cui lei è solito pontificare; tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa che ogni tanto lei rispolvera per darsi un contegno; tutti i valori etici per cui il Vaticano e la Cei avete anche organizzato una manifestazione di massa, il Family-Day, a cui ha partecipato anche il frequentatore di minorenni, divorziato e strenuo difensore della «famiglia»[…]
Lei stava lì come un protettore che mette il cappello sul proprio protetto, mandando un messaggio mediatico trasversale dentro e fuori i palazzi: Berlusconi è sotto la protezione del Vaticano e non si tocca. […] A lei, sig. cardinale, che gliene cale? L’importante è portare a casa, a costo zero, qualche legge che domani un altro governo eliminerà  […]
Sono fiero di rifiutare e ripudiare il suo modello e quello che lei propone, proteggendolo: il berlusconismo che è l’indecenza che corrompe la nostra Nazione e corrode il nostro futuro.”

Durissime le repliche.
Bertone: “Non commento le tue esternazioni, tanto sono marcate da accuse e interpretazioni infondate […] Ti ricordo soltanto che come sacerdoti possiamo e dobbiamo lavorare con cuore puro, senza odio e senza preconcetti ideologici, ma con la forza dell´annuncio evangelico, per il bene della Chiesa e di ogni persona umana
Bagnasco: “La facilità di giudicare tutto e tutti, senza peraltro conoscere molti aspetti delle questioni e attribuendo gratuitamente intenzioni a chi è da te giudicato, oltre a non portare nulla di costruttivo, è un atteggiamento che suscita in molti – cristiani e non – non poco stupore e disappunto”.

1756080Un palese tentativo di tappare la bocca a un uomo che, dall’interno della Chiesa stessa, ha il coraggio di gridare urbi et orbi la meschina vendita delle indulgenze cui si sta prestando il Vaticano, capace di rinnegare ogni principio cristiano pur di ottenere dal suo alleato la garanzia di privilegi economici e legislativi: testamento biologico, pillola abortiva, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, finanziamenti alla scuola cattolica. Questo il ricco piatto del giorno cui la Chiesa non vuole rinunciare anche a costo di perdere la credibilità davanti ai suoi più sinceri seguaci.

Ma il ‘prete di strada’, l’uomo coraggioso che da solo sfida i più alti vertici della Chiesa non demorde: è di oggi, su Micromega, la sua replica al cardinal Bertone:

“Sig. cardinale, lei nella sua lettera però non risponde ad alcuno dei problemi che io ho posto e lo ammette: «Non commento le tue esternazioni, tanto sono marcate da accuse e interpretazioni infondate». Libero di farlo, ma gli interrogativi restano nella loro pesantezza perché non mi aiuta a capire dove sta l’infondatezza. La domanda è: le cose che ho dette sono vere o sono false? Se sono vere lei mi dovrebbe ringraziare, se sono false, mi dovrebbe spiegare perché sono false. Lei non fa né l’una cosa né l’altra. Non può limitarsi a fare una semplice predica in cui non tanto velatamente mi fa passare per uno «stravagante». O Dio, accetto tutto, ma non la non verità! […]

Se lei si è sentito offeso, sono pronto a chiederle scusa, ma se le cose che ho scritto sono vere soltanto per un decimo, allora lei una qualche scusa la deve dare non a Paolo Farinella, prete, che conta nulla, ma al popolo di Dio che lei dice di servire e che è rimasto scandalizzato dalla sua presenza a quella mostra in quelle circostanze e in quelle ore. Il cardinale Bagnasco parla di «dovere istituzionale», ma il suo e il mio primo dovere non è «istituzionale» verso un potere corrotto e corruttore, ma di testimonianza di quella Verità che esprime il Vangelo. Molti non hanno letto il suo discorso, per altro abbastanza ovvio, ma hanno visto le immagini che le tv hanno trasmesso: lei era accanto ad un presidente del consiglio, che, in quelle stesse ore, la Suprema Corte Costituzionale rimandava davanti al suo giudice naturale dove è accusato di corruzione di testimone e di giudice e di una serie di altri delitti che lei conosce meglio di me. Egli «voleva» apparire accanto a lei e voleva che tutti vedessero.

