AttualitĂ 

Berlusconi, Marrazzo e l’arroganza del potere

di Eleonora Gitto [31 ott 2009]

chaplin”Non credo che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata”. Questo aveva detto Barbara Berlusconi in un’intervista a Vanity Fair all’indomani delle vicende che hanno travolto il Premier. E’ condivisibile tale affermazione? E perché un uomo politico non si può permettere la distinzione fra vita pubblica e vita privata?

I concetti di privato e pubblico, nella nostra società sono radicalmente cambiati. Spesso si fondono, a volte si confondono, sovente si negano, a tratti s’inseguono. Così capita che la vita pubblica si trasforma in frammenti di vita privata messa a nudo, e la vita privata anela con tutti i mezzi a farsi pubblica. Nell’epoca del “Grande fratello” e dei reality show, pubblico e privato sono diventati interdipendenti. Il privato brama di perdersi in un’orgia di celebrità ed esibizionismo e si offre al pubblico. Il successo di pubblico afferma che il privato è l’oggetto del desiderio e lo anela con voluttà. Il pubblico diventa privato e il privato diventa pubblico, in una crescente normalità. E accade che il cittadino che vive solo nella dimensione pubblica e non mostra la sua vita privata rischia di apparire come “non umano”. E il cittadino la cui vita privata non sia messa in “pubblico” rischia di covare frustrazioni. Motivo base del successo di trasmissioni come “Stranamore”, “Forum”, “C’è posta per te”, et similia, dove c’è la ressa per entrare a farne parte solo per riuscire, finalmente, a mettere in piazza sentimenti, situazioni, storie e affanni.

Tutto questo, ovviamente, mentre s’invoca il diritto alla privacy, rispetto alla quale c’è un miscuglio di atteggiamenti contraddittori: da un lato si è pronti a calpestarla con impeto, dall’altro la si difende con impegno.

Insomma, questa commistione, fra pubblico e privato cui ci hanno abituato, se da un lato ci trasforma in un popolo di voyeur, dall’altro ci fa perdere di vista la gravità eccezionale delle vicende che toccano personaggi pubblici come Berlusconi e Marrazzo. In primo luogo perché, un po’ per una forma mentis ormai acquisita, questi episodi rischiano di essere visti esattamente come reality o soap opera e, in quanto tali, restano nel virtuale e relegati a meri argomenti di conversazione della pausa caffè. In secondo luogo, si rischia di concentrare l’attenzione, anche per come gli episodi vengono trattati dai media, solo su un fatto di falso moralismo, figlio naturale del bigottismo.

E qui torniamo all’affermazione di Barbara Berlusconi. Il privato di un politico rimane sempre tale o ha delle conseguenze sul piano pubblico? Ed è questo il punto. Se Berlusconi ama intrattenersi con le escort e Marrazzo con i trans è un fatto privato che riguarda loro e le loro famiglie. Se Berlusconi fa diventare escort e veline consiglieri comunali o, addirittura, ministri e Marrazzo si reca dai trans con le auto blu, magari elargendo fondi pubblici; questi fatti “privati”, inevitabilmente, diventano pubblici.

Se un politico divorzia, o va con le escort pure avendo famiglia, e poi va al “family day”; se è pronto a puntare l’indice accusatore contro i mali dell’universo mondo e poi utilizza a scopi personali fondi pubblici; se inneggia alla legalità e poi sottostà a un ricatto; allora il fatto diventa pubblico. Perché all’uomo politico si chiede che la sua azione sia ispirata al bene pubblico e che, soprattutto, abbia ben chiaro il senso del limite, nel pubblico come nel privato. Non possono esserci due morali quella dell’uomo pubblico e quella dell’uomo che agisce nel privato. Il “predica bene e razzola male”, non è concesso, perché a un politico si chiede senso di responsabilità verso la collettività, la quale va sempre rispettata perché è stata la collettività stessa che, votandolo, gli ha dato un potere che non le si può ritorcere contro.

La gravità di questi episodi sta in questo. Non c’è rispetto per i cittadini. E come se dicessero “Tu, scemo dammi il voto, poi non mi servirai più e potrò schiacciarti sotto i piedi perché non sei altro che un inutile scarafaggio. E, non m’importa se scopri che ti ho rubato, ti ho ingannato, mi sono sollazzato alle tue spalle. Tanto, ormai ti ho in pugno. Continuerò a raccontarti frottole e tu mi crederai perché “io sono e tu no”, e tu continuerai ancora a votarmi!”.  E’ l’arroganza del potere. La stessa arroganza che porta alla morte della democrazia, quella che conquista con menzogne il consenso popolare, e che poi sfocia nella dittatura. Mussolini docet. E’ questo il pericolo vero.

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5 commenti
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  1. Però il caso di Marrazzo mi sembra molto diverso

    Quell’intervista su Vanity parlava di molte cose, sembrava un avvertimento mafioso di una figlia a un padre. Io ne trassi una impressione molto sgradevole
    http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm

  2. Dando per scontato che il comportamento di Marrazzo con la mancata tempestiva denuncia non è stato quanto di meglio ci si aspetta da un uomo delle istituzioni
    è stato scarnificato, come ha detto lui, solo perchè non ha un amore “in linea”.
    Questo è il paese dove puoi metterti con le giovanissime che i genitori ti buttano addosso per una eventuale carriera nel grande fratello, ma ti uccidono di chiacchiere se decidi che ti piacciono i trans.

  3. @Romano
    Perfettamente d’accordo con te su Marrazzo: quando un uomo che ricopre una carica pubblica diventa ricattabile, non ha altra scelta se non dimettersi. E questo a prescindere dall’oggetto del ricatto.
    La telenovela Marrazzo, a mio avviso, peggiora la posizione di Berlusconi: pare che le sue promesse alle avvenenti ‘ragazzine’ non si limitassero a una carriera nel Grande fratello: sesso in cambio di cariche politiche o istituzionali, cosa che alza l’eventuale posta del ricatto. Questa la differenza tra i due e non di poco conto.
    Uno ha dimostrato solo debolezza; l’altro l’ha anche sfruttata in modo inammissibile.
    Uno si è dimesso, l’altro non si dimette e non si dimetterĂ , per sua stessa dichiarazione, neanche se venisse condannato nei processi partiti ben prima che il coperchio sesso-politica-favori saltasse per aria.

  4. E’ evidente la differenza, ed è soprattutto insopportabile ogni volta citare Barbara e Veronica come fossero le due grandi pensatrici. Non fa onore soprattutto a noi donne che non ci siamo fatte mantenere per decenni dall’uomo straricco e per noi figlie che non ci litighiamo con i fratellastri per l’ereditĂ .

  5. Tarantin!!! Dimani portami un piccioncin, tenero deve essere, se non è tenero te lo sbatto in faccia.Si!!!!!!! Padrone signor berlusconi.