Attualità
Saremo tutti perdonati
di Sebastiano Tilloca[31 ago 2009]
La crisi nei rapporti tra uomini di Governo e uomini di Chiesa ha avuto la sua massima coincidenza con la cosiddetta “perdonanza”. Attriti che si trascinano da mesi riguardanti le presunte scappatelle del presidente del Consiglio ed il differente atteggiamento di vescovi e ministri sul tema della immigrazione e delle iniziative legislative in merito. In un crescendo di scontri verbali abbiamo assistito a critiche di alcuni settori cattolici alla ”scandalosa” condotta sessuale del premier e alle scaramucce di prelati contro leghisti e viceversa, addirittura con minacce di ritorsione anti-concordataria che hanno fatto tremare settori importanti della maggioranza come dell’opposizione.
Poi si arriva alla famosa cena della “perdonanza”, annullata perchè il direttore del giornale della famiglia Berlusconi decide inopinatamente di mettere un po’ di fango dentro il ventilatore.
Ma per capire la portata della coincidenza dobbiamo innanzitutto conoscere cosa effettivamente sia la “perdonanza”. Si tratta di un atto del papa Celestino V che “emanò una Bolla con la quale concedeva un’indulgenza plenaria e universale a tutta l’umanità, senza distinzioni. Un evento eccezionale, visto che accadeva in un periodo in cui il perdono era spesso legato alla speculazione e al denaro“. (da Wikipedia)
Da sempre il binomio perdono – denaro è uno degli assi portanti del potere papale. E qui sta la chiave che porterà alla soluzione della crisi di rapporti di cui si parla all’inizio.
Un presidente libertino accusato di gravi peccati contro la morale cattolica, atti liberticidi e discriminatori che attirano gli strali di alcune gerarchie ecclesiastiche, intimidazioni di stile “feltrista” ai direttori di giornali non compiacenti. Come uscirne? Con il metodo tradizionale in uso da secoli, che dà il massimo di garanzia di successo, un metodo super collaudato.

Dal palco del meeting di Comunione e Liberazione è già in atto la vendita delle indulgenze che sistemerà tutto con buona pace delle gerarchie “reali” vaticane.
Un tempo un monarca dello spessore del nostro premier poteva comprare l’indulgenza con il lascito di una sua villa, o di una sua proprietà industriale (un giornale e/o un canale TV), ma così l’indulgenza avrebbe coperto solo la sua augusta persona. La lungimiranza e lo spirito democratico del nostro leader politico lo hanno invece spinto a richiedere una indulgenza plenaria ed universale in linea con la perdonanza di Celestino V.
L’agenda dei lavori del governo annunciata nel meeting di Rimini infatti prevede interventi dell’esecutivo in materia di pillola abortiva e testamento biologico, ma soprattutto rassicura in materia di finanziamento alle scuole private (cattoliche) e di regime fiscale per proprietà terrene della Chiesa.
Per la ricomposizione di questa frattura quindi pagheremo tutti con un pò del nostro denaro, un pò della nostra libertà individuale, un pò di laicità della Stato e un pò di democrazia. In compenso saremo tutti perdonati dei nostri peccati. Di quello di predicare bene e di razzolare male in tema di morale. Di quello di adottare una e(ste)tica cristiana pur attuando politiche contrarie al messaggio di Cristo.
E tutto questo grazie al nostro Governo (noi) che paga (paghiamo) per la nostra salvezza dai peccati (di altri).
Non ci dovremmo sentire sollevati ?
(di Sebastiano Tilloca)







