La gente che frequenta le nostre parrocchie dice: se il segretario di Stato del Papa, va a braccetto con Berlusconi nello stesso giorno in cui la sua corruzione è scoperta, vuol dire che lo protegge. Ne venivamo da una estate di fuoco che avrebbe ammazzato anche una mandria di bisonti: la moglie accusa il marito presidente del consiglio di frequentare minorenni; lui spergiura sui figli in tv e dà quattro versioni diverse del fatto; non solo non chiede scusa agli Italiani, ma si vanta di essere il loro modello; si paragona a Dio e a Gesù Cristo; paga le prostitute dando in cambio posti di ministre e di deputate; il suo magnaccia è indagato per tratta di prostitute e commercio di stupefacenti; dispensa al telefono suggerimenti erotici per amori saffici e soffici (registrazioni rese pubbliche); attacca il Presidente della Repubblica e frantuma la coesione dell’Italia, modificando con i suoi stili di vita l’antropologia del nostro popolo; incita alla illegalità, all’egoismo economico e alla furbizia di chi la fa franca … e lei si fa vedere a suo fianco sorridente, soddisfatto di approfittare «di tutte le forme istituzionali e pastorali che mi sono offerte»? Non credo che in quella «forma istituzionale» lei abbia «approfittato».

papa-berlusconi-250-1Sig. cardinale, venga a vivere tra la gente comune e a sentire cosa si dice del fatto che il Papa abbia acconsentito a ricevere Berlusconi all’aeroporto dicendo: «Che piacere rivederla!», mettendo così una pietra tombale sull’etica che si predica e sulla verità che si propaganda. Come faccio io prete a compiere il mio dovere, se un cardinale, sottoposto solo al Papa, dopo avere rifiutato la prsenza dle presidente del consiglio alla «perdonanza» dell’Aquila, si presenta ora accanto a lui senza alcuna precisazione o un qualche «distinguo»?

Oramai lo sappiamo, nel mondo berlusconizzato la verità non è più quella ontologica, ma solo quella che appare e che lui fa apparire, visto l’uso diabolico e criminoso che fa della tv. In questo «ciarpame», l’unico che ha pagato le spese sull’altare della diplomazia interessata è stato il povero Dino Boffo che avete sacrificato alla «ragion di Stato» e delle convenienze. Il 7 agosto 2009 in un incontro riservato, avevo preventivato al cardinale Bagnasco quello che sarebbe successo in autunno dopo la nomina di Feltri a «Il Giornale» e di Belpietro a «Libero». Dopo nemmeno tre settimane le mie previsioni si sono verificate tutte, una dopo l’altra come un rosario. La nostra gente è disorientata e, vedendo quelle immagini, si lascia andare: se il cardinale assolve Berlusconi, io mi assolvo da solo/da sola.

Lei dice di avere una «responsabilità di carattere universale, approfittando di tutte le forme istituzionali e pastorali che mi sono offerte». Lo credo e non la invidio affatto, ma non a qualunque costo, non a qualunque prezzo. Nel suo discorso alla mostra, non ho letto un cenno alla situazione degradata che abbiamo e stiamo ancora vivendo, a motivo dei comportamenti e delle scelte disumane dell’attuale governo (una per tutte: legge sul reato di clandestinità, che grida vendetta al cospetto di Dio, Padre di tutti gli uomini e di tutte le donne, creati a «sua immagine e somiglianza»)[…]

Ho ricevuto migliaia di lettere, migliaia di e-mail e di telefonate di adesione e non creda che tutto questo mi faccia piacere perché è una sofferenza per me sentirmi dire che «se sono ancora nella Chiesa è perché vi sono preti come lei». La gente crede di farmi un complimento, invece affonda il coltello nella piaga perché è il segno che le persone dietro al Vangelo corrono a braccia spalancate, ma si fermano davanti agli interessi e ai comportamenti degli uomini di Chiesa che dovrebbero testimoniare la vita eterna, l’amore di Dio e la via del Vangelo. Forse lei e gli altri «eminentissimi» vivete troppo nel palazzo ovattato di incenso e di onori, e vi sfugge il polso feriale della gente comune che pretende da noi coerenza e verità. Sì, io mi aspetto dai miei vescovi che mi siano di esempio, di esempio trasparente e se vogliono che non mi occupi di politica e di politici, comincino a farlo loro e io li seguirò obbediente e pacifico.

Farinella legge nelle lettere dei due porporati, come dichiara a Micromega, “un velato avvertimento, quasi un avviso ad un successivo provvedimento disciplinare” nei suoi confronti. Ma precisa sagacemente che Bertone e Bagnasco non stanno trattando di dottrina bensì di temi politici, e su quelli la loro opinione vale come quella di qualsiasi altra persona.

Un prete cattolico e apostolico, insomma, mette il dito nella piaga profonda del potere temporale vaticano denunciando a viso scoperto e senza paura ciò che nel mondo laico oramai è diventato un tormentone: la perversa alleanza tra politica e fede religiosa.

Qualsiasi veto sarà imposto a don Farinella, qualsiasi sia il difficile futuro che l’aspetta all’interno della Chiesa, non possiamo fare altro che ringraziarlo sentitamente e con ammirazione per questo suo grido di onestà, di purezza, di verità.

Cecilia M. Calamani

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5 commenti
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  1. [Per i profeti del sec. VIII a. C. "il terzo giorno" è giorno di risurrezione, ma anche di condanna, perchè gli atei, che usano la religione per i loro interessi, trasformano il giorno del Signore in giorno di mercato, credendo di poter comprare Dio con offerte e sacrifici"]
    Queste parole sono proprio di Don Paolo Farinella, non sono del Cardinale Bagnasco o del Cardinale Bertone. Sono pubblicate a pag. 20 nel numero di Settembre 2009, finora l’ ultimo che mi è arrivato, del mensile dei Missionari della Consolata, che si chiama Missioni e sul quale Don Farinella commenta la Bibbia. Sono lieto che voi siate d’ accordo con Don Farinella, temevo lo faceste perché siete atei e volete sfruttare le divisioni interne alla Chiesa. Vi aspetto nella parrocchia di Don Farinella per la Confessione, la Messa, la Comunione, in particolare Te, cara Cecilia, agnostica pecorella smarrita e ritrovata.

  2. Caro Aldo, grazie per la tua vena ironica che mi ha fatto sorridere, ma credo che tu abbia perfettamente compreso i miei motivi di stima nei confronti di Farinella.
    Non c’è bisogno di condividere la visione del mondo e della vita per stimare una persona. Così come non c’è bisogno di essere cattolici per affermare che Chiesa e politica debbano essere assolutamente scisse in uno Stato non confessionale come il nostro.
    Farinella ha il suo credo, che mi sembra porti avanti con onestà e coerenza. La Chiesa, invece, ha messo su un impero economico che per continuare a vivere ha bisogno dell’appoggio politico ad ogni costo.
    Non trovi semplicemente inaccettabile, da buon cattolico quale certamente sarai che ci siano peccatori di serie A – è il caso del nostro presidente del Consiglio – e di serie B?
    Io credo di sì, io credo che ti ribolla il sangue a vedere la tua Chiesa prona di fronte al dio denaro come a me ribolle vedendo l’Italia prona davanti ai precetti di una confessione religiosa per mera convenienza politica.
    Quanto a me, la mia stima per un prete non cambia di una virgola ciò che sostengo sulla religione. Quindi mi dispiace, continueremo ad incontrarci (volentieri) su questi spazi ma non in parrocchia :-)

  3. CE NE FOSSERO DI PRETI COSI’…
    PURTROPPO ANCHE I POCHI ONESTI VENGONO RIDOTI AL SILENZIO DALLA CUPOLA.

    DON FARINELLA E’, IN UN CERTO SENSO, L’EREDE DI DON MILAN – PRETE STIMATO DA TUTTI: LAICI, CATTOLICI, PROTESTANTI, ATEI, AGNOSTICI, etc. etc.

    PERSONALMENTE RITENGO CHE LA FIGURA DL PRETE SIA ANACRONOSTICA.
    TUTTAVIA, MEGLIO UN PRETE COME DON FARINELLA CHE CENTO INUTILI (ad esempio) COME IL CARDINALE BAGNASCO. OVVIAMENTE INUTILE PER L SOCIETA’: PER LA MULTINAIZONALE DELLA CHIESA CATTOLICA BAGNASCO E’ UTILE. ECCOME SE E’ UTILE…

  4. Tony, non volendo hai fatto un gran complimento a Bagnasco. Magari fosse solo inutile! Il problema è che è anche – e soprattutto – dannoso.
    Quanto a don Farinella concordo con te: persegue con onestà i suoi valori e come tale merita certamente la stima di tutti a prescindere da coma la pensino.

  5. Ratzinger, Bagnasco e tutto l’alto clero non meritano neanche il mio turpiloquio.
    Mi conforta il fatto che la stragrande maggioranza li destesta.
    Vorrei ben vedere: uno che fa una legge per proteggere i pedofili e se ne tiene ben SETTE in Vaticano, senza concedere l’estradizione per evitare che siano processati… ma che razza di mostri sono?
    C’è bisogno anche di offenderli?

    Altresì concordo con te su don Farnella.